La capacità trasformativa delle relazioni

La potenza trasformativa delle relazioni

Nel tredicesimo episodio del podcast “Intraprendenti. Storie di chi, nel Terzo Settore, genera futuro” raccontiamo la storia di Christian, che ha trovato la sua strada aprendosi alla relazione con l’Altro e approfondiamo con il dott. Umberto Mezzana l’impatto economico e sociale del Terzo Settore.

Christian è un ragazzo che non ha paura di farsi domande. La prima volta che si è chiesto cosa volesse fare nella vita ha pensato alla sua passione più grande, il mare e ha salpato l’ancora. Ma dopo due anni di sole, sale e solitudine ha capito che non era quello il posto in cui voleva stare. Così ha iniziato ad interrogarsi e a fare un percorso di psicanalisi per capire quale direzione prendere: la sua freccia interiore ha indicato Psicologia!

La relazione d’aiuto l’ha conquistato e ha capito che era in quello scambio che voleva stare, voleva restituire il Bene che aveva ricevuto lui stesso ad altre persone. E così è arrivato al Centro Nuovo Volo della cooperativa Lindbergh, un centro socio-educativo riabilitativo per le persone con disabilità. Qui Christian ha incontrato l’Altro, quelle persone che la gente tende ad etichettare secondo le abilità di cui sono manchevoli, ma che in realtà sono in grado di trovare forme e modalità sorprendenti per vivere e comunicare. Christian ha così compreso che quando aiuti le persone a stare meglio, il benessere si diffonde. Ed è a questa onda infinita di Bene che Christian ha capito di voler contribuire.

Lavorare con la “diversità”: una relazione che ti trasforma!

La storia di Christian racconta di come le relazioni siano capaci di dare risposte a quella ricerca di senso che ognuno affronta nel proprio percorso di vita e di come siano in grado di generare una potenza trasformativa grandiosa nell’esistenza di chi si apre ad essa.

Questa consapevolezza Christian la sta sperimentando lavorando con il mondo della disabilità, una realtà che ad un primo approccio può essere faticosa e talvolta può spaventare: è necessario ricercare nuovi linguaggi, rendersi disponibili all’ascolto, accogliere la diversità come una possibilità di scoperta, anziché come un limite. Attraverso l’esperienza si può comprendere come la disabilità sia un concetto che non riguarda l’essenza delle persone, ma una condizione che si determina nel contatto tra l’individuo e una richiesta di prestazione del contesto, è dunque una dinamica di relazione che chiama in causa tutti.

Lavorare con la diversità è quindi prima di tutto un’azione di consapevolezza e di responsabilità, che si declina nella ricerca del benessere dell’Altro.

L’impatto del lavoro nel sociale nell’economia italiana

Il lavoro nel sociale, normato dal Codice del Terzo Settore, genera un enorme impatto sul benessere delle persone che accedono ai servizi, sulle loro famiglie e di riflesso sulla società intera: una persona che ha la possibilità di realizzare il suo progetto di vita, secondo le proprie possibilità, genera valore, necessita di minore assistenza e dunque, in parole povere, “costa meno”.

Ma come quantificare questo valore? Il dottor Umberto Mezzana, commercialista e Amministratore Delegato di Vannini Editoria Scientifica segnala che le stime attuali sul Terzo Settore rilevano che:

  • genera un giro d’affare di circa 80 miliardi
  • rappresenta il 5% del PIL
  • è la quarta economia del Paese

ma i dati sono sicuramente sottostimati e tengono conto solamente degli indici economici, quando in realtà il Terzo Settore, attraverso ad esempio l’attività dei volontari, si fa carico di una serie di servizi che generano un impatto trasversale e strutturale sulla società.

Una corretta lettura dei benefici sociali, personali ed economici generati dal Terzo Settore è una sfida ancora aperta e auspicabile, che potrebbe originare nuove consapevolezze personali e un cambio di prospettiva nella gestione delle risorse pubbliche e private.

Ti è piaciuto questo articolo? Qui puoi leggere  l’approfondimento che abbiamo dedicato alla Cooperativa Lindbergh.

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