Dal welfare state al welfare generativo

Dal welfare state al welfare generativo

Ripensare il welfare e progettare una nuova idea di società. Il prof. Pezzana dialoga su un modo nuovo di stare in relazione e di vivere la propria individualità all’interno della propria comunità

Durante il Festival della Dottrina Sociale, Fondazione Cattolica ha ospitato l'incontro "Dal welfare state al welfare generativo: dinamiche di legami sociali" in cui hanno partecipato: Adriano Tomba, Segretario Generale di Fondazione CattolicaVerona, Paolo Pezzana, sociologo e professore del centro di ricerca Arca dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Enza Famulare della Cooperativa Lindbergh di Ceparana, Chiara Ricciardelli della Cooperativa Sociale La Venentadi Bologna e Andrea Boccanera di Onlus Gulliver di Pesaro con l'obiettivo di rispondere alla domanda:

Come superare le tradizionali logiche di welfare creando un sistema che valorizzi le Persone?

L’impresa sociale attraverso l’efficacia e l’efficienza tipica del profit risponde ai bisogni sociali ma tiene saldo i suoi veri obiettivi che sono l’inclusione, la costruzione di relazioni e comunità, la formazione delle persone, la diffusione di responsabilità e quindi lo sviluppo integrale delle persone. E' possibile fare impresa superando un modello economico estrattivo?

Il welfare state in Italia

Si tratta di un tema di grande attualità, il welfare statale anche in Italia sta cedendo, dopo aver fatto ricorso all’indebitamento e alla privatizzazione, ora è un apparato complesso, oneroso e di limitata efficacia: nel 2019 la spesa sociale è stata di 432 miliardi, cioè il 56% della spese corrente, al netto delle pensioni e della sanità solo 63 miliardi sono stati destinati a settori come l’invalidità, il sostegno alle famiglie, l’housing e esclusione sociale, tutti ambiti che sono in fortissima crescita. Si stima un gap di 150  miliardi tra bisogni sociali e spesa pubblica e nei prossimi anni la forbice si allargherà ancora: se non si troveranno nuove soluzioni il rischio sarà che questo vuoto verrà riempito da operatori privati, sostenuti da grandi investitori finanziari, mossi dall’unico obiettivo del guadagno. E naturalmente i poveri verranno esclusi da questo sistema.

È dunque necessario ripensare il welfare e progettare una nuova idea di società, un modo di stare in relazione e di vivere la propria individualità all’interno della propria comunità.

Nuovi modelli di welfare

Il prof Paolo Pezzana, nell’introdurre il tema del welfare generativo, propone una similitudine tra generatività e verità: entrambi sono fatte di persone e si declinano nella relazione, non consistono in teorizzazioni e principi, ma in relazioni autentiche e in altri aspetti di varia natura, emotivi, cognitivi, di fede, spirituali, che concorrono a definirli.

Negli ultimi anni il welfare generativo spesso non è stato compreso correttamente: si è diffusa l’idea che la generatività applicata al welfare sia un modo per ottimizzare le risorse a disposizione dei Comuni e del sistema dei servizi in generale, cui andrebbero poi aggiunte le risorse che i beneficiari di quegli interventi verrebbero chiamati a mettere in campo. Questa interpretazione però non è corretta, non si tratta di generatività ma di condizionalità, un’idea portata avanti anche da Margaret Thatcher, che fu primo ministro dell’Inghilterra in un periodo non propriamente felicissimo per lo sviluppo dell’idea di comunità nel Novecento. Sostanzialmente si applica al welfare quella formula del do ut des, di scambio, di sinallagma, che domina il meccanismo di scambio economico della società moderna e che in particolare nel Novecento e nei primi anni del Duemila si è spinto ad una velocità sempre più esponenziale con l’aiuto della tecnologia.

Il concetto di “welfare” lo ha inventato nell’Ottocento Otto von Bismarck, cancelliere di Prussia, nel tentativo di contrastare il pensiero comunista marxista che si stava allora diffondendo: lo statista comprese che le persone, in quell’epoca segnata dalla grande rivoluzione industriale, correvano dei rischi di varia natura e avevano necessità di trovare una risposta alle loro preoccupazioni. Il welfare nasce dunque come prevenzione dei rischi, mentre ora viene inteso invece come strumento per soddisfare dei bisogni.

Il welfare attuale infatti è un trinomio: rischi – bisogni – prestazioni. Esistono dei rischi, quando questi si manifestano possono determinare dei bisogni ai quali si dà risposta con delle prestazioni. Si tratta di un modello di welfare prestazionista, a domanda individuale, che ricerca continuamente la soddisfazione dei bisogni attraverso prestazioni appunto. Il welfare generativo invece, mobilita le proprie risorse non solo per rispondere ai bisogni, ma anche per prevenire i rischi, per fare in modo che i rischi che tutta la comunità corre non si manifestino in qualcosa che possa poi generare una cascata di bisogni infinita.

Il welfare generativo

Se queste due polarità sono reali è pressoché impossibile per un ente pubblico, un ente locale, fare tutto ciò che serve per essere efficace, è ontologicamente impossibile, non può essere onere solo dello Stato e guai se così fosse. Perché se l’obiettivo è prevenire dei rischi cosiddetti di sistema, quale ad esempio il rischio per la salute causato dai cambiamenti ambientali, è impensabile concepire uno Stato, un Comune, che da solo risponde a questa sfida, senza mobilitare invece le energie, la capacità dei cittadini di fare la propria parte.

Il welfare non può essere governato dal meccanismo dello scambio, per cui l’aiuto dato alle persone viene condizionato al fatto che in cambio di quanto ricevuto diano qualcosa, secondo modalità, qualità e contesti prestabiliti. Si devono invece attivare dei meccanismi di contribuzione e stimolare la cultura della contribuzione. Che cos’è la contribuzione? L’opposto dell’estrazione.

Il modello attuale di sviluppo, quello estrattivo, spinge alla ricerca del massimo profitto, economico ma non solo, da ogni situazione; questo sistema però si sta esaurendo, come stanno verificando e studiando Michael Porter della Business School di Harvard e i massimi teorici dell’organizzazione del capitalismo.

La contribuzione invece è uno stile nel quale mediante l’agire, il fare impresa, l’essere famiglia, l’essere comunità locale, mediante le relazioni, mediante lo stare insieme, ci si preoccupi che qualcosa del valore prodotto diventi subito disponibile gratuitamente anche per gli altri, fuori dalla logica dello scambio, e non necessariamente entrando nella logica del dono, e venga semplicemente messo a disposizione.

La contribuzione allora è attenzione per la bellezza, cura dell’ambiente, “fare bene le cose”, condividere ad esempio pezzi di codice se ci occupiamo di progettazione di software, lasciare aperte alcune nostre intuizioni, rendere percorribili i nostri spazi alla cittadinanza, valorizzare i saperi e le competenze dei soggetti che normalmente non vengono riconosciuti.

L’estrattività, continua il prof. Pezzana, che è stata un paradigma organizzativo degli ultimi anni anche nel mondo del welfare, è come una pentola di minestra: lo Stato la prepara con i vari ingredienti e la mette sul fuoco ovvero istituisce delle gare che chi offre di più si aggiudica, quindi una competizione determina chi si prende la minestra e se la mangia con i suoi. La contribuzione invece è come il pentolone del gallico Asterix e lo Stato è Panoramix, il druido che conosce la ricetta della pozione e coinvolge tutto il villaggio nella raccolta degli ingredienti. Questi vengono poi posti dentro al calderone, in mezzo alla comunità, per la comunità perchè solo nutrendosi insieme, sconfiggeranno l’Impero Romano.

Il welfare generativo è così, è fatto di dispositivi che mobilitano la contribuzione delle persone che sono in grado di abitare quell’eccedenza tra la vita e la forma che, come insegnava Georg Simmel nell’Ottocento, grande padre della sociologia e delle filosofia contemporanea, accompagna l’esistenza degli uomini.

Simmel diceva che tra la vita e la forma c’è una dialettica: l’uomo non può vivere senza forma, ha bisogno di organizzazioni ma nel momento in cui viene data una forma alla vita, la vita stessa è già corsa più avanti. Quella forma nel momento in cui viene istituita è già inadeguata a rispondere alle esigenze della vita che hanno portato a costruire quella forma. Dunque per il filosofo la sfida di ogni singola vita, che è esattamente la sfida della generatività e quindi anche del welfare generativo, è abitare dentro quella eccedenza costante tra vita e forma, cioè riuscire a cogliere quel di più che la vita sempre esprime, propone, senza la pretesa di dargli una forma definitiva perché non è possibile, ma mantenere la tensione costante ad accompagnare le persone e le loro organizzazioni a tendere, ad essere protesi verso la vita.

Il welfare generativo infatti è un fatto di persone, di capacità di abitare l’eccedenza che la vita ha sempre sulla forma, è un fatto di storie, di narrazioni, che regge alla prova del “vieni e vedi”, della verità, come la chiamava Richard Norman. Il welfare non può reggersi sul sistema del “do ut des”, che chiede al beneficiario qualcosa in cambio del servizio di cui gode ponendolo in una condizione di minorità e di debito, perché questa è servitù, un’esperienza antica in veste moderna, non a caso promossa nel contesto ultraneoliberista di Margaret Thatcher.

È possibile invece abitare gli spazi della libertà, in cui il contributo è libero, dettato dalla consapevolezza che l’aiuto, offerto anche dai beneficiari stessi di welfare, è prezioso, può essere costituito da saperi, competenze di cui è riconosciuto il valore e che per questo che è importante metterli a disposizione.

Il lavoro nel welfare generativo

Esiste poi un altro aspetto da considerare, prosegue Pezzana, ossia la fine del lavoro così come elaborato dal Novecento: secondo le previsioni, l’automazione dei processi produttivi porterà alla scomparsa del 70% delle professioni attuali entro il 2040. Ciononostante il lavoro continua ad essere uno dei principali elementi per il riconoscimento, la valorizzazione delle competenze e dei saperi delle persone. È necessario allora, come riconoscono studiosi del calibro di Bernard Sinclair e Alain Supiot, distinguere tra lavoro e impiego. L’impiego è ciò che fornisce una quota di risorse necessarie per vivere. Il lavoro invece, che Aristotele chiamava èrgon, la forza, è il motore di cambiamento ed azione nelle comunità. Attraverso il lavoro è possibile riconoscere i saperi e le competenze, che vengono valorizzate e messe a frutto da ragazzi diversamente abili, anziani, bambini, giovani, professionisti, educatori... da tutti.

Le esperienze portate dai relatori presenti a questo incontro, il loro modello economico e di organizzazione, che sa tenere insieme lavoro e impiego nell’ottica della sostenibilità, possono allora ambire ad essere paradigma di una soluzione inedita e innovativa e diventare riferimento per lo sviluppo di un vero e diffuso welfare generativo.


Campagna Sky volontariato il vero dono sei tu

Il vero dono sei tu…Volontari si diventa!

Fondazione Cattolica sulle reti televisive Sky con la campagna “Il vero dono sei Tu” realizzata insieme alla rete nonprofit #Generattivi per promuovere il valore del volontariato.

Il vero dono sei Tu” è un’occasione per ri-scoprirsi e per scoprire la bellezza delle Persone. È un invito ad uscire di casa per conoscere, condividere, incontrare. “Il vero dono sei Tu” è una proposta che raggiunge gli spettatori e che domanda: desideri metterti in gioco?

La campagna #ilverodonoseitu

Insieme alla rete informale #GenerAttivi, Fondazione Cattolica ha sviluppato 5 spot televisivi per rivelare il ruolo fondamentale del dono e di chi sceglie di dedicare tempo, conoscenze, competenze e beni inutilizzati agli altri.

https://www.youtube.com/watch?v=i7uhc3ffehU

Dal 12 febbraio fino alla fine del mese, le reti Sky trasmetteranno le videoclip che offrono uno sguardo sul mondo della disabilità, delle povertà, della solitudine e del riuso. Ogni video rimanda al sito controcorrente dove è possibile conoscere più nel dettaglio la campagna, visualizzare alcune delle organizzazioni facenti parte della rete impegnate in ambito educativo, formativo, culturale, sanitario, di ricerca e prendere contatti per essere indirizzati agli enti non profit più vicini alle esigenze di chi vuole mettersi in gioco o cerca risposte a un bisogno!

Diventa volontario anche tu

Quando si dona si fa bene due volte: alle persone incontrate e a sé stessi. Hai mai provato? Grazie alla rete di associazioni, cooperative e imprese sociali appartenenti al Terzo Settore che operano a livello nazionale, Fondazione Cattolica desidera offrire l’opportunità di scoprire il beneficio che si crea quando si diventa volontari. Bambini, anziani, migranti, disabili, donne in difficoltà e persone in uscita da percorsi di vita complessi, sono molteplici gli ambiti di intervento a cui dedicarsi. Il non profit ti aspetta!

Ringraziamenti

La cooperazione insegna che quando un’occasione personale la si condivide, diventa un’opportunità! La campagna #ilverodonoseitu è stata realizzata grazie ad un’idea proposta da Onlus Gulliver Pesaro. Fondazione Cattolica ringrazia tutte le organizzazioni che hanno permesso di dare forma ad un pensiero. In particolar modo la cooperativa sociale Monteverde:

https://www.youtube.com/watch?v=A9P_TYXxy8U

L’associazione Alzheimer Verona

https://www.youtube.com/watch?v=MHRe3Fw6xvY

La Ronda della Carità

https://www.youtube.com/watch?v=JNsYtpmue1Q

La Onlus Gulliver

https://www.youtube.com/watch?v=YXlTPHcyzvw

e tutti i volontari e collaboratori che sono diventati i veri protagonisti dei video realizzati!


Impatto della cultura in Italia: numeri, potenzialità e ruolo del Terzo Settore

Impatto della cultura in Italia: numeri, potenzialità e ruolo del Terzo Settore

Abbiamo fatto un focus sullo stato di salute della cultura in Italia e il contributo del non profit in questo settore

“Con la cultura non si mangia” recita un detto della tradizione popolare. Eppure il nostro Paese è pieno di testimonianze e produzioni artistiche, da proteggere, valorizzare e trasmettere, che potrebbero diventare volano di sviluppo dell’economia e della società. Ma servono fondi, strategie, idee e serve educare alla cultura.

Anche il Terzo Settore è attivo in questo ambito, perché fare cultura può essere un potente strumento di rigenerazione sociale e inclusione. Vediamo insieme qualche dato...

I numeri della Cultura in Italia

La cultura ha prodotto ricadute positive anche su altri settori economici per circa 252 mld di euro, pari al 15,8% dell’economia del Paese: si tratta quindi di un settore strategico sul quale investire! Esistono però grandi differenze tra Nord e Sud Italia: Milano è al primo posto nelle graduatorie per incidenza di ricchezza e occupazione prodotte con la cultura, mentre al Lazio spetta il record positivo per la partecipazione culturale.

I Comuni del Nord spendono in cultura circa 26 euro a cittadino, al Sud 9 euro pro capite, su una media nazionale di circa 20 euro.

Eppure siamo un Paese di eccellenza in questo settore: l’Italia infatti è in cima alla lista del Patrimonio mondiale dell’Unesco con 58 siti, di cui 53 appartenenti alla categoria dei beni culturali e 5 a quella dei beni naturali. Per saperne di più visita il sito

Difficoltà per il settore: scarsi investimenti e conseguenze del Covid

Purtroppo, gli investimenti dello Stato nella cultura sono ancora insufficienti, la spesa pubblica destinata al patrimonio culturale nel 2019 è stata di circa 5 miliardi di euro, tra le più basse in Europa in rapporto al PIL: 2,8 per mille contro una media del 4,8.

Inoltre, il settore è stato molto colpito dalle restrizioni conseguenti l’emergenza Covid: la pandemia ha colpito soprattutto le arti performative e in generale la fruizione “live”, rinnovando invece l’interesse per l’offerta digitale e recuperando la prossimità territoriale.

In 2 anni, sono andati perduti 55.000 posti di lavoro del settore cultura, registrando un calo occupazionale superiore alla media del Paese: 6,7% rispetto al 2,4%, a conferma della sua fragilità strutturale (lavoro precario).

L’ultimo “Rapporto annuale sul benessere equo e solidale in Italia” dell’Istat (2021) ha evidenziato un crollo della partecipazione culturale, dal 35% del 2019 al’8% del 2021, per effetto delle misure anti Covid.

La partecipazione culturale fuori casa in quegli anni si è ridotta soprattutto per le donne, che invece dal 2017 presentavano livelli in costante miglioramento. Inoltre i giovani, che hanno sempre registrato livelli più elevati, negli anni della pandemia si sono equiparati alle altre fasce di età.

Potenzialità del settore

Le potenzialità di questo settore sono enormi e avrebbero un impatto trasversale su economia e società: le industrie culturali e creative possono infatti essere tra i settori più strategici per facilitare la ripresa economica e sociale italiana, sia per il numero di posti di lavoro che coinvolgono sia per la ricchezza che producono.

La cultura è inoltre un mezzo per coinvolgere le comunità e stimolare lo sviluppo dei territori e può diventare un motore di innovazione per l’economia e un attivatore della crescita di settori come turismo, trasporti e manifattura.

Il ruolo del Terzo Settore nella Cultura

Anche il Terzo Settore fa la sua parte: i dati Istat 2020, gli ultimi disponibili, rilevano la presenza di 57.615 realtà che si occupano di attività culturali e artistiche, pari al 15.9% del totale degli enti non profit (363.499) e impiegano 20.038 dipendenti.

In questo ambito sono prevalenti le APS – associazioni di promozione sociale, pari al 32,4% della realtà, seguono altre forme organizzative 16,6%, le onlus 12,3%, le organizzazioni di volontariato 8,5% e le imprese sociali 2,6%.

Le organizzazioni non profit che si occupano di attività culturali e artistiche non sembrano essere particolarmente premiate dai contribuenti italiani: solo il 3,3% delle realtà di questo settore ammesse al contributo del 5 per mille, pari al 10,6% del totale degli enti selezionabili, viene scelto dai cittadini e a queste sono destinate il 3,7% delle risorse, quasi 17 milioni di euro.

Rispetto al 2019, risulta in diminuzione dello 0,6% il numero di realtà non profit nel settore “cultura, sport e ricreazione” e del 5,6% il numero dei dipendenti. Si rileva inoltre una riduzione del fatturato superiore al 20% per il 62,5% delle attività culturali e artistiche. Questi dati sono sicuramente influenzati dagli effetti della pandemia e delle conseguenti misure di contenimento.

PNRR e Cultura

Gli interventi previsti dal PNRR per il settore cultura intendono ristrutturare gli asset chiave del patrimonio italiano e favorire la nascita di nuovi servizi per migliorarne l’attrattività, l’accessibilità (sia fisica che digitale) e la sicurezza, in un’ottica generale di sostenibilità ambientale. Le misure sono tre:

  • Patrimonio culturale per la prossima generazione: 1,1 mld €
  • Rigenerazione di piccoli siti culturali, patrimonio culturale religioso e rurale: 2,72 mld €
  • Industria culturale e creativa 4.0: 0,46 mld €

Progetti per il futuro

In Italia c’è molta offerta culturale, ma manca la domanda: cosa si potrebbe fare per renderla più attrattiva? Noi abbiamo incontrato Mario e abbiamo visto come la cultura ha cambiato le dinamiche di un Rione intero!

Fonti Istat, Ministero della Cultura, Unesco, Fondazione Symbola report annuale “Io sono cultura 2022”, Unioncamere


Una mano a chi sostiene: una fotografia sulle candidature

Una mano a chi sostiene: una fotografia sulle candidature

Una mano a chi sostiene è il bando lanciato da Fondazione Cattolica nel 2022 per favorire lo sviluppo di progetti ad alto impatto sociale realizzati da enti non profit sul territorio italiano. Chi sono le realtà che si sono candidate al bando?

Il bando “Una mano a chi sostiene” nasce per sostenere realtà impegnate in ambito non profit, ma anche enti religiosi civilmente riconosciuti ed enti privati senza scopo di lucro, a realizzare progetti ad alto impatto sociale, economico e territoriale.

Di cosa si tratta?

https://www.youtube.com/watch?v=2gv7YOCVG0g

Con il 31 dicembre 2022, termine di presentazione delle candidature, si è conclusa la prima fase del bando. Chi sono e da dove vengono i candidati?

Una fotografia degli enti partecipanti

Al Bando hanno partecipato 577 realtà provenienti per il 60% dal Nord Italia, il 22% dal Centro, il 13% dal Sud e il 4% dalle Isole. La Lombardia è la regione che si è distinta per candidature progetti. Seguita dal Veneto e dal Lazio.

I progetti presenti fanno parte dell’ambito:

  • Assistenza e solidarietà sociale per il 50%
  • Cultura per il 16%
  • Educazione, istruzione e formazione per il 34%

La maggior parte delle realtà ha giovane età (essendo costituite negli ultimi 10 anni), includono lavorativamente un numero contenuto di dipendenti e godono della presenza di un copiscuo numero di volontari.

Attraverso i progetti presentati, le realtà si aspettano di offrire opportunità di lavoro per circa 500 persone, includere oltre 500 volontari creando attività di cui potranno beneficiare circa 600 persone.

I prossimi passi del bando

Fase 2: selezione dei progetti

Da gennaio a marzo 2023 una commissione interna selezionerà le migliori 100 idee progettuali che passeranno alla fase successiva del bando

Fase 3: selezione pubblica

I 100 progetti selezionati parteciperanno ad una votazione pubblica. Sulla piattaforma 1clickdonation ogni persona fisica e/o giuridica potrà votare un solo progetto

Fase 4: assegnazione fondi

Ai progetti più votati verrà assegnato il contributo.

Maggiori informazioni sono reperibili nel regolamento!


Il futuro? Per il 71% dei giovani è promettente

Il futuro? Per il 71% dei giovani è promettente

Si può davvero parlare di futuro oggi? E di quale futuro? Fondazione Cattolica ha realizzato Escogito l'iniziativa ideata per aiutare i giovani e inviduare nuovi modelli d'azione con cui costruire il futuro professionale

L’OCSE registra il più alto tasso di appiattamento emotivo dei giovani nei confronti della vita. Eppure nonostante la pandemia, la guerra, il tasso di disoccupazione e di disuguaglianza nel Paese i giovani veronesi hanno fiducia nel futuro. Lo ha dichiarato il 71% dei 700 studenti partecipanti a Escogito, l’iniziata ideata da Fondazione Cattolica Verona per immaginare nuovi modelli d’azione con cui affrontare il futuro. All'interno dell'evento, 5 giovani hanno ricevuto il "Premio Giovani di Valore" ideato per testimoniare le scelte di giovani che in Italia hanno dato vita a imprese ad impatto economico sociale.

Un trend che viene confermato dai numeri nazionali. Nonostante L’Oxfam segnali la presenza di giovani Neet al 23,4%, il tasso di abbandono scolastico al 12,7% e il tasso di disoccupazione giovanile al 21,9%, il 70% dei giovani italiani, etichettati come “choosy”, ha invece voglia di cambiare le cose a partire dalla scuola, dalla politica e dell’ambiente.

Un futuro complesso e sfidante, eppure il 43% di loro è consapevole che per cambiare le cose bisogna mettersi in gioco in prima persona anche perché il 78% sogna un futuro soddisfacente in linea con i propri interessi, con le passioni e all’insegna dell’avvio di attività imprenditoriali.

Il Premio Giovani di Valore

Un futuro che prende forma dal desiderio più che dalle aspettative sociali. Dalla voglia di creare ambienti lavorativi stimolati per sé e per la comunità. Lo testimoniano anche i 5 giovani premiati insieme a Jacopo Buffolo, Assessore alle Politiche Giovanili e all'Innovazione del Comune di Verona, alla prima edizione “Premio Giovani di Valore”, il premio ideato da Fondazione Cattolica per riconoscere l’impegno di giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni che, attraverso le loro scelte, hanno:

  • Generato benessere in persone, comunità, ambiente
  • Innovato sistemi
  • Avviato attività imprenditoriali ad alto impatto sociale
  • Creato forti comunità territoriali.

Ma chi sono stati i premiati di questa prima edizione?

Giandonato Salvia - fondatore Progetto Tucum

https://youtu.be/ePnZXp0z9qc

Ci sono due modi per guardare il povero: starne alla larga o prendersene cura. Giandonato sente che la dignità della Persona è qualcosa che va oltre la sua situazione economica. Questo Premio riconosce l’intraprendenza di un giovane che ha scelto di rispondere all’ingiustizia sociale con un uso sapiente di competenze e innovazione. Tucùm è un’invenzione tecnologica che dialoga con le comunità per generare una società più solidale attraverso il modello dell’Economia Sospesa. Giandonato viene premiato perché ha saputo trasformare il suo desiderio di un mondo più equo in realtà.

Teresa Scorza - fondatrice ZeroPerCento

https://youtu.be/30vwhbypVnY

Il lavoro lo si può vivere da dipendenti o da intraprendenti. A Teresa, però, non basta lavorare per lavorare perché sente che ci sono Persone a cui manca l’opportunità di esprimere le proprie capacità. Questo Premio riconosce il coraggio di una giovane che di fronte alle impellenti necessità sociali ha scelto di mettersi in gioco per creare un luogo di formazione, lavoro, comunità.  ZeroPerCento è una bottega di quartiere che mette al centro la persona e la sostenibilità attraverso il lavoro di chi è più fragile. Teresa viene premiata perché ha saputo trasformare il suo desiderio di un mondo pieno d’opportunità in un modello d’impresa inclusivo!

Samuele Casartelli e Filippo De Rosa - Casa Legàmi

https://youtu.be/sYFFFxYfkog

C’è chi vive una vita intera alla ricerca di sé e chi non ci prova mai. A Samuele e Filippo non bastano le parole, cercano i fatti perché è quando la vita ti fa incontrare l’Altro che riconosci il tuo valore. Questo Premio riconosce lo spirito fraterno con cui un gruppo di giovani ha scelto di fondare una casa per imparare a stare in relazione con tutti e, così facendo, conoscere sé stessi. Casa Legàmi è un luogo vivo che offre amicizia, tempo, sostegno permettendo alle persone di diventare adulti consapevoli e sereni. Samuele e Filippo vengono premiati perché hanno saputo trasformare il desiderio di fraternità in una casa generativa.

Stefano Soardo - fondatore Fucina Machiavelli

https://youtu.be/-mnJccFTmVs

Quando dicono che la tua più grande passione non ti permetterà di mantenerti, puoi fare due cose: chiudere i sogni in un cassetto o correre il rischio di provarci. A Stefano però non basta inseguire il suo sogno perché crede che tutti possano vivere facendo ciò che amano di più. Questo Premio riconosce l’intraprendenza di un giovane che ha scelto di scardinare i luoghi comuni e di rendere la cultura un motore aggregativo di crescita per la città. Fucina Machiavelli è un Teatro giovane che attraverso musica e spettacoli fa innamorare dell’arte e di arte fa vivere. Stefano viene premiato perché ha saputo trasformare il suo desiderio di un mondo ricco di cultura in un’impresa coinvolgente.

Vuoi saperne di più dell'evento? Guarda qui!


Costruire la fiducia. La passione dell'incontro

Costruire la fiducia. La passione dell’incontro

Fondazione Cattolica partecipa al Festival della Dottrina Sociale, il Festival giunto alla dodicesima edizione, che riunisce persone ispirate dalla gratuità, dalla sussidiarietà e solidarietà per riflettere, confrontarsi e fare rete sui territori per generare creare bene comune.

“Costruire la fiducia. La passione dell’incontro” è questo il titolo del Festival della Dottrina Sociale 2022 che si terrà al PalaExpo Veronafiere dal 24 al 26 novembre. Un tema che affronta la realtà contrapposta e duale, che toglie spazio al confronto e che predilige forme di adesione o contrarietà. In questo tempo in cui il dialogo sembra un’utopia, il Festival vuole porre l’attenzione sul valore della fiducia che invita a mettersi in ascolto e in relazione con l’altro per promuovere un cambiamento. Certo non è facile uscire dal circuito viziato in cui viviamo ma non è forse indispensabile condividere per crescere?

“Per non essere schiacciati o sconfortati dalla realtà presente, con tutti i suoi limiti e le contraddizioni, ma poterla attraversare generando nuova vita e nuove possibilità è necessario guardare oltre noi stessi, è indispensabile tornare ad avere una prospettiva che ci supera, perché la statura di una persona la si misura da ciò che essa attende e dunque dobbiamo ritornare a fondare il nostro agire su un elemento che è costitutivo dell’uomo: la speranza. Una speranza come ciò che ci spinge ad agire per cambiare le cose, perché ci porta a credere al bene comune, nel quale è garantito il bene di ciascuno, a sostenere la vita sempre e comunque, a credere nell’uomo e alle sue grandi potenzialità di bene: a costruire la fiducia”.

Il programma seguito dalla Fondazione al Festival

Il ricco programma del Festival è articolato in incontri, tavole rotonde, convegni che portano politici, imprenditori, rappresentanti di associazioni a dialogare sulla realtà e sul futuro.

Quest’anno Fondazione Cattolica invita gli enti del Terzo Settore e la cittadinanza a partecipare ai 6 tavoli di lavoro dedicati al non profit. Parleremo di Terzo Settore, Co-progettazione, Impresa Sociale, Emarginazione sociale, Comunicazione, Disabilità, concentremo l'attenzione su 2 workshop tematici dedicati al turismo di senso e alla sartoria e agli 8 laboratori esperienziali creati insieme ai membri della rete #GenerAttivi. Vuoi saperne di più? Scoprili qui. Per partecipare ai tavoli di lavoro basta segnare la propria presenza...ti interessa saperne di più? Chiedici?

Tra gli appuntamenti da segnare in agenda:

Giovedì 24 novembre – ore 21 apertura del Festival

Videomessaggio di Papa Francesco a cui seguono gli interventi di Marco Tarquinio, Direttore di “Avvenire” con S.E. Mons. Giuseppe Andrea Salvatore Baturi, Segretario Generale della CEI Conferenza Episcopale Italiana

Venerdì 25 novembre – ore 11 Dal welfare state al welfare generativo: dinamiche di legami sociali

Incontro divulgativo e formativo insieme a Adriano Tomba, Segretario Generale Fondazione Cattolica Verona con l’intervento di Paolo Pezzana, Centro ARC Università Cattolica di Milano

Venerdì 25 novembre – ore 21 Premio Imprenditore per il Bene Comune

Serata di premiazione condotta dalla giornalista Giulia Gazzaniga volta a riconoscere l’impegno di sei imprenditori italiani, che in ambito profit e non profit si sono distinti per azioni innovative volte al benessere delle persone e allo sviluppo dei territori.

Sabato 26 novembre – ore 16.30 Creare valore condiviso: linee per l’economia del futuro

Tavola rotonda in cui intervengono: Mauro Magatti, Professore ordinario Università Cattolica del Sacro Cuore, Massimo Recalcati, Psicoanalista.

Il programma del Festival è disponibile online, visita il sito e scarica il programma!


Escogito: si può davvero parlare di futuro?

Escogito: si può davvero parlare di futuro?

Si può davvero parlare di futuro ai giovani oggi? I dati statistici registrano un appiattamento emotivo dei giovani nei confronti della vita. Eppure Fondazione Cattolica incontra persone e realtà non profit che dimostrano come è possibile escogitare nuovi modelli di azione. Per questo nasce “Escogito”!

Escogito è un’iniziativa ideata da Fondazione Cattolica per invitare i giovani di Verona e Provincia a ripensare il futuro. Siamo ormai consapevoli che di fronte a pandemia, guerre, disuguaglianze e disoccupazione la speranza in un avvenire migliore sembra un’utopia. Nonostante ciò ogni giorno Fondazione Cattolica incontra persone che riescono a scardinare questi modelli mettendosi in gioco per costruire con il proprio pensiero ed operato un futuro che riguarda tutti.

Ci vuole tempo per generare cambiamenti. Ma ci vuole un attimo per evidenziare un nuovo modo di guardare il mondo! Partendo da questo principio Fondazione Cattolica ha ideato Escogito un evento rivolto alle scuole superiori di Verona che mette al centro i giovani e il futuro.

https://youtu.be/jJNpW3KoTn0

Escogito: i contenuti

Cosa si può fare quando gli schemi con cui sono cresciute intere generazioni non rispondono più ai bisogni attuali? Come si può creare lavoro, sviluppare opportunità, crescere e diventare uomini e donne realizzati?

Escogito mette al centro il pensiero dell’uomo vero autore di un vivere armonico.

La mattinata prevede la rappresentazione teatrale di Il sogno di un Uomo ridicolo messo in atto da Andrea Castelletti di Modus Teatro Empiria. Al termine dello spettacolo segue il Premio “Giovani di Valore” indetto per il primo anno da Fondazione Cattolica. Si tratta di un riconoscimento rivolto ai giovani che hanno un’età compresa tra i 18 e i 35 anni che con le loro azioni hanno permesso di:

  • Generare benessere in persone, comunità, ambiente
  • Innovare sistemi
  • Avviare attività imprenditoriali ad alto impatto sociale
  • Creare forti comunità territoriali.

Con Escogito Fondazione Cattolica vuole divulgare l’esperienza di giovani intraprendenti che hanno aperto nuove vie d’azione per costruire un futuro inclusivo. Sono storie di giovani con una vita comune eppure straordinarie per la caparbietà con cui essi hanno creduto alla bellezza dei loro sogni. Il coraggio con cui hanno trasformato dei desideri in modelli di welfare generativo per l’intera comunità, sono uno strumento culturale per apprendere che, a discapito dei presagi più negativi, il domani si può fare!

Luogo e orari dell'evento

Escogito si tiene alla Gran Guardia di Verona il 21 novembre dalle 8.45 alle 12.30

L’evento è patrocinato dal Comune di Verona, accompagnato dal Festival della DSC e vede partecipare 680 studenti provenienti da: Istituto Seghetti, Scuole Alle Stimate, Istituto Salesiani San Zeno, Lavinia Mondin.


agenda 2030 sviluppo sostenibile

Agenda 2030? Di cosa parliamo quando diciamo "Sviluppo sostenibile"?

The Good Business Academy al Festival dello sviluppo sostenibile 2022 con un webinar dedicato all’Agenda 2030

Mercoledì 19 ottobre 

dalle ore 15.30 alle 17.00

Il CUEIM, assieme a InVento lab e Nativa partner della The Good Business Academy, parteciperanno al Festival dello Sviluppo Sostenibile 2022 di Asvis, con un webinar organizzato nell’ambito del ricco calendario di appuntamenti incentrati sui temi dell’Agenda 2030. 

L' incontro del 19 ottobre sarà dedicato all’analisi dell’attuale contesto economico, sociale ed ambientale e all’impatto sull’evoluzione dei modelli d’impresa. Inoltre verrà introdotto anche il programma dell’academy rivolto ai manager e agli imprenditori che intendono intraprendere un percorso di evoluzione personale e aziendale per generare valore economico, sociale ed ambientale e massimizzare l’impatto positivo dell’impresa sulle persone e sul pianeta. 

Al webinar interverranno

@Gaetano Zarlenga (CUEIM), Saluti istituzionali

 @Paolo Braguzzi (B Lab Europe), L’evoluzione del contesto economico, sociale ed ambientale nei sistemi ad economia di mercato

 @Federico Brunetti (Università di Verona), Il divenire dei modelli d’impresa e l’orientamento agli SDG’s

@Claudio Baccarani (Università di Verona), Il Manifesto dell’impresa for Good

 @Claudio Avella (InVento Lab), Il programma della The Good Business Academy

Per partecipare

Accedere al seguente link 

Per saperne di più di The Good Business Academy leggi l'articolo!


Una mano a chi sostiene attivo il nuovo Bando da 500.000€

“Una mano a chi sostiene” attivo il nuovo Bando da 500.000€

Una mano a chi sostiene è il nuovo bando sostenuto da Fondazione Cattolica per favorire lo sviluppo di progetti ad alto impatto sociale realizzati da enti non profit sul territorio italiano

Da sempre attenta ad accompagnare progetti che rispondono in modo nuovo, efficace e sostenibile ai bisogni sociali del nostro tempo, Fondazione Cattolica promuove “Una mano a chi sostiene” il nuovo bando ideato per favorire lo sviluppo delle comunità, incoraggiare l’inclusione e la coesione sociale. Le risorse stanziate ammontano a 500.000 euro. Il contributo massimo per progetto sarà di 20.000 euro e non potrà superare l’80% dei costi complessivi.

I destinatari di "Una mano a chi sostiene"

Una mano a chi sostiene è l’iniziativa di solidarietà online dedicata agli enti non profit. Il Bando si rivolge a:

  • Enti di Terzo Settore
  • Enti privati senza scopo di Lucro
  • Enti ecclesiastici civilmente riconosciuti

Ciascun ente partecipante può partecipare al bando presentando un solo progetto.

Gli obiettivi del Bando

Le attività progettuali presentate devono essere realizzate direttamente dall’ente partecipante e riguardare le seguenti aree tematiche:

  1. Assistenza e solidarietà sociale
  2. Educazione, Istruzione e Formazione
  3. Cultura

Possono partecipare progetti che pongono al centro la persona, contribuiscono allo sviluppo della comunità, promuovono inclusione e coesione sociale ed avere un positivo e misurabile impatto sociale sul territorio di riferimento.

Le tempistiche di "Una mano a chi sostiene"

Fase 1: iscrizione dei progetti

Fino al 31 dicembre 2022 gli enti non profit possono candidare il proprio progetto sul sito cattolica.unamanoachisostiene

Fase 2: selezione dei progetti

Da gennaio a marzo 2023 una commissione interna selezionerà le migliori 100 idee progettuali che passeranno alla fase successiva del bando

Fase 3: selezione pubblica

I 100 progetti selezionati parteciperanno ad una votazione pubblica. Sulla piattaforma 1clickdonation ogni persona fisica e/o giuridica potrà votare un solo progetto

Fase 4: assegnazione fondi

Ai progetti più votati verrà assegnato il contributo.

Maggiori informazioni sono reperibili nel regolamento!

Il nuovo bando "Una mano che sostiene" sostenuto da Fondazione Cattolica aspetta i vostri progetti!


Fondazione Cattolica e la campagna 5x1000

Fondazione Cattolica e la prima campagna del 5x1000

Fondazione Cattolica come Ente Filantropico iscritto al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore attiva per la prima volta la campagna 5x1000

Dal 2006 sosteniamo gli enti non profit che generano valore prendendosi cura di chi è più fragile. Investire nel sociale, per Fondazione Cattolica, significa essere a fianco di chi semina un nuovo modo di pensare e agire, capace di generare valore condiviso e senza tempo.

Per questo abbiamo scelto di accompagnare gli enti non profit senza creare rapporti di dipendenza bensì trasformando gli investimenti in investimenti sociali.

Crediamo in chi si adopera per rispondere ai bisogni sociali generando valore condiviso. Nelle persone che attivano reti di solidarietà dove ciascuno diventa risorsa per l’altro. Nei giovani, nella loro creatività e nella loro capacità di rispondere in modo innovativo alle nuove sfide sociali.

Grazie anche al nostro intervento negli ultimi 6 anni abbiamo permesso a oltre 1.800 persone ritenute “svantaggiate” di trovare collocazione nel mondo del lavoro. Di essere qualcuno. Di essere riconosciute. Ed i progetti che abbiamo accompagnato hanno permesso a 2.688.783 persone di beneficiare dell’attività.

Da quest’anno anche tu puoi essere parte di questo sviluppo! Nella dichiarazione dei redditi di quest’anno dai valore al tuo 5x1000 con noi!

Perché farlo?

  1. Perché abbiamo a cuore lo sviluppo e il benessere di persone e territori
  2. Perché desideriamo avviare processi inclusivi, a misura d’uomo e della sua dignità
  3. Perché il Bene è fatto anche da piccole realtà presenti su tutta Italia che hanno solo bisogno di qualcuno che creda in loro!

Grazie per il tuo sostegno!

Vuoi saperne di più su tutte le nostre attività? Guarda il nostro Bilancio!


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