Guerra in Ucraina: cosa puoi fare insieme al mondo non profit?
L’esodo più veloce d’Europa. Sono più di 1,5 milioni, secondo i dati Onu, le persone che in più di 10 giorni hanno lasciato il proprio Paese per scappare oltre confine. Mentre si tenta di strutturare un programma di accoglienza, sono tante le organizzazioni non profit già mobilitate per soccorrere, accogliere e offrire assistenza ai profughi. A loro abbiamo chiesto quali servizi hanno attivato e come ogni cittadino può aiutare.
Sono più di 14 mila i cittadini ucraini entrati in Italia finora di cui più di 7 mila donne, oltre 5 mila minori e più di 1.500 uomini. Come si sta attivando l’Italia e cosa possono fare persone di buona volontà che non vogliono rimanere con le mani in mano? Lo abbiamo chiesto alla rete informale #Contagiamoci che opera a livello nazionale per rispondere ai bisogni sociali del nostro tempo. Ecco le loro testimonianze.
Nuove accoglienze - Forlì
La cooperativa Nuove Accoglienze opera a Forlì da diversi anni nell’ambito dell’accoglienza migranti. Per questo è stata contattata dalla Prefettura locale per gestire la situazione emergenziale. La cooperativa ha preso in gestione di 2 alberghi, li ha puliti e con il supporto dell’associazione Gulliver e di Manitese Finale Emilia ha equipaggiato i locali preparandosi ad accogliere 120 persone. Le prime donne arrivate con figli a carico testimoniano la gravità di una situazione. Cosa può essere utile per garantire una migliore accoglienza? Mediatori linguistici! La cooperativa ricerca persone che parlino russo o ucraino. Ma anche psicologi, medici, infermieri che possano offrire assistenza. E letti a castello. Tanti! Per mettersi in contatto è possibile scrivere a: nacoop.servizi@gmail.com
La Nuova Arca - Roma
La cooperativa sociale La Nuova Arca opera a Roma a favore di mamme e bambini ma anche di persone fragili che attraverso percorsi di inclusione sociale e accoglienza possono realizzare la propria autonomia. La guerra in Ucraina ha da subito attivato l’organizzazione che ha strutturato due tipologie di interventi. La prima è una raccolta di beni di prima necessità sviluppata in coordinamento con l’iniziativa diocesana il cui referente, il vescovo don Benoni Ambarus, è in contatto con la Basilica Minore ortodossa ucraina di Santa Sofia. Medicinali, beni di prima necessità e alimenti possono vengono raccolti:
- ogni martedì dalle 9 alle 18 in via di Castel di Leva 416
- ogni mercoledì dalle 9 alle 15 presso Mercato Laurentino - Box 36
Informazioni e dettagli disponibili qui o contattando info@lanuovaarca.org
La seconda iniziativa riguarda l’accoglienza famigliare. In coordinamento con la rete Mam&Co in diretto contatto con il Dipartimento Politiche Sociali di Roma Capitale e con la Direzione Servizi Sociali della Regione Lazio, la cooperativa sta mobilitando le reti dei servizi per preparare l’accoglienza famigliare degli sfollati. Sono migliaia le persone che stanno scappando dalle terre di guerra. L’emergenza preannuncia numeri di sfollati importanti. Per questo l’associazione Meryem Anà della cooperativa si sta attivando per raccogliere la disponibilità delle famiglie a diventare famiglie d’accoglienza. Accompagnamento e presidio sono garantiti. Per maggiori informazioni e per aderire all’iniziativa è possibile scrivere a assmeryemana@gmail.com
Acli - Verona
L’associazione di promozione sociale attiva nella città di Verona ha attivato diverse iniziative volte a sensibilizzare e a fornire aiuto concreto. La prima, prettamente locale sviluppata in collaborazione con l’Associazione Betania è l'adesione ad una raccolta di alimenti attivata da quest’ultima che saranno destinati a profughi ucraini nel Comune polacco di Ustrzuki Dolne, sul confine ucraino. In collegamento con Acli Italia sono poi partite due iniziative. La prima è la promozione di una campagna social per l'esposizione fisica e virtuale di bandiere di pace riportando #AcliForPeace; l’altra l’avvio di una campagna di raccolta fondi realizzata insieme all’organizzazione non governativa per la cooperazione internazionale della rete Acli. Per aderire o partecipare ai progetti avviati è possibile scrivere a: progettazione@acliverona.it
Il Ponte - Novara
La cooperativa Il Ponte si occupa di inclusione professionale di persone con disabilità o particolarmente svantaggiate. In collaborazione con la rete Non di solo pane, di cui fanno parte associazioni ed enti locali, la cooperativa si è attivata per cucinare i pasti solidali consegnati alle persone provenienti dall’Ucraina ed oggi ospitate all’interno delle strutture della rete. Inoltre la cooperativa raccoglie ed invia beni di prima necessità per farli giungere in Polonia. I primi 10 furgoni sono già partiti ma tutte ledonazioni dei cittadini che decidono di partecipare all’iniziativa possono essere consegnate presso la segreteria di Avis Arona in via S. Carlo 3, nei seguenti orari: Lunedì, martedì, giovedì e venerdì dalle 17:00 alle 19:00 Mercoledì dalle 10:30 alle 12:30. Per maggiori informazioni è possibile scrivere a info@retenondisolopane.it
Giorgio Valsania Onlus - Torino
L’associazione opera per creare migliori condizioni di sviluppo in territorio a rischio. Per far fronte all’emergenza attuale, l’onlus ha scelto di inviare materiale di prima necessità. L’associazione in rete con molte altre realtà locali, sta raccogliendo e programmando più delegazioni in aiuto alle popolazioni dell’Ucraina. Beni di prima necessità, alimenti, prodotti personali, vestiti e coperte saranno portati agli sfollati. Per farlo hanno attivato un piccolo fondo volto a finanziare i trasporti che verranno incaricati direttamente ai volontari. Per contribuire è possibile prendere contatti con: caselle@ammop.it
Associazione Gulliver - Pesaro
L’associazione opera a Pesaro favorendo lo sviluppo delle comunità e il sostegno alle persone più fragili. Attualmente Gulliver ha scelto di trasferire beni di necessità alle persone arrivate dalla guerra. Inoltre l’associazione si sta coordinando con alcune scuole per creare piccole raccolte fondi che verranno destinate a Caritas Ucraina. Informazioni: 0721 395823
Stella Matutina Onlus - Verona
L'associazione Stella Matutina Onlus segnala la possibilità raccolta beni. "Ci stiamo occupando della logistica-arredamento-ristrutturazione, adeguamento appartamenti-trasporto beni nei centri di raccolta indicati dall’associazione MALVE Ucraina. Abbiamo sviluppato un rapporto pluriennale con l'Ucraina, da tempo infatti forniamo beni (letti, apparecchiature sanitarie, mobilio...) attraverso Malve. Ora che i primi nuclei, specie di mamme e bambini sono arrivati a Verona e continueranno ad arrivare, Malve ha chiesto il nostro intervento per recuperare con urgenza: asciugamani, lenzuola, cuscini, sacchi a pelo. Stiamo lavorando sul territorio da Bosco Chiesanuova a Verona." Per collaborazioni e contatti è possibile scrivere a: emergenzeucraina@comune.grezzana.vr.it
The Good Business Academy: il percorso per un business sostenibile
Generare valore sociale e ambientale è responsabilità di ogni impresa e il passo fondamentale per la costruzione di un modello di business realmente sostenibile. Per questo Fondazione Cattolica sostiene la prima edizione del Percorso Executive della The Good Business Academy in partenza a settembre 2022.
Il contesto
A partire dagli anni Settanta il termine sostenibilità ha evidenziato la necessità di prendere coscienza di una crescita economica rispettosa dell’ambiente e delle persone per evitare, nel lungo termine, un collasso dell’ecosistema terrestre. Eppure è stato solo negli ultimi anni, grazie ad accordi delle comunità internazionali, alla mobilitazione scientifica, all’attivismo sociale, che ci si è accorti della necessità di pensare a nuovi modelli di business per soddisfare i bisogni delle generazioni attuali senza compromettere la possibilità alle generazioni future di realizzare i propri.
La Good Business Academy
The Good Business Academy è il primo corso di congiunzione universitaria ed aziendale che intende offrire un percorso evolutivo, di trasformazione personale ed imprenditoriale, per massimizzare l’impatto positivo che le imprese possono e devono avere sulle persone e sul pianeta. Il percorso nasce per volontà di CUEIM, Nativa e InVento Lab con l’obiettivo di diffondere un modello di impresa “for good” e creare una generazione di manager ed imprenditori con lo spirito “for good”. Fondazione Cattolica crede nel valore della formazione come strumento per il cambiamento volto ad affrontare il futuro. Per questo supporta la realizzazione del percorso executive.


A chi si rivolge la Good Business Academy
The Good Business Academy si rivolge a manager e imprenditori che vogliono avere un impatto positivo sul pianeta. Con gli strumenti utilizzati durante il percorso, i partecipanti possono analizzare la propria azienda, prepararsi al futuro con nuovi approcci e competenze, attuare processi generativi, diventare leader della trasformazione.
Il programma della Good Business Academy
Le lezioni si svolgono il venerdì e/o sabato in live nella sede di Roma o livestream su Zoom. Il percorso è articolato in 3 moduli della durata di 11 settimane con inizio ad aprile 2022 a cui potrà estendersi un quarto modulo facoltativo e di completamento nel mese di settembre. I temi affrontati durante le lezioni riguardano:
- Le imprese for good e il loro mondo
- L’evoluzione dell’impresa verso un nuovo modello di governo
- Good Business: gli approcci e le competenze
Quota di partecipazione
Il percorso Executive costa 4.900€ + IVA e comprende l’accesso all’area riservata della piattaforma e-learning in cui sarà disponibile il materiale didattico (dispense, presentazioni, contributi video, approfondimenti).
Il modulo facoltativo di completamento costa 1.900€ + IVA. Sono previsti bonus e agevolazioni per iscrizioni multiple di dipendenti aziendali e sconti da parte dei partner aderenti all’iniziativa.
Informazioni ed iscrizioni
Per ottenere maggiori informazioni sul percorso è possibile visionare la brochure cliccando qui. Le iscrizioni devono pervenire alla segreteria organizzativa entro il 15 marzo 2022.
Diventa anche tu leader del cambiamento!
Vuoi saperne di più dei corsi che guardano al futuro? Dai un'occhiata a #Facciamolo
Un lavoro per ricominciare: esperienze di progettazione partecipata
"Un lavoro per ricominciare" è un progetto co-partecipato, nato dallo scambio virtuoso di buone prassi tra cinque organizzazioni non profit operanti sul territorio nazionale. Insieme per creare un progetto capace di migliorare la qualità di vita delle donne.
I dati relativi all’occupazione femminile italiana sono sconfortanti. Nelle classifiche europee, l’Italia rimane tra i Paesi che maggiormente penalizzano l’inclusione lavorativa delle donne. Nonostante esistano fattori strutturali e circostanziali che abbracciano tutto il mondo femminile, per alcune donne in particolare, il lavoro diventa un miraggio. Si tratta di straniere, richiedenti asilo, vittime di tratta. Ma anche donne over 55 e le giovanissime. Per non parlare di donne con disabilità o delle detenute.
“Un lavoro per ricominciare” è un progetto sviluppato tramite un partenariato nazionale, nato dalla rete Contagiamoci, per favorire lo scambio di buone prassi e creare opportunità di finanziamento che sostengano donne disoccupate o inoccupate, in condizioni di fragilità e vulnerabilità, favorendo il loro inserimento lavorativo. Abbiamo parlato insieme ad Elisa Belli, coordinatrice del progetto, per scoprire le peculiarità della progettazione partecipata.
Elisa, quando avete capito che era possibile sviluppare insieme questo progetto?
Due anni fa, durante un incontro della rete Contagiamoci, c’era un tavolo di lavoro dedicato alle donne che ricominciano. Durante quell’occasione hanno partecipato realtà che si occupavano di donne, orientamento e inserimento lavorativo. L’incontro era andato bene così ci siamo detti “Perché non approfondiamo le metodologie usate da ciascuno a livello locale in una condivisione nazionale?”. Volevamo entrare nel concreto. Da lì abbiamo organizzato in autonomia due incontri a Reggio Emilia. Ognuno portava le esperienze maturate, ognuno naturalmente aveva il suo metodo, il suo percorso. Ma tutti volevamo favorire l’inclusione lavorativa rispettando i tempi di conciliazione vita-lavoro delle donne, affiancandole nei percorsi riabilitativi e sostenendole nell’inclusione sociale e abitativa. Abbiamo compreso che potevamo dedicarci ad un progetto comune. Lo abbiamo fatto e “Un lavoro per ricominciare” ha vinto un finanziamento importante.
Quante realtà hanno partecipazione alla progettazione?
L’esperienza è stata condivisa da cinque enti non profit provenienti da cinque regioni italiane. Ci siamo noi capofila come cooperativa sociale Madre Teresa di Reggio Emilia, Fondazione Famiglia Materna di Rovereto, Progetto Quid di Verona, l’Aps Sc’art di Genova e l’associazione Il Ponte di Civitavecchia.
Cosa prevede il progetto?
“Un lavoro per ricominciare” punta a favorire l’inclusione attiva nel mondo del lavoro di donne in situazione di fragilità personale e sociale sviluppando processi di connessioni generative tra le beneficiarie di progetto e la rete territoriale degli stakeholder (enti formativi, aziende, volontari..).
Essendo attivi su territori diversi, abbiamo strutturato il progetto in modo che tutti gli enti possano svolgere le attività in 18 mesi, che prevedono:
- Formazione, per attivare processi di capacitazione di donne, mettendo in rete esperienze, competenze e sviluppo professionale.
- Orientamento, per migliorare l’occupabilità
- Inserimento lavorativo, costruendo alleanze territoriali e nazionali per l’inclusione attiva.
Credi che la collaborazione abbia portato dei benefici?
Io dico che quando si semina i frutti vengono sempre moltiplicati. Credo che questo mio pensiero sia condiviso in molte organizzazioni della rete Contagiamoci. Lavorare insieme significa non sentirsi soli. Inoltre quando si condivide si cresce. Abbiamo imparato a vicenda grazie ai processi già messi in campo da ciascuno. Conoscersi, visitare le realtà, cercare una connessione è parte del progetto. Lavorare insieme ci ha permesso di affrontare anche periodi bui come la pandemia, perché siamo riusciti a garantire la continuità.
Cosa avete in mente per il futuro? Vista l’esperienza positiva che abbiamo condotto in questi anni, puntiamo a coinvolgere altre organizzazioni sociali in questa progettazione condivisa. Il requisito è essere focalizzati su questi temi: donne e lavoro. Se qualche organizzazione volesse saperne di più, può scrivermi all’indirizzo: elisa.belli@coopmadreteresa.it
Dalla rete sono nati più progetti co-partecipati. Vuoi saperne di più? Leggi anche Energie in Rete!
Responsabilità Civile Generale: il corso per gli operatori del Terzo Settore
Fondazione Cattolica avvia il primo corso formativo dedicato alla Responsabilità Civile Generale per abilitare le conoscenze degli operatori del Terzo Settore.
Accogliere, accompagnare, assistere. Educare, formare, cooperare. Condividere, lavorare, desiderare.
Dedicare la propria vita personale e professionale al mondo non profit significa impegnare mente e cuore per sviluppare il benessere delle persone e dei territori. Ma quali molteplici rischi possono minare la bontà delle azioni?
Fondazione Cattolica ha scelto di avviare il primo corso formativo dedicato alla Responsabilità Civile Generale, per aiutare i responsabili delle organizzazioni sociali a familiarizzare con un sistema normativo complesso e articolato, permettendo così di affrontare con maggiori consapevolezze le avversità.
Agostino Ferrari, Esperto Sottoscrittore Rischi Responsabilità Civile Generale, introdurrà i partecipanti al sistema normativo che disciplina la materia per facilitarne la comprensione, aiutare a prevenire fatti dolosi o colposi che possono cagionare un danno da risarcire; nonché per agevolare la conoscenza delle coperture assicurative dei rischi.
I 4 appuntamenti ideati consentiranno di:
- Avere una panoramica sulla Responsabilità Civile Generale
- Conoscere il sistema della Responsabilità Civile Generale
- Identificare il ruolo dell’assicurazione nella Responsabilità Civile.
Il primo appuntamento del corso formativo Responsabilità Civile Generale per gli operatori del Terzo Settore è online alle ore 18 il 18 gennaio.
Ti interessano i nostri percorsi formativi? Guarda #Facciamolo il percorso ideato per giovani alla ricerca di senso!
Il tuo presente crea futuro?
Durante il Festival della Dottrina Sociale, Johnny Dotti e Padre Francesco Occhetta, sono intervenuti sul concetto di speranza e futuro. Da dove partire?
La pandemia ha spinto a guardare la realtà con occhi rinnovati. La nostalgia delle relazioni assenti ha permesso di maturare la consapevolezza che l’esistenza non si basa sul Super Uomo ma sulla fragilità. È nella debolezza, nel limite che si instaurano legami veri e profondi.
Ne hanno parlato Johnny Dotti, Pedagogista e Presidente Welfare Italia Impresa Sociale, insieme a Padre Francesco Occhetta, Gesuita autore di Umano nella società, durante l’XI edizione del Festival della Dottrina Sociale. Cosa significa vivere un presente che crea futuro?
“Oggi ci troviamo a scommettere sul futuro perché chi lavora a contatto con la fragilità è allenato a cercare soluzione rinnovate – racconta Padre Occhetta - Noi che operiamo con energia in questo settore possiamo guardare con speranza al domani”. Ma quale speranza?
“La speranza – dice Johnny Dotti – sta nell’invisibile dell’oggi. Per vederla ci vuole autonomia di pensiero, contemplazione e visione”. Per riuscire a cogliere l’essenzialità è indispensabile uscire dagli schemi tradizionali a cui siamo abituati. Non basta vivere in una società di servizi per sentirsi più dediti agli altri. Non basta comprare beni per sentirsi realizzati. Serve trasformare il pensiero per creare azioni nuove. Azioni fatte con gli altri e non per gli altri perché la comunità vive di senso e di valore. Mettere la conoscenza a servizio è un invito per rinnovare pensieri e parole e trasformarli dal codice binario contemporaneo a quello trinitario che include e genera.
Per farlo, secondo Padre Occhetta, è necessario operare:
- Il discernimento per distinguere ciò che è bene dal male, per saper scegliere tutti i giorni, attraverso esperienze che liberano e consentono di costruire insieme;
- Fare sacrificio formando un nuovo processo fatto di comunione e comunità.
- Essere fraterni avviando un processo politico che trasmetta fiducia nell’operatività condivisa.
Questo è il tempo delle scommesse. Su cosa scommettere? Sulle alleanze! Bellezza, formazione generosa, trasparente e inclusiva, dialogo con l’altro anche con chi ha idee distanti delle nostre.
Guarda il messaggio integrale dell’incontro “Il tuo presente genera futuro”.
#Facciamolo, nasce il percorso rivolto ai giovani in cerca di senso
Essere giovani in un mondo complesso è una sfida. Sono tante le domande a cui trovare risposta: quale università scegliere, quale lavoro fare, come impiegare al meglio il proprio tempo? Ma una risposta spesso resta appesa: quale senso muove le azioni? Come tradurre valori in cui si crede, nelle attività quotidiane? Fondazione Cattolica avvia #Facciamolo, un laboratorio per giovani intraprendenti che vogliono crescere insieme e generare opportunità.
A chi si rivolge #Facciamolo
#Facciamolo è un percorso esperienziale dedicato a tutti giovani tra i 20 e i 30 anni che credono, come noi, in un futuro a misura d’uomo e della sua dignità.
“Fai quello che puoi, con quello che hai, nel posto in cui sei” questa massima di Theodore Roosvelt esprime al meglio l’intento del percorso formativo: orientare il coraggio di agire!
Cosa prevede #Facciamolo
Cosa serve ai giovani per mettere in opera i propri talenti? Ispirazione e consapevolezza.
Per generare futuro le competenze devono essere coniugate con valori e relazioni. #Facciamolo vuole essere un momento di incontro, scambio e crescita che consente ai ragazzi di fare network con professionisti, mettersi in confronto e dialogo con coetanei ma anche con persone che hanno concretizzato idee imprenditoriali divenute un riferimento nel mondo profit e non profit.
Il programma di #Facciamolo
Il percorso mette a fuoco 10 temi con l’obiettivo di offrire uno sguardo inedito su modalità operative che creano beneficio alle persone, ai territori, alle comunità. Il percorso prevede di concentrare l’attenzione su:
- Il lavoro che verrà. Ambiti, approcci e significati
14 dicembre 2021 con Patrizia Cappelletti, Università Cattolica del Sacro Cuore
- Musica. Fai risuonare la magia di un coro: più voci creano armonia
10 gennaio 2022 con Federico Alberghini, Banda Rulli Frulli APS
- Radio. Sintonizzati con la frequenza del tuo cuore
24 gennaio 2022 con Enza Famulare, Cooperativa Lindbergh
- Sostenibilità integrale che impresa
7 febbraio 2022 con Paolo Braguzzi, Davines Spa e Marco Freddoni, filosofo
- Cibo. Parla come mangi, solo così assaporerai la bellezza del vero
21 febbraio 2022 con Barbara Cabassi, Cooperativa Madre Teresa
- Teatro. Recita la parte solo se dici chi sei
7 marzo 2022 con Andrea Castelletti, Modus Impresa Sociale
- Sport. Gioca, vinci, esulta…ma fai parte di una squadra?
21 marzo 2022 con Carlo Cremonte, Cooperativa Sportivamente
- Moda. L’abito mente, il tuo portamento no
4 aprile 2022 con Anna Fiscale, Progetto Quid
- Profit e non profit: un incontro sostenibile
19 aprile 2022 con Luca Tagliapietra, PoloBio e Marco Ottocento, Fondazione Vale un Sogno
- Intraprendere una responsabilità collettiva
2 maggio 2022 con Enrico Loccioni, Impresa Loccioni
Come partecipare a #Facciamolo
Gli incontri vengono svolti il lunedì ogni 2 settimane online. Sono previsti anche incontri fisici nei luoghi operativi dei temi trattati.
Per partecipare al percorso basta compilare il modulo di iscrizione successivamente verrà inviato il primo link di accesso per partecipare all’incontro iniziale di martedì 14 dicembre alle ore 18.30
Per saperne di più scrivici!
Audaci nella speranza, creativi con coraggio
Fondazione Cattolica partecipa al Festival della Dottrina Sociale, il Festival giunto all’undicesima edizione, che riunisce persone ispirate dalla gratuità, dalla sussidiarietà e solidarietà per riflettere, confrontarsi, fare rete sui territori e favorire il bene comune.
“Audaci nella speranza, creativi con coraggio” è questo il titolo del Festival della Dottrina Sociale 2021 che si terrà al PalaExpo Veronafiere dal 25 al 28 novembre. Un tema che porta a riflettere sulla realtà.
Come innovare sistemi e comportamenti per maturare azioni capaci di sviluppare modi di vivere più responsabili?
Il tema del Festival della Dottrina Sociale
“La Speranza alimenta la creatività e ci fa vedere con molta chiarezza che le difficoltà possono essere occasioni di trasformazione. Non dobbiamo uscire dalla pandemia con la nostalgia del passato, bensì con la consapevolezza che è necessario un cambiamento, in primis della percezione del nostro ruolo nel mondo. È ora di iniziare da noi stessi. Ognuno per come è, per dove è, può diventare un’azione corale, concreta e dirompente che genera il cambiamento”.
Il programma del Festival della Dottrina Sociale
Il ricco programma del Festival è articolato in incontri, tavole rotonde, convegni che portano politici, imprenditori, rappresentanti di associazioni a dialogare sulla realtà e sul futuro.
Fondazione Cattolica, invita i giovani italiani e i membri della rete #GenerAttivi ad incontrarsi in alcuni appuntamenti dedicati allo sviluppo di buone pratiche nel mondo del lavoro e del non profit.
Tra gli appuntamenti da segnare in agenda:
Giovedì 25 novembre – ore 21 apertura del Festival
Videomessaggio di Papa Francesco a cui seguono gli interventi di Marco Tarquinio, Direttore di “Avvenire” con il Cardinale Gualtiero Bassetti, Presidente della CEI Conferenza Episcopale Italiana e Giulio Tremonti, Docente ed economista.
Venerdì 26 novembre – ore 10 workshop Giovani
Quali principi guidano l’azione generativa, inclusiva e sostenibile nelle realtà di oggi?
Intervengono: Enrico Loccioni, Presidente Impresa Loccioni; Giorgio Mion, Docente di Economia aziendale all’ Università degli studi di Verona; Anna Fiscale, Presidente Coop. Sociale Progetto Quid
Venerdì 26 novembre – ore 11 tavola rotonda rete #GenerAttivi
“Il tuo presente crea futuro? Dinamiche di speranza”, intervengono Padre Francesco Occhetta, fondatore della comunità di “connessioni” e Johnny Dotti, Università Cattolica Sacro Cuore. A seguire i partecipanti condivideranno saperi ed esperienze all’interno dei tavoli di lavoro dedicati a: economia circolare, empowerment femminile, comunicazione, sviluppo di comunità territoriali, percorsi di inclusione, fundraising.
Per partecipare basta riservare qui la propria prenotazione al tavolo di interesse. E' possibile partecipare alle tavole rotonde anche il 27 novembre registrandosi qui
Venerdì 26 novembre – ore 14 tavole pensanti Giovani
Confronto su economia, sostenibilità e speranza in azione grazie alla rappresentanza di imprenditori sociali che racconteranno la propria esperienza in un clima di scambio e confronto. Moda etica, sostenibilità, agricoltura, disabilità, donne, giustizia, reti sociali, finanza sostenibile, comunicazione e cultura sono i temi di dialogo.
Venerdì 26 novembre – ore 21 Premio Imprenditore per il Bene Comune
Serata di premiazione condotta dalla giornalista televisiva Safiria Leccese volta a riconoscere l’impegno di sei imprenditori italiani, che in ambito profit e non profit si sono distinti per azioni innovative volte al benessere delle persone e allo sviluppo dei territori.
Sabato 27 novembre – ore 10 Convegno L’impresa della Sostenibilità
Si parla molto di sostenibilità.
Introduce Mauro Magatti, Università Cattolica del Sacro Cuore si confrontano: Valentina Pellegrini, Vice Presidente Gruppo Pellegrini SpA; Paolo Braguzzi, Amministratore Davines SpA e membro del Supervisory Board di B Lab Europe; Ettore Prandini, Presidente Nazionale Coldiretti; Gian Luca Galletti, Presidente nazionale Ucid;Marco Menni, Vicepresidente nazionale Confcooperative con la moderazione di Claudio Baccarani, Università di Verona.
Sabato 27 novembre – ore 16.30 Libertà, fiducia e generatività: il fondamento di una collaborazione autentica Il programma del Festival è disponibile online, visita il sito e scarica il programma!
Parte la campagna Natale ogni giorno. Il tuo Presente crea futuro
Un Natale più inclusivo, equo e solidale è possibile? Sì, lo sperimentano quest'anno le organizzazioni non profit che hanno scelto di realizzare una campagna di raccolta fondi mettendo in rete prodotti che stuzzicano il palato, tengono compagnia, adornano l'ambiente e testimoniano la forza della vita
La campagna di Natale
#Nataleognigiorno è una campagna di raccolta fondi nata dall'incontro di 130 protagonisti del mondo non-profit riuniti nella rete informale #Contagiamoci curata da Fondazione Cattolica. Più di 300 persone provenienti da 15 regioni italiane unite da un grande credo: creare lavoro per dare una migliore prospettiva di vita a tutti. Anche a chi è più fragile o è escluso.
E’ possibile sviluppare un domani più inclusivo, equo e solidale? Fondazione Cattolica crede di sì e lo comprende accompagnando gli enti non profit nelle attività che silenziosamente e quotidianamente, permettono ad ogni essere umano di riscattare la propria vita, superando i limiti e trasformandoli in valore condiviso.
Natale ogni giorno. Il tuo Presente crea Futuro è un invito a praticare ogni giorno scelte virtuose che favoriscono una vita migliore per tutti. Dietro ad ogni prodotto presentato nei cataloghi della campagna natalizia, ci sono storie di riscatto e di vita vera di persone disabili, immigrati, donne maltrattate, poveri, neet, persone che stanno pagando il costo dei loro errori ed altre che stanno uscendo da percorsi di dipendenza.


Il video di Natale ogni giorno. Il tuo Presente crea futuro
Cosa si nasconde dietro, o meglio dentro i prodotti sociali? Quali azioni, storie, motivazioni contengono? #Nataleogni giorno si presenta con questo video

Il sito della campagna Natale ogni giorno
Bisogna essere coraggiosi per sfidare la corrente ma quando l'amore si trasforma in azione e il Bene diventa opportunità diventa impossibile fermarsi ad aspettare. I prodotti realizzati dagli enti non profit vi aspettano su: https://controcorrente.fondazionecattolica.it/
Cosa puoi fare tu? Puoi guardare, parlarne, acquistare o consigliare! Scegli di entrare anche tu in questo flusso che sa di Bene. Scegli anche tu di permettere a ciascuno un domani più felice!
Fondazione Cattolica Assicurazioni sostiene la campagna di raccolta fondi promossa direttamente da enti non profit. La stessa non partecipa alla produzione, commercializzazione dei prodotti né percepisce alcun provento dai rapporti commerciali diretti tra gli enti non profit coinvolti ed eventuali donatori.
Intraprendere nel sociale, il bando che rende le persone protagoniste dello sviluppo
Fondazione Cattolica è alla ricerca di idee progettuali che rispondano in modo efficace, sostenibile ed innovativo ai bisogni crescenti dei territori. Per questo ha ideato il Bando Intraprendere nel Sociale
Con il bando Intraprendere nel sociale Fondazione Cattolica intende sostenere Associazioni ed Enti privati senza finalità di lucro, che promuovono lo sviluppo di una società a misura d’uomo, della sua dignità e vocazione.
Il bando vuole affiancare coloro che si attivano per rispondere in modo nuovo, efficace e sostenibile, ai bisogni riguardanti:
- Nuove povertà
- Disabilità
- Famiglie
- Anziani
- Giovani
Solo le proposte avviate in Italia e capaci di autosostenersi terminato il periodo di accompagnamento, saranno prese in considerazione da Fondazione Cattolica.
Attraverso il bando Intraprendere nel sociale, Fondazione Cattolica desidera contribuire allo sviluppo di un welfare generativo capace di creare valore sociale e crescita, coinvolgendo persone e mercato.
I parametri di valutazione dell’idea riguardano:
- L’impatto sulla comunità (numero delle persone inserite, dei volontari coinvolti, dei beneficiari…)
- Gli elementi innovativi con cui si affronta il bisogno sociale
- Massimizzazione dell’efficacia rispetto al costo
- Tempo necessario al raggiungimento della piena auto sostenibilità economica.
Il contributo massimo stanziato dal Bando Intraprendere nel sociale per ogni progetto è di 10.000 euro e non potrà superare il 50% dei costi complessivi. Maggiori informazioni sono disponibili all’interno del bando
Per presentare la propria idea è necessario prenotare un colloquio telefonico chiamando il numero 045 8083211 oppure scrivendo una mail a fondazione.cattolica@cattolicaassicurazioni.it
Puoi scoprire le proposte progettuali accompagnate negli anni sfogliano i nostri Bilanci
Come si diventa imprenditore sociale
Leggi, Decreti legislativi e Codice Civile regolamentano l’impresa sociale chiarendone i confini, le finalità e gli obiettivi. Ma cosa implica diventare un imprenditore sociale? Quali sono le caratteristiche che definiscono questa figura e che la differenziano?
Lo abbiamo chiesto a Michele Resina, Presidente della cooperativa sociale M25, realtà nata per accogliere e includere socialmente e lavorativamente, persone che vivono situazioni di disagio e difficoltà. Oltre ad un centro diurno focalizzato sulla salute mentale e al bicipark in cui vengono custodite e noleggiate biciclette ai cittadini, la cooperativa ha attivato alcuni laboratori nella casa circondariale di Vicenza. Con il progetto Libere Golosità ha riscattato un forno per creare opportunità formative ed occupazionali per i detenuti. I prodotti da forno dolci e salati sono diventati uno strumento per lavorare sulle proprie responsabilità e disegnare nuovi futuri.
Michele, chi è l’imprenditore sociale?
Bene definisce l’impresa sociale il D. Lgs del 3 luglio 2017 n. 112 ricomprendendo nella categoria “tutti gli enti privati, inclusi quelli costituiti nelle forme di cui al libro V del Codice Civile, che esercitano in via stabile e principale un'attività d'impresa di interesse generale, senza scopo di lucro e per finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, adottando modalità di gestione responsabili e trasparenti e favorendo il più ampio coinvolgimento dei lavoratori, degli utenti e di altri soggetti interessati alle loro attività". Già la legge 381/1991 aveva individuato quale scopo principale delle cooperative sociali quello di perseguire l'interesse generale della comunità alla promozione umana e all'integrazione sociale dei suoi cittadini.
Fare impresa sociale, significa promuovere e perseguire con la propria attività interessi di carattere generale, solidaristici, di utilità sociale. Finalità che deve orientare fin dalla sua costituzione qualsiasi esperienza che voglia caratterizzarsi come tale.
Qualsiasi imprenditore sociale presuppone la necessità di assumere modelli di gestione capaci di favorire il coinvolgimento dei lavoratori, degli utenti e degli stakeholder in genere, i cui contributi sono ritenuti essenziali per il raggiungimento dello scopo dell'impresa.
Si tratta in altre parole di definire sistemi organizzativi aziendali in cui, chi vi lavora all’interno, viene assiduamente coinvolto mediante forme di coordinamento costante e dove le regole della subordinazione tecnico-funzionale non sono quasi mai assoggettate a specifiche e vincolanti direttive, né sono caratterizzate dalla estraneità del risultato operativo.
Si diventa imprenditori sociali quando le finalità e i sistemi organizzativi sono coerenti con il modello. Lo scopo di lucro non è perseguibile nell'impresa sociale, ma viene sostituito dalla ricerca di senso e di gratificazione derivanti dal perseguire la promozione umana dei cittadini e la loro integrazione sociale e territoriale.
Alcune abilità richieste a chi vuole intraprendere la strada dell’impresa sociale sono:
1. Saper trovare risposte ai bisogni
Gli imprenditori sociali vengono investiti delle difficoltà e dai bisogni di un territorio. Non ci sono risposte standard adattabili alle situazioni ma ogni situazione ha bisogno di essere ascoltata e affrontata con originalità. L’imprenditore sociale non si rapporta con problemi ma con persone, considera la diversità una risorsa. Sono questi i tratti caratteristici che permettono di sperimentare nuove strade che guardano al di là di quello che è semplicemente convenzionale.
2. Dare valore alle risorse a disposizione
L’imprenditore sociale valorizza in modo creativo le persone e le reti sociali che ha a disposizione. Crea un ambiente di lavoro in cui le persone si possono sentire sicure ad essere quello che sono. Cose straordinarie iniziano ad accadere quando si ha la possibilità di portare al lavoro quello che siamo, eliminando le divise e le maschere professionali. L’imprenditore sociale sa tirare fuori il meglio da ogni collaboratore, definendo ruoli e funzioni appropriate, così da rendere ciascuno soddisfatto della propria missione.
3. Umanizzare i rapporti e favorire l'inclusione
Gli imprenditori sociali sanno che il cambiamento è complesso e difficile da ottenere; umanizzare le relazioni di aiuto e l’inclusione riduce i tempi della cura e aiuta a guarire prima. L’ascolto, l’empatia e la collaborazione generano cambiamento. L’imprenditore sociale sa che il successo dipende dalla capacità di includere gli altri nella progettazione, realizzazione e valutazione delle soluzioni. La domanda che si pone non è come creare regole migliori, ma come supportare i gruppi a trovare la migliore soluzione.
4. Superare i modelli organizzativi piramidali
Nelle strutture piramidali sono necessari incontri a tutti i livelli per raccogliere, filtrare e trasmettere informazioni su e giù per la catena di comando. Nelle imprese sociali le riunioni vanno ridotte al minimo indispensabile e i processi decisionali devono coinvolgere le prime linee. Servono incontri essenziali, che coinvolgano i gruppi di lavoro, per allinearsi e prendere decisioni, quando un argomento necessita di attenzioni, con le persone competenti intorno ad un tavolo, eliminando la proliferazione di funzioni strutturate e superflue.
5. Saper porre come obiettivo il cambiamento
L’imprenditore sociale ricerca soluzioni capaci di generare cambiamento e sa che questo va misurato nel lungo temine; diffida dei cambiamenti facili da ottenere. Il cambiamento vero è quello che sa generare modelli nuovi di gestione, visioni rinnovate delle cose; è quello reale e misurabile non basato solo sulle buone intenzioni

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