Fondazione Cattolica alla rassegna "Poeti Sociali"

La città si arricchisce di una nuova proposta culturale plurale, aperta e ‘intrigante’ che vuole mettere in luce la dimensione pratica, creativa e sociale dei valori universali ispirati dal Vangelo. Una rassegna di eventi dai linguaggi diversi (lectio, incontri, dialoghi, concerti, rappresentazioni artistiche), location insolite (istituzionali e informali, ecclesiali e civili, piazze, teatri, luoghi di lavoro e scuole), in orari accessibili e per tutti (dall’alba al tramonto). È l’invito rivolto a tutti, a ritrovare il coraggio di misurarci nella cura dell’umano e a costruire «Itinerari di Pace», alla ricerca di luoghi di incontro e di dialogo, al fine di tessere legami duraturi.

In continuità con la visita di papa Francesco per l’Arena di Pace del maggio scorso, la Fondazione Toniolo della diocesi di Verona, con il sostegno di Fondazione Cattolica e Generali Italia e la sua divisione Cattolica, promuove dal 17 al 20 ottobre 2024, la rassegna di eventi Poeti Sociali. L’espressione è di papa Francesco e si riferisce ad opere, testimonianze e prassi che raccontano «esperienze e iniziative generative (poiesis) che sanno creare speranza laddove appaiono solo scarto ed esclusione».

Quattro giornate di incontri, dialoghi, ma anche performance, spettacoli, concerti, più di 100 autorevoli ospiti italiani e internazionali per quasi 70 eventi diffusi, dislocati in 12 location cittadine.

La prima edizione del festival è stata presentata in municipio alla presenza del sindaco Damiano Tommasi, il vescovo di Verona Mons. Domenico Pompili, il presidente della Fondazione Toniolo don Renzo Beghini, il presidente di Fondazione Cattolica Paolo Bedoni e il responsabile della Business Unit Enti Religiosi e Terzo Settore di Generali Italia Piero Fusco.

“Siamo lieti di presentare questi 4 giorni in cui la città si prenderà carico della prima edizione di ‘Poeti sociali’, che pone l’attenzione sulle persone, pensando alle relazioni come vera essenza delle comunità – ha affermato il sindaco Damiano Tommasi-. La rassegna valorizza la cosa più preziosa che in questo momento dobbiamo difendere come amministratori, istituzioni e rete sociale, ovvero le persone che, nell’ambito della pace, hanno fatto e fanno scelte coraggiose. Prosegue  così il percorso avviato con l’Arena di pace che ha visto la partecipazione di Papa Francesco a maggio, incontrando ora quanti quotidianamente nella loro storia e nella loro vita stanno già seminando quello che serve alle comunità per operare nelle emergenze e per generare valore in qualsiasi sua forma”.

“Siamo tanti, viviamo di più e meglio. Ma la vorticosa crescita economica dell’ultimo secolo si sta ora scontrando con le sue contraddizioni: cambiamento climatico, migrazioni, squilibri demografici, disuguaglianze – ha affermato il vescovo, mons. Domenico Pompili-. Ad essere minacciata è la vita stessa e non solo la sua qualità. La risposta a questa inedita crisi non può essere evidentemente solo tecno-economica. Occorre piuttosto mettere in discussione le premesse su cui la crescita si basa, colmando un ritardo culturale ormai evidente, nella consapevolezza che non esiste forma vivente che non sia in relazione. Lo dicono la scienza e le religioni. In particolare il pensiero sociale della chiesa cattolica, da ormai quasi due secoli. In un tempo così, aggravata dai venti di guerra che non cessano, parlare di “poeti sociali” potrebbe sembrare un tantino ingenuo. In realtà, il tema che si svilupperà attraverso innumerevoli linguaggi, riguarda tutti: imprenditori e operai, politici e sindacalisti, docenti e discenti, genitori e figli, società e chiesa. Abbiamo bisogno di recuperare e valorizzare la capacità creativa diffusa che è la vera risorsa per far fronte ai tanti problemi che abbiamo. Verona da questo punto di vista rappresenta storicamente un luogo dove più volte sono emersi “poeti sociali” che hanno introdotto un pensiero e un’azione finalizzata ad affrontare le questioni nuove che emergevano nella società moderna. Penso a d. Nicola Mazza e a Matilde di Canossa, a Don Calabria e a d. A. Mazzi oggi; ancora ai “Beati i costruttori di pace” delle passate Arene ai Movimenti popolari che hanno caratterizzato l’Arena con papa Francesco. La città e l’intero territorio si arricchirà di questo confronto di idee e di testimonianza per non subire questa tenebra che avanza ed offrire storie di luce”.

“Come Fondazione Cattolica non potevamo non essere dentro questa meravigliosa avventura – ha detto il presidente di Fondazione Cattolica Paolo Bedoni-. L’abbiamo vista nascere grazie ad un dialogo continuo ed intenso con il Vescovo e i suoi collaboratori. Una rassegna innovativa ed originale, che è stata concepita come una sollecitazione alle diverse componenti della società e della diocesi veronese a dar vita, con creatività, coraggio e passione, ad iniziative, le più varie, di dialogo e di espressività che aiutino a costruire itinerari di solidarietà nel cuore stesso della vita comunitaria”.

“Generali Italia non poteva di certo esimersi dal sostenere una iniziativa così importante, che coinvolge una vasta rappresentanza delle Associazioni e degli Enti del Terzo Settore che da sempre si contraddistingue per la numerosa presenza e per le svariate e fondamentali attività che svolge a favore del territorio – ha dichiarato Piero Fusco Responsabile Business Unit Enti Religiosi e Terzo Settore di Generali Italia-. A tal proposito, proprio durante il nostro incontro del prossimo 19 ottobre presenteremo il secondo rapporto sul Terzo Settore che evidenzia importantissime novità che riguardano questo articolato ed interessante settore”.

Presente in conferenza il direttore artistico della rassegna, Daniele Rocchetti, che ha illustrato il programma nel dettaglio.


Bando Intraprendere nel sociale

Intraprendere nel sociale: un bando, una missione

Fondazione Cattolica rinnova l'impegno a sostegno di associazioni ed enti privati che con la loro attività promuovono lo sviluppo di una società più equa ed inclusiva e si attivano per rispondere ai bisogni sociali del territorio.

Il bando Intrapresa sociale è aperto a idee progettuali che rispondono in modo nuovo, efficace e sostenibile ai bisogni che riguardano i seguenti ambiti:

    • Anziani
    • Disabilità
    • Famiglia
    • Nuove Povertà

Le attività previste dal progetto candidato devono svolgersi in Italia e non possono riguardare, se non per importi molto limitati, interventi su immobili ed attrezzatture.

Caratteristica fondamentale richiesta alle idee progettuali è l’auto sostenibilità. Devono cioè essere in grado di sostenersi autonomamente nel tempo una volta superata la fase di accompagnamento.

I parametri con cui viene valutato il progetto sono:

    • L’impatto sul territorio e sulla comunità (numero delle persone inserite, dei volontari coinvolti, dei beneficiari…)
    • Gli elementi innovativi ideati per rispondere al bisogno sociale
    • Massimizzazione dell’efficacia rispetto al costo
    • Tempo necessario al raggiungimento della piena auto sostenibilità economica

Il contributo massimo stanziato dal bando Intrapresa sociale per ciascun progetto è di 30.000 euro e non può superare il 50% dei costi complessivi.

I Soggetti ammessi al contributo riceveranno i fondi a conclusione del progetto, previa rendicontazione quantitativa e qualitativa dei costi sostenuti e dei risultati raggiunti.

Per presentare la propria idea è necessario prenotare un colloquio telefonico chiamando il numero 045 8083211 oppure scrivendo una mail a fondazione.cattolica@generali.com.

Maggiori informazioni sono disponibili nel bando che puoi scaricare qui.

Vuoi conoscere i progetti sostenuti in questi anni attraverso il Bando Intraprendere? Sfoglia i nostri bilanci.


Insieme per crescere sviluppare comunità

Insieme per crescere, sviluppare comunità

Il video contest "Insieme per Crescere" è nato dalla volontà di esprimere il valore educativo e relazionale dell'esperienza Grest. Oltre 25 Parrocchie e Circoli Noi hanno partecipato alla prima edizione del contest, inviando video artigianali che mettevano al centro la bellezza della relazione ricca di cooperazione, formazione, divertimento, gioco, inclusione, servizio…e molto altro ancora.

Impegno, cura e responsabilità sono gli elementi caratterizzanti i 10 video finalisti pubblicati sui canali social di Fondazione Cattolica. Ancora una volta Parrocchie e Circoli Noi si sono dimostrati veri alleati delle famiglie nella crescita educativa e spirituale delle nuove generazioni. A dimostrarlo è l’attivazione comunitaria e le oltre 9 mila interazioni digitali che hanno decretato i 3 video vincitori del contest.

I vincitori del contest Insieme per Crescere

Con 1.416 voti registrati, la Parrocchia di Sommacampagna - Custoza si aggiudica il primo posto.

Seguita dal Circolo Noi Il Sentiero con 1.319 voti

Terza classificata è la Parrocchia di Vigasio con 1.030 voti

Insieme per crescere, sviluppare comunità

Desiderio di Fondazione Cattolica è continuare un cammino condiviso di crescita. Per questo la Fondazione proclamerà i vincitori durante l'evento “Insieme per crescere, generare comunità”, un’occasione per riflettere insieme sull’oggi e sul domani, identificare buone prassi e modelli che attivino e vitalizzino le realtà comunitarie.

Parteciperanno all'evento come relatori:

don Matteo Malosto Direttore Centro pastorale adolescenti e giovani

    • don Paolo Zuccari, Presidente NOI Aps Verona

L’iniziativa si terrà nella sede di Fondazione Cattolica in via Adua , martedì 10 settembre dalle 11.00 alle 12.00 con momento conviviale finale. E' richiesta comunicazione dei partecipanti.

Per saperne di più sul contest in oggetto è possibile prendere nota del regolamento!


Costruire un futuro di felicità, l’impegno di AGESCI

Costruire un futuro di felicità, l’impegno di AGESCI

Era l’inizio del 1900 quando Lord Baden-Powell osservando i ragazzini di Londra constatò l’urgenza di adottare un approccio pedagogico innovativo per crescere uomini e cittadini liberi, capaci cioè di creare una società migliore di quella che avevano ereditato. Il metodo Scout nasce nel 1907 e pone le radici in quattro elementi educativi portanti e ancora attuali: la formazione del carattere, lo sviluppo delle abilità manuale, la salute e la forza fisica e il servizio verso il prossimo perché negli Scout ogni persona possa scoprire chi è e portare la sua unicità nel mondo.

Lo sviluppo dell'AGESCI in Italia

Fantasia, gioco, avventura, vita all’aria aperta, scoperta di sé e dell’altro, esperienza di comunità…lo scautismo è un movimento che si diffonde velocemente in tutto il mondo. In Italia il movimento viene abbracciato dall’ASCI (Associazione Scout Cattolici Italiani) e dell’AGI (Associazione Guide Italiane) rispettivamente di composizione maschile e femminile. Le due realtà percorrono un cammino parallelo “fino a quando nel 1974 le due associazioni scelgono di diventare un’unica entità valorizzando le qualità dell’una e dell’altra esperienza” racconta Roberta Vincini, Presidente del Comitato nazionale AGESCI. “La forma della coeducazione, perché si può crescere solo insieme, e della diarchia, cioè della compresenza uomo-donna, ha evidenziato fin dal principio il tratto innovativo di AGESCI orientato ad accendere la ricerca al senso della vita”.

Un cammino, quello dell’AGESCI, umano, sociale e spirituale essendo associazione laicale di tipo B riconosciuta dalla CEI.

Il percorso Scout

“L’esperienza Scout risponde alle tante domande dei giovani sulla vita attraverso una dimensione ludica, sociale e spirituale. Scoprire i fondamenti per vivere una vita autentica adulta è un obiettivo prefisso dallo scautismo che inizia da bambini e dura per sempre!” racconta Francesco Scoppola, Presidente del Comitato nazionale AGESCI. Dagli 8 anni i bambini entrano nel mondo delle Coccinelle o dei Lupetti per scoprire attraverso il gioco la bellezza dell’infanzia e delle loro qualità. Dai 12 anni gli adolescenti accedono alla branca Esploratori e Guide dove riconoscono la propria identità e la relazione con la comunità circostante. Successivamente i ragazzi sono portati a vedere nell’autodeterminazione del servizio una missione personale. “A 21 anni un ragazzo può scegliere se diventare Capo, e quindi aderire ad un patto associativo per accompagnare la crescita delle nuove generazioni secondo i valori del metodo, oppure se dedicare il proprio servizio in altre forme alla comunità”.

Gli Scout una realtà in crescita

AGESCI registra 183 mila iscritti. Di questi 150 mila sono bambini e ragazzi e 33 mila sono capi che hanno scelto di assumersi la responsabilità della crescita educativa dei ragazzi.

“Le famiglie riconoscono l’autenticità della proposta educativa. Bambini e ragazzi sono accompagnati in un percorso esplorativo di conoscenza di sé, delle proprie abilità, dei propri talenti che possono essere messi a disposizione della comunità. Vivere lo scautismo significa mettersi in relazione con gli altri e con la natura, vivere in un contesto positivo non prestazionale né competitivo, sviluppare passioni e costruire ciò che serve. Tutto ciò ha un valore incredibile se pensiamo che oggi tutto è già preconfezionato ed è difficile per i ragazzi sperimentare chi si è” testimoniano i presidenti. Una scelta qualitativamente significativa tanto da avvicinare al mondo Scout sia bambini che adulti. “Il movimento cresce grazie ai capi. Più della metà sono giovani under 30 ma ci sono anche tanti genitori che si avvicinano tramite i loro figli: vedono il significato del percorso e scelgono di affiancare con le loro qualità!”.

AGESCI 50 anni di impegno sociale

Per ricordare i 50 anni di impegno sociale, civile e spirituale AGESCI ha intrapreso un cammino che mette a fuoco il rinnovato bisogno di fare educazione oggi affinchè i bambini e i ragazzi affidati allo scautismo possano crescere nei valori della cittadinanza attiva e responsabile.

Dal 22 al 25 agosto la città di Verona ospita la Route nazionale delle Comunità capi, un evento partecipato da 18.000 capi provenienti da tutta Italia, riunitisi a Villa Buri nel tema: Generazioni di felicità. Una grande avventura vissuta in sinergia con il territorio e l’accompagnamento del mondo ecclesiastico per contribuire a innescare processi di cambiamento positivi e contagiosi.

“Siamo qui per essere felici! E vogliamo testimoniare, e continuare a farlo, la bontà della vita attraverso il servizio e l’educazione delle nuove generazioni.”


Etta e il coraggio di cambiare le cose

Etta e il coraggio di cambiare le cose

C’è pace nella casa in campagna di Etta. Ci sono le api, il bosco, il cane che scodinzola e la natura che scandisce un tempo lento. Il tempo libero e ricco di vita che Etta ha costruito anno dopo anno.

È una ragazzina che vuole fare. Conta i minuti che la separano dai libri di latino agli Scout e poggiata la penna, spalanca la porta e scappa a vivere davvero. Sono gli anni del fermento sociale italiano ed Etta lo respira nelle strade, nelle idee, nei giovani: il mondo è tutto da cambiare!

Ma cambiare cosa? Etta trova risposta aprendo la stanza di un istituto femminile stipato in una soffitta di un palazzone genovese. L’odore di minestra penetra le narici e si attacca ai vestiti. Tutto è fatiscente. Le bambine indossano un grembiulino consunto, si muovono in modo sconnesso e parlano male. Vivono costrette in una stanza senza anima né cura, abbandonate dalle loro famiglie e dimenticate dalla civiltà.

E qualcosa dentro Etta parla forte.

È Luisa. È la disabilità manifestata dalla sorella. È il peso dell’esclusione, l’oppressione dell’abbandono, la ricerca di un senso. È la consapevolezza che si può fare diversamente perché Etta lo sa: non si diventa umani rifiutando le fragilità.

Matura in lei il desiderio di lavorare nel sociale. Ma gli anni ’70 sono solo all’inizio, fare sociale è per lo più un sentimento e i suoi genitori la spingono all’università. Etta li accontenta, prende una laurea in Lettere, si abilita all’insegnamento e si chiede cosa fare del suo futuro quando nel negozio di alimentari, tra un etto di prosciutto e di formaggio, una signora parla di una casa nuova, per ospitare bambini“Mi scusi cosa?” domanda Etta. E da lì corre!

Sono anni faticosi ma stimolanti. La comunità di Don Gallo e il Ceis si uniscono per offrire un rifugio a minori in abbandono. Si lavora sulla relazione e sul ricongiungimento. Etta si attiva per dare a bambini come Carmelo, Angelo, Piero ed Emanuele luoghi confortevoli in cui vivere mentre si impegna a costruire percorsi di integrazione con le famiglie d’origine, per contrastare  la povertà economica e culturale.

Etta è appassionata. Studia e si immerge nel travaglio del reale. Si occupa di minori e di giovani, dirige una grande cooperativa e viaggia in tutta Italia per conoscere imprese sociali innovative capaci di sollevare i problemi offrendo nuove vie. E così entra per la prima volta in carcere, in una sezione femminile, e i suoi ricordi  fanno un salto indietro negli anni.

Davanti a lei però non ci sono bambine, ci sono donne invisibili, prigioniere di una sentenza e della condanna di non essere più nulla. Persone isolate a sé stesse con speranze naufragate in celle dispnoiche. E ancora una volta Etta pensa a come fare per cambiare.

II tempo del lavoro in cooperativa è superato, i figli sono grandi, Etta  intravede la possibilità di  licenziarsi per costruire, con l’appoggio di donne appassionate intorno a lei, una nuova realtà e decide: il mondo aspetta sempre chi ha il coraggio di cambiare!

Sc’Art! nasce per dare una seconda vita a donne detenute ed ex detenute, che con il design creativo e l’utilizzo di materiali di scarto, si ripensano libere, nell’autodeterminazione. E nei laboratori artigianali Etta conosce le sfaccettature dell’umanità. Emergono le ferite, i legami, i non detti, i sogni. Tra una creazione e l’altra, Etta favorisce i legami delle donne tra il dentro e il fuori, tra l’oggi e il domani, tra l’ignoto e le nuove consapevolezze.

Da cosa nasce cosa dice Etta tanto da permettere a 150 donne detenute di imparare un mestiere dimostrando loro che sono protagoniste del cambiamento. Che nulla è per sempre. Che tutto, con volontà, si trasforma, si migliora.

Oggi Etta ha 70 anni e li vive con speranza e ottimismo, nonostante tutto. Con il progetto Remida e le Creazioni al Fresco continua a guardare avanti… perché il futuro è sempre un passo più in là!

Lei è Etta Rapallo, una donna che fa la differenza.

Ti è piaciuta questa storia? Puoi leggere le altre della Rubrica Persone che fanno la differenza a partire da Pietro e la comunità per rinascere dalla dipendenza


FONDAZIONE CATTOLICA DUE NUOVI BANDI PER SOSTENERE IL TERZO SETTORE

Fondazione Cattolica, due nuovi bandi per sostenere il Terzo Settore

La nuova versione del bando “Una mano a chi sostiene” e le linee di indirizzo del nuovo bando “People raising 2024” sono state approvate lo scorso 29 luglio dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione Cattolica, nella riunione presieduta da Paolo Bedoni. Entrambi i bandi, per ciascuno dei quali sono stati stanziati 500 mila euro, verranno ufficialmente presentati durante la “Rassegna dei poeti sociali” che si aprirà il prossimo 19 ottobre a Verona.

La programmazione del triennio

“Con il varo da parte del Consiglio d’amministrazione delle linee guida dell’operatività della Fondazione per il triennio 2024-2026, approvate lo scorso giugno dal CdA”, ha dichiarato nella sua introduzione Paolo Bedoni, “si è aperta una fase profondamente innovativa della vita e del programma della Fondazione nell’ambito di Generali. Si sono create, per volontà della compagnia del Leone, le condizioni per avviare, già in questo triennio, progettualità nuove destinate ad ampliare gli orizzonti strategici e le potenzialità della Fondazione. Per questo occorre proiettarla nel cuore delle problematiche che riguardano il Terzo Settore sia a livello nazionale sia a livello delle comunità locali. Come sappiamo, questo settore è una grande risorsa per la società italiana, ma di fronte alla complessità e alla velocità delle trasformazioni sociali in atto, si pone per esso l’esigenza di individuare innovativi programmi di “people raising” per supportare i processi di reperimento e di ingaggio di qualificate risorse umane. Questo è un punto di importanza cruciale”.

È sulla base di queste considerazioni che si sviluppa la programmazione delle attività della Fondazione, strutturate in quattro filoni: solidarietà ed imprenditoria sociale, formazione, partenariati strategici e progettualità in ambito religioso. Ai due bandi, specifici ma complementari, delineati dal Consiglio nella riunione del 29 luglio, è affidata una funzione guida.

Composizione del nuovo CDA di Fondazione Cattolica

Del Consiglio di Amministrazione di Fondazione Cattolica, presieduto da Paolo Bedoni, fanno parte Piero Fusco, vicepresidente, Cristina Rustignoli, Gelsomina Maisto, don Davide Vicentini, Alessandro Lai, Samuele Marconcini, Giuseppe Alessio, Atanasio Pantarrotas e Riccardo Acquaviva.

L’organo di Controllo è composto da Alessandro Gambi, Presidente, Maria Rubinelli e Carlo Alberto Murari.


La ricerca di senso come motore dell’impegno per il bene comune

Federico ha solo otto anni quando scopre cosa vorrà fare da grande: vuole diventare un batterista e costruire i suoi strumenti musicali con materiali di recupero. Ma con il tempo quel sogno diventerà molto più grande.

Cresce, viaggia, suona e inizia ad immaginare un mondo fatto di musica e di persone felici. Di opportunità e di legami che migliorano la vita e promuovono il bene comune.

Nel 2010, insieme a Sara, Marco e Federico, fonda una piccola marching band composta da ragazzi con diverse età ed abilità e strumenti creati con materiali di riciclo. Ma poi la terra trema. A Finale Emilia la scossa di terremoto distrugge case, strutture e sale prove. Federico però non molla, nella tendopoli continua a suonare e l’equipaggio della Banda Rulli Frulli cresce.

Costruiscono strumenti, incidono dischi, realizzano concerti, anche su palchi molto prestigiosi ed esportano il loro modello in giro per l’Italia, facendo della musica uno strumento di integrazione per vivere in armonia.

Federico ha realizzato il suo sogno e fa un lavoro speciale: rende felici le persone.

 

Rulli Frulli: la musica come strumento di integrazione e di promozione del bene comune

Banda Rulli Frulli nasce nel 2009 dall’idea del suo direttore, Federico Alberghini, di costruire strumenti musicali da oggetti di recupero e di realizzare una banda musicale inclusiva, per tutte le età e tutte le abilità.

All’inizio erano poco più di una quindicina di ragazzi, ma nel 2012 è accaduto qualcosa di inaspettato. La terra ha tremato a Finale Emilia, la gente ha perso case e lavoro, ma sotto i tendoni in cui hanno trovato riparo, il senso di comunità si è fatto più forte. I legami tra le persone si sono fatti più forti. E la banda di Federico ha suonato forte, più del terremoto. In poche settimane sono arrivati a 40 elementi.

Da quel momento hanno iniziato a portare il loro spettacolo in giro per il Paese, anche su palchi molto prestigiosi, come quello del Primo Maggio o accanto a Papa Francesco. Hanno esportato il loro modello, in quartieri difficili, nelle carceri, attivando 11 bande in giro per l’Italia e coinvolgendo oltre 2400 ragazzi.

La loro sede oggi si trova a Finale Emilia e oltre a Rulli Frulli comprende un bar ristorante gestito da ragazzi con disabilità, una sala polivalente, l laboratorio lavorativo per ragazzi con disabilità AstronaveLab, Rulli Frullini la banda dei più piccoli, una radio e un laboratorio di costruzione.

Banda Rulli Frulli è un progetto che Federico ha perseguito con grande tenacia ed è dimostrazione di come la ricerca di senso e la volontà di trovare soluzioni innovative per generare bene comune possa davvero costruire comunità inclusive e felici.

Il Terzo Settore in Italia

Chiara Tommasini, Presidente CSV Net, fornisce una panoramica del Terzo Settore in Italia, le cui organizzazioni possono così suddividersi:

  • 85% sono associazioni, di volontariato (odv) o di promozione sociale (aps)
  • 4,3% Cooperative e imprese sociali (in cui lavora il 40% degli occupati del settore)
  • Enti filantropici
  • Fondazioni
  • Società di mutuo soccorso
  • Centri per i servizi del volontariato (erogano servizi di supporto per promuovere e rafforzare la presenza e il ruolo dei volontari. In Italia sono 49, riuniti in un’associazione nazionale, il CSV Net e operano grazie al sostegno delle fondazioni di origine bancaria)
  • Altre organizzazioni

Il Terzo Settore è impegnato in molteplici ambiti, riconducibili alla definizione di “attività di interesse generale”. “Il suo valore” spiega la Presidente Tommasini “non risiede unicamente nella capacità di risposta che è in grado di dare ai bisogni della società, ma anche nella cultura del dono e nella solidarietà che riesce a costruire, anche nelle nuove generazioni”. Il Terzo Settore ha dunque un forte impatto culturale e di rigenerazione sociale.

Il volontariato e la ricerca di senso come motore dell’impegno per il bene comune

Attivare le persone e coinvolgerle nel tempo in attività di volontariato non è semplice. Le problematiche che più spesso riscontrano le organizzazioni e i cittadini che si avvicinano a questo mondo sono:

  • poca partecipazione delle nuove generazioni
  • volontari più anziani che non lasciano spazio
  • attività troppo impegnative e non a portata di chi ha poco tempo

Ma per Chiara Tommasini bisogna guardare oltre. La società contemporanea non favorisce l’inclusione dei giovani, ma esistono molte realtà che possono essere “attrattive per i nuovi volontari in particolare per i più giovani che, oggi come ieri, sono alla ricerca di un senso per arricchire il loro percorso di vita e il volontariato è pieno di senso”.

È necessario però che il mondo del volontariato, anche con il supporto dei Centri di Servizio, migliori la capacità di comunicare con i giovani sia in grado di “costruire con questi una relazione positiva, basata su un’esperienza bella e stimolante. Bisogna creare un clima interno positivo, di fiducia, costruire una buona organizzazione che abbia chiara la propria vision e che persegua la propria mission in modo efficace. Sentirsi parte di una comunità, credere nel suo miglioramento, donarsi ma anche ricevere e arricchirsi di belle relazioni è la chiave per coinvolgere sempre più persone in una bella esperienza di vita che si chiama volontariato”.

Vuoi conoscere altre storie di persone "Intraprendenti", parti da qui!


Sperimentare per crescere: ecco i progetti per la città

Ecco le idee degli studenti veronesi per il territorio

3 settimane, 60 ore formative, 17 professionisti incontrati. "Sperimentare per crescere" è il programma di PCTO (percorsi per le competenze trasversali e l'orientamento) che ha permesso a 14 ragazzi provenienti da 7 diverse scuole superiori di Verona di sviluppare la competenza imprenditoriale.

 

Analisi, progettazione, teambuilding e teamworking, leadership, comunicazione assertiva sono solo alcune delle competenze che i ragazzi hanno implementato durante la formazione laboratoriale pensata per aiutare i partecipanti a ideare progettualità volte a migliorare la condizione giovanile veronese.

Durante il percorso i ragazzi hanno visitato 4 imprese sociali veronesi (Cooperativa Sociale Pantarei, Fucina Culturale Machiavelli, D-Hub, Acli Verona) per comprendere quali figure professionali operano nelle organizzazioni e come si gestisce un'organizzazione a vocazione sociale.

Insieme al team di Fondazione Cattolica e a professionisti esperti nel settore di riferimento, i ragazzi si sono addentrati nell'analisi di mercato, nella relazione con gli stakeholder, nella definizione dei canali di comunicazione e strategie di marketing, nella gestione dei flussi economici, nell'attività giuridica e nella modalità di raccolta fondi.

Ma quali progetti sono nati dall'incontro di studenti sconosciuti, uniti dalla missione di rendere i giovani protagonisti? Ecco le idee degli studenti veronesi per il territorio!

 

A.W.I.P - i ragazzi per i ragazzi

Un'associazione di promozione sociale nata per aiutare i ragazzi in situazione di vulnerabilità sociale, difficoltà economica o psicologica a ricredere nella vita. Attraverso questo progetto Anna, Wissal, Imane, Pietro si propongo di realizzare una casa accogliente e inclusiva per i ragazzi vittime di bullismo, per coloro che hanno subito la separazione genitoriale, per quelli che si sentono impotenti rispetto alla condizione economica familiare di partenza. Awip apre le porte di un nido sicuro, una casa aperta contro l'emarginazione. All'interno di Awip i partecipanti possono trovare attività ricreative a prezzi accessibili come: aiuto scolastico, ascolto attivo, corsi di musica, book club letterario, spazio gaming e tornei sportivi. Tutti i servizi sono promossi da giovani volontari. Ma non solo. I ragazzi troveranno anche uno spazio ristoro e la possibilità di consulenza psicologica grazie alla collaborazione con gli istituti alberghieri che potranno indirizzare le esperienze di tirocinio dei propri studenti e dell'Università di Psicologia.

 

 

Polmone Verde - trasforma i rifiuti, coltiva il futuro!

Un'associazione che mira a trasformare i gli spazi verdi abbandonati e in stato di degrado in centri di agricoltura urbana sostenibile attraverso il compostaggio di rifiuti organici. Polmone Verde nasce da un'idea di Annabel, 

Alessandro, Karim e Giulia, che desiderano abbattere la devianza e il degrado attraverso attività seminative che portano a un miglioramento comunitario grazie alla riduzione della malavita, alla riqualificazione urbana, al miglioramento dell'impatto ambientale. Un progetto rivolto ai giovani della città che include volontari provenienti dal tessuto cittadino e ragazzi inviati dal tribunale all'interno di u

n percorso formativo in cui coltivatori senior tramandano il proprio sapere alle giovani generazioni. Polmone Verde è un progetto comunitario che funziona grazie al coinvolgimento dei cittadini che possono portare il materiale organico prodotto nelle loro case all'interno delle compostiere di Polmone Verde accedendo così a tessere sconto per l'acquisto di ortaggi freschi e biologici nati dalla coltivazione delle aree riqualificate. Insieme al territorio e con progetti di sensibilizzazione attiva nelle scuole, Polmone Verde punta a coltivare il futuro, un semino alla volta!

Alziamoci Insieme - i veri limiti sono mentali, non fisici!

Un’associazione di promozione sociale ideata da Simona, Silvia, Maddalena, Alessio, Giacomo e Riccardo con un sogno in comune: rendere lo sport libero ed inclusivo per tutti. Attraverso questo progetto i ragazzi vogliono raggiungere due destinatari: i 3500 giovani veronesi che hanno una disabilità fisica e il 17% dei coetanei che non praticano sport. Con "Alziamoci insieme" lo sport diventa motore di crescita del potenziale personale, fattore di relazione e di nuove amicizie, un impegno che migliora la gestione del tempo e allontana i giovani da cattive abitudini. La forza del progetto sono proprio i giovani volontari che scelgono di promuovere l'autonomia, la fiducia in se stessi e il valore della relazione diventano allenatori di squadre di pallavolo e di calcio per bambini e ragazzi con disabilità. Alziamoci insieme è una chiamata a non

 lasciarsi abbattere ma ad agire in squadra per trovare nuove opportunità di sano divertimento.

Vuoi saperne di più sul programma PCTO? Leggi il programma!


Contest Insieme per Crescere Grest

Partecipa al primo contest video per raccontare i Grest

“Insieme per crescere!” è espressione del valore educativo e relazionale dell’esperienza GREST. Settimane a contatto che mettono al centro la bellezza della relazione ricca di cooperazione, formazione, divertimento, gioco, inclusione, servizio…e molto altro ancora.

“Insieme per crescere!” è il primo contest video ideato da Fondazione Cattolica per raccontare i valori che aiutano le giovani generazioni a crescere in comunità accoglienti.

Un’occasione unica per diventare protagonisti di un racconto che focalizza l’attenzione su un’esperienza che mette al centro la relazione come motore di crescita!

Come funziona il contest

  1. Possono partecipare al contest solo le Parrocchie e i Circoli Noi aderenti al Bando Grest 2024
  2. Ogni parrocchia e/o circolo può inviare un solo video
  3. Tutti i video ricevuti verranno valutati da una commissione interna
  4. I 10 video maggiormente rispondenti ai criteri valutativi saranno pubblicati sui canali social della Fondazione e…
  5. Dal 1° agosto i video saranno online e sostenibili dalla community digitale
  6. I video più sostenuti permetteranno all’ente di appartenenza di vincere una somma economica!

Come partecipare a "Insieme per crescere"

Partecipare al contest è semplice! Leggi e attieniti al regolamento. Fai firmare il modulo di autodichiarazione, le liberatorie maggiorenni e minorenni con i documenti di privacy. Invia tutto il materiale (video, liberatorie e privacy) entro il 15 luglio alle ore 12.00

Per maggiori informazioni chiama la Fondazione allo 045 8083211


Come vivono i giovani in Italia?

Come vivono i giovani in Italia?

Il rapporto Italia Generativa 2023, sviluppato dal Centre for the Anthropology of Religion and Generative Studies dell’Università Cattolica, mette a fuoco le fragilità diffuse che sperimentano i giovani sul territorio nazionale ed europeo. Emerge da un lato una profonda connessione tra conoscenze, accesso al mondo del lavoro, indipendenza economica, autonomia abitativa, adultità e costruzione di futuro e dall’altro un profondo ritardo italiano nell’attuare politiche strategiche di equilibrio generazionale. Leggendo questi dati viene da chiedersi: cosa sentono i giovani d’oggi?  Abbiamo rivolto questa domanda a Don Alberto Ravagnani.

La ricerca Italia Generativa 2023

Il rapporto Italia Generativa confronta la situazione italiana con le azioni europee su 5 aree tematiche:

  • L’educazione e la formazione
  • L’ingresso nel mondo del lavoro
  • L’accesso all’autonomia abitativa
  • Il benessere
  • La fiducia e la partecipazione

Cosa emerge dalla ricerca? L’Italia si presenta in ritardo nel favorire la crescita delle nuove generazioni.  Il nostro è un Paese che ha accumulato alcuni fardelli ereditari: quello finanziario, con un debito pubblico che oggi si attesta intorno al 140% del PIL; quello educativo-formativo, con livelli di scolarità tra i più bassi d’Europa; quello ambientale, che si traduce nel diffuso dissesto idro-geologico che infragilisce il territorio italiano, oltre che nella presenza della zona più inquinata d’Europa (la Pianura Padana); infine, quello demografico, con un tasso di fecondità ai minimi storici e l’inizio di un processo di spopolamento. La somma di questi elementi determina l’incremento del divario generazionale dove i giovani si trovano in situazione di svantaggio.

La sintesi dei dati emergenti

Per cambiare è necessario fare i conti con alcuni dati che dimostrano le fragilità portanti del nostro Paese:

  • Una formazione migliorabile. Il 9% degli studenti lascia la scuola prima di conseguire un titolo di istruzione secondario e sono poco meno del 30% i giovani che conseguono un titolo di laurea registrando una diretta connessione a posizioni lavorative meno qualificanti.
  • L’accesso a posizioni lavorative gratificanti. Il lavoro rimane ancora un passaggio critico definito anche dalla distanza delle competenze richieste dalle imprese e da quelle offerte dai ragazzi.
  • Transizione abitativa. I progetti di autonomia sono oggi messi in discussione dall’aumento dei costi degli alloggi e delle utenze che ancora una volta acuisce il divario generazionale e le possibilità di realizzazione personale.
  • Centratura dell’alleanza intergenerazionale nel dialogo politico per portare equilibrio all’interno di scelte che non possono essere rimandate.

L'intervista sulla realtà

Don Alberto, tu che con i ragazzi vivi, progetti e cammini in un percorso di crescita, di cosa senti che hanno bisogno?

Di una visione di uomo vera e completa. Spesso dimentichiamo che oltre alle cose quantificabili esistono desideri e domande profonde nei ragazzi, una ricerca identitaria che va oltre la produttività e la ricerca di un posto di lavoro. Dimentichiamo sempre lo Spirito. I ragazzi di oggi ci dimostrano che la felicità per loro non è il Lavoro. Oggi le persone hanno tutto ma sono profondamente tristi perché abbiamo sbilanciato in modo folle la nostra attenzione solo sull’individuo dimenticandoci l’esistenza della dimensione spirituale dell’uomo e questo ci ha portati a ricercare la felicità da soli, in processi individuali e non comunitari. Non possiamo pensare di costruire il futuro con una visione parziale dell’esistenza.

Alle categorie che sono prese in considerazione dalle analisi, cosa aggiungeresti?

Lo spirito. Il termine spiritualità indica il legame con l’origine e questo porta a dare significato alle cose. Insieme ai ragazzi sperimento che quando si mette ordine nella dimensione umana e spirituale, La Persona, cioè l’entità che si definisce in relazione con gli altri e non solo con il sé, va’ a sostituire l’individuo. Attraverso l’incontro possiamo scegliere come orientarci al Bene anche nelle scelte future perché insieme si costruiscono visioni.

Cosa desiderano i ragazzi che incontri?

I ragazzi che abitano qui con me vivono da fratelli e sorelle in un principio di verità: se Dio è Padre allora noi siamo fratelli. In loro vedo la voglia di fiorire al meglio: sono generosi, si sanno stimare, sono contagiosi, sanno risolvere i conflitti, si sentono amati, sentono di appartenere. I ragazzi cercano relazioni vere e autentiche perché sono attratti dalla bellezza che si sprigiona. Questa è la carta vincente da giocare. Creare una comunità in cui le istituzioni non deleghino ad altri il compito educativo della crescita bensì si assumano la responsabilità di dare!

Conclusioni

generazioni senior, i giovani rischiano di restare sempre più al palo, imprigionati nella rete di un benessere ricevuto e non conquistato, che qualche volta disinnesca il desiderio e più spesso li relega ai margini dell’economia e della società. Uscire però dalla sensazione di essere prigionieri di una “gabbia (semi) dorata” è possibile. Alcuni ragazzi, come quelli accompagnati da Don Alberto nell’associazione LabOratorium, esercitano una forza motivazionale generata da processi di rete. E per tutti gli altri? Ti invitiamo a leggere alcuni degli stimoli fiscali, politici, giuridici, sociologici che suggerisce la conclusione del Rapporto Italia Generativa per migliorare la qualità di vita futura del nostro Paese


Privacy Preference Center