Voglio credere che la generosità sia l'arma per fermare questa follia

Voglio credere che la generosità sia l'arma per fermare questa follia!

La rete informale #Contagiamoci curata da Fondazione Cattolica nasce per attivare collaborazioni, condividere intenti, azioni e buone pratiche. Ma in questi anni ci siamo accorti che è anche molto di più...

E' aiuto, sostegno reciproco, condivisione di azioni per favorire il benessere delle persone. Oggi più che mai, in questo contesto emergenziale derivato dalla guerra, la rete #Contagiamoci sta dimostrando come insieme si possa dar vita a nuovi processi che danno speranza.

La cooperativa sociale Nuove Accoglienze, da anni impegnata in processi di inclusione dei migranti, si è attivata da subito per dar vita ad un centro capace di accogliere i profughi ucraini. Sono donne, mamme, bambini scappati da un conflitto che ha cambiato per sempre la loro vita. C'è bisogno di tanto. Di beni di prima necessità, di cure e di quell'umanità che sembra essere stata spazzata via. C'è bisogno di collaborare senza pretese. Chiedi e ti sarà dato dicevano. E così è...

Il messaggio

"Grazie!

È la prima parola che mi sgorga dal cuore e che la mia mente riesce a produrre dinnanzi a quella generosità immediata senza se e senza ma, di Andrea, Fabrizio e tutti i ragazzi più o meno giovani che compongono questa strana ma irripetibile famiglia che si chiama Gulliver.
Avevo chiesto pannolini e biscotti per i bambini ucraini e le loro mamme che come Coop N.A.  stiamo accogliendo nei due hotel di Riolo Terme. Due strutture in disuso che con la volontà e la generosità di tutti nostri ragazzi, abbiamo non solo rimesso in piedi, ma reso accoglienti utilizzando tutto ciò che avevamo e tutto ciò che la generosità di molti ci ha donato. Non mi aspettavo che Andrea riuscisse a recuperare una quantità così rilevante di biscotti per l’infanzia, omogeneizzati e pannolini. Io non so come faccia ma è riuscito addirittura a riempire un pulmino nove posti privato dei sedili.
In questo momento  così drammatico e così vicino al baratro dell’autodistruzione, voglio credere che solo la generosità ed il cuore lanciato aldilà dell’ostacolo, siano le vere uniche armi che come uomini e come donne noi possiamo usare per fermare questa insana follia, che ora,  come migliaia d’anni fa uccide per qualche chilometro di terra  per un campicello o per un villaggio.
Oggi più che mai abbiamo bisogno di ritrovare il vero della Pietas romana, che non era soltanto vissuta nell’accezione della compassione. ma anche come il rispetto per la religione degli dei, per la patria, per la famiglia e per gli amici. Vorrei in questo momento dedicare ad Andrea l’ultima strofa di una poesia che io amo molto:
Uomini poiché all’ultimo minuto non vi assalga il rimorso ormai tardivo, per  non aver pietà giammai avuto e non diventi rantolo il  respiro sappiate che la morte vi sorveglia gioir  fra i prati o fra i muri di calce, come crescer il gran guarda il villano finché non sia maturo per la falce.

Vorrei che al più presto si ripetesse l’incontro conviviale che abbiamo già avuto a Forlì. Potremmo parlare finalmente di pace.

Vi abbraccio tutti con il fraterno affetto di sempre. Gianfilippo"


Dopo di noi

“Dopo di noi” dubbi e domande trovano risposte in un percorso dedicato

Acli Verona propone un nuovo percorso dedicato al “Dopo di noi” per offrire uno spazio di confronto e scambio tra famiglie e operatori della fragilità ed esperti sulla tematica.

Cosa farà quando non ci saremo più? Chi si prenderà cura di lui? Quale futuro lo attende? Sono tante le domande che interrogano genitori, coniugi, tutori e accompagnatori di persone con disabilità. Per aiutarle a trovare uno spazio di confronto ricco di spiegazioni e condivisioni, Acli Verona ha attivato un percorso telematico di 6 incontri in cui esperti del settore offrono una panoramica e forniscono risposte concrete per permettere alle famiglie di affrontare con più serenità il futuro delle persone amate. Claudio Bolcato, presidente di Acli Verona, ha risposto ad alcune domande.

Claudio, può aiutarci a conoscere meglio Acli Verona. Chi siete e di cosa vi occupate?

Le Acli sono un’associazione di promozione sociale che, attraverso un sistema diffuso ed organizzato sul territorio, promuove il lavoro ed i lavoratori, educa ed incoraggia alla cittadinanza attiva, difende, aiuta e sostiene i cittadini, in particolare quanti si trovano in stato di bisogno, a rischio di emarginazione o esclusione sociale.

Le Acli sono attive sui territori con circoli, servizi, progetti ed associazioni specifiche. A Verona siamo presenti dal 1986 con 23 circoli, 19 uffici zonali, 4 associazioni. Le Acli sono una realtà che si occupa di molteplici situazioni. Dal patronato alla povertà, dai problemi previdenziali alla dichiarazione dei redditi. Inoltre la dimensione associativa ci consente di promuovere percorsi di cittadinanza per la creazione di comunità come Rebus un progetto nato per gestire le eccedenze alimentari o Nessuno escluso per prevenire la dispersione scolastica.

Come mai avete scelto di dedicare un percorso formativo al “Dopo di noi”?

L’esigenza ci è stata chiara durante gli ascolti delle persone che incontriamo. Molteplici famiglie attualmente impegnate con un caso di fragilità domiciliare ci hanno espresso la necessità di orientarsi in un mondo fatto di leggi e norme da seguire. Si tratta di famiglie in cui i genitori sono prossimi alla pensione o in età avanzata. Loro, in modo particolare, ci chiedono “Cosa faremo con i nostri figli?”. Abbiamo voluto creare un contenitore che ancora non c’era. Così abbiamo deciso di unire alcune competenze creando un palinsesto formativo e divulgativo che consenta di fronteggiare il futuro. Sono nati dei webinar online il cui scopo è dare risposte alle famiglie. Ogni appuntamento è pratico e lascia spazio al dialogo.

Come si sviluppa il percorso e di cosa si occupa?

Si sviluppa in 6 webinar della durata di un’ora ciascuno per sei mercoledì consecutivi iniziati il 9 marzo e che si concluderanno il 13 aprile. Sono state coinvolte persone con competenze specifiche dal Direttore del nostro patronato a Responsabili servizi Ulss 9. Ma anche avvocati, notai, medici esperti impegnati sull’invalidità e le malattie civili. Ogni incontro ha un tema. Siamo partiti dal progetto di vita affinchè si inizi a pensarci prima che diventi un problema o per lo meno prima che diventi un’emergenza. Per poi arrivare a parlare di:

  • pensione e indennità
  • strumenti giuridici a supporto
  • riconoscimento invalidità civile
  • applicazioni norme
  • reti presenti sul territorio

Tutti i partecipanti possono inviare alla mail della segreteria ulteriori domande per permetterci poi di rispondere alle questioni rimaste in sospese.

Appuntamenti percorso Dopo di noi
Appuntamenti percorso Dopo di noi

A chi si rivolge il percorso e come ci si iscrive?

Possono partecipare famiglie ma anche operatori del settore che vogliono approfondire alcune tematiche, aggiornarsi e mettersi in rete. Gli interventi sono di alto livello con professionisti preparati. Il numero è limitato a 30 utenze collegate contemporaneamente.

Per partecipare è necessario inviare una mail alla segreteria segreteria@acliverona.it delle Acli, si indica a quale seminario si intende partecipare (è possibile partecipare a tutto il percorso o solo ad alcuni appuntamenti) e successivamente viene inviato un link per il collegamento. Ci auguriamo che questo percorso sia il primo passo. Vorremmo lavorare in rete per replicare l’iniziativa con nuove esperienze anche grazie alla collaborazione di realtà che stanno già operando oggi in questo settore


Worldplaces, la rete europea che crea inclusione femminile

Worldplaces, la rete europea che favorisce la vera inclusione femminile

Nasce Worldplaces – Workinkg with migrant women la prima rete europea che unisce le due metà del mondo del lavoro, quella profit e non profit, sotto un unico obiettivo: creare opportunità lavorative per le donne migranti. Una rete che fa leva sulle best practice sperimentate in più Paesi europei per creare continuità alle esperienze professionali e garantire veri processi di integrazione.

Un posto per dare avvio a nuovi inizi. Per le donne immigrate il luogo di lavoro non è solo fonte di un’entrata economica, è soprattutto motore di inclusione. Eppure oggi il 57% delle donne migranti non ha oggi accesso a posizioni occupazionali. Senza lavoro le donne restano escluse da un processo integrativo reale nella nuova società di appartenenza. Ma di cosa hanno bisogno e su cosa lavorare affinchè le donne migranti possano autodeterminare il loro futuro, progettarlo e darsi degli obiettivi che possono raggiungere? “Con Worldplaces vogliamo promuovere le sinergie tra il settore pubblico insieme a quello non profit e il settore privato con l’obiettivo ultimo di ridurre gender e integration gap” spiega Anna Fisale presidente di Quid, Impresa Sociale capofila del progetto.

Obiettivi della rete Worldplaces - Working with migrant women

La rete europea mira a sperimentare nuovi servizi e processi finalizzati a rendere i luoghi di lavoro più accessibili alle donne migranti con basse competenze formali che sono a più alto rischio di segregazione occupazionale. Attraverso questo nuovo programma, Worldplaces incoraggerà le donne straniere e le realtà di cui sono dipendenti, a scoprire, attraverso processi di orientamento, formazione e supporto, come ogni luogo di lavoro possa divenire un laboratorio unico e dinamico di integrazione favorendo da un lato l’integrazione e dall’altro promuovendo processi di Inclusion&Diversity.

La rete Worldplaces

Il progetto europeo nasce dal sostegno della Direzione Generale Migrazioni e Affari Interni della Commissione Europea nel 2021 e si sviluppa in 4 Paesi europei: Italia, Portogallo, Germania e Grecia.

La collaborazione delle realtà aderenti al progetto Quid (Verona, Italia), Speak (Portogallo), Gen2red (Grecia), Interventionsburo (Germania) prevede un lavoro di 3 anni in cui le organizzazioni progetteranno e sperimenteranno best pratice mirate a supportare e a coinvolgere direttamente 300 donne migranti e le loro famiglie in 4 aree chiave della vita lavorativa:

  • Formazione e leadership
  • Vita e comunità
  • Lingua e cultura
  • Identità

Le migliori pratiche verranno poi riadattate per rispondere ai bisogni di datori di lavoro e aziende attive sul territorio, e disseminate raggiungendo oltre 30 datori di lavoro e aziende e 450 ambasciatrici in tutta l’UE.

Presentazione Worldplaces
Presentazione Worldplaces

Presentazione Worldplaces 8 marzo

Protagonisti della rete Worldplaces

Giovani, madri, a volte anche nonne, dipendenti, manager e imprenditrici, in una parola donne. Sono loro le protagoniste indiscusse di questo progetto articolato e concreto che punta a valorizzare talenti e competenze per garantire continuità professionale nel mercato del lavoro. Le donne diventano quindi destinatarie ma anche le ambassador di questo progetto femminile come racconta Valeria Valotto, vicepresidente di Quid: “Invitiamo donne di tutte le professioni a qualsiasi punto del loro percorso di carriera che credono nel concetto di rete, a candidarsi come Ambassador e membri del progetto per coinvolgere poi negli anni le realtà per cui lavorano o coinvolgersi personalmente nelle attività che andremo a proporre. Sono più di 30 le Ambassador a oggi già coinvolte, speriamo di raggiungerne 100 entro il prossimo 8 marzo”.

Il funzionamento della rete Worldplaces

In Italia Quid, Impresa Sociale insieme a D-Hub e al Comune di Verona lavorerà sulla formazione e la leadership inclusiva creando sinergie con le aziende locali in processi di formazione che abilitano conoscenze e competenze per creare continuità lavorativa.

L’impatto atteso dalla rete nei confronti del mondo profit mira a favorire processi di inclusione e sostegno alla diversità tramite maggiori conoscenze delle difficoltà riscontrate dalle donne all’accesso del mercato lavorativo, a principi e pratiche da adottare insieme a politiche maggiormente inclusive. Nel contempo il progetto punta a migliorare la condizione socio economica femminile, aumentando il senso di appartenenza delle donne migranti e migliorando la loro qualità di vita.

Per maggiori informazioni sul progetto scrivi a istituzionale@progettoqui.it

Sei interessato alle reti che si occupano di donne? Leggi anche Un lavoro per ricominciare!


Fundraising: meglio soli o in compagnia?

Fundraising: meglio soli o in compagnia?

Fondazione Cattolica ha sostenuto la campagna “Natale ogni giorno. Il tuo Presente crea futuro” un progetto collaborativo di raccolta fondi che ha unito 130 protagonisti del mondo non profit facenti parte della rete informale #Contagiamoci. L’esperienza ha evidenziato come fare fundraising in rete amplifichi l’impatto positivo generato.

La campagna di fundraising co-partecipata

#Nataleognigiorno è un’iniziativa nata dalla volontà degli enti non profit di favorire occasioni di sviluppo per continuare a creare quel lavoro che offre una migliore prospettiva di vita a tutti, specie a chi oggi è più fragile. Il progetto di raccolta fondi ha messo in rete sul sito Controcorrente, oltre 200 prodotti food e non food oltre che buoni esperienze. L’iniziativa ha evidenziato la potenza generativa della cooperazione, attivando virtuosi processi di crescita e condivisione tra organizzazioni non profit.

Perché favorire una campagna di fundraising partecipata

Fondazione Cattolica ha a cuore lo sviluppo dei piccoli enti del terzo settore. Per questo propone percorsi di crescita condivisi. Nadia, della cooperativa Valgiò, esprime così la scelta di prendere parte alla prima campagna condivisa della rete. “Prestare attenzione ai bisogni sociali delle persone è per noi un pilastro fondante, e ci ha appassionato vedere così tante realtà che lavorano con dedizione nella nostra stessa direzione. Crediamo che fare rete sia un asset fondamentale per supportarci a vicenda e pensiamo che sia un modo per "contagiarci" reciprocamente con idee innovative”.

Da dove partire per generare valore

La rete #Contagiamoci! si caratterizza per fiducia, collaborazione e libertà. Sono questi i pilastri che hanno motivato i 15 enti non profit che per la prima volta hanno deciso di creare una raccolta fondi natalizia.  “Immaginavano che sarebbe stato complesso trovare dei fornitori e dei prodotti che rientrassero nel nostro mondo, con le nostre finalità, la nostra mission. La realizzazione del catalogo condiviso ci ha immediatamente risolto questo problema e ci ha dato la fiducia di poter iniziare. Ne è valsa la pena per toccare con mano quante sinergie, spontanee, possono nascere e consolidarsi per realizzare insieme progetti che sembravano irrealizzabili” testimonia Ombretta di Asperger Veneto.

Il valore del fundrasing partecipato

I dati dell’impatto economico generato grazie alla condivisione dei prodotti sono incoraggianti. Il 53% degli enti ha raggiunto un ricavo entro i 10.000€ e il 42% ha beneficiato di ricavi che raggiungono, e anche superano, i 70.000€. Il valore collaborativo trova sostegno dalla qualità dei prodotti realizzati.

“Abbiamo ricevuto centinaia di richieste. Far parte di un progetto più ampio di raccolta fondi ha consolidato la collaborazione interna nel nostro ente tra personale strutturato e volontari ma anche tra noi e le imprese esterne” racconta Angelo presidente di associazione Libra. Infatti “Condividere buone pratiche di azione aiuta nelle nostre attività. Fare parte di questa campagna ci ha permesso di migliorare le competenze del team, la nostra professionalità e il contatto con le imprese” racconta Teresa di ZeroperCento.

La forza del fundrasing partecipato

Il legame di rete diventa motore di crescita. “La nascita di nuove collaborazioni con imprese sociali provenienti da tutto il territorio nazionale ci ha permesso di condividere tematiche affini, di attivare scambi costruttivi di idee e ci ha permesso di aprire dibattiti condivisi” racconta Michele responsabile della cooperativa sociale Pantarei. Eppure il valore della collaborazione non è attribuibile solo ai prodotti venduti. Diversi enti aderenti all’iniziativa non hanno promosso alla rete produzioni proprie ma nonostante questo la loro esperienza è entusiasmante. Come afferma Irene di Odv Su la Testa “La campagna condivisa ha creato legami nuovi e ha rinsaldato quelli consolidati nella rete che porteremo avanti nel tempo”.

Progetti futuri

L’entusiasmo della campagna di Natale ha portato gli enti della rete ad attivarsi anche per la Pasqua. Ne nasce un piccolo ma dolce catalogo dove troverete alcuni dei prodotti che potrete gustare a Pasqua.

Vuoi saperne di più della campagna? Vedi qui


Guerra in Ucraina: cosa puoi fare tu insieme al mondo nonprofit?

Guerra in Ucraina: cosa puoi fare insieme al mondo non profit?

L’esodo più veloce d’Europa. Sono più di 1,5 milioni, secondo i dati Onu, le persone che in più di 10 giorni hanno lasciato il proprio Paese per scappare oltre confine. Mentre si tenta di strutturare un programma di accoglienza, sono tante le organizzazioni non profit già mobilitate per soccorrere, accogliere e offrire assistenza ai profughi. A loro abbiamo chiesto quali servizi hanno attivato e come ogni cittadino può aiutare.

Sono più di 14 mila i cittadini ucraini entrati in Italia finora di cui più di 7 mila donne, oltre 5 mila minori e più di 1.500 uomini. Come si sta attivando l’Italia e cosa possono fare persone di buona volontà che non vogliono rimanere con le mani in mano? Lo abbiamo chiesto alla rete informale #Contagiamoci che opera a livello nazionale per rispondere ai bisogni sociali del nostro tempo. Ecco le loro testimonianze.

Nuove accoglienze - Forlì

La cooperativa Nuove Accoglienze opera a Forlì da diversi anni nell’ambito dell’accoglienza migranti. Per questo è stata contattata dalla Prefettura locale per gestire la situazione emergenziale. La cooperativa ha preso in gestione di 2 alberghi, li ha puliti e con il supporto dell’associazione Gulliver e di Manitese Finale Emilia ha equipaggiato i locali preparandosi ad accogliere 120 persone. Le prime donne arrivate con figli a carico testimoniano la gravità di una situazione. Cosa può essere utile per garantire una migliore accoglienza? Mediatori linguistici! La cooperativa ricerca persone che parlino russo o ucraino. Ma anche psicologi, medici, infermieri che possano offrire assistenza. E letti a castello. Tanti! Per mettersi in contatto è possibile scrivere a: nacoop.servizi@gmail.com

La Nuova Arca - Roma

La cooperativa sociale La Nuova Arca opera a Roma a favore di mamme e bambini ma anche di persone fragili che attraverso percorsi di inclusione sociale e accoglienza possono realizzare la propria autonomia. La guerra in Ucraina ha da subito attivato l’organizzazione che ha strutturato due tipologie di interventi. La prima è una raccolta di beni di prima necessità sviluppata in coordinamento con l’iniziativa diocesana il cui referente, il vescovo don Benoni Ambarus, è in contatto con la Basilica Minore ortodossa ucraina di Santa Sofia. Medicinali, beni di prima necessità e alimenti possono vengono raccolti:

  • ogni martedì dalle 9 alle 18 in via di Castel di Leva 416
  • ogni mercoledì dalle 9 alle 15 presso Mercato Laurentino - Box 36

Informazioni e dettagli disponibili qui o contattando info@lanuovaarca.org

La seconda iniziativa riguarda l’accoglienza famigliare. In coordinamento con la rete Mam&Co in diretto contatto con il Dipartimento Politiche Sociali di Roma Capitale e con la Direzione Servizi Sociali della Regione Lazio, la cooperativa sta mobilitando le reti dei servizi per preparare l’accoglienza famigliare degli sfollati. Sono migliaia le persone che stanno scappando dalle terre di guerra. L’emergenza preannuncia numeri di sfollati importanti. Per questo l’associazione Meryem Anà della cooperativa si sta attivando per raccogliere la disponibilità delle famiglie a diventare famiglie d’accoglienza. Accompagnamento e presidio sono garantiti. Per maggiori informazioni e per aderire all’iniziativa è possibile scrivere a assmeryemana@gmail.com

Acli - Verona

L’associazione di promozione sociale attiva nella città di Verona ha attivato diverse iniziative volte a sensibilizzare e a fornire aiuto concreto. La prima, prettamente locale sviluppata in collaborazione con l’Associazione Betania è l'adesione ad una raccolta di alimenti attivata da quest’ultima che saranno destinati a profughi ucraini nel Comune polacco di Ustrzuki Dolne, sul confine ucraino. In collegamento con Acli Italia sono poi partite due iniziative. La prima è la promozione di una campagna social per l'esposizione fisica e virtuale di bandiere di pace riportando #AcliForPeace; l’altra l’avvio di una campagna di raccolta fondi realizzata insieme all’organizzazione non governativa per la cooperazione internazionale della rete Acli. Per aderire o partecipare ai progetti avviati è possibile scrivere a: progettazione@acliverona.it

Il Ponte - Novara

La cooperativa Il Ponte si occupa di inclusione professionale di persone con disabilità o particolarmente svantaggiate. In collaborazione con la rete Non di solo pane, di cui fanno parte associazioni ed enti locali, la cooperativa si è attivata per cucinare i pasti solidali consegnati alle persone provenienti dall’Ucraina ed oggi ospitate all’interno delle strutture della rete. Inoltre la cooperativa raccoglie ed invia beni di prima necessità per farli giungere in Polonia. I primi 10 furgoni sono già partiti ma tutte ledonazioni dei cittadini che decidono di partecipare all’iniziativa possono essere consegnate presso la segreteria di Avis Arona in via S. Carlo 3, nei seguenti orari: Lunedì, martedì, giovedì e venerdì dalle 17:00 alle 19:00 Mercoledì dalle 10:30 alle 12:30. Per maggiori informazioni è possibile scrivere a info@retenondisolopane.it

Giorgio Valsania Onlus - Torino

L’associazione opera per creare migliori condizioni di sviluppo in territorio a rischio. Per far fronte all’emergenza attuale, l’onlus ha scelto di inviare materiale di prima necessità. L’associazione in rete con molte altre realtà locali, sta raccogliendo e programmando più delegazioni in aiuto alle popolazioni dell’Ucraina. Beni di prima necessità, alimenti, prodotti personali, vestiti e coperte saranno portati agli sfollati. Per farlo hanno attivato un piccolo fondo volto a finanziare i trasporti che verranno incaricati direttamente ai volontari. Per contribuire è possibile prendere contatti con: caselle@ammop.it

Associazione Gulliver - Pesaro

L’associazione opera a Pesaro favorendo lo sviluppo delle comunità e il sostegno alle persone più fragili. Attualmente Gulliver ha scelto di trasferire beni di necessità alle persone arrivate dalla guerra. Inoltre l’associazione si sta coordinando con alcune scuole per creare piccole raccolte fondi che verranno destinate a Caritas Ucraina. Informazioni: 0721 395823

Stella Matutina Onlus - Verona

L'associazione Stella Matutina Onlus segnala la possibilità raccolta beni. "Ci stiamo occupando della logistica-arredamento-ristrutturazione, adeguamento appartamenti-trasporto beni nei centri di raccolta indicati dall’associazione MALVE Ucraina. Abbiamo sviluppato un rapporto pluriennale con l'Ucraina, da tempo infatti forniamo beni (letti, apparecchiature sanitarie, mobilio...) attraverso Malve. Ora che i primi nuclei, specie di mamme e bambini sono arrivati a Verona e continueranno ad arrivare, Malve ha chiesto il nostro intervento per recuperare con urgenza: asciugamani, lenzuola, cuscini, sacchi a pelo. Stiamo lavorando sul territorio da Bosco Chiesanuova a Verona." Per collaborazioni e contatti è possibile scrivere a: emergenzeucraina@comune.grezzana.vr.it


The good business academy

The Good Business Academy: il percorso per un business sostenibile

Generare valore sociale e ambientale è responsabilità di ogni impresa e il passo fondamentale per la costruzione di un modello di business realmente sostenibile. Per questo Fondazione Cattolica sostiene la prima edizione del Percorso Executive della The Good Business Academy in partenza a settembre 2022.

Il contesto

A partire dagli anni Settanta il termine sostenibilità ha evidenziato la necessità di prendere coscienza di una crescita economica rispettosa dell’ambiente e delle persone per evitare, nel lungo termine, un collasso dell’ecosistema terrestre. Eppure è stato solo negli ultimi anni, grazie ad accordi delle comunità internazionali, alla mobilitazione scientifica, all’attivismo sociale, che ci si è accorti della necessità di pensare a nuovi modelli di business per soddisfare i bisogni delle generazioni attuali senza compromettere la possibilità alle generazioni future di realizzare i propri.

La Good Business Academy

The Good Business Academy è il primo corso di congiunzione universitaria ed aziendale che intende offrire un percorso evolutivo, di trasformazione personale ed imprenditoriale, per massimizzare l’impatto positivo che le imprese possono e devono avere sulle persone e sul pianeta. Il percorso nasce per volontà di CUEIM, Nativa e InVento Lab con l’obiettivo di diffondere un modello di impresa “for good” e creare una generazione di manager ed imprenditori con lo spirito “for good”. Fondazione Cattolica crede nel valore della formazione come strumento per il cambiamento volto ad affrontare il futuro. Per questo supporta la realizzazione del percorso executive.

A chi si rivolge la Good Business Academy

The Good Business Academy si rivolge a manager e imprenditori che vogliono avere un impatto positivo sul pianeta. Con gli strumenti utilizzati durante il percorso, i partecipanti possono analizzare la propria azienda, prepararsi al futuro con nuovi approcci e competenze, attuare processi generativi, diventare leader della trasformazione.

Il programma della Good Business Academy

Le lezioni si svolgono il venerdì e/o sabato in live nella sede di Roma o livestream su Zoom. Il percorso è articolato in 3 moduli della durata di 11 settimane con inizio ad aprile 2022 a cui potrà estendersi un quarto modulo facoltativo e di completamento nel mese di settembre. I temi affrontati durante le lezioni riguardano:

  1. Le imprese for good e il loro mondo
  2. L’evoluzione dell’impresa verso un nuovo modello di governo
  3. Good Business: gli approcci e le competenze

Quota di partecipazione

Il percorso Executive costa 4.900€ + IVA e comprende l’accesso all’area riservata della piattaforma e-learning in cui sarà disponibile il materiale didattico (dispense, presentazioni, contributi video, approfondimenti).

Il modulo facoltativo di completamento costa 1.900€ + IVA. Sono previsti bonus e agevolazioni per iscrizioni multiple di dipendenti aziendali e sconti da parte dei partner aderenti all’iniziativa.

Informazioni ed iscrizioni

Per ottenere maggiori informazioni sul percorso è possibile visionare la brochure cliccando qui. Le iscrizioni devono pervenire alla segreteria organizzativa entro il 15 marzo 2022.

Diventa anche tu leader del cambiamento!

Vuoi saperne di più dei corsi che guardano al futuro? Dai un'occhiata a #Facciamolo


un lavoro per ricominciare

Un lavoro per ricominciare: esperienze di progettazione partecipata

"Un lavoro per ricominciare" è un progetto co-partecipato, nato dallo scambio virtuoso di buone prassi tra cinque organizzazioni non profit operanti sul territorio nazionale. Insieme per creare un progetto capace di migliorare la qualità di vita delle donne.

I dati relativi all’occupazione femminile italiana sono sconfortanti. Nelle classifiche europee, l’Italia rimane tra i Paesi che maggiormente penalizzano l’inclusione lavorativa delle donne. Nonostante esistano fattori strutturali e circostanziali che abbracciano tutto il mondo femminile, per alcune donne in particolare, il lavoro diventa un miraggio. Si tratta di straniere, richiedenti asilo, vittime di tratta. Ma anche donne over 55 e le giovanissime. Per non parlare di donne con disabilità o delle detenute.

“Un lavoro per ricominciare” è un progetto sviluppato tramite un partenariato nazionale, nato dalla rete Contagiamoci, per favorire lo scambio di buone prassi e creare opportunità di finanziamento che sostengano donne disoccupate o inoccupate, in condizioni di fragilità e vulnerabilità, favorendo il loro inserimento lavorativo. Abbiamo parlato insieme ad Elisa Belli, coordinatrice del progetto, per scoprire le peculiarità della progettazione partecipata.

Elisa, quando avete capito che era possibile sviluppare insieme questo progetto?

Due anni fa, durante un incontro della rete Contagiamoci, c’era un tavolo di lavoro dedicato alle donne che ricominciano. Durante quell’occasione hanno partecipato realtà che si occupavano di donne, orientamento e inserimento lavorativo. L’incontro era andato bene così ci siamo detti “Perché non approfondiamo le metodologie usate da ciascuno a livello locale in una condivisione nazionale?”. Volevamo entrare nel concreto. Da lì abbiamo organizzato in autonomia due incontri a Reggio Emilia. Ognuno portava le esperienze maturate, ognuno naturalmente aveva il suo metodo, il suo percorso. Ma tutti volevamo favorire l’inclusione lavorativa rispettando i tempi di conciliazione vita-lavoro delle donne, affiancandole nei percorsi riabilitativi e sostenendole nell’inclusione sociale e abitativa. Abbiamo compreso che potevamo dedicarci ad un progetto comune. Lo abbiamo fatto e “Un lavoro per ricominciare” ha vinto un finanziamento importante.

Quante realtà hanno partecipazione alla progettazione?

L’esperienza è stata condivisa da cinque enti non profit provenienti da cinque regioni italiane. Ci siamo noi capofila come cooperativa sociale Madre Teresa di Reggio Emilia, Fondazione Famiglia Materna di Rovereto, Progetto Quid di Verona, l’Aps Sc’art di Genova e l’associazione Il Ponte di Civitavecchia.

Cosa prevede il progetto?

“Un lavoro per ricominciare” punta a favorire l’inclusione attiva nel mondo del lavoro di donne in situazione di fragilità personale e sociale sviluppando processi di connessioni generative tra le beneficiarie di progetto e la rete territoriale degli stakeholder (enti formativi, aziende, volontari..).

Essendo attivi su territori diversi, abbiamo strutturato il progetto in modo che tutti gli enti possano svolgere le attività in 18 mesi, che prevedono:

  • Formazione, per attivare processi di capacitazione di donne, mettendo in rete esperienze, competenze e sviluppo professionale.
  • Orientamento, per migliorare l’occupabilità
  • Inserimento lavorativo, costruendo alleanze territoriali e nazionali per l’inclusione attiva.

Credi che la collaborazione abbia portato dei benefici?

Io dico che quando si semina i frutti vengono sempre moltiplicati. Credo che questo mio pensiero sia condiviso in molte organizzazioni della rete Contagiamoci.  Lavorare insieme significa non sentirsi soli. Inoltre quando si condivide si cresce. Abbiamo imparato a vicenda grazie ai processi già messi in campo da ciascuno. Conoscersi, visitare le realtà, cercare una connessione è parte del progetto. Lavorare insieme ci ha permesso di affrontare anche periodi bui come la pandemia, perché siamo riusciti a garantire la continuità.

Cosa avete in mente per il futuro? Vista l’esperienza positiva che abbiamo condotto in questi anni, puntiamo a coinvolgere altre organizzazioni sociali in questa progettazione condivisa. Il requisito è essere focalizzati su questi temi: donne e lavoro. Se qualche organizzazione volesse saperne di più, può scrivermi all’indirizzo: elisa.belli@coopmadreteresa.it

Dalla rete sono nati più progetti co-partecipati. Vuoi saperne di più? Leggi anche Energie in Rete!


Responsabilità Civile Generale

Responsabilità Civile Generale: il corso per gli operatori del Terzo Settore

Fondazione Cattolica avvia il primo corso formativo dedicato alla Responsabilità Civile Generale per abilitare le conoscenze degli operatori del Terzo Settore.

Accogliere, accompagnare, assistere. Educare, formare, cooperare. Condividere, lavorare, desiderare.

Dedicare la propria vita personale e professionale al mondo non profit significa impegnare mente e cuore per sviluppare il benessere delle persone e dei territori. Ma quali molteplici rischi possono minare la bontà delle azioni?

Fondazione Cattolica ha scelto di avviare il primo corso formativo dedicato alla Responsabilità Civile Generale, per aiutare i responsabili delle organizzazioni sociali a familiarizzare con un sistema normativo complesso e articolato, permettendo così di affrontare con maggiori consapevolezze le avversità.

Agostino Ferrari, Esperto Sottoscrittore Rischi Responsabilità Civile Generale, introdurrà i partecipanti al sistema normativo che disciplina la materia per facilitarne la comprensione, aiutare a prevenire fatti dolosi o colposi che possono cagionare un danno da risarcire; nonché per agevolare la conoscenza delle coperture assicurative dei rischi.

I 4 appuntamenti ideati consentiranno di:

  • Avere una panoramica sulla Responsabilità Civile Generale
  • Conoscere il sistema della Responsabilità Civile Generale
  • Identificare il ruolo dell’assicurazione nella Responsabilità Civile.

Il primo appuntamento del corso formativo Responsabilità Civile Generale per gli operatori del Terzo Settore è online alle ore 18 il 18 gennaio.

Ti interessano i nostri percorsi formativi? Guarda #Facciamolo il percorso ideato per giovani alla ricerca di senso!


il tuo presente crea futuro?

Il tuo presente crea futuro?

Durante il Festival della Dottrina Sociale, Johnny Dotti e Padre Francesco Occhetta, sono intervenuti sul concetto di speranza e futuro. Da dove partire?

La pandemia ha spinto a guardare la realtà con occhi rinnovati. La nostalgia delle relazioni assenti ha permesso di maturare la consapevolezza che l’esistenza non si basa sul Super Uomo ma sulla fragilità. È nella debolezza, nel limite che si instaurano legami veri e profondi.

Ne hanno parlato Johnny Dotti, Pedagogista e Presidente Welfare Italia Impresa Sociale, insieme a Padre Francesco Occhetta, Gesuita autore di Umano nella società, durante l’XI edizione del Festival della Dottrina Sociale. Cosa significa vivere un presente che crea futuro?

“Oggi ci troviamo a scommettere sul futuro perché chi lavora a contatto con la fragilità è allenato a cercare soluzione rinnovate – racconta Padre Occhetta - Noi che operiamo con energia in questo settore possiamo guardare con speranza al domani”. Ma quale speranza?

 “La speranza – dice Johnny Dotti – sta nell’invisibile dell’oggi. Per vederla ci vuole autonomia di pensiero, contemplazione e visione”. Per riuscire a cogliere l’essenzialità è indispensabile uscire dagli schemi tradizionali a cui siamo abituati. Non basta vivere in una società di servizi per sentirsi più dediti agli altri. Non basta comprare beni per sentirsi realizzati. Serve trasformare il pensiero per creare azioni nuove. Azioni fatte con gli altri e non per gli altri perché la comunità vive di senso e di valore. Mettere la conoscenza a servizio è un invito per rinnovare pensieri e parole e trasformarli dal codice binario contemporaneo a quello trinitario che include e genera.

Per farlo, secondo Padre Occhetta, è necessario operare:

  • Il discernimento per distinguere ciò che è bene dal male, per saper scegliere tutti i giorni, attraverso esperienze che liberano e consentono di costruire insieme;
  • Fare sacrificio formando un nuovo processo fatto di comunione e comunità.
  • Essere fraterni avviando un processo politico che trasmetta fiducia nell’operatività condivisa.

Questo è il tempo delle scommesse. Su cosa scommettere? Sulle alleanze! Bellezza, formazione generosa, trasparente e inclusiva, dialogo con l’altro anche con chi ha idee distanti delle nostre.

Guarda il messaggio integrale dell’incontro “Il tuo presente genera futuro”.


#facciamolo, nasce il percorso rivolto ai giovani in cerca di senso

#Facciamolo, nasce il percorso rivolto ai giovani in cerca di senso

Essere giovani in un mondo complesso è una sfida. Sono tante le domande a cui trovare risposta: quale università scegliere, quale lavoro fare, come impiegare al meglio il proprio tempo? Ma una risposta spesso resta appesa: quale senso muove le azioni? Come tradurre valori in cui si crede, nelle attività quotidiane? Fondazione Cattolica avvia #Facciamolo, un laboratorio per giovani intraprendenti che vogliono crescere insieme e generare opportunità.

A chi si rivolge #Facciamolo

#Facciamolo è un percorso esperienziale dedicato a tutti giovani tra i 20 e i 30 anni che credono, come noi, in un futuro a misura d’uomo e della sua dignità.

Fai quello che puoi, con quello che hai, nel posto in cui sei” questa massima di Theodore Roosvelt esprime al meglio l’intento del percorso formativo: orientare il coraggio di agire!

Cosa prevede #Facciamolo

Cosa serve ai giovani per mettere in opera i propri talenti? Ispirazione e consapevolezza.

Per generare futuro le competenze devono essere coniugate con valori e relazioni. #Facciamolo vuole essere un momento di incontro, scambio e crescita che consente ai ragazzi di fare network con professionisti, mettersi in confronto e dialogo con coetanei ma anche con persone che hanno concretizzato idee imprenditoriali divenute un riferimento nel mondo profit e non profit.

Il programma di #Facciamolo

Il percorso mette a fuoco 10 temi con l’obiettivo di offrire uno sguardo inedito su modalità operative che creano beneficio alle persone, ai territori, alle comunità. Il percorso prevede di concentrare l’attenzione su:

  • Il lavoro che verrà. Ambiti, approcci e significati

14 dicembre 2021 con Patrizia Cappelletti, Università Cattolica del Sacro Cuore

  • Musica. Fai risuonare la magia di un coro: più voci creano armonia

10 gennaio 2022 con Federico Alberghini, Banda Rulli Frulli APS

  • Radio. Sintonizzati con la frequenza del tuo cuore

24 gennaio 2022 con Enza Famulare, Cooperativa Lindbergh

  • Sostenibilità integrale che impresa

7 febbraio 2022 con Paolo Braguzzi, Davines Spa e Marco Freddoni, filosofo

  • Cibo. Parla come mangi, solo così assaporerai la bellezza del vero

21 febbraio 2022 con Barbara Cabassi, Cooperativa Madre Teresa

  • Teatro. Recita la parte solo se dici chi sei

7 marzo 2022 con Andrea Castelletti, Modus Impresa Sociale

  • Sport. Gioca, vinci, esulta…ma fai parte di una squadra?

21 marzo 2022 con Carlo Cremonte, Cooperativa Sportivamente

  • Moda. L’abito mente, il tuo portamento no

4 aprile 2022 con Anna Fiscale, Progetto Quid

  • Profit e non profit: un incontro sostenibile

19 aprile 2022 con Luca Tagliapietra, PoloBio e Marco Ottocento, Fondazione Vale un Sogno

  • Intraprendere una responsabilità collettiva

2 maggio 2022 con Enrico Loccioni, Impresa Loccioni

Come partecipare a #Facciamolo

Gli incontri vengono svolti il lunedì ogni 2 settimane online. Sono previsti anche incontri fisici nei luoghi operativi dei temi trattati.

Per partecipare al percorso basta compilare il modulo di iscrizione successivamente verrà inviato il primo link di accesso per partecipare all’incontro iniziale di martedì 14 dicembre alle ore 18.30

Per saperne di più scrivici!


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