Tecnologia, educazione, futuro: il lavoro del Verona Fablab

Sguardo lungimirante. Spirito imprenditoriale. Senso di comunità.

Il Verona Fablab si è sviluppato in una terra, la Valpantena, che raccoglie tutte queste caratteristiche e che le instilla nei suoi abitanti. “Era il 2014 e sul territorio sia le aziende che i cittadini avevano a cuore due temi importanti: i giovani e il lavoro – racconta Riccardo Bertagnoli presidente dell’associazione – Le aziende si chiedevano come possiamo creare opportunità per i giovani? Che futuro possiamo dare ai nostri figli? Su quali nuovi modelli di business dovremmo investire? Un insieme di domande che non restano inascoltate e che vengono accolte da cinque giovani appassionati di innovazione, tecnologia e nuove sfide.

Volevamo democratizzare l’accesso alle tecnologie permettendo a chiunque di avere un luogo in cui sperimentare le proprie idee, scambiare saperi e conoscenze, usufruire di macchinari digitali” afferma Riccardo. E così, un po’ come è solita fare una biblioteca che acquista libri e li presta, il Fablab acquista macchinari e li mette a disposizione al minor costo possibile per tutti. Però il Fablab non è solo macchine.

È corsi di formazione, eventi, iniziative per la cittadinanza. Intorno al Fablab si è costruita una rete di persone, enti e aziende provenienti da tutta la provincia che crede nell’alfabetizzazione digitale e nella condivisione.

“Eravamo partiti con l’idea di erogare corsi agli associati. Ogni anno organizziamo un Open day dove raccogliamo richieste formative e proponiamo corsi, poi strutturiamo l’intero anno” spiega Riccardo. Un sistema ingaggiante che rende le persone protagoniste attive dell’associazione e permette loro di sentirsi parte di una rete finalizzata a generare esperienze comuni.

“Con il tempo la rete si è allargata, abbiamo creato nuovi forti legami. La Regione e le linee europee puntano a nuovi insegnamenti, ad una scuola orientata al fare oltre che al sapere. Da noi si impara con le mani e si studiano nuovi modelli. Questa visione abbraccia le indicazioni scolastiche quindi lavoriamo in sinergia anche con il mondo Scuola, con l’Università, con musei, enti e aziende su argomenti come il coding, la modellazione 3D, le competenze digitali” precisa Riccardo. Una moltitudine di interessi e necessità che ha spinto il Fablab a definire quattro ambiti di lavoro che accolgono tutti:

  • Education, si rivolge a tutti i soggetti coinvolti nei processi di educazione
  • Job, per i professionisti che vogliono migliorare l’approccio digitale e tecnologico
  • City, per iniziativa divulgative rivolte alla comunità cittadina
  • Business, dedicata ai soggetti imprenditoriali per consulenze, mentrshop e prototipazioni digitali.

Crediamo nel senso di quello che facciamo, per questo abbiamo deciso di dotarci di un Fabvan per spostarci e portare le nostre attività in giro per la provincia”. Durante il primo periodo sono riusciti ad incontrare oltre 1000 persone e ora, superato il lockdown, riprenderanno gli spostamenti per un totale di 40 territori nella provincia di Verona e Vicenza. “Siamo un’associazione ma non siamo gelosi del nostro lavoro, anzi lo portiamo nei comuni perché speriamo che possano nascere altri Fablab con cui entrare in rete” afferma il presidente.

Un lavoro a servizio della città per cercare di renderla più inclusiva, competitiva, accogliente e smart che registra nell’ultimo anno 306 soci, 5 collaboratori, quasi 40 iniziative avviate, circa 200 partecipanti e più di 1.300 bambini.

“Sono tanti i progetti di cui andare fieri. Ognuno di noi ne ha qualcuno di diverso – spiega Riccardo – per me vedere 18 partite Iva partire durante il progetto Rocket Cube o che più di 800 bambini hanno potuto partecipare alla palestra CoderDoJo programmando e inventando siti internet mi fa capire che siamo un laboratorio locale per la città e connesso alla rete mondiale dei Fablab”.

Bambini, famiglie, giovani, aziende e volontari hanno trovato nel Fablab una rete che crea, genera e guarda al futuro.