Cooperativa Lindbergh: la bussola dei valori

Facciamo cose difficili insieme, credendoci si può”. Con questo motto Enza, Ciro – attuale presidente – e pochi altri, decisero 18 anni fa di fondare una cooperativa innovativa a La Spezia. Una realtà capace di ardire nuovi voli ma sempre attenta alla relazione. “La cooperativa porta il nome dell’aviatore Charles Lindbergh, il primo ad aver compiuto la trasvolata atlantica in solitaria, perché, come quell’esperienza, anche noi volevamo volare verso nuovi orizzonti”.

La cooperativa Lindbergh nasce in una cucina, dopo aver avviato progettazioni sociali nel territorio ligure ed aver incontrato professionisti con lo stesso spirito di attenzione alla persona. “Eravamo letteralmente ‹‹in quattro gatti››, così diversi l’uno dall’altro, ma tutti accumunati dal desiderio di fare qualcosa di nuovo che rispecchiasse il bene che volevamo apportare al mondo” testimonia Enza Famulare, socia fondatrice e responsabile del Centro Il Nuovo Volo. Concentrati fin da subito sull’ambito educativo, psicologico e riabilitativo hanno mosso i primi passi laddove la professionalità consentiva loro di costruire progettualità in sinergia con il territorio. “Da sempre ho voluto fare qualcosa per le persone perché nelle difficoltà trovassero un supporto di comunità – racconta Enza, lucana di nascita, padovana di studi e ligure per scelta. “Gli affetti mi hanno portata qui, insieme al mio bagaglio di conoscenze e di esperienze. In Veneto avevo sperimentato processi innovativi di supporto alla persona e mi ronzavano in testa. Volevo portarli anche qui, in Liguria. Vent’anni fa le idee che portavo facevano scalpore: non volevo fare assistenzialismo ma coinvolgere i destinatari dei servizi”. 

Un’idea condivisa dai soci fondatori che iniziano a sperimentarla nelle scuole e nei loro centri mettendo a fuoco i valori che hanno sempre dato la direzione alla bussola del loro agire. “Oggi tutti parlano di centralità della persona, e a volte senza coerenza, perché quando la pratichi conosci la responsabilità che si cela dietro questa affermazione – ammette Enza – Per noi significa trasformare il destinatario in attore partecipante del servizio. Far sentire la persona importante per quello che è, che sa e che può fare”. Lo stesso Centro il Nuovo Volo, sviluppato per rispondere ai bisogni di integrazione sociale delle persone diversamente abili, è stato antesignano di un metodo perché fece scoprire, nel Comune e fuori, che le persone disabili sono prima di tutto persone con sogni e desideri, con capacità e competenze. Per migliorare la qualità della vita degli utenti e delle loro famiglie si è dimostrato vincente coinvolgerli nelle attività. “All’interno del Centro ci sono 23 ragazzi con disabilità differenti, 12 operatori e si lavora perché qui ciò che tiene insieme non è la comunanza di una sindrome ma la voglia di condividere il tempo, i progetti, di stare alle regole e di costruire insieme il mondo in cui vogliamo vivere” riferisce Enza.

Un secondo valore è la cultura e la “Libreria dei Sogni” trasferisce nella realtà questo concetto apparentemente astratto. La libreria, gestita da persone diversamente abili, consente di sviluppare al massimo le autonomie permettendo loro di entrare in relazione con l’altro e operando in un contesto di contatto e utilità sociale. I ragazzi curano l’attività, conducono i laboratori, leggono i libri ai bambini. “Una volta una mamma mi ha raccontato che durante una vacanza al mare sentivano chiamare sua figlia. Come è possibile che la conoscano in Puglia? si chiese la signora. Il fatto è che l’avevano riconosciuta, sapevano che era lei la lettrice delle storie” un modo, questo, per sensibilizzare la collettività e per avvicinare abilità differenti e persone. Per questo la Bottega “Sogni fatti a mano” ha aperto le porte permettendo di commercializzare i prodotti artigianali creati dai ragazzi e realizzando insieme a loro bomboniere e piccole produzioni.

“Noi crediamo nella bellezza che cura e il Parco delle Farfalle sprigiona questo valore. Un parco creato coinvolgendo la comunità migrante, i bambini delle scuole, i pensionati locali… Qui si vive la bellezza della comunità perché questo è un progetto di comunità e si respira la quiete, la tranquillità, la pace nonostante sia sempre frequentato” ammette Enza.

Lavorare da sempre per il bene comune ha permesso alla cooperativa di crescere anno dopo anno arrivando a coinvolgere 80 soci lavoratori. “Quando mi sveglio al mattino e penso al Nuovo Volo mi dico che essere generativi non necessariamente passa attraverso l’esperienza della maternità ma con il dare respiro all’aria, alla terra e alle persone. Qualcosa che cresce, si modifica e si trasforma – conclude Enza –. Questa esperienza ci ha dimostrato che le cose difficili insieme si possono fare. Si può crescere insieme!”