un'ecosistema di senso

La nostra rete: un ecosistema di senso

La rete informale #Contagiamoci, curata da Fondazione Cattolica, si è riunita il 17-18 giugno a Como per confrontarsi sulle sfide territoriali poste in evidenza dai bisogni del nostro tempo condividendo soluzioni efficaci, collaborative e sostenibili.

Siamo un ecosistema: un organismo vivente, complesso e libero nel quale circolano apprendimenti, sperimentazioni e soluzioni che fanno nascere a loro volta nuove sperimentazioni e soluzioni condivise”. Con queste parole Adriano Tomba, Segretario Generale di Fondazione Cattolica, ha aperto i due giorni dedicati ai membri della rete #Contagiamoci. “Un ecosistema che si regge sulla consapevolezza del senso di ciò che stiamo facendo insieme e sulla responsabilità di ciascuno di custodire l’intenzione: innervare la società di valori attraverso opere che rispondono ai bisogni sociali del nostro tempo”.

Per questo a Como erano presenti 150 persone provenienti dal Trentino-Alto Adige alla Sicilia che hanno riempito gli spazi di Cometa per condividere, ascoltare e proporre modalità di risposta capaci di rafforzare il valore dell’impresa sociale. “Il Contagiamoci!” è diventata così un’esperienza evocativa, pratica e motivazionale, dove è possibile dare senza perdere e prendere senza togliere.

L'intervento di Mauro Magatti

Viviamo in un periodo storico sorprendente, quello che aumenta le possibilità di vita per miliardi di persone. E questo, se ci pensiamo, è una cosa buona! Più viaggi, più opportunità di studio, più benessere, più prosperità. Eppure la nostra è una società in tensione perché grandi opportunità hanno generato anche grandi problemi” inizia così l’intervento del professore ordinario di Sociologia presso l’Università Cattolica di Milano.

L’aumento individuale illimitato e quantitativo delle possibilità di vita, moltiplicato per miliardi di persone, che in sé è cosa buona, ha prodotto però degli effetti ambientali e sociali devastanti. In particolare ha:

  1. Aumentato la produzione di scarti sia materiali che umani;
  2. Distrutto la biodiversità sia sul versante ambientale, perchè modificando gli equilibri dell’ecosistema si alterano le forme di vita; sia sul versante sociale, perché crediamo di vivere una libertà che invece è standardizzata a forme di controllo che non generano relazione e diversità;
  3. Ridotto la forza del legame. Baumann negli anni 90 parlava di società liquida che si è evoluta in persone liquide, ossia persone frammentate nell’incapacità di generare e mantenere legami.

Ci aspetta un futuro apolattico? No, o almeno non è detto, perché il bello di intraprendere strade non ancora segnate è che ognuno diventa parte della scommessa. Quale mondo vogliamo? Auspichiamo un mondo desiderabile o distopico? Se la risposta è “desiderabile” l’espressione umana è fondamentale ed è proprio qui che si gioca la partita del non profit: dare un senso alla Persona e al suo agire.  

I tavoli di lavoro

Significato, azione e Persone al centro. Durante i tavoli di lavoro abbiamo parlato di: disabilità, metodi per fare impresa sociale, welfare generativo di prossimità, bilanci sociali ed ecologia organizzativa, comunicazione, emarginazione sociale e PNRR. Ma cosa resta?

“Sentiamo il diritto e la responsabilità di essere imprese sociali, imprese che prendendosi cura delle persone e dei territori sanno andare controcorrente” racconta Maria Cristina Codicè (Cuore 21 - Riccione). Imprese che dialogano con il territorio, con stakeholder e beneficiari diversi, che vogliono “esprimere la competenze con competenza” racconta Mauro Fanchini (Il Ponte - Novara), perché non basta fare, bisogna avviare processi attrattivi con scelte di posizionamento, senso e compenso adeguate al lavoro svolto. Perché “la cura delle relazioni favorisce un pensiero dinamico” racconta Etta Rapallo, (APS Sc’art - Genova), che “dovrebbe interrogarci quando comunichiamo facendo chiedere agli enti sociali cosa accadrebbe se non ci fossi più? È questo il valore comunicativo che dobbiamo trasmettere anche all’esterno” afferma Rosalì Pandolfi (Il Ponte-Vicenza). D’altronde il Terzo Settore è ricco di esperienze e non ci sono modelli unici di riferimento. Ci sono però “creatività, unicità, competenze e capacità progettuali che possono fornire una lettura della realtà ed essere condivise” continua Giuliano Bellezza (Pane e Signore – Genova), dando così la possibilità di confrontarsi e di fare un’esperienza personale che diventa condivisa anche sulla possibilità di “redigere bilanci veri, capaci di trasmettere il significato di ciò che si fa!” continua Fabio Dal Seno (Cercate – Verona).

E così la forza della rete si dimostra dai primi contatti e dalle prime e-mail che iniziano a circolare. Quelle che non si fermano a cosa la Fondazione ha in mente di sviluppare per il coinvolgimento di tutti ma che nascono dai partecipanti e avviano nuove progettualità condivise, come il desiderio di “creare un turismo di senso” anticipa Alessandra Tore (Muma Hostel – Cagliari).

Vuoi saperne di più di questo ecosistema ricco di senso? Ecco qualche indicazione!


L’impresa sociale è cosa per giovani?

L’impresa sociale è cosa per giovani?

Lavoro, crescita, sviluppo e felicità. Il 27 maggio durante il Festival Generativo tenutosi alla Stazione Rulli Frulli di Finale Emilia, 5 imprenditori sociali hanno raccontato agli studenti delle scuole superiori il senso dell’impresa sociale.

Cosa serve per intraprendere nel sociale? Idee, strumenti e modelli. Ma per far rinascere territori e persone servono anche occasioni di incontro per condividere pratiche ed ispirare buone azioni. “Quando ero un ragazzo mai avrei immaginato che un giorno sarei stato qui, in questa Stazione a presentarvi questi imprenditori che hanno scelto di creare occasioni di meraviglia per le persone. Mi auguro che oggi ve ne andiate da qui con uno zaino arricchito!” ha introdotto Federico Alberghini, Presidente della Stazione Rulli Frulli.

il festival generativo

Laura Solieri, giornalista ho moderato la tavola rotonda in cui Alessandra Tore, Direttrice Muma Hostel e EcoIstituto mediterraneo (CA), Mauro Fanchini, Direttore coop. Sociale Il Ponte (NO), Alessandro Menegatti, Presidente coop. Sociale Work&Services (FE), Valerio Tomaselli, Presidente coop. Sociale Amici di Gigi e Marco Ottocento, Presidente coop. Sociale Vale un sogno hanno raccontato ai ragazzi cosa significa fare impresa sociale oggi!

1. Quale significato date al “fare impresa sociale”?

“Dare gambe e anime alle idee” racconta Alessandra che riconosce l’importanza di fare business prendendosi cura delle persone e dei territori. Per farlo “è importante riconoscere i dati, avere trasparenza nell’operatività e diventare sostenibili” continua Mauro perché quando ci si trova immersi in una società che produce scarti abbiamo sempre due scelte: chiudere gli occhi o accettare la sfida e “trasformare le comunità, le imprese, le famiglie in luoghi accoglienti che abbracciano le fragilità altrui senza vederle come limite ma come input per farci cambiare la nostra parte di mondo” ammette Marco.

2. Cosa aiuta a far crescere progetti sociali?

Valerio “Io credo che il primo vero passaggio sia imparare a riconoscere i propri desideri. Quando sei ragazzo senti dentro di te un grido. A volte si cresce scordandosi di quel desiderio che voleva essere ascoltato, altre volte lo si ascolta e lì si inizia il vero viaggio!”. Un viaggio fatto di incontri, alleanze e pensieri condivisi. “La fiducia è il primo metodo di conoscenza e di rapporto che intessiamo con la realtà e da questa bisogna partire” continua Alessandro. “Avere fiducia consente di costruire relazioni e di dare forma alle comunità. Chi lavora nel sociale riconosce una forma di Bene che è superiore e che consente di condividere la propria missione con gli altri” riporta Marco. Ed è all’interno di questa relazione che si “impara ad avere un linguaggio comune” continua Mauro, un linguaggio che Alessandra traduce in “un modo di sentire, fare, agire che diventa di rete, comunitario, creato dai più perché raggiunga più destinatari”.

3. Come si trovano compagni di viaggio?

“Uscendo dai propri confini. In cooperativa abbiamo una frase che dice: Se si sogna da soli rimane un sogno, se si sogna insieme è la realtà che comincia. All’inizio non sono gli altri a venire in cerca di te o delle tue idee: sei tu che le devi portare loro” racconta Mauro. “Lavorando con i ragazzi mi sono reso conto che il vero bisogno del nostro tempo è essere amati. Ed è un bisogno comune a tutti anche se vogliamo nasconderlo” riflette Valerio. E quando ci si mette in cerca si scopre che spesso i bisogni degli altri sono anche i propri. “Io credo nel ruolo dei maestri: persone che non ti insegnano ma ti fanno vedere come si fa. Come guardare, ascoltare, accompagnare le persone. Sono azioni che parlano alla mente e al cuore e orientano l’agire” ammette Alessandro che invita i ragazzi ad uscire, a ricercare uomini e donne da cui lasciarsi ispirare.

l'impresa sociale e i giovani

Dalla tavola rotonda emerge il ruolo di un’impresa sociale giovane e frizzante che non si sofferma su ciò che manca ma che fa con quello che c’è a disposizione. Reti comunitarie che si attivano, progetti di agricoltura sociale che riqualificano il territorio e danno valore alle persone, iniziative di inclusione lavorativa che danno opportunità anche a chi mai avrebbe pensato di poter dire “io lavoro!”, attività culturali che recuperano le tradizioni trasformandole in attività commerciali che trasmettono valori creando occasioni.

Ma l’impresa sociale è cosa per i giovani? “Io avevo 16 anni quando ho capito che nella vita avrei fatto questo. Perché questi sono gli anni in cui riconosci cosa bisogna cambiare e ti attivi per farlo davvero!” conclude Valerio Tomaselli.


Intraprendere nel sociale al Festival Generativo

“Intraprendere nel sociale” al Festival Generativo

Idee, strumenti e modelli per sviluppare l’impresa sociale che promuove opportunità per persone, territori ed economia. Il 27 maggio a Finale Emilia il Festival Generativo ospita una tavola rotonda per condividere buone pratiche ed ispirare nuove azioni.

Un lavoro di restaurazione lungo un anno, un desiderio coltivato da molto di più! L’ex auto-stazione degli autobus di Finale Emilia, dal 2021 diventata La Stazione Rulli Frulli, inaugura il 21 maggio il Polo Multifunzionale per l’inclusione lavorativa di persone con disabilità e per l’aggregazione giovanile di qualità. Un luogo pensato per accogliere ed armonizzare la diversità, privo di barriere fisiche, relazionali e culturali. Un’impresa sociale in grado di radicarsi sul territorio a beneficio di tutta la comunità, catalizzando attenzione, entusiasmo, risorse, energie. Un punto da cui partire per costruire una rete sociale allargata, che coinvolga tutta la comunità nel supportare le persone con disabilità e le loro famiglie. Uno spazio in perenne divenire, pronto ad accogliere nuove spinte creative ed impulsi generativi.

Il Festival Generativo

La Stazione Rulli Frulli è uno spazio che vive in assenza di confini o aggettivi possessivi, uno spazio per tutti e di tutti. Per questo l’inaugurazione della Stazione non poteva durare un solo giorno ma ben una settimana intera. Ospite anticipato alla data di apertura è Sergio Mattarella. Il presidente della Repubblica farà visita alla Stazione Rulli Frulli il 20 maggio. Dal 21 al 28 le porte della Stazione aprono ufficialmente per ospitare eventi, incontri, laboratori, concerti e rappresentazioni.

Adulti e bambini possono prendere parte a tutti gli appuntamenti presenti in programma

Intraprendere nel sociale

Venerdì 27 maggio alle ore 10.00 La Stazione Rulli Frulli ospita un incontro per parlare di imprenditoria sociale: idee, strumenti e modelli per la rinascita di territori e di persone. L'evento è promosso insieme a Fondazione CattolicaVerona. Parteciperanno imprenditori sociali facenti parte della rete informale #Contagiamoci, la rete curata da Fondazione Cattolica che riunisce persone motivate a creare opportunità di benessere e sviluppo per rispondere ai bisogni sociali del nostro tempo.

Dalla Sardegna al Piemonte, dal Veneto all’Emilia Romagna. Daranno testimonianza di buone pratiche:

  • Alessandra Tore, Direttore Eco Istituto Mediterraneo e Muma Hostel (CA) realtà impegnata nella promozione di un turismo sostenibile e della tutela ambientale
  • Mauro Fanchini, Direttore Cooperativa Sociale Il Ponte (NO) realtà impegnata nell’inserimento lavorativo di persone con disabilità e giovani fragili
  • Alessandro Menegatti, Presidente Work & Services (FE) realtà impegnata nell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate e nella valorizzazione territoriale
  • Marco Ottocento, Presidente Cooperativa Sociale Vale un Sogno (VR) realtà impegnata nello sviluppo di progetti di vita per giovani con disabilità intellettiva
  • Valerio Tomaselli, Presidente Cooperativa Amici di Gigi e Direttore Commerciale Belforte (FC) realtà impegnata nell’accompagnamento di minori in difficoltà e nell’inserimento lavorativo di giovani con disabilità

La partecipazione è libera e gratuita.

Vuoi saperne di più su La Stazione Rulli Frulli? Puoi partire leggendo la loro storia!


Accessibility days: la tecnologia come strumento di inclusione

Accessibility days: la tecnologia come strumento di inclusione

Torna a Milano l’Accessibility Days l’evento organizzato il 20-21 maggio per sensibilizzare, formare e scambiare esperienze di accessibilità e inclusione attraverso l’uso della tecnologia.

Viviamo in un mondo che è pervaso dalla tecnologia. Prenotare il biglietto per un concerto, partecipare a corsi formativi, svolgere attività lavorative. Tutto è digitalizzato. Ma la tecnologia raggiunge davvero tutti gli utenti? “Era il 2004 quando partecipai ad Amsterdam ad un evento per sviluppatori – racconta Andrea Saltarello, sviluppatore software membro di Accessibility Days - Ricordo che l’organizzatore fece salire sul palco un non vedente. Non fece altro che usare uno screen reader navigando sui siti web per condividere la sua esperienza quotidiana di navigare online. Fu un pugno nello stomaco. Mi resi conto di quanto io come sviluppatore non avessi tenuto in considerazione questo tipo di bisogno…”.

L'Accessibility Days

Era il 2016 quando Andrea incontrò Stefano Ottaviani e Sauro Cesaretti. Volevano organizzare un evento per sviluppatori con l’obiettivo di parlare di tecnologie e accessibilità. L’Accessibility Days nasce così: da un bisogno, un incontro, una community di programmatori affezionati alle iniziative proposte fin dal 2001 da UGIdotNET, la prima associazione fondata da Andrea. Da allora l’Accessibility Days è diventato un appuntamento annuale dedicato a sviluppatori, designer, maker, editori di contenuti ma anche a docenti, imprenditori e privati.

La tecnologia come strumento di inclusione

Quando si parla di disabilità sembra entrare in un codice binario classificatorio: ce l’hai o non ce l’hai. Eppure la disabilità riguarda tutti perché ne esistono molteplici forme. Quella temporanea e quella permanente. Quella intellettiva, visiva, uditiva, motoria, fisica e ciascuna tipologia include singole specificità. “Come sviluppatore di software credo che sia un nostro dovere includere la disabilità nella programmazione tecnologica. Considerare le esigenze di un utente diversamente abile permette di dare forma a tecnologie che abilitano le persone contrastando le problematiche quotidiane” ammette Andrea.

Così dagli Accessibility Days è nata un’associazione che porta lo stesso nome e che vuole informare, formare, progettare perché “se riusciamo a dimostrare la possibilità di essere inclusivi in quello che si produce e si fa, possiamo creare i presupposti per cui ci saranno le stesse opportunità scolastiche e le singole persone potranno sviluppare competenze professionali da spendere in un contesto lavorativo preparato”.

L'obiettivo dell'Accessibility Days

“Mio padre è diventato sordo improvvisamente a causa di un’otite fulminante. Il giorno prima sentiva, poi non ci ha sentito più. Erano gli anni’70 e ancora non si dava attenzione al tema. A lui sono state precluse una moltitudine di attività mentre oggi la tecnologia rappresenta un piccolo miracolo perché attraverso di essa possiamo raggiungere scopi più alti: possiamo contrastare le problematiche che rendono inaccessibile la quotidianità” afferma Andrea.

L’Accessibility Days diventa quindi un luogo di incontro, confronto e interazione per parlare di accessibilità e inclusione per la scuola, il lavoro, il tempo libero e il divertimento affinchè la tecnologia diventi uno strumento utile a favorire pari opportunità tra le persone indipendentemente dalle condizioni di partenza e dell’ambito di applicazione.

Il programma dell'Accessibility Days

Il 20-21 maggio l’Istituto dei Ciechi di Milano ospita la sesta edizione dell’evento. La partecipazione è gratuita previa iscrizione online. Nei due giorni sono attive 6 track simultanee, 50 sessioni tecniche e 10 workshop pratici. Dopo due anni di pandemia, quest’anno l’evento torna in presenza consentendo ai partecipanti di vivere appieno il tema grazie a momenti esperienziali che da un lato danno concretezza alle parole e dall’altro fanno sperimentare sulla propria pelle la difficoltà che vivono quotidianamente le persone con disabilità.

Ti interessano iniziative come questa? Resta collegato con noi in attesa di sapere cosa accadrà il 27 maggio!


Bando GREST 2022

Bando Grest Verona 2022

Fondazione Cattolica propone il Bando GREST 2022 rivolto alle Parrocchie e ai circoli Noi della Diocesi e/o della Provincia di Verona che intendono realizzare questa esperienza estiva dall’alto valore educativo per bambini e ragazzi.

Vacanze, giochi e divertimento. Tempo d’estate e di proposte educative rivolte alle famiglie. Fondazione Cattolica investe nella formazione dei ragazzi e nel ruolo valoriale dei GREST. Con la loro funzione sociale, ludica e comunitaria i GREST rappresentano un luogo di condivisione, collaborazione ed inclusione che associa alla dimensione educativa quella spirituale.

Il Bando GREST 2022

Fondazione Cattolica stanzia 100.000€  per il Bando GREST 2022 a cui possono partecipare tutte le Parrocchie e i circoli NOI della Diocesi e/o della Provincia di Verona.Il contributo assegnato sarà compreso tra i 500 e i 2.000 euro per ciascuna Parrocchia che risulterà assegnataria del bando, in base al punteggio attribuito in seguito all’analisi degli elementi quantitativi e qualitativi riscontrati.

Modalità di partecipazione al Bando GREST

Per aderire al bando è indispensabile chiamare il numero 338/9335687 per ricevere i codici identificativi con i quali compilare la modulistica sul portale online. È possibile chiamare nelle fasce orarie tra ore le 10-12 e le 14-16 dal lunedì al giovedì e il venerdì dalle 10 alle12. Saranno prese in considerazione le richieste che saranno inserite a portale entro le ore 12.00 del 18 Giugno 2022.

Erogazioni e termini del Bando GREST

Le Parrocchie assegnatarie saranno informate entro il 31 luglio 2022. Il contributo della Fondazione verrà erogato a conclusione del Grest.

Informazioni aggiuntive

Invitiamo a leggere il regolamento. Per maggiori informazioni è possibile scrivere a simone.pizzighella@cattolicaassicurazioni.it


Bilancio 2021

Il Bilancio 2021 di Fondazione Cattolica Verona

Approvato il Bilancio 2021 di Fondazione CattolicaVerona, un bilancio che dimostra l’impegno costante a favore dello sviluppo del territorio e delle persone.

Durante il primo lockdown aleggiava nella mente delle persone la convinzione che “andrà tutto bene”. Invece, a distanza di tempo, possiamo constatare quanto la pandemia abbia stravolto le nostre comunità.

L'impegno di Fondazione CattolicaVerona

“Le storie presentate in questo sedicesimo Bilancio di Fondazione Cattolica dimostrano la valenza di un impegno costante a favore dello sviluppo delle persone e dei territori, delle reti sociali e della solidarietà per dare supporto ai più fragili – ha commentato il presidente Paolo Bedoni - Nell’emergenza, Fondazione Cattolica ha mantenuto saldamente al centro della propria azione la Persona, mirando a tutelarne la dignità e a favorirne l’inserimento in una società che desideriamo essere inclusiva, aperta e generativa”.

Nel 2021 Fondazione Cattolica ha sostenuto 179 interventi volti a favorire il Bene Comune. Sono stati erogati 830.915€ a favore di iniziative nell’ambito della solidarietà, dell’educazione, della ricerca e della cultura. Grazie alle attività sostenute 101 persone hanno trovato spazio nel mercato del lavoro, una rete di 5.287 volontari si è attivata in iniziative volte al benessere della comunità dedicando oltre 616 mila ore di impegno che hanno permesso ad oltre 94 mila persone di goderne i benefici.

Per rispondere alle crescenti istanze sociali che il continuo ascolto ci ha reso evidenti – racconta il Segretario Generale Adriano Tomba - Fondazione Cattolica ha cercato di rispondere ampliando la propria presenza. Accanto alla mera elargizione filantropica, sono diverse le attività abbracciate in una prospettiva di investimento sociale ed economico di lungo periodo, fondato sulla fiducia, la trasparenza, la valorizzazione delle persone e della forza che le spinge ad agire nelle circostanze della vita, anche le più difficili”.

Oltre l'attività erogativa

All’attività erogativa si sono quindi affiancati: i percorsi formativi che hanno coinvolto 160 partecipanti con un’attenzione speciale alle giovani generazioni; la presenza sul territorio che nutre e coltiva relazioni con 556 enti accumunati dal desiderio di realizzare azioni per costruire un futuro più inclusivo; una comunicazione digitale volta a raccontare il Bene, anche online, raggiungendo 86 mila persone. Inoltre Fondazione Cattolica ha sostenuto Natale ogni giorno. Il tuo presente crea futuro, la prima campagna di raccolta fondi condivisa nata per volontà degli enti non profit aderenti alla rete informale #GenerAttivi.

“Sono i successi delle realtà accompagnate a darci puntualmente conferma della bontà della direzione intrapresa…”, continua il Presidente, poiché generare valore significa dare senso a quel miglioramento personale e collettivo che non si scrive solo sui cartelloni ma agisce sotto traccia senza lasciare indietro nessuno.

Foto di copertina:

Immagine di copertina: The Japanese Footbridge, 1899. Claude Monet.

Collezione e Diriti: Mondadori Portfolio - Getty Images Italia SRL


Voglio credere che la generosità sia l'arma per fermare questa follia

Voglio credere che la generosità sia l'arma per fermare questa follia!

La rete informale #Contagiamoci curata da Fondazione Cattolica nasce per attivare collaborazioni, condividere intenti, azioni e buone pratiche. Ma in questi anni ci siamo accorti che è anche molto di più...

E' aiuto, sostegno reciproco, condivisione di azioni per favorire il benessere delle persone. Oggi più che mai, in questo contesto emergenziale derivato dalla guerra, la rete #Contagiamoci sta dimostrando come insieme si possa dar vita a nuovi processi che danno speranza.

La cooperativa sociale Nuove Accoglienze, da anni impegnata in processi di inclusione dei migranti, si è attivata da subito per dar vita ad un centro capace di accogliere i profughi ucraini. Sono donne, mamme, bambini scappati da un conflitto che ha cambiato per sempre la loro vita. C'è bisogno di tanto. Di beni di prima necessità, di cure e di quell'umanità che sembra essere stata spazzata via. C'è bisogno di collaborare senza pretese. Chiedi e ti sarà dato dicevano. E così è...

Il messaggio

"Grazie!

È la prima parola che mi sgorga dal cuore e che la mia mente riesce a produrre dinnanzi a quella generosità immediata senza se e senza ma, di Andrea, Fabrizio e tutti i ragazzi più o meno giovani che compongono questa strana ma irripetibile famiglia che si chiama Gulliver.
Avevo chiesto pannolini e biscotti per i bambini ucraini e le loro mamme che come Coop N.A.  stiamo accogliendo nei due hotel di Riolo Terme. Due strutture in disuso che con la volontà e la generosità di tutti nostri ragazzi, abbiamo non solo rimesso in piedi, ma reso accoglienti utilizzando tutto ciò che avevamo e tutto ciò che la generosità di molti ci ha donato. Non mi aspettavo che Andrea riuscisse a recuperare una quantità così rilevante di biscotti per l’infanzia, omogeneizzati e pannolini. Io non so come faccia ma è riuscito addirittura a riempire un pulmino nove posti privato dei sedili.
In questo momento  così drammatico e così vicino al baratro dell’autodistruzione, voglio credere che solo la generosità ed il cuore lanciato aldilà dell’ostacolo, siano le vere uniche armi che come uomini e come donne noi possiamo usare per fermare questa insana follia, che ora,  come migliaia d’anni fa uccide per qualche chilometro di terra  per un campicello o per un villaggio.
Oggi più che mai abbiamo bisogno di ritrovare il vero della Pietas romana, che non era soltanto vissuta nell’accezione della compassione. ma anche come il rispetto per la religione degli dei, per la patria, per la famiglia e per gli amici. Vorrei in questo momento dedicare ad Andrea l’ultima strofa di una poesia che io amo molto:
Uomini poiché all’ultimo minuto non vi assalga il rimorso ormai tardivo, per  non aver pietà giammai avuto e non diventi rantolo il  respiro sappiate che la morte vi sorveglia gioir  fra i prati o fra i muri di calce, come crescer il gran guarda il villano finché non sia maturo per la falce.

Vorrei che al più presto si ripetesse l’incontro conviviale che abbiamo già avuto a Forlì. Potremmo parlare finalmente di pace.

Vi abbraccio tutti con il fraterno affetto di sempre. Gianfilippo"


Dopo di noi

“Dopo di noi” dubbi e domande trovano risposte in un percorso dedicato

Acli Verona propone un nuovo percorso dedicato al “Dopo di noi” per offrire uno spazio di confronto e scambio tra famiglie e operatori della fragilità ed esperti sulla tematica.

Cosa farà quando non ci saremo più? Chi si prenderà cura di lui? Quale futuro lo attende? Sono tante le domande che interrogano genitori, coniugi, tutori e accompagnatori di persone con disabilità. Per aiutarle a trovare uno spazio di confronto ricco di spiegazioni e condivisioni, Acli Verona ha attivato un percorso telematico di 6 incontri in cui esperti del settore offrono una panoramica e forniscono risposte concrete per permettere alle famiglie di affrontare con più serenità il futuro delle persone amate. Claudio Bolcato, presidente di Acli Verona, ha risposto ad alcune domande.

Claudio, può aiutarci a conoscere meglio Acli Verona. Chi siete e di cosa vi occupate?

Le Acli sono un’associazione di promozione sociale che, attraverso un sistema diffuso ed organizzato sul territorio, promuove il lavoro ed i lavoratori, educa ed incoraggia alla cittadinanza attiva, difende, aiuta e sostiene i cittadini, in particolare quanti si trovano in stato di bisogno, a rischio di emarginazione o esclusione sociale.

Le Acli sono attive sui territori con circoli, servizi, progetti ed associazioni specifiche. A Verona siamo presenti dal 1986 con 23 circoli, 19 uffici zonali, 4 associazioni. Le Acli sono una realtà che si occupa di molteplici situazioni. Dal patronato alla povertà, dai problemi previdenziali alla dichiarazione dei redditi. Inoltre la dimensione associativa ci consente di promuovere percorsi di cittadinanza per la creazione di comunità come Rebus un progetto nato per gestire le eccedenze alimentari o Nessuno escluso per prevenire la dispersione scolastica.

Come mai avete scelto di dedicare un percorso formativo al “Dopo di noi”?

L’esigenza ci è stata chiara durante gli ascolti delle persone che incontriamo. Molteplici famiglie attualmente impegnate con un caso di fragilità domiciliare ci hanno espresso la necessità di orientarsi in un mondo fatto di leggi e norme da seguire. Si tratta di famiglie in cui i genitori sono prossimi alla pensione o in età avanzata. Loro, in modo particolare, ci chiedono “Cosa faremo con i nostri figli?”. Abbiamo voluto creare un contenitore che ancora non c’era. Così abbiamo deciso di unire alcune competenze creando un palinsesto formativo e divulgativo che consenta di fronteggiare il futuro. Sono nati dei webinar online il cui scopo è dare risposte alle famiglie. Ogni appuntamento è pratico e lascia spazio al dialogo.

Come si sviluppa il percorso e di cosa si occupa?

Si sviluppa in 6 webinar della durata di un’ora ciascuno per sei mercoledì consecutivi iniziati il 9 marzo e che si concluderanno il 13 aprile. Sono state coinvolte persone con competenze specifiche dal Direttore del nostro patronato a Responsabili servizi Ulss 9. Ma anche avvocati, notai, medici esperti impegnati sull’invalidità e le malattie civili. Ogni incontro ha un tema. Siamo partiti dal progetto di vita affinchè si inizi a pensarci prima che diventi un problema o per lo meno prima che diventi un’emergenza. Per poi arrivare a parlare di:

  • pensione e indennità
  • strumenti giuridici a supporto
  • riconoscimento invalidità civile
  • applicazioni norme
  • reti presenti sul territorio

Tutti i partecipanti possono inviare alla mail della segreteria ulteriori domande per permetterci poi di rispondere alle questioni rimaste in sospese.

Appuntamenti percorso Dopo di noi
Appuntamenti percorso Dopo di noi

A chi si rivolge il percorso e come ci si iscrive?

Possono partecipare famiglie ma anche operatori del settore che vogliono approfondire alcune tematiche, aggiornarsi e mettersi in rete. Gli interventi sono di alto livello con professionisti preparati. Il numero è limitato a 30 utenze collegate contemporaneamente.

Per partecipare è necessario inviare una mail alla segreteria segreteria@acliverona.it delle Acli, si indica a quale seminario si intende partecipare (è possibile partecipare a tutto il percorso o solo ad alcuni appuntamenti) e successivamente viene inviato un link per il collegamento. Ci auguriamo che questo percorso sia il primo passo. Vorremmo lavorare in rete per replicare l’iniziativa con nuove esperienze anche grazie alla collaborazione di realtà che stanno già operando oggi in questo settore


Worldplaces, la rete europea che crea inclusione femminile

Worldplaces, la rete europea che favorisce la vera inclusione femminile

Nasce Worldplaces – Workinkg with migrant women la prima rete europea che unisce le due metà del mondo del lavoro, quella profit e non profit, sotto un unico obiettivo: creare opportunità lavorative per le donne migranti. Una rete che fa leva sulle best practice sperimentate in più Paesi europei per creare continuità alle esperienze professionali e garantire veri processi di integrazione.

Un posto per dare avvio a nuovi inizi. Per le donne immigrate il luogo di lavoro non è solo fonte di un’entrata economica, è soprattutto motore di inclusione. Eppure oggi il 57% delle donne migranti non ha oggi accesso a posizioni occupazionali. Senza lavoro le donne restano escluse da un processo integrativo reale nella nuova società di appartenenza. Ma di cosa hanno bisogno e su cosa lavorare affinchè le donne migranti possano autodeterminare il loro futuro, progettarlo e darsi degli obiettivi che possono raggiungere? “Con Worldplaces vogliamo promuovere le sinergie tra il settore pubblico insieme a quello non profit e il settore privato con l’obiettivo ultimo di ridurre gender e integration gap” spiega Anna Fisale presidente di Quid, Impresa Sociale capofila del progetto.

Obiettivi della rete Worldplaces - Working with migrant women

La rete europea mira a sperimentare nuovi servizi e processi finalizzati a rendere i luoghi di lavoro più accessibili alle donne migranti con basse competenze formali che sono a più alto rischio di segregazione occupazionale. Attraverso questo nuovo programma, Worldplaces incoraggerà le donne straniere e le realtà di cui sono dipendenti, a scoprire, attraverso processi di orientamento, formazione e supporto, come ogni luogo di lavoro possa divenire un laboratorio unico e dinamico di integrazione favorendo da un lato l’integrazione e dall’altro promuovendo processi di Inclusion&Diversity.

La rete Worldplaces

Il progetto europeo nasce dal sostegno della Direzione Generale Migrazioni e Affari Interni della Commissione Europea nel 2021 e si sviluppa in 4 Paesi europei: Italia, Portogallo, Germania e Grecia.

La collaborazione delle realtà aderenti al progetto Quid (Verona, Italia), Speak (Portogallo), Gen2red (Grecia), Interventionsburo (Germania) prevede un lavoro di 3 anni in cui le organizzazioni progetteranno e sperimenteranno best pratice mirate a supportare e a coinvolgere direttamente 300 donne migranti e le loro famiglie in 4 aree chiave della vita lavorativa:

  • Formazione e leadership
  • Vita e comunità
  • Lingua e cultura
  • Identità

Le migliori pratiche verranno poi riadattate per rispondere ai bisogni di datori di lavoro e aziende attive sul territorio, e disseminate raggiungendo oltre 30 datori di lavoro e aziende e 450 ambasciatrici in tutta l’UE.

Presentazione Worldplaces
Presentazione Worldplaces

Presentazione Worldplaces 8 marzo

Protagonisti della rete Worldplaces

Giovani, madri, a volte anche nonne, dipendenti, manager e imprenditrici, in una parola donne. Sono loro le protagoniste indiscusse di questo progetto articolato e concreto che punta a valorizzare talenti e competenze per garantire continuità professionale nel mercato del lavoro. Le donne diventano quindi destinatarie ma anche le ambassador di questo progetto femminile come racconta Valeria Valotto, vicepresidente di Quid: “Invitiamo donne di tutte le professioni a qualsiasi punto del loro percorso di carriera che credono nel concetto di rete, a candidarsi come Ambassador e membri del progetto per coinvolgere poi negli anni le realtà per cui lavorano o coinvolgersi personalmente nelle attività che andremo a proporre. Sono più di 30 le Ambassador a oggi già coinvolte, speriamo di raggiungerne 100 entro il prossimo 8 marzo”.

Il funzionamento della rete Worldplaces

In Italia Quid, Impresa Sociale insieme a D-Hub e al Comune di Verona lavorerà sulla formazione e la leadership inclusiva creando sinergie con le aziende locali in processi di formazione che abilitano conoscenze e competenze per creare continuità lavorativa.

L’impatto atteso dalla rete nei confronti del mondo profit mira a favorire processi di inclusione e sostegno alla diversità tramite maggiori conoscenze delle difficoltà riscontrate dalle donne all’accesso del mercato lavorativo, a principi e pratiche da adottare insieme a politiche maggiormente inclusive. Nel contempo il progetto punta a migliorare la condizione socio economica femminile, aumentando il senso di appartenenza delle donne migranti e migliorando la loro qualità di vita.

Per maggiori informazioni sul progetto scrivi a istituzionale@progettoqui.it

Sei interessato alle reti che si occupano di donne? Leggi anche Un lavoro per ricominciare!


Fundraising: meglio soli o in compagnia?

Fundraising: meglio soli o in compagnia?

Fondazione Cattolica ha sostenuto la campagna “Natale ogni giorno. Il tuo Presente crea futuro” un progetto collaborativo di raccolta fondi che ha unito 130 protagonisti del mondo non profit facenti parte della rete informale #Contagiamoci. L’esperienza ha evidenziato come fare fundraising in rete amplifichi l’impatto positivo generato.

La campagna di fundraising co-partecipata

#Nataleognigiorno è un’iniziativa nata dalla volontà degli enti non profit di favorire occasioni di sviluppo per continuare a creare quel lavoro che offre una migliore prospettiva di vita a tutti, specie a chi oggi è più fragile. Il progetto di raccolta fondi ha messo in rete sul sito Controcorrente, oltre 200 prodotti food e non food oltre che buoni esperienze. L’iniziativa ha evidenziato la potenza generativa della cooperazione, attivando virtuosi processi di crescita e condivisione tra organizzazioni non profit.

Perché favorire una campagna di fundraising partecipata

Fondazione Cattolica ha a cuore lo sviluppo dei piccoli enti del terzo settore. Per questo propone percorsi di crescita condivisi. Nadia, della cooperativa Valgiò, esprime così la scelta di prendere parte alla prima campagna condivisa della rete. “Prestare attenzione ai bisogni sociali delle persone è per noi un pilastro fondante, e ci ha appassionato vedere così tante realtà che lavorano con dedizione nella nostra stessa direzione. Crediamo che fare rete sia un asset fondamentale per supportarci a vicenda e pensiamo che sia un modo per "contagiarci" reciprocamente con idee innovative”.

Da dove partire per generare valore

La rete #Contagiamoci! si caratterizza per fiducia, collaborazione e libertà. Sono questi i pilastri che hanno motivato i 15 enti non profit che per la prima volta hanno deciso di creare una raccolta fondi natalizia.  “Immaginavano che sarebbe stato complesso trovare dei fornitori e dei prodotti che rientrassero nel nostro mondo, con le nostre finalità, la nostra mission. La realizzazione del catalogo condiviso ci ha immediatamente risolto questo problema e ci ha dato la fiducia di poter iniziare. Ne è valsa la pena per toccare con mano quante sinergie, spontanee, possono nascere e consolidarsi per realizzare insieme progetti che sembravano irrealizzabili” testimonia Ombretta di Asperger Veneto.

Il valore del fundrasing partecipato

I dati dell’impatto economico generato grazie alla condivisione dei prodotti sono incoraggianti. Il 53% degli enti ha raggiunto un ricavo entro i 10.000€ e il 42% ha beneficiato di ricavi che raggiungono, e anche superano, i 70.000€. Il valore collaborativo trova sostegno dalla qualità dei prodotti realizzati.

“Abbiamo ricevuto centinaia di richieste. Far parte di un progetto più ampio di raccolta fondi ha consolidato la collaborazione interna nel nostro ente tra personale strutturato e volontari ma anche tra noi e le imprese esterne” racconta Angelo presidente di associazione Libra. Infatti “Condividere buone pratiche di azione aiuta nelle nostre attività. Fare parte di questa campagna ci ha permesso di migliorare le competenze del team, la nostra professionalità e il contatto con le imprese” racconta Teresa di ZeroperCento.

La forza del fundrasing partecipato

Il legame di rete diventa motore di crescita. “La nascita di nuove collaborazioni con imprese sociali provenienti da tutto il territorio nazionale ci ha permesso di condividere tematiche affini, di attivare scambi costruttivi di idee e ci ha permesso di aprire dibattiti condivisi” racconta Michele responsabile della cooperativa sociale Pantarei. Eppure il valore della collaborazione non è attribuibile solo ai prodotti venduti. Diversi enti aderenti all’iniziativa non hanno promosso alla rete produzioni proprie ma nonostante questo la loro esperienza è entusiasmante. Come afferma Irene di Odv Su la Testa “La campagna condivisa ha creato legami nuovi e ha rinsaldato quelli consolidati nella rete che porteremo avanti nel tempo”.

Progetti futuri

L’entusiasmo della campagna di Natale ha portato gli enti della rete ad attivarsi anche per la Pasqua. Ne nasce un piccolo ma dolce catalogo dove troverete alcuni dei prodotti che potrete gustare a Pasqua.

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