In partenza PCTO

"Tu vali!", il PCTO 2025 di Fondazione Cattolica

Ecco il programma PCTO rivolto agli studenti delle scuole veronesi per ampliare le proprie competenze e sviluppare progetti d'impresa sociale efficaci per il territorio

Dopo l'esperienza positiva sviluppata nell'estate 2024, Fondazione Cattolica ha potenziato la progettualità PCTO con l'obiettivo di aprire le porte a un numero maggiore di studenti, distribuire il carico di attività durante i mesi e aumentare l'impatto delle idee progettate dai partecipanti.

"Tu vali!" non il classico PCTO

“Tu vali” è il Percorso per le Competenze Trasversali e l’Orientamento ideato da Fondazione Cattolica con il supporto di LABoratorio 5.0 (Società Benefit dedicata alla diffusione della cultura dell’intraprendere tra i giovani e al supporto alle idee e progetti d’impresa) con il fine di rendere gli studenti protagonisti della loro crescita attraverso lo sviluppo di progettualità volte a migliorare la vita della città.

Il PCTO è un’opportunità per:

  • scoprire sé e i propri talenti;
  • conoscere il territorio e le imprese locali;
  • sviluppare competenze trasversali e attitudini abilitanti l’imprenditività;
  • ideare soluzioni innovative ai bisogni locali;
  • creare networking e incontrare professionisti multidisciplinari.

Attraverso la partecipazione gli studenti partecipanti potranno aderire a una competition di idee che prevederà la vittoria di un team e la possibilità di far sviluppare tutti i progetti ideati a enti non profit della rete di Fondazione Cattolica.

Destinatari di "Tu Vali!"

I partecipanti del PCTO sono gli studenti del triennio provenienti da qualsiasi indirizzo scolastico. La partecipazione è consigliata a coloro che scelgono di mettersi in gioco per sperimentarsi e dare forma all'innovazione!

Il programma "Tu Vali!"

Da gennaio 2025 fino a giugno 2025 gli studenti potranno partecipare ad un programma ricco di: formazione, sviluppo e ispirazione. Il PCTO prevede la visione di video pillole formative dedicate al tema dello sviluppo di impresa. La Fondazione, insieme a LABoratorio 5.0 accompagnerà i ragazzi in visite didattiche all'interno di quattro imprese sul territorio. Gli studenti parteciperanno ad incontri ispirazionali nei quali si formeranno i team di progetto e si matureranno le idee sulle quali lavorare in estate. Al termine della scuola, infatti, i ragazzi saranno coinvolti a tempo pieno in due settimane di progettazione per ideare la migliore proposta che risponda ai bisogni della città. Il progetto più meritevole riceverà un riconoscimento da parte della giuria!

Monte ore "Tu Vali!"

Il progetto prevede una presenza minima di 60 ore ed una massima di 75. L'impegno mensile richiesto agli studenti durante i mesi scolastici è di cinque ore pomeridiane calendarizzate per tempo e condivise con i partecipanti.


Chi sono i Poeti sociali

Chi sono i "Poeti Sociali per il Bene Comune"

Accoglienza, inclusione, sviluppo armonioso e tutela dell'umanità. Sono questi i tratti distintivi dei quattro Poeti Sociali che quest'anno hanno ricevuto il Premio "Poeta Sociale per il Bene Comune", un riconoscimento sostenuto da Generali Italia, curato da Fondazione Cattolica all'interno all'interno del Festival "Poeti Sociali" della Diocesi di Verona.

Chi sono i Poeti Sociali?

L'appellativo è stato utilizzato per la prima volta da Papa Francesco in occasione dell'incontro con i Movimenti Popolari nel 2021. "Così mi piace chiamarvi, Poeti sociali. Perché voi siete poeti sociali, in quanto avete la capacità e il coraggio di creare speranza laddove appaiono solo scarto ed esclusione. Poesia vuol dire creatività, e voi create speranza. Con le vostre mani sapete forgiare la dignità di ciascuno, quella delle famiglie e quella dell’intera società con la terra, la casa e il lavoro, la cura e la comunità. Grazie perché la vostra dedizione è parola autorevole, capace di smentire i rinvii silenziosi e tante volte “educati” a cui siete stati sottoposti, o a cui sono sottoposti tanti nostri fratelli. Ma pensando a voi credo che la vostra dedizione sia principalmente un annuncio di speranza. Vedervi mi ricorda che non siamo condannati a ripetere né a costruire un futuro basato sull’esclusione e la disuguaglianza, sullo scarto o sull’indifferenza; dove la cultura del privilegio sia un potere invisibile e insopprimibile e lo sfruttamento e l’abuso siano come un metodo abituale di sopravvivenza. No! Questo voi lo sapete annunciare molto bene".

La serata del Premio "Poeta Sociale per il Bene Comune"

Il Premio si è tenuto il 18 ottobre all'interno dell'Auditorium della Gran Guardia durante il Festival dei "Poeti Sociali - itinerari di pace" della Diocesi di Verona. La serata è stata condotta da Marta Dal Corso con l'accompagnamento musicale del pianista Marcelo Cesena. Hanno consegnato il Premio un mondo riscritto da una piuma, opera del lavoro artigianale di Andrea De Paolo di Terra Crea, il Sindaco della città di Verona, Damiano Tommasi; il vescovo della Diocesi di Verona, Mons. Domenico Pompilii; il Responsabile Business Unit Enti Religiosi e Terzo Settore di Generali Italia, Piero Fusco e il Presidente di Fondazione Cattolica, Paolo Bedoni.

I premiati "Poeta Sociale per il Bene Comune 2024"

Federica Collato - Reverse

Un mondo migliore è possibile solo quando si è disposti a spendersi per svilupparlo e Federica con creatività, fiducia e lungimiranza ha colto la sfida introducendosi in un cammino ricco di sorprendenti possibilità. Insieme a Nicola Gastaldo e Michele Pistaffa, Federica ha trasformato un’idea in un’impresa armoniosa, sostenibile e umana. Questo Premio riconosce il coraggio di intraprendere un percorso non tracciato per costruire una realtà capace di preservare il futuro.

Stefano Bellabona - Impel Systems

 

Tempo e pazienza, le grandi Opere si costruiscono con piccole azioni giorno dopo giorno. Stefano ha saputo mettere in gioco i talenti ricevuti e coinvolgere persone, imprenditori ed istituzioni in progetti che danno risposte concrete a bisogni primari. Progettualità che migliorano le condizioni sociali di chi riceve supporto e danno senso alla vita di chi si impegna per realizzarle. Il premio all’Ingegner Stefano Bellabona è il riconoscimento all’uomo che nel donarsi riscopre e fa riscoprire con gratitudine la pienezza dell’esistenza.

Gaia Barbieri - Mani Tese Finale Emilia

 

Amare l’Altro per ciò che l’Altro è. È questo a rendere Gaia Barbieri una donna capace di abbracciare il mondo intero. Il suo agire testimonia l’importanza di abilitare le persone alla scoperta di sé stesse, perché in ogni storia è contenuta una luce che attende di essere espressa. Questo Premio riconosce a Gaia Barbieri il valore nutritivo della presenza tramite la quale i bisogni diventano progetti, gli oggetti pezzi unici e le persone nomi propri.

Franco Vaccari - Rondine Cittadella della Pace

È nelle ferite e nel conflitto che Franco ha scelto di stare per rigenerare l’umano attraverso l’ospitalità e la relazione. Il modello Rondine è oggi un percorso che accompagna giovani provenienti da Paesi in conflitto a superare il concetto di nemico per costruire relazioni pacificate.

Il Premio a Franco Vaccari è il riconoscimento a chi con passione e metodo dedica la vita per trasformare i conflitti in sviluppo umano integrale, sperimentando percorsi formativi che generano cittadini consapevoli.

Vuoi saperne di più dei premiati incontrati da Fondazione Cattolica? Scoprili all'interno dei nostri video!

 


“Tu vali!”, il PCTO 2025 di Fondazione Cattolica

terzosettore

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Dopo l’esperienza positiva sviluppata nell’estate 2024, Fondazione Cattolica ha potenziato la progettualità PCTO con l’obiettivo di aprire le porte a un numero maggiore di studenti, distribuire il carico di attività durante i mesi e aumentare l’impatto delle idee progettate dai partecipanti.

“Tu vali!” non il classico PCTO

“Tu vali” è il Percorso per le Competenze Trasversali e l’Orientamento ideato da Fondazione Cattolica con il supporto di LABoratorio 5.0 (Società Benefit dedicata alla diffusione della cultura dell’intraprendere tra i giovani e al supporto alle idee e progetti d’impresa) con il fine di rendere gli studenti protagonisti della loro crescita attraverso lo sviluppo di progettualità volte a migliorare la vita della città.

Il PCTO è un’opportunità per:

  • scoprire sé e i propri talenti;
  • conoscere il territorio e le imprese locali;
  • sviluppare competenze trasversali e attitudini abilitanti l’imprenditività;
  • ideare soluzioni innovative ai bisogni locali;
  • creare networking e incontrare professionisti multidisciplinari.

Attraverso la partecipazione gli studenti partecipanti potranno aderire a una competition di idee che prevederà la vittoria di un team e la possibilità di far sviluppare tutti i progetti ideati a enti non profit della rete di Fondazione Cattolica.

Destinatari di “Tu Vali!”

I partecipanti del PCTO sono gli studenti del triennio provenienti da qualsiasi indirizzo scolastico. La partecipazione è consigliata a coloro che scelgono di mettersi in gioco per sperimentarsi e dare forma all’innovazione!

Il programma “Tu Vali!”

Da gennaio 2025 fino a giugno 2025 gli studenti potranno partecipare ad un programma ricco di: formazione, sviluppo e ispirazione. Il PCTO prevede la visione di video pillole formative dedicate al tema dello sviluppo di impresa. La Fondazione, insieme a LABoratorio 5.0 accompagnerà i ragazzi in visite didattiche all’interno di quattro imprese sul territorio. Gli studenti parteciperanno ad incontri ispirazionali nei quali si formeranno i team di progetto e si matureranno le idee sulle quali lavorare in estate. Al termine della scuola, infatti, i ragazzi saranno coinvolti a tempo pieno in due settimane di progettazione per ideare la migliore proposta che risponda ai bisogni della città. Il progetto più meritevole riceverà un riconoscimento da parte della giuria!

Monte ore “Tu Vali!”

Il progetto prevede una presenza minima di 60 ore ed una massima di 75. L’impegno mensile richiesto agli studenti durante i mesi scolastici è di cinque ore pomeridiane calendarizzate per tempo e condivise con i partecipanti.


Bando una mano a chi sostiene

“Una mano a chi sostiene” il bando dedicato ai progetti di solidarietà

Fondazione Cattolica lancia la seconda edizione di “Una mano a chi sostiene” il bando nato per favorire lo sviluppo di progetti ad alto impatto sociale. I progetti vincitori riceveranno un’erogazione per un massimo di 20.000€ fino ad esaurimento delle risorse stanziate di 500.000 euro.

Il bando "Una mano a chi sostiene"

578 idee candidate da 17 regioni italiane, 100 progetti finalisti e oltre 152 mila voti registrati da parte della community digitale. I dati misurati a termine della prima edizione del bando nel 2023 hanno evidenziato l’urgenza di attivare risorse volte a sostenere l’impegno degli Enti non profit che in tutta Italia rispondono in modo efficace e innovativo ai bisogni emergenti.

Per questo Fondazione Cattolica promuove la seconda edizione di “Una mano a chi sostiene”, iniziativa rivolta ad accompagnare attività progettuali riguardanti:

    • assistenza e solidarietà sociale;
    • educazione, istruzione e formazione;
    • cultura.

Al bando possono partecipare:

    • Enti del Terzo Settore;
    • Enti privati senza scopo di lucro;
    • Enti ecclesiastici civilmente riconosciuti.

Come partecipare al bando

Dall’1 novembre fino al 28 febbraio ciascun Ente può candidare un solo progetto inerente le tematiche oggetto del bando sul sito unamanoachisostiene

Da marzo fino a fine maggio 2025 la commissione interna di Fondazione Cattolica selezionerà i 100 progetti più rispondenti ai criteri del bando che accederanno in qualità di finalisti alla votazione online. Grazie alle preferenze espresse dalla rete verrà stilata la classifica dei progetti vincitori. Fondazione Cattolica procederà quindi all’assegnazione dei contributi in base alla classifica di preferenza.

Il contributo verrà liquidato previa dimostrazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati e della rendicontazione dei costi sostenuti.

Vuoi saperne di più? Leggi il regolamento del bando!

Scopri i progetti vincitori della prima edizione del bando.


Riccardo e l'invenzione che mancava

Riccardo e l’invenzione che mancava

I miei genitori? Li ho fatti impazzire, ne sono sicuro. Eppure, quando adesso mi guardano li vedo che sono fieri di me. Perché ad essere sincero anche io lo sono di me stesso.

Sognavo di diventare inventore. Le cose conosciute mi annoiavano, io volevo dare forma a quello che ancora non c’era. Immagina cosa abbia significato andare a scuola per me…una tragedia!

Ho cambiato quattro scuole superiori e cinque classi. Ho avuto più di centodieci compagni perché per me andare a scuola semplicemente non aveva senso. Non mi interessava, non mi piaceva, non trovavo il perché…fino a quando ho partecipato ad un open day di Psicologia e lì si è aperto il mio mondo.

Quella era la mia via! Ho iniziato a studiare con un obiettivo e l’ho raggiunto. Mi sono trasferito a Padova, sono arrivato all’ultimo esame, ero prossimo al coronamento del mio sogno; eppure, non mi sembrava abbastanza. Ero alla ricerca…di cosa? Forse della felicità. Allora per la laurea mi sono regalato un volo di sola andata.

Destinazione Sidney. Sarei dovuto stare sei mesi invece ho passato un anno e mezzo a scoprirmi, sperimentarmi, maturare nuove consapevolezze su di me. Ho lavorato come giardiniere, cameriere e anche come comparsa in tv. Avevo amici e una nuova vita. Insomma, andava tutto per il meglio fino a che…

mi sono guardato allo specchio con sincerità. Ancora mi mancava qualcosa. Devo investire su di me mi sono detto. Allora ho fatto la valigia, l’Australia mi aveva dato tanto, ma non poteva darmi di più. E sono tornato a casa.

Mi sono rimesso sui libri e sono diventato uno psicologo clinico. Quando mi hanno proposto di seguire un ragazzo autistico mi sono buttato e lui mi ha travolto! Mi ha spinto a guardare oltre l’apparenza e a chiedermi: quanti ragazzi restano isolati dalla società?

Il pensiero non mi mollava e mi ha mosso alla ricerca di risposte. Sai cosa ho scoperto? Che la diversità è ancora una finestra dietro la quale troppi ragazzi si soffermano a guardare il mondo al posto di viverlo. Allora non ho resistito e mi sono inventato qualcosa!

Il progetto FruttiNuovi, all’interno dell’associazione Daya, nasce nel terreno bellissimo e incolto di mia zia che voleva usarlo per farci qualcosa di buono. E buono lo è diventato davvero perché oggi, dopo pochi anni, cura, nutre e porta frutto…

Arare, piantare, potare, raccogliere, trasformare e cucinare. L’agricoltura e la cucina sono gli strumenti che utilizziamo per abilitare i ragazzi alla vita, coinvolgendoli nei processi, nelle relazioni, nelle responsabilità. Lavoriamo con i ragazzi e le famiglie, lavoriamo con il e per il territorio perché la natura mi ha insegnato che tutto matura a ritmo della propria stagione…tutto matura se viene amato!

Così oggi sono qui, insieme a 30 ragazzi, 30 famiglie e 4 collaboratori tutti impegnati a rendere l’inclusione una reale opportunità, dove le persone insieme rinascono e fioriscono.

Vuoi che ti dica un segreto? Credo di aver superato il mio desiderio di bambino perché quando apro la porta di Daya penso che questa bellezza senza me, la zia e quanti ci hanno creduto, non esisteva. È tutto nuovo. Allora è proprio vero: sono diventato un inventore ma un inventore sociale!

Ti è piaciuta questa storia? Puoi leggere le altre della rubrica Giovani Speranze a partire da Elisabetta


Al via il nuovo Bando People Raising da 500.000€!

Le trasformazioni economiche, lavorative e sociali degli ultimi anni hanno modificato la compagine del Terzo Settore. Sempre più organizzazioni sociali evidenziano il bisogno di attrarre nuovi volontari nella gestione delle attività e al tempo stesso necessitano di collaboratori qualificati disponibili ad impegnarsi in ambienti professionali soddisfacenti ed entusiasmanti.

Nonostante la criticità sia ormai un’evidenza da anni, esistono ancora troppe poche soluzioni strutturali capaci di arginare il problema.

Con il bando People Raising Fondazione Cattolica vuole intervenire attivamente sul capitale umano, vera fonte di ricchezza nel Terzo Settore, attraverso la valorizzazione di proposte progettuali volte a coinvolgere volontari e professionisti in attività di interesse generale.

 

A chi si rivolge il Bando

Il bando People Raising si rivolge a:

Enti di Terzo Settore (ETS) incluse le Reti Associative;

Enti privati senza scopo di lucro, con l’esclusione di: formazioni e associazioni politiche, sindacati, associazioni professionali e di rappresentanza di categorie economiche, enti coordinati o controllati dai suddetti enti;

Enti Religiosi civilmente riconosciuti (comprese Associazioni e Movimenti ecclesiali).

Ciascun Ente o raggruppamento di Enti partecipanti al bando può partecipare candidando un solo progetto.

 

Finalità del Bando

Il bando People Raising mira a promuovere e sostenere iniziative progettuali che vedano gli Enti non profit porre al centro delle loro strategie e programmi di sviluppo il tema delle risorse umane, intraprendendo percorsi e azioni specifiche finalizzate all’ingaggio e alla valorizzazione delle persone come risorsa primaria e fondamentale dell’organizzazione, per garantirne lo sviluppo futuro.

Potranno quindi essere previste azioni di comunicazione, sensibilizzazione, orientamento, selezione, formazione, coaching tali da rendere l’ente attrattivo per persone interessate a partecipare, a diverso titolo ad attività con finalità sociale.

 

Tempistiche del Bando People Raising

Il bando si sviluppa in tre fasi:

 

    • FASE 1, Candidatura proposta progettuale. Da oggi fino al 28.02.2025 gli enti non profit possono candidare la propria idea all’interno della piattaforma dedicata di Fondazione Cattolica. Clicca qui per accedere.
    • FASE 2, Selezione delle idee progettuali. Dall’inizio di marzo fino al 30.4.2025 Fondazione Cattolica contatterà direttamente gli Enti selezionati per approfondire l’idea progettuale e richiedere la documentazione necessaria a completare l’istruttoria che dovrà essere inviata entro tre mesi da tale comunicazione. La Fondazione valuterà le proposte definitive e, a suo insindacabile giudizio, deciderà in merito alla concessione o meno del contributo.
    • FASE 3, Realizzazione del progetto. I progetti accolti dovranno essere realizzati entro 12 mesi dalla comunicazione dell’avvenuta approvazione, pena la decadenza dal contributo. Ciascun progetto potrà ricevere al massimo un contributo di € 25.000,00 se proposto da singolo Ente o di € 50.000,00 se proposto da raggruppamento di Enti o da Reti Associative. Il contributo della Fondazione non potrà superare l’80% dei costi complessivi del progetto che potranno prevedere allocazioni fino ad un massimo del 10% di costi di struttura.

 

Per maggiori informazioni si invita a prendere visione del regolamento e/o a contattare la Fondazione tramite email: fondazione.cattolica@generali.com

 


Insieme per crescere sviluppare comunità

Insieme per crescere, sviluppare comunità

Il video contest "Insieme per Crescere" è nato dalla volontà di esprimere il valore educativo e relazionale dell'esperienza Grest. Oltre 25 Parrocchie e Circoli Noi hanno partecipato alla prima edizione del contest, inviando video artigianali che mettevano al centro la bellezza della relazione ricca di cooperazione, formazione, divertimento, gioco, inclusione, servizio…e molto altro ancora.

Impegno, cura e responsabilità sono gli elementi caratterizzanti i 10 video finalisti pubblicati sui canali social di Fondazione Cattolica. Ancora una volta Parrocchie e Circoli Noi si sono dimostrati veri alleati delle famiglie nella crescita educativa e spirituale delle nuove generazioni. A dimostrarlo è l’attivazione comunitaria e le oltre 9 mila interazioni digitali che hanno decretato i 3 video vincitori del contest.

I vincitori del contest Insieme per Crescere

Con 1.416 voti registrati, la Parrocchia di Sommacampagna - Custoza si aggiudica il primo posto.

Seguita dal Circolo Noi Il Sentiero con 1.319 voti

Terza classificata è la Parrocchia di Vigasio con 1.030 voti

Insieme per crescere, sviluppare comunità

Desiderio di Fondazione Cattolica è continuare un cammino condiviso di crescita. Per questo la Fondazione proclamerà i vincitori durante l'evento “Insieme per crescere, generare comunità”, un’occasione per riflettere insieme sull’oggi e sul domani, identificare buone prassi e modelli che attivino e vitalizzino le realtà comunitarie.

Parteciperanno all'evento come relatori:

don Matteo Malosto Direttore Centro pastorale adolescenti e giovani

    • don Paolo Zuccari, Presidente NOI Aps Verona

L’iniziativa si terrà nella sede di Fondazione Cattolica in via Adua , martedì 10 settembre dalle 11.00 alle 12.00 con momento conviviale finale. E' richiesta comunicazione dei partecipanti.

Per saperne di più sul contest in oggetto è possibile prendere nota del regolamento!


Costruire un futuro di felicità, l’impegno di AGESCI

Costruire un futuro di felicità, l’impegno di AGESCI

Era l’inizio del 1900 quando Lord Baden-Powell osservando i ragazzini di Londra constatò l’urgenza di adottare un approccio pedagogico innovativo per crescere uomini e cittadini liberi, capaci cioè di creare una società migliore di quella che avevano ereditato. Il metodo Scout nasce nel 1907 e pone le radici in quattro elementi educativi portanti e ancora attuali: la formazione del carattere, lo sviluppo delle abilità manuale, la salute e la forza fisica e il servizio verso il prossimo perché negli Scout ogni persona possa scoprire chi è e portare la sua unicità nel mondo.

Lo sviluppo dell'AGESCI in Italia

Fantasia, gioco, avventura, vita all’aria aperta, scoperta di sé e dell’altro, esperienza di comunità…lo scautismo è un movimento che si diffonde velocemente in tutto il mondo. In Italia il movimento viene abbracciato dall’ASCI (Associazione Scout Cattolici Italiani) e dell’AGI (Associazione Guide Italiane) rispettivamente di composizione maschile e femminile. Le due realtà percorrono un cammino parallelo “fino a quando nel 1974 le due associazioni scelgono di diventare un’unica entità valorizzando le qualità dell’una e dell’altra esperienza” racconta Roberta Vincini, Presidente del Comitato nazionale AGESCI. “La forma della coeducazione, perché si può crescere solo insieme, e della diarchia, cioè della compresenza uomo-donna, ha evidenziato fin dal principio il tratto innovativo di AGESCI orientato ad accendere la ricerca al senso della vita”.

Un cammino, quello dell’AGESCI, umano, sociale e spirituale essendo associazione laicale di tipo B riconosciuta dalla CEI.

Il percorso Scout

“L’esperienza Scout risponde alle tante domande dei giovani sulla vita attraverso una dimensione ludica, sociale e spirituale. Scoprire i fondamenti per vivere una vita autentica adulta è un obiettivo prefisso dallo scautismo che inizia da bambini e dura per sempre!” racconta Francesco Scoppola, Presidente del Comitato nazionale AGESCI. Dagli 8 anni i bambini entrano nel mondo delle Coccinelle o dei Lupetti per scoprire attraverso il gioco la bellezza dell’infanzia e delle loro qualità. Dai 12 anni gli adolescenti accedono alla branca Esploratori e Guide dove riconoscono la propria identità e la relazione con la comunità circostante. Successivamente i ragazzi sono portati a vedere nell’autodeterminazione del servizio una missione personale. “A 21 anni un ragazzo può scegliere se diventare Capo, e quindi aderire ad un patto associativo per accompagnare la crescita delle nuove generazioni secondo i valori del metodo, oppure se dedicare il proprio servizio in altre forme alla comunità”.

Gli Scout una realtà in crescita

AGESCI registra 183 mila iscritti. Di questi 150 mila sono bambini e ragazzi e 33 mila sono capi che hanno scelto di assumersi la responsabilità della crescita educativa dei ragazzi.

“Le famiglie riconoscono l’autenticità della proposta educativa. Bambini e ragazzi sono accompagnati in un percorso esplorativo di conoscenza di sé, delle proprie abilità, dei propri talenti che possono essere messi a disposizione della comunità. Vivere lo scautismo significa mettersi in relazione con gli altri e con la natura, vivere in un contesto positivo non prestazionale né competitivo, sviluppare passioni e costruire ciò che serve. Tutto ciò ha un valore incredibile se pensiamo che oggi tutto è già preconfezionato ed è difficile per i ragazzi sperimentare chi si è” testimoniano i presidenti. Una scelta qualitativamente significativa tanto da avvicinare al mondo Scout sia bambini che adulti. “Il movimento cresce grazie ai capi. Più della metà sono giovani under 30 ma ci sono anche tanti genitori che si avvicinano tramite i loro figli: vedono il significato del percorso e scelgono di affiancare con le loro qualità!”.

AGESCI 50 anni di impegno sociale

Per ricordare i 50 anni di impegno sociale, civile e spirituale AGESCI ha intrapreso un cammino che mette a fuoco il rinnovato bisogno di fare educazione oggi affinchè i bambini e i ragazzi affidati allo scautismo possano crescere nei valori della cittadinanza attiva e responsabile.

Dal 22 al 25 agosto la città di Verona ospita la Route nazionale delle Comunità capi, un evento partecipato da 18.000 capi provenienti da tutta Italia, riunitisi a Villa Buri nel tema: Generazioni di felicità. Una grande avventura vissuta in sinergia con il territorio e l’accompagnamento del mondo ecclesiastico per contribuire a innescare processi di cambiamento positivi e contagiosi.

“Siamo qui per essere felici! E vogliamo testimoniare, e continuare a farlo, la bontà della vita attraverso il servizio e l’educazione delle nuove generazioni.”


Etta e il coraggio di cambiare le cose

Etta e il coraggio di cambiare le cose

C’è pace nella casa in campagna di Etta. Ci sono le api, il bosco, il cane che scodinzola e la natura che scandisce un tempo lento. Il tempo libero e ricco di vita che Etta ha costruito anno dopo anno.

È una ragazzina che vuole fare. Conta i minuti che la separano dai libri di latino agli Scout e poggiata la penna, spalanca la porta e scappa a vivere davvero. Sono gli anni del fermento sociale italiano ed Etta lo respira nelle strade, nelle idee, nei giovani: il mondo è tutto da cambiare!

Ma cambiare cosa? Etta trova risposta aprendo la stanza di un istituto femminile stipato in una soffitta di un palazzone genovese. L’odore di minestra penetra le narici e si attacca ai vestiti. Tutto è fatiscente. Le bambine indossano un grembiulino consunto, si muovono in modo sconnesso e parlano male. Vivono costrette in una stanza senza anima né cura, abbandonate dalle loro famiglie e dimenticate dalla civiltà.

E qualcosa dentro Etta parla forte.

È Luisa. È la disabilità manifestata dalla sorella. È il peso dell’esclusione, l’oppressione dell’abbandono, la ricerca di un senso. È la consapevolezza che si può fare diversamente perché Etta lo sa: non si diventa umani rifiutando le fragilità.

Matura in lei il desiderio di lavorare nel sociale. Ma gli anni ’70 sono solo all’inizio, fare sociale è per lo più un sentimento e i suoi genitori la spingono all’università. Etta li accontenta, prende una laurea in Lettere, si abilita all’insegnamento e si chiede cosa fare del suo futuro quando nel negozio di alimentari, tra un etto di prosciutto e di formaggio, una signora parla di una casa nuova, per ospitare bambini“Mi scusi cosa?” domanda Etta. E da lì corre!

Sono anni faticosi ma stimolanti. La comunità di Don Gallo e il Ceis si uniscono per offrire un rifugio a minori in abbandono. Si lavora sulla relazione e sul ricongiungimento. Etta si attiva per dare a bambini come Carmelo, Angelo, Piero ed Emanuele luoghi confortevoli in cui vivere mentre si impegna a costruire percorsi di integrazione con le famiglie d’origine, per contrastare  la povertà economica e culturale.

Etta è appassionata. Studia e si immerge nel travaglio del reale. Si occupa di minori e di giovani, dirige una grande cooperativa e viaggia in tutta Italia per conoscere imprese sociali innovative capaci di sollevare i problemi offrendo nuove vie. E così entra per la prima volta in carcere, in una sezione femminile, e i suoi ricordi  fanno un salto indietro negli anni.

Davanti a lei però non ci sono bambine, ci sono donne invisibili, prigioniere di una sentenza e della condanna di non essere più nulla. Persone isolate a sé stesse con speranze naufragate in celle dispnoiche. E ancora una volta Etta pensa a come fare per cambiare.

II tempo del lavoro in cooperativa è superato, i figli sono grandi, Etta  intravede la possibilità di  licenziarsi per costruire, con l’appoggio di donne appassionate intorno a lei, una nuova realtà e decide: il mondo aspetta sempre chi ha il coraggio di cambiare!

Sc’Art! nasce per dare una seconda vita a donne detenute ed ex detenute, che con il design creativo e l’utilizzo di materiali di scarto, si ripensano libere, nell’autodeterminazione. E nei laboratori artigianali Etta conosce le sfaccettature dell’umanità. Emergono le ferite, i legami, i non detti, i sogni. Tra una creazione e l’altra, Etta favorisce i legami delle donne tra il dentro e il fuori, tra l’oggi e il domani, tra l’ignoto e le nuove consapevolezze.

Da cosa nasce cosa dice Etta tanto da permettere a 150 donne detenute di imparare un mestiere dimostrando loro che sono protagoniste del cambiamento. Che nulla è per sempre. Che tutto, con volontà, si trasforma, si migliora.

Oggi Etta ha 70 anni e li vive con speranza e ottimismo, nonostante tutto. Con il progetto Remida e le Creazioni al Fresco continua a guardare avanti… perché il futuro è sempre un passo più in là!

Lei è Etta Rapallo, una donna che fa la differenza.

Ti è piaciuta questa storia? Puoi leggere le altre della Rubrica Persone che fanno la differenza a partire da Pietro e la comunità per rinascere dalla dipendenza


FONDAZIONE CATTOLICA DUE NUOVI BANDI PER SOSTENERE IL TERZO SETTORE

Fondazione Cattolica, due nuovi bandi per sostenere il Terzo Settore

La nuova versione del bando “Una mano a chi sostiene” e le linee di indirizzo del nuovo bando “People raising 2024” sono state approvate lo scorso 29 luglio dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione Cattolica, nella riunione presieduta da Paolo Bedoni. Entrambi i bandi, per ciascuno dei quali sono stati stanziati 500 mila euro, verranno ufficialmente presentati durante la “Rassegna dei poeti sociali” che si aprirà il prossimo 19 ottobre a Verona.

La programmazione del triennio

“Con il varo da parte del Consiglio d’amministrazione delle linee guida dell’operatività della Fondazione per il triennio 2024-2026, approvate lo scorso giugno dal CdA”, ha dichiarato nella sua introduzione Paolo Bedoni, “si è aperta una fase profondamente innovativa della vita e del programma della Fondazione nell’ambito di Generali. Si sono create, per volontà della compagnia del Leone, le condizioni per avviare, già in questo triennio, progettualità nuove destinate ad ampliare gli orizzonti strategici e le potenzialità della Fondazione. Per questo occorre proiettarla nel cuore delle problematiche che riguardano il Terzo Settore sia a livello nazionale sia a livello delle comunità locali. Come sappiamo, questo settore è una grande risorsa per la società italiana, ma di fronte alla complessità e alla velocità delle trasformazioni sociali in atto, si pone per esso l’esigenza di individuare innovativi programmi di “people raising” per supportare i processi di reperimento e di ingaggio di qualificate risorse umane. Questo è un punto di importanza cruciale”.

È sulla base di queste considerazioni che si sviluppa la programmazione delle attività della Fondazione, strutturate in quattro filoni: solidarietà ed imprenditoria sociale, formazione, partenariati strategici e progettualità in ambito religioso. Ai due bandi, specifici ma complementari, delineati dal Consiglio nella riunione del 29 luglio, è affidata una funzione guida.

Composizione del nuovo CDA di Fondazione Cattolica

Del Consiglio di Amministrazione di Fondazione Cattolica, presieduto da Paolo Bedoni, fanno parte Piero Fusco, vicepresidente, Cristina Rustignoli, Gelsomina Maisto, don Davide Vicentini, Alessandro Lai, Samuele Marconcini, Giuseppe Alessio, Atanasio Pantarrotas e Riccardo Acquaviva.

L’organo di Controllo è composto da Alessandro Gambi, Presidente, Maria Rubinelli e Carlo Alberto Murari.


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