Un nuovo modo di fare sociale

Un modo nuovo di fare sociale: il non profit che crea economia e genera comunità

Andrea è un ragazzo quando capisce che vuole dare un senso alla propria vita. Non gli sta bene un sistema che punta tutto al “produci e consuma”, sente che c’è di più. Che può fare di più. E inizia a cercare la sua strada.

Si avvicina alla politica, poi al volontariato, infine diventa operatore tecnico del 118. Poi nascono i suoi bambini e per loro vuole costruire un mondo più bello. Ma attorno a sé vede cemento, scuole grigie e tristi. Così coinvolge altri genitori e inizia a pitturare le pareti dell’asilo, a piantare fiori nell’aiuole e rende gli ambienti di quei bambini più accoglienti.

Ma la spinta a fare di più cresce. Vuole prendersi cura della comunità e trova persone con cui condividere questo obiettivo. Nasce l’associazione Gulliver, che da un bisogno di pochi diventa la risposta per molti. Corsi nelle scuole, inclusione delle persone migranti, recupero di vecchi oggetti, mantenimento aree giochi.

Oggi Gulliver sfama 430 famiglie ed è un riferimento per 650 nuclei che non devono preoccuparsi di comprare vestiti. Un riferimento dentro e fuori Pesaro, un’associazione fatta di 250 persone, 50 collaboratori e 300 tirocini attivati all’anno.

Onlus Gulliver: una realtà sociale che crea economia e genera comunità

Gulliver nasce a Pesaro 12 anni fa dall’idea di Andrea Boccanera, il Presidente, e un gruppo di genitori che decisero di impegnarsi per rendere più accoglienti gli spazi educativi dei loro bambini. Il numero di volontari è rapidamente cresciuto e il raggio d’azione si è straordinariamente ampliato.

Oggi Gulliver e i suoi volontari si occupano di attività nelle scuole, collaborano con le carceri per lo sconto di pene alternative attraverso la manutenzione di parchi e giardini pubblici. Hanno attivato 20 free library, servizi di trasporto e accompagnamento per anziani, percorsi di pcto, servizio civile per i giovani e un’importante progettualità è stata ideata sul tema del riuso. Le Botteghe del Riuso nascono su ispirazione del gruppo Emmaus in Francia, dei charity shops inglese e di altre piccole esperienze in Nord Europa. Si tratta di 4 magazzini, per una superficie totale di 7000 mq in cui vengono raccolti beni di ogni genere donati dai cittadini di Pesaro e provincia, acquistabili attraverso un contributo e disponibili gratuitamente per le persone che hanno un ISEE molto ridotto.

Attraverso questa attività Gulliver riesce a finanziare numerose attività del territorio e persino a dare contributi agli enti pubblici, invertendo il sistema di sostegni che solitamente caratterizza le realtà del non profit.

Stimolare la partecipazione attiva dei cittadini per la cura del bene comune, allontanarsi dalla visione egoistica contemporanea e generare cambiamento attraverso l’impegno civico. Questi sono gli obiettivi di Gulliver, una realtà in continuo fermento, che immagina strade nuove per costruire insieme un mondo migliore.

 

Un modo nuovo di fare sociale

Gulliver dimostra che il volontariato è motore di partecipazione attiva e può generare economia coinvolgendo la comunità.

I tempi sono ormai maturi per un nuovo modo di fare sociale ed esplorare le potenzialità del Terzo Settore.

Padre Natale Brescianini, formatore, coach e monaco della comunità benedettina camaldolese ne è convito. Tutto il sistema del lavoro è a suo parere in una fase di cambiamento. Il mondo profit è investito da una profonda crisi di senso. Le persone occupano gran parte delle loro giornate in attività in cui non si riconoscono, mentre il lavoro, per il pensiero benedettino, dovrebbe essere un elemento fondante della felicità umana.

Il non profit invece deve imparare a reggersi sulle proprie gambe e per farlo deve recuperare l’idea di profitto non come fine ma come strumento per sostenere la propria attività.

Il valore delle relazioni e una nuova idea di lavoro

 “È la qualità delle relazioni che determina il successo di un’organizzazione, di un’impresa”. Mondo profit e non profit, suggerisce Brescianini, devono recuperare il valore della relazione, internamente ed esternamente. L’uomo è fatto per la collaborazione, non per la competizione e i luoghi di lavoro possono diventare il luogo in cui sperimentare una nuova visione del mondo. In cui educare, non alla performance ma alla relazione collaborativa e generativa tra le persone. In questo il Terzo Settore può essere di grande supporto al mondo profit e insieme creare valore sociale.

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Fondazione Cattolica alla rassegna "Poeti Sociali"

La città si arricchisce di una nuova proposta culturale plurale, aperta e ‘intrigante’ che vuole mettere in luce la dimensione pratica, creativa e sociale dei valori universali ispirati dal Vangelo. Una rassegna di eventi dai linguaggi diversi (lectio, incontri, dialoghi, concerti, rappresentazioni artistiche), location insolite (istituzionali e informali, ecclesiali e civili, piazze, teatri, luoghi di lavoro e scuole), in orari accessibili e per tutti (dall’alba al tramonto). È l’invito rivolto a tutti, a ritrovare il coraggio di misurarci nella cura dell’umano e a costruire «Itinerari di Pace», alla ricerca di luoghi di incontro e di dialogo, al fine di tessere legami duraturi.

In continuità con la visita di papa Francesco per l’Arena di Pace del maggio scorso, la Fondazione Toniolo della diocesi di Verona, con il sostegno di Fondazione Cattolica e Generali Italia e la sua divisione Cattolica, promuove dal 17 al 20 ottobre 2024, la rassegna di eventi Poeti Sociali. L’espressione è di papa Francesco e si riferisce ad opere, testimonianze e prassi che raccontano «esperienze e iniziative generative (poiesis) che sanno creare speranza laddove appaiono solo scarto ed esclusione».

Quattro giornate di incontri, dialoghi, ma anche performance, spettacoli, concerti, più di 100 autorevoli ospiti italiani e internazionali per quasi 70 eventi diffusi, dislocati in 12 location cittadine.

La prima edizione del festival è stata presentata in municipio alla presenza del sindaco Damiano Tommasi, il vescovo di Verona Mons. Domenico Pompili, il presidente della Fondazione Toniolo don Renzo Beghini, il presidente di Fondazione Cattolica Paolo Bedoni e il responsabile della Business Unit Enti Religiosi e Terzo Settore di Generali Italia Piero Fusco.

“Siamo lieti di presentare questi 4 giorni in cui la città si prenderà carico della prima edizione di ‘Poeti sociali’, che pone l’attenzione sulle persone, pensando alle relazioni come vera essenza delle comunità – ha affermato il sindaco Damiano Tommasi-. La rassegna valorizza la cosa più preziosa che in questo momento dobbiamo difendere come amministratori, istituzioni e rete sociale, ovvero le persone che, nell’ambito della pace, hanno fatto e fanno scelte coraggiose. Prosegue  così il percorso avviato con l’Arena di pace che ha visto la partecipazione di Papa Francesco a maggio, incontrando ora quanti quotidianamente nella loro storia e nella loro vita stanno già seminando quello che serve alle comunità per operare nelle emergenze e per generare valore in qualsiasi sua forma”.

“Siamo tanti, viviamo di più e meglio. Ma la vorticosa crescita economica dell’ultimo secolo si sta ora scontrando con le sue contraddizioni: cambiamento climatico, migrazioni, squilibri demografici, disuguaglianze – ha affermato il vescovo, mons. Domenico Pompili-. Ad essere minacciata è la vita stessa e non solo la sua qualità. La risposta a questa inedita crisi non può essere evidentemente solo tecno-economica. Occorre piuttosto mettere in discussione le premesse su cui la crescita si basa, colmando un ritardo culturale ormai evidente, nella consapevolezza che non esiste forma vivente che non sia in relazione. Lo dicono la scienza e le religioni. In particolare il pensiero sociale della chiesa cattolica, da ormai quasi due secoli. In un tempo così, aggravata dai venti di guerra che non cessano, parlare di “poeti sociali” potrebbe sembrare un tantino ingenuo. In realtà, il tema che si svilupperà attraverso innumerevoli linguaggi, riguarda tutti: imprenditori e operai, politici e sindacalisti, docenti e discenti, genitori e figli, società e chiesa. Abbiamo bisogno di recuperare e valorizzare la capacità creativa diffusa che è la vera risorsa per far fronte ai tanti problemi che abbiamo. Verona da questo punto di vista rappresenta storicamente un luogo dove più volte sono emersi “poeti sociali” che hanno introdotto un pensiero e un’azione finalizzata ad affrontare le questioni nuove che emergevano nella società moderna. Penso a d. Nicola Mazza e a Matilde di Canossa, a Don Calabria e a d. A. Mazzi oggi; ancora ai “Beati i costruttori di pace” delle passate Arene ai Movimenti popolari che hanno caratterizzato l’Arena con papa Francesco. La città e l’intero territorio si arricchirà di questo confronto di idee e di testimonianza per non subire questa tenebra che avanza ed offrire storie di luce”.

“Come Fondazione Cattolica non potevamo non essere dentro questa meravigliosa avventura – ha detto il presidente di Fondazione Cattolica Paolo Bedoni-. L’abbiamo vista nascere grazie ad un dialogo continuo ed intenso con il Vescovo e i suoi collaboratori. Una rassegna innovativa ed originale, che è stata concepita come una sollecitazione alle diverse componenti della società e della diocesi veronese a dar vita, con creatività, coraggio e passione, ad iniziative, le più varie, di dialogo e di espressività che aiutino a costruire itinerari di solidarietà nel cuore stesso della vita comunitaria”.

“Generali Italia non poteva di certo esimersi dal sostenere una iniziativa così importante, che coinvolge una vasta rappresentanza delle Associazioni e degli Enti del Terzo Settore che da sempre si contraddistingue per la numerosa presenza e per le svariate e fondamentali attività che svolge a favore del territorio – ha dichiarato Piero Fusco Responsabile Business Unit Enti Religiosi e Terzo Settore di Generali Italia-. A tal proposito, proprio durante il nostro incontro del prossimo 19 ottobre presenteremo il secondo rapporto sul Terzo Settore che evidenzia importantissime novità che riguardano questo articolato ed interessante settore”.

Presente in conferenza il direttore artistico della rassegna, Daniele Rocchetti, che ha illustrato il programma nel dettaglio.


Bando Intraprendere nel sociale

Intraprendere nel sociale: un bando, una missione

Fondazione Cattolica rinnova l'impegno a sostegno di associazioni ed enti privati che con la loro attività promuovono lo sviluppo di una società più equa ed inclusiva e si attivano per rispondere ai bisogni sociali del territorio.

Il bando Intrapresa sociale è aperto a idee progettuali che rispondono in modo nuovo, efficace e sostenibile ai bisogni che riguardano i seguenti ambiti:

    • Anziani
    • Disabilità
    • Famiglia
    • Nuove Povertà

Le attività previste dal progetto candidato devono svolgersi in Italia e non possono riguardare, se non per importi molto limitati, interventi su immobili ed attrezzatture.

Caratteristica fondamentale richiesta alle idee progettuali è l’auto sostenibilità. Devono cioè essere in grado di sostenersi autonomamente nel tempo una volta superata la fase di accompagnamento.

I parametri con cui viene valutato il progetto sono:

    • L’impatto sul territorio e sulla comunità (numero delle persone inserite, dei volontari coinvolti, dei beneficiari…)
    • Gli elementi innovativi ideati per rispondere al bisogno sociale
    • Massimizzazione dell’efficacia rispetto al costo
    • Tempo necessario al raggiungimento della piena auto sostenibilità economica

Il contributo massimo stanziato dal bando Intrapresa sociale per ciascun progetto è di 30.000 euro e non può superare il 50% dei costi complessivi.

I Soggetti ammessi al contributo riceveranno i fondi a conclusione del progetto, previa rendicontazione quantitativa e qualitativa dei costi sostenuti e dei risultati raggiunti.

Per presentare la propria idea è necessario prenotare un colloquio telefonico chiamando il numero 045 8083211 oppure scrivendo una mail a fondazione.cattolica@generali.com.

Maggiori informazioni sono disponibili nel bando che puoi scaricare qui.

Vuoi conoscere i progetti sostenuti in questi anni attraverso il Bando Intraprendere? Sfoglia i nostri bilanci.


Insieme per crescere sviluppare comunità

Insieme per crescere, sviluppare comunità

Il video contest "Insieme per Crescere" è nato dalla volontà di esprimere il valore educativo e relazionale dell'esperienza Grest. Oltre 25 Parrocchie e Circoli Noi hanno partecipato alla prima edizione del contest, inviando video artigianali che mettevano al centro la bellezza della relazione ricca di cooperazione, formazione, divertimento, gioco, inclusione, servizio…e molto altro ancora.

Impegno, cura e responsabilità sono gli elementi caratterizzanti i 10 video finalisti pubblicati sui canali social di Fondazione Cattolica. Ancora una volta Parrocchie e Circoli Noi si sono dimostrati veri alleati delle famiglie nella crescita educativa e spirituale delle nuove generazioni. A dimostrarlo è l’attivazione comunitaria e le oltre 9 mila interazioni digitali che hanno decretato i 3 video vincitori del contest.

I vincitori del contest Insieme per Crescere

Con 1.416 voti registrati, la Parrocchia di Sommacampagna - Custoza si aggiudica il primo posto.

Seguita dal Circolo Noi Il Sentiero con 1.319 voti

Terza classificata è la Parrocchia di Vigasio con 1.030 voti

Insieme per crescere, sviluppare comunità

Desiderio di Fondazione Cattolica è continuare un cammino condiviso di crescita. Per questo la Fondazione proclamerà i vincitori durante l'evento “Insieme per crescere, generare comunità”, un’occasione per riflettere insieme sull’oggi e sul domani, identificare buone prassi e modelli che attivino e vitalizzino le realtà comunitarie.

Parteciperanno all'evento come relatori:

don Matteo Malosto Direttore Centro pastorale adolescenti e giovani

    • don Paolo Zuccari, Presidente NOI Aps Verona

L’iniziativa si terrà nella sede di Fondazione Cattolica in via Adua , martedì 10 settembre dalle 11.00 alle 12.00 con momento conviviale finale. E' richiesta comunicazione dei partecipanti.

Per saperne di più sul contest in oggetto è possibile prendere nota del regolamento!


Costruire un futuro di felicità, l’impegno di AGESCI

Costruire un futuro di felicità, l’impegno di AGESCI

Era l’inizio del 1900 quando Lord Baden-Powell osservando i ragazzini di Londra constatò l’urgenza di adottare un approccio pedagogico innovativo per crescere uomini e cittadini liberi, capaci cioè di creare una società migliore di quella che avevano ereditato. Il metodo Scout nasce nel 1907 e pone le radici in quattro elementi educativi portanti e ancora attuali: la formazione del carattere, lo sviluppo delle abilità manuale, la salute e la forza fisica e il servizio verso il prossimo perché negli Scout ogni persona possa scoprire chi è e portare la sua unicità nel mondo.

Lo sviluppo dell'AGESCI in Italia

Fantasia, gioco, avventura, vita all’aria aperta, scoperta di sé e dell’altro, esperienza di comunità…lo scautismo è un movimento che si diffonde velocemente in tutto il mondo. In Italia il movimento viene abbracciato dall’ASCI (Associazione Scout Cattolici Italiani) e dell’AGI (Associazione Guide Italiane) rispettivamente di composizione maschile e femminile. Le due realtà percorrono un cammino parallelo “fino a quando nel 1974 le due associazioni scelgono di diventare un’unica entità valorizzando le qualità dell’una e dell’altra esperienza” racconta Roberta Vincini, Presidente del Comitato nazionale AGESCI. “La forma della coeducazione, perché si può crescere solo insieme, e della diarchia, cioè della compresenza uomo-donna, ha evidenziato fin dal principio il tratto innovativo di AGESCI orientato ad accendere la ricerca al senso della vita”.

Un cammino, quello dell’AGESCI, umano, sociale e spirituale essendo associazione laicale di tipo B riconosciuta dalla CEI.

Il percorso Scout

“L’esperienza Scout risponde alle tante domande dei giovani sulla vita attraverso una dimensione ludica, sociale e spirituale. Scoprire i fondamenti per vivere una vita autentica adulta è un obiettivo prefisso dallo scautismo che inizia da bambini e dura per sempre!” racconta Francesco Scoppola, Presidente del Comitato nazionale AGESCI. Dagli 8 anni i bambini entrano nel mondo delle Coccinelle o dei Lupetti per scoprire attraverso il gioco la bellezza dell’infanzia e delle loro qualità. Dai 12 anni gli adolescenti accedono alla branca Esploratori e Guide dove riconoscono la propria identità e la relazione con la comunità circostante. Successivamente i ragazzi sono portati a vedere nell’autodeterminazione del servizio una missione personale. “A 21 anni un ragazzo può scegliere se diventare Capo, e quindi aderire ad un patto associativo per accompagnare la crescita delle nuove generazioni secondo i valori del metodo, oppure se dedicare il proprio servizio in altre forme alla comunità”.

Gli Scout una realtà in crescita

AGESCI registra 183 mila iscritti. Di questi 150 mila sono bambini e ragazzi e 33 mila sono capi che hanno scelto di assumersi la responsabilità della crescita educativa dei ragazzi.

“Le famiglie riconoscono l’autenticità della proposta educativa. Bambini e ragazzi sono accompagnati in un percorso esplorativo di conoscenza di sé, delle proprie abilità, dei propri talenti che possono essere messi a disposizione della comunità. Vivere lo scautismo significa mettersi in relazione con gli altri e con la natura, vivere in un contesto positivo non prestazionale né competitivo, sviluppare passioni e costruire ciò che serve. Tutto ciò ha un valore incredibile se pensiamo che oggi tutto è già preconfezionato ed è difficile per i ragazzi sperimentare chi si è” testimoniano i presidenti. Una scelta qualitativamente significativa tanto da avvicinare al mondo Scout sia bambini che adulti. “Il movimento cresce grazie ai capi. Più della metà sono giovani under 30 ma ci sono anche tanti genitori che si avvicinano tramite i loro figli: vedono il significato del percorso e scelgono di affiancare con le loro qualità!”.

AGESCI 50 anni di impegno sociale

Per ricordare i 50 anni di impegno sociale, civile e spirituale AGESCI ha intrapreso un cammino che mette a fuoco il rinnovato bisogno di fare educazione oggi affinchè i bambini e i ragazzi affidati allo scautismo possano crescere nei valori della cittadinanza attiva e responsabile.

Dal 22 al 25 agosto la città di Verona ospita la Route nazionale delle Comunità capi, un evento partecipato da 18.000 capi provenienti da tutta Italia, riunitisi a Villa Buri nel tema: Generazioni di felicità. Una grande avventura vissuta in sinergia con il territorio e l’accompagnamento del mondo ecclesiastico per contribuire a innescare processi di cambiamento positivi e contagiosi.

“Siamo qui per essere felici! E vogliamo testimoniare, e continuare a farlo, la bontà della vita attraverso il servizio e l’educazione delle nuove generazioni.”


Etta e il coraggio di cambiare le cose

Etta e il coraggio di cambiare le cose

C’è pace nella casa in campagna di Etta. Ci sono le api, il bosco, il cane che scodinzola e la natura che scandisce un tempo lento. Il tempo libero e ricco di vita che Etta ha costruito anno dopo anno.

È una ragazzina che vuole fare. Conta i minuti che la separano dai libri di latino agli Scout e poggiata la penna, spalanca la porta e scappa a vivere davvero. Sono gli anni del fermento sociale italiano ed Etta lo respira nelle strade, nelle idee, nei giovani: il mondo è tutto da cambiare!

Ma cambiare cosa? Etta trova risposta aprendo la stanza di un istituto femminile stipato in una soffitta di un palazzone genovese. L’odore di minestra penetra le narici e si attacca ai vestiti. Tutto è fatiscente. Le bambine indossano un grembiulino consunto, si muovono in modo sconnesso e parlano male. Vivono costrette in una stanza senza anima né cura, abbandonate dalle loro famiglie e dimenticate dalla civiltà.

E qualcosa dentro Etta parla forte.

È Luisa. È la disabilità manifestata dalla sorella. È il peso dell’esclusione, l’oppressione dell’abbandono, la ricerca di un senso. È la consapevolezza che si può fare diversamente perché Etta lo sa: non si diventa umani rifiutando le fragilità.

Matura in lei il desiderio di lavorare nel sociale. Ma gli anni ’70 sono solo all’inizio, fare sociale è per lo più un sentimento e i suoi genitori la spingono all’università. Etta li accontenta, prende una laurea in Lettere, si abilita all’insegnamento e si chiede cosa fare del suo futuro quando nel negozio di alimentari, tra un etto di prosciutto e di formaggio, una signora parla di una casa nuova, per ospitare bambini“Mi scusi cosa?” domanda Etta. E da lì corre!

Sono anni faticosi ma stimolanti. La comunità di Don Gallo e il Ceis si uniscono per offrire un rifugio a minori in abbandono. Si lavora sulla relazione e sul ricongiungimento. Etta si attiva per dare a bambini come Carmelo, Angelo, Piero ed Emanuele luoghi confortevoli in cui vivere mentre si impegna a costruire percorsi di integrazione con le famiglie d’origine, per contrastare  la povertà economica e culturale.

Etta è appassionata. Studia e si immerge nel travaglio del reale. Si occupa di minori e di giovani, dirige una grande cooperativa e viaggia in tutta Italia per conoscere imprese sociali innovative capaci di sollevare i problemi offrendo nuove vie. E così entra per la prima volta in carcere, in una sezione femminile, e i suoi ricordi  fanno un salto indietro negli anni.

Davanti a lei però non ci sono bambine, ci sono donne invisibili, prigioniere di una sentenza e della condanna di non essere più nulla. Persone isolate a sé stesse con speranze naufragate in celle dispnoiche. E ancora una volta Etta pensa a come fare per cambiare.

II tempo del lavoro in cooperativa è superato, i figli sono grandi, Etta  intravede la possibilità di  licenziarsi per costruire, con l’appoggio di donne appassionate intorno a lei, una nuova realtà e decide: il mondo aspetta sempre chi ha il coraggio di cambiare!

Sc’Art! nasce per dare una seconda vita a donne detenute ed ex detenute, che con il design creativo e l’utilizzo di materiali di scarto, si ripensano libere, nell’autodeterminazione. E nei laboratori artigianali Etta conosce le sfaccettature dell’umanità. Emergono le ferite, i legami, i non detti, i sogni. Tra una creazione e l’altra, Etta favorisce i legami delle donne tra il dentro e il fuori, tra l’oggi e il domani, tra l’ignoto e le nuove consapevolezze.

Da cosa nasce cosa dice Etta tanto da permettere a 150 donne detenute di imparare un mestiere dimostrando loro che sono protagoniste del cambiamento. Che nulla è per sempre. Che tutto, con volontà, si trasforma, si migliora.

Oggi Etta ha 70 anni e li vive con speranza e ottimismo, nonostante tutto. Con il progetto Remida e le Creazioni al Fresco continua a guardare avanti… perché il futuro è sempre un passo più in là!

Lei è Etta Rapallo, una donna che fa la differenza.

Ti è piaciuta questa storia? Puoi leggere le altre della Rubrica Persone che fanno la differenza a partire da Pietro e la comunità per rinascere dalla dipendenza


FONDAZIONE CATTOLICA DUE NUOVI BANDI PER SOSTENERE IL TERZO SETTORE

Fondazione Cattolica, due nuovi bandi per sostenere il Terzo Settore

La nuova versione del bando “Una mano a chi sostiene” e le linee di indirizzo del nuovo bando “People raising 2024” sono state approvate lo scorso 29 luglio dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione Cattolica, nella riunione presieduta da Paolo Bedoni. Entrambi i bandi, per ciascuno dei quali sono stati stanziati 500 mila euro, verranno ufficialmente presentati durante la “Rassegna dei poeti sociali” che si aprirà il prossimo 19 ottobre a Verona.

La programmazione del triennio

“Con il varo da parte del Consiglio d’amministrazione delle linee guida dell’operatività della Fondazione per il triennio 2024-2026, approvate lo scorso giugno dal CdA”, ha dichiarato nella sua introduzione Paolo Bedoni, “si è aperta una fase profondamente innovativa della vita e del programma della Fondazione nell’ambito di Generali. Si sono create, per volontà della compagnia del Leone, le condizioni per avviare, già in questo triennio, progettualità nuove destinate ad ampliare gli orizzonti strategici e le potenzialità della Fondazione. Per questo occorre proiettarla nel cuore delle problematiche che riguardano il Terzo Settore sia a livello nazionale sia a livello delle comunità locali. Come sappiamo, questo settore è una grande risorsa per la società italiana, ma di fronte alla complessità e alla velocità delle trasformazioni sociali in atto, si pone per esso l’esigenza di individuare innovativi programmi di “people raising” per supportare i processi di reperimento e di ingaggio di qualificate risorse umane. Questo è un punto di importanza cruciale”.

È sulla base di queste considerazioni che si sviluppa la programmazione delle attività della Fondazione, strutturate in quattro filoni: solidarietà ed imprenditoria sociale, formazione, partenariati strategici e progettualità in ambito religioso. Ai due bandi, specifici ma complementari, delineati dal Consiglio nella riunione del 29 luglio, è affidata una funzione guida.

Composizione del nuovo CDA di Fondazione Cattolica

Del Consiglio di Amministrazione di Fondazione Cattolica, presieduto da Paolo Bedoni, fanno parte Piero Fusco, vicepresidente, Cristina Rustignoli, Gelsomina Maisto, don Davide Vicentini, Alessandro Lai, Samuele Marconcini, Giuseppe Alessio, Atanasio Pantarrotas e Riccardo Acquaviva.

L’organo di Controllo è composto da Alessandro Gambi, Presidente, Maria Rubinelli e Carlo Alberto Murari.


Film Festival della Lessinia un cammino geografico, umano e spirituale

Film Festival della Lessinia: un cammino geografico, umano e spirituale

Il Film Festival della Lessinia (FFDL) nasce nel 1995 dalla volontà di Piero Piazzola e Mario Pigozzi, rispettivamente presidente del Curatorium Cimbricum Veronense e videomaker, per raccontare la Lessinia attraverso il cinema. Da allora il FFDL è in cammino per cercare, attraverso i racconti della vita delle terre alte, di comprendere il presente per affrontare il futuro.

 

Il FFDL un cammino geografico, umano e spirituale

Dalla prima sala nel Teatro Parrocchiale di Corbiolo, il Festival è cresciuto diventando oggi il secondo Festival in Veneto, dopo il Festival del Cinema di Venezia, per numero di presenze e ricchezza di programma.

«Questo Festival è figlio della Lessinia, una terra che per me è Heimat, patria, storia, radici. Una terra che connota un legame profondo, fisico e spirituale con la montagna e che il Festival racconta attraverso la proiezione di film incentrati sul tema vita, storie e tradizioni delle terre alte», riporta Alessandro Anderloni Direttore Artistico del FFDL. Un’occasione per prendere coscienza dell’agire umano, della relazione tra esseri viventi e natura, degli equilibri o disequilibri portati dalle scelte contemporanee.

 

Come dalle vette è possibile osservare l’orizzonte geografico, così anche gli oltre 1.400 proiettati dal 1995 ad oggi, offrono la possibilità di guardare il mondo da nuove prospettive. «Non possiamo negare che abbiamo globalizzato tutto, mercificato le nostre unicità in nome della pluralità – ammette Anderloni – Abbiamo dimenticato le nostre radici e oggi viviamo spaesati, inquieti, derubati dalla nostra identità. Il Festival diventa allora una casa, una piazza di incontro e di conoscenza reciproca per riconoscere l’Altro, la sua storia, le sue tradizioni, le sue origini».

 

Il FFDL un Festival umano

E così uomini e donne provenienti da ogni parte del mondo si incontrano a Bosco Chiesanuova. Registi e registe. Autori emergenti, come è accaduto per il regista butanese Pawo Choyning Dorji il cui film Lunana, a Yak in the Classroom, dopo essere stato presentato in anteprima italiana in Lessinia, ha poi conquistato la cinquina degli Oscar. Ma il Festival non è solo incontro di mondi lontani, perché la relazione parte tra la gente della Lessinia, arriva alla città e da lì oltrepassa le Alpi per giungere nei luoghi più remoti.

«Siamo un Festival “umano”, intrecciamo relazioni in un’atmosfera accoglienta, viva e calorosaUn Festival divenuto negli anni sempre più sociale grazie al coinvolgimento delle scuole primarie, alla creazione di una giuria interna alle mura del Carcere di Montorio, all’attivazione delle esperienze di PCTO con gli studenti e alle proposte di stage universitario. Un’occasione di sviluppo per persone in situazione di svantaggio sociale, per i ragazzi della comunità La Cordata e per persone con fragilità intellettiva che dalla cooperativa sociale Panta Rei gestiscono la trattoria sociale. 20 collaboratori stabili e circa 120 volontari all’anno, che costituiscono una grande famiglia capace di accogliere quasi 3.000 persone al giorno, facendo vivere esperienze di autentica condivisione.

 

 

Il programma del FFDL

Quest’anno i visitatori potranno trovare 97 film da 48 paesi e partecipare a oltre 130 eventi. Ognuno potrà scegliere tra proiezioni, laboratori per bambini e culinari, escursioni, camminate esperienziali, mostre ed esposizioni, concerti, spettacoli, proposte enogastronomiche. «Lasciamo che le persone scelgano il proprio cammino perché il cammino è il nostro omaggio a questi trent’anni. Rappresenta l’esplorazione geografica, umana, spirituale. Le migrazioni, le scelte di vita, i viaggi per scoperta, ricerca, fede. Il cammino infine è un invito a guardare il futuro», racconta ancora Anderloni. Guarda il programma!

 

Un Festival in sviluppo

«Crediamo nel rinnovamento che porta energie e idee nuove. E lo rendiamo possibile con il passo deciso del montanaro che sa che un passo alla volta poi si arriva alla meta», riconosce Anderloni.

 

E così il FFDL sta già progettando il futuro: con H.A.D.A.MO (Hub Archivio Digitale Audiovisivo della Montagna), un progetto di archivio digitale delle oltre 1400 opere riprodotte in questi trent’anni e con l’inaugurazione della sezione industry “FFDLpro” in collaborazione con le cinque film commission del Triveneto, per aprire la Lessinia al mondo del cinema.

Un Film Festival della Lessinia un cammino geografico umano e spirituale. Non resta che vedere tutto dal vivo a Bosco Chiesanuova, dal 23 agosto al 1’ settembre.

Ti è piaciuto questo articolo? Puoi leggere le altre esperienze di Storie Sociali a partire da: Ezen

 


Al via la seconda fase del videocontest Grest

Al via la seconda fase del videocontest Grest "Insieme per crescere"

Dopo la votazione della commissione interna dal 1' agosto il pubblico digitale può sostenere i video in gara al contest "Insieme per crescere" per decretare i vincitori del premio di 3.000€.

“Insieme per crescere” è il primo contest video indetto da Fondazione Cattolica per raccontare la bellezza e i valori custoditi nell’esperienza Grest. 25 Parrocchie e Circoli Noi della Diocesi di Verona hanno partecipato al contest candidando un video sull'esperienza comunitaria estiva. Cosa è emerso? La passione, la cura e l'attenzione che caratterizzano i legami e contraddistinguono i Grest diocesani. La Fondazione vuole sostenere con questo premio la continuazione di attività educative rivolte alle giovani generazioni.

La prima fase del contest

Dopo aver ricevuto tutti i materiali ai fini della partecipazione, la commissione interna ha stilato una valutazione dei video più meritevoli in base a una griglia valutativa comprendente:

  • Coerenza al tema oggetto del contest
  • Originalità narrativa: costruzione di una sceneggiatura creativa ed efficace
  • Espressività dei valori intrinseci al GREST
  • Pertinenza ai dettagli operativi indicati nel regolamento (tra cui liberatorie, privacy e autodichiarazioni).

I 10 finalisti

Giungono alla seconda fase del contest "Insieme per crescere" e saranno quindi pubblicati i loro video l'1 agosto:

  • Circolo Noi Tomba Extra Aps
  • Parrocchia San Giovanni Battista (Bonavigo)
  • Circolo Noi L'amicizia Aps (Ronco all'Adige)
  • Parrocchia di Mozzecane
  • Circolo Noi Il sentiero (San Vito)
  • Parrocchia di Sommacampagna e Custoza
  • Parrocchia di Vigasio
  • Circolo Noi Locara (San Bonifacio)
  • Parrocchia di Pescantina
  • Circolo Noi Andrea Milani Aps (Colognola ai Colli)

La seconda fase del contest

Il sostegno per decretare i vincitori del contest passa adesso alla community digitale! Da giovedì 1 agosto fino al 29 agosto i video possono essere sostenuti attraverso like sui canali social di Fondazione Cattolica.

I 3 video che registreranno più reazioni saranno ritenuti vincitori del contest.

Come sostenere i video finalisti

  1. Accedi alla pagina Facebook FondazioneCattolicaVerona e al canale Instagram FondazioneCattolica
  2. Guarda i video pubblicati, lascia un like e un commento al tuo preferito (o tuoi preferiti) .
  3. Condividi il video sui tuoi social (compreso whatsapp) e invita la tua rete ad accedere alle pagine social di Fondazione Cattolica per sostenere il video della tua realtà. Ricorda: valgono i voti espressi sulle pagine social di Fondazione Cattolica.

Il 30 agosto Fondazione Cattolica pubblicherà la graduatoria dei vincitori. Tutti i partecipanti al Bando Grest saranno invitati ad un evento esclusivo a settembre!

Non resta che…votare!

Per maggiori info consulta il regolamento!


La ricerca di senso come motore dell’impegno per il bene comune

Federico ha solo otto anni quando scopre cosa vorrà fare da grande: vuole diventare un batterista e costruire i suoi strumenti musicali con materiali di recupero. Ma con il tempo quel sogno diventerà molto più grande.

Cresce, viaggia, suona e inizia ad immaginare un mondo fatto di musica e di persone felici. Di opportunità e di legami che migliorano la vita e promuovono il bene comune.

Nel 2010, insieme a Sara, Marco e Federico, fonda una piccola marching band composta da ragazzi con diverse età ed abilità e strumenti creati con materiali di riciclo. Ma poi la terra trema. A Finale Emilia la scossa di terremoto distrugge case, strutture e sale prove. Federico però non molla, nella tendopoli continua a suonare e l’equipaggio della Banda Rulli Frulli cresce.

Costruiscono strumenti, incidono dischi, realizzano concerti, anche su palchi molto prestigiosi ed esportano il loro modello in giro per l’Italia, facendo della musica uno strumento di integrazione per vivere in armonia.

Federico ha realizzato il suo sogno e fa un lavoro speciale: rende felici le persone.

 

Rulli Frulli: la musica come strumento di integrazione e di promozione del bene comune

Banda Rulli Frulli nasce nel 2009 dall’idea del suo direttore, Federico Alberghini, di costruire strumenti musicali da oggetti di recupero e di realizzare una banda musicale inclusiva, per tutte le età e tutte le abilità.

All’inizio erano poco più di una quindicina di ragazzi, ma nel 2012 è accaduto qualcosa di inaspettato. La terra ha tremato a Finale Emilia, la gente ha perso case e lavoro, ma sotto i tendoni in cui hanno trovato riparo, il senso di comunità si è fatto più forte. I legami tra le persone si sono fatti più forti. E la banda di Federico ha suonato forte, più del terremoto. In poche settimane sono arrivati a 40 elementi.

Da quel momento hanno iniziato a portare il loro spettacolo in giro per il Paese, anche su palchi molto prestigiosi, come quello del Primo Maggio o accanto a Papa Francesco. Hanno esportato il loro modello, in quartieri difficili, nelle carceri, attivando 11 bande in giro per l’Italia e coinvolgendo oltre 2400 ragazzi.

La loro sede oggi si trova a Finale Emilia e oltre a Rulli Frulli comprende un bar ristorante gestito da ragazzi con disabilità, una sala polivalente, l laboratorio lavorativo per ragazzi con disabilità AstronaveLab, Rulli Frullini la banda dei più piccoli, una radio e un laboratorio di costruzione.

Banda Rulli Frulli è un progetto che Federico ha perseguito con grande tenacia ed è dimostrazione di come la ricerca di senso e la volontà di trovare soluzioni innovative per generare bene comune possa davvero costruire comunità inclusive e felici.

Il Terzo Settore in Italia

Chiara Tommasini, Presidente CSV Net, fornisce una panoramica del Terzo Settore in Italia, le cui organizzazioni possono così suddividersi:

  • 85% sono associazioni, di volontariato (odv) o di promozione sociale (aps)
  • 4,3% Cooperative e imprese sociali (in cui lavora il 40% degli occupati del settore)
  • Enti filantropici
  • Fondazioni
  • Società di mutuo soccorso
  • Centri per i servizi del volontariato (erogano servizi di supporto per promuovere e rafforzare la presenza e il ruolo dei volontari. In Italia sono 49, riuniti in un’associazione nazionale, il CSV Net e operano grazie al sostegno delle fondazioni di origine bancaria)
  • Altre organizzazioni

Il Terzo Settore è impegnato in molteplici ambiti, riconducibili alla definizione di “attività di interesse generale”. “Il suo valore” spiega la Presidente Tommasini “non risiede unicamente nella capacità di risposta che è in grado di dare ai bisogni della società, ma anche nella cultura del dono e nella solidarietà che riesce a costruire, anche nelle nuove generazioni”. Il Terzo Settore ha dunque un forte impatto culturale e di rigenerazione sociale.

Il volontariato e la ricerca di senso come motore dell’impegno per il bene comune

Attivare le persone e coinvolgerle nel tempo in attività di volontariato non è semplice. Le problematiche che più spesso riscontrano le organizzazioni e i cittadini che si avvicinano a questo mondo sono:

  • poca partecipazione delle nuove generazioni
  • volontari più anziani che non lasciano spazio
  • attività troppo impegnative e non a portata di chi ha poco tempo

Ma per Chiara Tommasini bisogna guardare oltre. La società contemporanea non favorisce l’inclusione dei giovani, ma esistono molte realtà che possono essere “attrattive per i nuovi volontari in particolare per i più giovani che, oggi come ieri, sono alla ricerca di un senso per arricchire il loro percorso di vita e il volontariato è pieno di senso”.

È necessario però che il mondo del volontariato, anche con il supporto dei Centri di Servizio, migliori la capacità di comunicare con i giovani sia in grado di “costruire con questi una relazione positiva, basata su un’esperienza bella e stimolante. Bisogna creare un clima interno positivo, di fiducia, costruire una buona organizzazione che abbia chiara la propria vision e che persegua la propria mission in modo efficace. Sentirsi parte di una comunità, credere nel suo miglioramento, donarsi ma anche ricevere e arricchirsi di belle relazioni è la chiave per coinvolgere sempre più persone in una bella esperienza di vita che si chiama volontariato”.

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