Fare la propria parte per costruire un futuro migliore: tra la testimonianza di Ellena e il welfare di prossimità

Impegnarsi per costruire un futuro migliore: Ellena e il welfare di prossimità

Scoprire una vocazione e metterla al servizio degli altri può dare un senso profondo al nostro vivere e all’impegno quotidiano. Ne parliamo nel quinto episodio di “INTRAPRENDENTI. Storie di chi, nel Terzo Settore, genera futuro” e approfondiamo insieme le caratteristiche del welfare di prossimità.

La storia di Ellena

“Ognuno di noi è qui per un motivo”, questo è il pensiero che ha dato forza ad Ellena per scoprire i suoi talenti.

Il primo incontro con l’autismo è per lei pieno di domande e con poche risposte: si rende conto che per stabilire un contatto deve trovare un linguaggio nuovo, che non si ancora alle parole ma passa attraverso l’ascolto e lo sguardo.

Ellena desiderava accompagnare le famiglie che affrontano la disabilità, disegnare con loro un futuro più inclusivo e sostenibile: questa vocazione si è tradotta nell’impegno politico cittadino e nella partecipazione alle attività di Cooperativa Sonda, dalla quale poi è nata Ca’Leido, un centro specializzato nell’autismo, per adulti e bambini, che offre attività laboratoriali, percorsi di affiancamento alla scuola ma anche occasioni in cui sperimentare l’inclusività sociale delle persone fragili attraverso centri estivi aperti a tutti.

Ascolta la sua storia su Spotify!

https://open.spotify.com/episode/0sypmJh0Jgr8nnAtsEeoZ9

Il welfare di prossimità: peculiarità e potenzialità

L’urgenza di condivisione e di mettersi al servizio degli altri è il motore che muove anche il welfare di prossimità.

A differenza dei modelli tradizionali, quello capitalista che punta a riaffermare il ruolo di potere di chi lo elargisce e quello statale che prevede risposte universali, ma scarse e ostacolate da una burocrazia spesso scoraggiante, nel welfare di prossimità sono gli stessi cittadini a diventare interpreti dei loro concreti bisogni: la comunità mette in rete, in un’azione sinergica, tutte le sue risorse per adeguarsi all’evoluzione dei bisogni sociali, anche attraverso gli istituti della co-progettazione e della co-programmazione previsti dalla normativa del Terzo Settore.

In questa dinamica comunitaria hanno un ruolo fondamentale le organizzazioni sociali, sottolinea l’avvocato Lorenzo Pillon del Comitato Scientifico di Cattolica Assicurazioni, devono essere però orientate secondo coordinate che Ellena, con la sua testimonianza, ha dimostrato di aver ben individuato e messo in atto: l’ascolto, l’empatia e la capacità di essere di stimolo a reagire alla situazione di bisogno, provocando reazioni anziché fornendo risposte chiuse, mantenendo la pazienza di attendere i risultati e trovando il coraggio di assumersi la responsabilità sociale del proprio progetto e della propria azione.

Ti è piaciuto questo approfondimento? Puoi leggere anche quello sul welfare di comunità.


Lasciare le sicurezze per inseguire un sogno? Intraprendenti!

Lasciare le sicurezze per inseguire un sogno? Di desideri e welfare parliamo su Intraprendenti!

L’esperienza di Valentina e Federica Sorce rivela il bisogno di inseguire i propri desideri specialmente quando questi danno valore alla vita delle persone. Nel quarto episodio di INTRAPRENDENTI. Storie di chi, nel Terzo Settore, genera futuro parliamo di strade inedite aperte per rispondere a nuovi bisogni e di welfare di prossimità.

L’amore per una persona fragile accanto a noi a volte è in grado di espandersi così tanto da generare realtà che sanno rispondere ai bisogni di molti. È così che nasce la cooperativa sociale Giò, da Valentina e Federica desiderose di creare un ambiente che garantisse un futuro luminoso per il fratello Giovanni e per le famiglie che, come loro, vivono le stesse necessità. Il progetto di inclusione lavorativa “Open House” mira ad accompagnare e sviluppare le abilità di persone con disabilità attraverso la gestione di una fattoria sociale e di un agriturismo.

Ascolta il loro episodio su Spotify!

https://open.spotify.com/episode/2nEaSslJiKee07AAVpJzT7?si=niGEFa-yTCKX9u_Dq-H9yA

Ma cosa accade a chi vive in una situazione di isolamento sociale?

Esiste una solitudine che spesso soffoca le famiglie che vivono con persone più fragili. Un isolamento che tutti abbiamo sperimentato nei mesi della pandemia, che ha fermato tutte le attività del volontario, lasciando sole le persone e facendoci sentire tutto il peso e la necessità della solidarietà comunitaria. Questa esperienza, ricorda l’avvocato Lorenzo Pilon del Comitato Scientifico di Cattolica Assicurazioni, ha evidenziato che prossimità e sussidiarietà sono opzioni strategiche necessarie in una società che vuole essere solidale e inclusiva.

Con la Riforma è stata riconosciuta al Terzo Settore una soggettività giuridica e politica che lo rendono protagonista delle politiche di welfare. Inoltre, attraverso gli strumenti della co-progettazione e co-programmazione nel rapporto con l’amministrazione pubblica, si sono creati i presupposti perché prossimità e sussidiarietà non siano solo principi evocati ed evocabili, ma valori concreti della solidarietà comunitaria.

Vuoi saperne di più? Segui gli altri episodi! Come quello di don Silvio sul ruolo del volontariato


Mara dallo sport a Fattibillimo

Mara: dallo sport a Fattibillimo la casa che abbatte le barriere della diversità

La rubrica "Donne che fanno la differenza" si arricchisce con la storia di Mara Girardi, ideatrice e Presidente, dell'associazione Fattibillimo una realtà pensata per accogliere e creare reali opportunità di inclusione sociale!

A sei anni Mara ha già capito tutto: diventerà maestra. Si immagina già in mezzo alla sua classe, con tanti bambini a insegnare loro le cose. Le basta il diploma alle magistrali per rendere il suo sogno realtà… semplice no? Eppure la vita per lei ha piani diversi.

“Farai lo scientifico!” dice suo padre e Mara si ritrova seduta dietro un banco a soffrire per cinque anni. Sono i compagni il suo cruccio. Loro con quelle battute, con il loro modo di catalogare le persone, con quella fastidiosa capacità di farla sentire diversa solo perché frequenta spazi a loro insoliti.

Mara piange in silenzio tutti i giorni e un pensiero si instilla dentro di lei: Se io vengo esclusa perché vado in oratorio, cosa succede ai bambini con disabilità? La risposta Mara non la trova subito. La comprende solo lavorando.

Diventa insegnante di Educazione Fisica perché crede che lo sport aiuti i bambini a tirar fuori le loro peculiarità. E anche perché a star ferma non è proprio capace! Le piacciono attività che le trasmettono energia e su queste investe, sempre! Mara si diploma in un tempo in cui non si faceva ancora ginnastica in orario scolastico. Ma a lei non interessa lo stipendio: per i bambini ha un debole e gira tutte le elementari di Mogliano portando lo sport in classe.

Mara è esplosiva. E attenta. Le maestre apprezzano la cura che riserva ai bambini, specialmente a quelli con disabilità, e informano le mamme. Dalla prima chiamata ricevuta se ne aggiungono altre. Mara inizia a lavorare insieme a quei bambini che nella vita faticano di più e scopre i pensieri che attanagliano i genitori.

Non è solo cosa faranno crescendo ma anche insieme a chi? Insieme a chi, se non hanno amici? Se finita la scuola diventano invisibili? Se il Comune, la scuola, la Chiesa sono così distanti dalla realtà da non concederle nemmeno gli spazi per creare attività? E così un nuovo pensiero si instilla nella testa di Mara. Si chiama Fattibillimo.

Mara lo sa: i suoi figli cresceranno e allora farà qualcosa di più. Ne è così sicura che negli anni riempie casa sua e il garage di mobili che la gente regala. Un giorno mi serviranno pensa. E il giorno arriva. Arriva in un pomeriggio cocente quando trova una ragazzina disabile sola in piazza. Doveva essere alla pizza di classe “Sono andati a mangiare il gelato, poi tornano!” le spiega. A Mara scoppia il cuore: questa non è inclusività!

Compra una vecchia osteria. Lo fa da sola perché è una pazzia, perché tutti hanno paura che si riveli un buco dell’acqua, perché nessuno, nemmeno in famiglia, pensa che aprire in pieno lockdown sia una scelta intelligente. Ma a Mara non importa. Lascia il lavoro e ascolta il suo cuore.

Fattibillimo ora è una casa. Un luogo accogliente che sa di risate, possibilità e rinascite. Dove volontari, collaboratori e 45 ragazzi con disabilità fisica e intellettiva, sindrome di Down, autismo, tetraplegia vivono appieno le giornate attraverso laboratori di cucina, attività sportive, discipline artistiche e musicali. Dove si è e si diventa.

Fattibillimo è un pensiero cullato che nella realtà ha saputo scardinare le logiche tradizionali. Qui sono le persone “normaliche vanno ad imparare dai “disabili” perché nessuna lezione accademica trasmette la gioia di vivere quanto l’esperienza di chi sente che dalla vita ha già avuto tutto semplicemente perché è nato!

A 57 anni Mara è un’imprenditrice sociale che sogna con la purezza di una bambina.

“Mi diverto. Posso dire che è questa la mia professione?”

Lei è Mara Girardi, una donna che fa la differenza.

Ti è piaciuta questa storia? Puoi scoprire le altre della rubrica a partire da Andrea!


Dalla passione alle opere di volontariato. Questo è il Podcast Intraprendenti!

Dalla passione alle opere di volontariato. Questo è il Podcast Intraprendenti!

Può una passione diventare motore per il Bene? Il Terzo episodio del Podcast “Intraprendenti. Storie di chi, nel Terzo Settore, genera futuro” racconta di un prete, la sua passione motociclistica e opere di volontariato in Italia e nel mondo.

Le infinite vie del volontariato. Nel terzo episodio del podcast “INTRAPRENDENTI. Storie di chi, nel Terzo Settore genera futuro” Don Silvio Pasquali e l’avvocato Antonio Fici, membro del Comitato Scientifico sul Terzo Settore di Cattolica (Gruppo Generali), ci parlano del mondo del volontariato in Italia e di come da una passione possa nascere uno strumento per fare del Bene.

La storia di Don Silvio

C’è un vecchio detto che dice “l’abito non fa il monaco”: cosa pensereste di un prete con la tuta da motociclista? Lui è Don Silvio Pasquali che ha fatto della sua passione per le due ruote uno strumento di bene. Con gli amici motociclisti ha fondato “Raid for Aid. Viaggiare per bene”, un’associazione che promuove progetti di pace e solidarietà in tutto il mondo e motoraduni per raccogliere fondi.

Il segreto è guardare dentro di sé e cercare quanto di buono possiamo condividere per realizzare opere di bene. E così anche una passione può diventare una forma di volontariato.

https://open.spotify.com/episode/5J0Bc7X1iiddjZcju3A5o8

Il volontariato in Italia

Le organizzazioni di volontariato, ci ricorda Antonio Fici, membro del Comitato Scientifico di Cattolica Assicurazioni, sono una particolare tipologia di ente del terzo settore normate dalla Legge 266 del 1991, ciò che le caratterizza è la gratuità, degli organi che gestiscono l’ente, dei volontari impegnati nelle attività e delle prestazioni erogate, che non possono essere remunerate da chi ne usufruisce in misura superiore alle spese necessarie per realizzarle.

L’Istat stima che siano circa 5 milioni e mezzo i volontari impegnati in Italia. Le motivazioni che li spingono ad attivarsi sono molteplici e spesso legate ad un sentire strettamente personale: c’è chi ne ricava un vero e proprio benessere psicofisico, oggetto di studio degli economisti comportamentali, in altri casi, quali l’esperienza del Servizio Civile, oltre alla soddisfazione di prestare la propria attività per il bene della comunità, i giovani hanno la possibilità di essere inseriti in un contesto lavorativo e acquisire competenze e relazioni utili per svolgere in futuro attività nel Terzo Settore.

Vuoi ascoltare altri episodi del Podcast? Parti dalla puntata dedicata ad Arianna e a come il Terzo Settore permetta di trovare il proprio posto nel mondo!


Scoprire il proprio posto nel mondo

Scoprire come trovare il proprio posto nel mondo: questo è “Intraprendenti. Storie di chi, nel Terzo Settore, genera futuro”.

Come si riesce davvero a capire quale è il proprio posto nel mondo? Ce lo ha raccontato Arianna nel secondo episodio di "Intraprendenti" insieme al prof. Antonio Fici

Trovare una prospettiva di senso. E' questo il tema centrale dedicato al secondo episodio del podcast “INTRAPRENDENTI. Storie di chi, nel Terzo Settore genera futuro” che prende forma grazie all'esperienza vissuta da Arianna, dipendente della cooperativa Sophia di Roma, e dall’avvocato Antonio Fici, membro del Comitato Scientifico sul Terzo Settore di Cattolica (Gruppo Generali). In questo episodio scopriamo la qualità lavorativa del mondo non profit e come esso può offrire soddisfazioni personali.

La storia di Arianna

Quanti giovani nel corso del loro percorso di studi faticano a identificare con chiarezza il posto che vogliono occupare nel mondo? Anche Arianna si è sentita “fuori posto” in un sistema che richiede efficienza, velocità, profitto in cambio di beni materiali che dovrebbero garantire la felicità. Poi però ha trovato il sorriso nella cooperativa Sophia di Roma, dove ha potuto valorizzare il proprio talento e occuparsi dei tanti bisogni che il fenomeno dell’immigrazione porta con sé.

https://open.spotify.com/episode/09jCYGalHPpawv9YZK50SJ

Soddisfazione personale, dunque, ma anche qualità del lavoro perché, come evidenza Antonio Fici, è nel dna stesso delle imprese sociali la sensibilità verso chi presta il proprio impegno: il lavoratore non è mero strumento per ottenere profitto, ma una risorsa da valorizzare e coinvolgere. Ne è esempio la sperimentazione dello smartworking ben prima dell’emergenza Covid, sintomo di un’attenzione e innovazione inaspettata nel mondo del Terzo Settore.

Un modo diverso di intendere il lavoro, che appaga il cuore delle persone e se ne prende cura.

Curioso di approfondire anche gli altri episodi? Scoprili qui.


Intraprendenti: come diventare un imprenditore sociale

Intraprendenti: il podcast per diventare imprenditori sociali

Come si diventa un imprenditore sociale? Lo scopriamo insieme nel primo episodio di "Intraprendenti. Storie di chi, nel Terzo Settore, genera futuro".

Quali sono gli ingredienti necessari per diventare un imprenditore sociale?

Il primo episodio del Podcast “INTRAPRENDENTI. Storie di chi, nel Terzo Settore, genera futuro” è dedicato allo sviluppo di questo tema.

Ne sono protagonisti Mauro Fanchini, direttore della Cooperativa Sociale Il Ponte di Invorio e l’avvocato Felice Scalvini, membro del Comitato Scientifico dedicato al Terzo Settore di Cattolica Assicurazioni (Gruppo Generali).

Mauro Franchini racconta la propria esperienza e indica gli elementi fondamentali per sviluppare un’impresa sociale:

  • curiosità,
  • ascolto,
  • visione che si ottiene attraverso particolari strumenti di lavoro, quali l’intelligenza, la libertà, la responsabilità e la speranza.
https://open.spotify.com/episode/47bcsDfO7E1dgZVoCxDAWX

Felice Scalvini ci aiuta a fotografare la realtà delle imprese sociali in Italia, che ad oggi conta circa 23.000 realtà che impegnano 850.000 lavoratori. C’è un aspetto che merita approfondimento: la creazione di una solida base patrimoniale. Come la si ottiene? Scalvini propone l’apporto dei soci, forme di credito agevolato o la filantropia, che può tradursi in contributi a fondo perduto e nella sottoscrizione, anche temporanea, del capitale sociale delle imprese.

Spunti di riflessioni, tra realtà e normativa, esperienza quotidiana e prospettiva economica, che ci aiutano a meglio comprendere come l’impresa sociale può creare opportunità di inclusione e garantire la propria sostenibilità a lungo termine.

Vuoi saperne di più di questo Podcast? Te lo raccontiamo meglio!


Il futuro? Per il 71% dei giovani è promettente

Il futuro? Per il 71% dei giovani è promettente

Si può davvero parlare di futuro oggi? E di quale futuro? Fondazione Cattolica ha realizzato Escogito l'iniziativa ideata per aiutare i giovani e inviduare nuovi modelli d'azione con cui costruire il futuro professionale

L’OCSE registra il più alto tasso di appiattamento emotivo dei giovani nei confronti della vita. Eppure nonostante la pandemia, la guerra, il tasso di disoccupazione e di disuguaglianza nel Paese i giovani veronesi hanno fiducia nel futuro. Lo ha dichiarato il 71% dei 700 studenti partecipanti a Escogito, l’iniziata ideata da Fondazione Cattolica Verona per immaginare nuovi modelli d’azione con cui affrontare il futuro. All'interno dell'evento, 5 giovani hanno ricevuto il "Premio Giovani di Valore" ideato per testimoniare le scelte di giovani che in Italia hanno dato vita a imprese ad impatto economico sociale.

Un trend che viene confermato dai numeri nazionali. Nonostante L’Oxfam segnali la presenza di giovani Neet al 23,4%, il tasso di abbandono scolastico al 12,7% e il tasso di disoccupazione giovanile al 21,9%, il 70% dei giovani italiani, etichettati come “choosy”, ha invece voglia di cambiare le cose a partire dalla scuola, dalla politica e dell’ambiente.

Un futuro complesso e sfidante, eppure il 43% di loro è consapevole che per cambiare le cose bisogna mettersi in gioco in prima persona anche perché il 78% sogna un futuro soddisfacente in linea con i propri interessi, con le passioni e all’insegna dell’avvio di attività imprenditoriali.

Il Premio Giovani di Valore

Un futuro che prende forma dal desiderio più che dalle aspettative sociali. Dalla voglia di creare ambienti lavorativi stimolati per sé e per la comunità. Lo testimoniano anche i 5 giovani premiati insieme a Jacopo Buffolo, Assessore alle Politiche Giovanili e all'Innovazione del Comune di Verona, alla prima edizione “Premio Giovani di Valore”, il premio ideato da Fondazione Cattolica per riconoscere l’impegno di giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni che, attraverso le loro scelte, hanno:

  • Generato benessere in persone, comunità, ambiente
  • Innovato sistemi
  • Avviato attività imprenditoriali ad alto impatto sociale
  • Creato forti comunità territoriali.

Ma chi sono stati i premiati di questa prima edizione?

Giandonato Salvia - fondatore Progetto Tucum

https://youtu.be/ePnZXp0z9qc

Ci sono due modi per guardare il povero: starne alla larga o prendersene cura. Giandonato sente che la dignità della Persona è qualcosa che va oltre la sua situazione economica. Questo Premio riconosce l’intraprendenza di un giovane che ha scelto di rispondere all’ingiustizia sociale con un uso sapiente di competenze e innovazione. Tucùm è un’invenzione tecnologica che dialoga con le comunità per generare una società più solidale attraverso il modello dell’Economia Sospesa. Giandonato viene premiato perché ha saputo trasformare il suo desiderio di un mondo più equo in realtà.

Teresa Scorza - fondatrice ZeroPerCento

https://youtu.be/30vwhbypVnY

Il lavoro lo si può vivere da dipendenti o da intraprendenti. A Teresa, però, non basta lavorare per lavorare perché sente che ci sono Persone a cui manca l’opportunità di esprimere le proprie capacità. Questo Premio riconosce il coraggio di una giovane che di fronte alle impellenti necessità sociali ha scelto di mettersi in gioco per creare un luogo di formazione, lavoro, comunità.  ZeroPerCento è una bottega di quartiere che mette al centro la persona e la sostenibilità attraverso il lavoro di chi è più fragile. Teresa viene premiata perché ha saputo trasformare il suo desiderio di un mondo pieno d’opportunità in un modello d’impresa inclusivo!

Samuele Casartelli e Filippo De Rosa - Casa Legàmi

https://youtu.be/sYFFFxYfkog

C’è chi vive una vita intera alla ricerca di sé e chi non ci prova mai. A Samuele e Filippo non bastano le parole, cercano i fatti perché è quando la vita ti fa incontrare l’Altro che riconosci il tuo valore. Questo Premio riconosce lo spirito fraterno con cui un gruppo di giovani ha scelto di fondare una casa per imparare a stare in relazione con tutti e, così facendo, conoscere sé stessi. Casa Legàmi è un luogo vivo che offre amicizia, tempo, sostegno permettendo alle persone di diventare adulti consapevoli e sereni. Samuele e Filippo vengono premiati perché hanno saputo trasformare il desiderio di fraternità in una casa generativa.

Stefano Soardo - fondatore Fucina Machiavelli

https://youtu.be/-mnJccFTmVs

Quando dicono che la tua più grande passione non ti permetterà di mantenerti, puoi fare due cose: chiudere i sogni in un cassetto o correre il rischio di provarci. A Stefano però non basta inseguire il suo sogno perché crede che tutti possano vivere facendo ciò che amano di più. Questo Premio riconosce l’intraprendenza di un giovane che ha scelto di scardinare i luoghi comuni e di rendere la cultura un motore aggregativo di crescita per la città. Fucina Machiavelli è un Teatro giovane che attraverso musica e spettacoli fa innamorare dell’arte e di arte fa vivere. Stefano viene premiato perché ha saputo trasformare il suo desiderio di un mondo ricco di cultura in un’impresa coinvolgente.

Vuoi saperne di più dell'evento? Guarda qui!


INTRAPRENDENTI. Storie di chi nel Terzo settore genera futuro

INTAPRENDENTI. Storie di chi, nel Terzo Settore, genera futuro

INTRAPRENDENTI è un podcast che contiene due anime: la prima emotiva e coinvolgente, la seconda divulgativa e pratica. Gli episodi nascono per dimostrare che è possibile creare un nuovo modello sociale ed economico in cui vivere. Grazie alla testimonianza reale di persone che oggi fanno la differenza e di giovani di valore, la Fondazione racconta storie di chi non si è accontentato ma ha voluto mettersi in gioco per generare futuro.

Gli episodi di INTRAPRENDENTI

Le puntate di INTRAPRENDENTI partono tutti dal racconto di storie. Sono esperienze reali di persone che Fondazione Cattolica ha incontrato in questi anni di attività. Storie che invitano a non fermarsi al bisogno bensì ad attivarsi per formulare nuove risposte. Persone comuni eppure straordinarie per la loro capacità di trasformare idee in progettualità capaci di generare il futuro. Ogni racconto permette a ciascun episodio di focalizzarsi su un tema e di sviluppare alcune domande che consentono di familiarizzare con l’argomento trattato e scoprire quali strumenti adottare per migliorare il modello socio-economico in cui viviamo.

Impresa sociale, sostenibilità, competenze professionalizzanti, sistemi di reperimento fondi, forme giuridiche del Terzo Settore, rischio d’impresa, volontariato e il suo impatto… sono solo alcuni dei 24 argomenti trattati all’interno dei 24 episodi. Insieme agli esperti coinvolti nell’osservatorio Enti Religiosi e Terzo Settore della Business Unit di Cattolica Assicurazioni, si concretizzano risposte che fotografano la realtà e aiutano a capire come rendere possibili nuove azioni! Attraverso l’ascolto degli episodi si potrà scoprire un modo nuovo di vivere la quotidianità, di affrontare le sfide, di creare imprese ad impatto sociale ed economico.

Lo trovi online!

Sono disponibili i primi episodi che testimoniano un Terzo Settore in movimento presente dal Nord al Sud Italia. Un vero patrimonio di condivisione, partecipazione e impegno. Puoi ascoltarli su Spotify, Amazon Music, Apple podcast, Google podcast…

E ora tocca a te! Ascolta le puntate, lasciaci un commento e condividi insieme a noi il Bene e il Buono che c’è!


Filippo e l’impresa dal cuore dolce che nutre potenzialità

Filippo e l’impresa dal cuore dolce che nutre potenzialità

La rubrica Giovani Speranze si arricchisce con la storia di Filippo Mazzocchi, presidente di Sociok, una Srl a vocazione sociale sviluppata dall’esperienza della Cooperativa sociale 180 impegnata nella produzione di cioccolato e nell’inclusione lavorativa di giovani con disabilità.

La pralina al caramello. Tra tutti i cioccolatini, il gusto della pralina al caramello mi conquista. Sai perché? Per il contrasto. Quel mix di dolce e salato che la rende perfetta. Lo stesso mix forte e avvolgente che ho trovato anche nella mia vita…

Arrivo da una famiglia proprietaria di un’azienda agricola. Sono cresciuto innamorandomi della campagna. Per questo per me è stato facile scegliere cosa studiare: Scienze tecnologie agrarie. Ma la verità è che non sempre quel che ami corrisponde a quel che studi, solo che non puoi prevederlo, lo scopri. E io quando l’ho capito sono scappato!

Dentro all’università non usciva la mia creatività. Mi sentivo chiuso all’interno di un percorso già definito, senza alcuna possibilità di spaziare. Faticavo a rimanere concentrato sui libri e mi saliva l’ansia. Un po’ frustrante se l’obiettivo è portare a casa esami, no? Il fatto è che a me non importava collezionare punteggi. Io volevo vivere esperienze!

Sai perché la gente fatica a mollare? Per paura! Del futuro, del fallimento, dell’idea degli altri. Io ho scelto di non spaventarmi, mi sono radicato al mio presente per continuare. Avevo la mia famiglia e i ragazzi che allenavo a pallone. Chi l’avrebbe detto che proprio a bordo di un campo da calcio sarebbe nata la mia occasione!

Pensare che io di cioccolato non ne sapevo nulla, non ne ero ghiotto e non mi ero mai interrogato sulle possibilità di lavoro per chi “diverso”. Ma quando Paolo mi ha parlato di una cooperativa di produzione artigianale di cioccolato con ragazzi autistici, qualcosa in me ha iniziato a scalpitare. C’era tutto da fare… e tutto da imparare!

La verità è che all’inizio l’inserimento lavorativo mi sembrava una difficoltà. Arrivo da un mondo che mastica un linguaggio fatto di limiti e vantaggi. Ma forse il vero limite è non riuscire a guardare con occhi diversi, quello sguardo che invece ci ha salvati. Perché cosa fai quando a Codogno, un mese esatto dopo l’apertura del primo negozio, con affitti e stipendi da pagare, scoppia la pandemia e si chiudono tutte le attività commerciali?

Ti inventi qualcosa con fantasia, creatività e confronto. Il cioccolato è un mondo romantico ma nel mercato non è una novità. Cosa fai per esserci? Come il capitano di una squadra ho iniziato a correre: la palla tra i piedi e un goal da segnare. Perché in quella vittoria per me c’era tutto. Un’impresa dal cuore dolce che nutre le potenzialità.

Ci vuole coraggio, fiducia, determinazione. Non ho mai pensato di vendere cioccolato ma di creare relazioni. Perché il cioccolato è un’esperienza di gusto e di vita. E così da un laboratorio che produceva una barretta siamo diventati Sociok, una Srl a vocazione sociale con 2 negozi, una produzione continuativa, 8 dipendenti e una rete distributiva allargata che insieme a noi trasmette felicità.

L’ho capito a distanza di anni perché l’Università mi stava stretta. Avevo bisogno di reinventarmi ogni giorno, di tessere relazioni, di sognare idee da convertire in progetti insieme a un team. Volevo svegliarmi senza limiti o barriere ed oggi, oggi che faccio l’imprenditore non per portarmi a casa 10mila euro al mese ma per creare valore, sono felice. Sono realizzato!

Ti è piaciuta questa storia? Puoi leggerne altre della rubrica Giovani Speranze a partire da Chiara!


Sogni grandi, cambiamenti importanti. La storia di Andrea

Sogni grandi, cambiamenti importanti. La storia di Andrea

La rubrica Persone che fanno la differenza, si arricchisce con la storia di Andrea Boccanera fondatore e presidente di Onlus Gulliver, un’organizzazione non profit operante a Pesaro per creare una comunità dove è bello vivere!

Tu sei matto!

Andrea se lo sente ripetere da quando è ragazzo. Eppure oggi a lui non pesa. Ha compreso che per la gente sei “diverso” quando sei un sognatore testardo. Loro hanno paura di rischiare. Lui invece crede. Crede nella possibilità di fare e di riuscire!

Andrea è un bambino e cresce tra sport e amicizie. Vive in una famiglia semplice che dà valore alla cura per gli altri e lo educa alla responsabilità. Andrea guarda tutto, ascolta anche di più. E sente che la vita vale più di un cartellino timbrato.

Percepisce la fatica e l’ansia di sua madre a cui la fabbrica toglie anche il diritto di andare al bagno. C’è fretta di produrre-avere-accumulare e la macchina non si può fermare. Ha solo 14 anni e della vita non capisce niente. O forse ha già capito tutto: in un sistema che punta tutto al “produci e consuma” lui non ci sta.

Vuole cambiare il mondo. Come ancora non sa. Si avvicina alla politica, fa amicizia con un senatore, diventa segretario della sezione di un partito. Andrea pensa di avere trovato la sua via ma è un’illusione. Lui balbetta e per questo mestiere è un limite. Quando gli dicono “non provarci più” sta male. Poi però capisce.

Non è il personalismo a dare forza all’azione ma l’idea a cui tendi. Allora non ha importanza stare al microfono, in prima fila o portare la borsa: quando abbracci un pensiero lo porti avanti. Perché fare dona più ricchezza delle cose!

Andrea si immerge nel volontariato. I suoi amici non lo capiscono “passi tutto il tempo là” gli dicono. Certo, perché in quel “là” Andrea si sente vivo. Ha 20 anni e l’incoscienza di chi crede che con la buona volontà tutto migliora…come in Jugoslavia dove c’è la guerra e quei campi profughi che lo aspettano.

Ci sono donne e bambini. Gli uomini li hanno già uccisi. Andrea vede l’assurdità di soldati che ricevono  benedizioni ma poi sparano a morte lasciando il silenzio della sofferenza dietro di loro. Non c’è Dio. Non c’è umanità. Andrea pensa a casa, ai suoi amici intenti a parlare di calcio e belle ragazze. Gli ribolle un fastidio dentro che esplode in una domanda: dov’è la vita vera? Dove è la vita che vede spendersi dai volontari in quel luogo di dolore?

Diventa operatore tecnico del 118. Un adulto con dei figli che vuole far crescere nella bellezza. Ma bellezza è un parole per edifici decadenti e il cemento che li circonda. Allora parla con altri genitori, attiva raccolte fondi e si crea un gruppo di persone intente a pitturare pareti, coltivare piante, rendere la scuola e l’ambiente circostante un luogo accogliente.

L’associazione Gulliver nasce da un bisogno di pochi e diventa presto la risposta per molti: corsi nelle scuole, inclusione migranti, recupero vecchi oggetti, lavoro per chi in difficoltà e mantenimento aree giochi. Andrea gioca tutto sè stesso per la comunità e la gratuità. Supera la diffidenza dalla gente eppure sente che ancora manca qualcosa.

E lo capisce solo quando incontra due uomini che portano lo stesso nome e che spostano l’attenzione della ragione al sentimento. Il mondo che vuole non è più un sogno piccolo. Può diventare un sogno grande per fare bene a qualcun altro! Andrea non si sente più solo.

Oggi quando gli danno del “matto” Andrea sorride. Ha imparato a credere ai sogni e a costruire senza paura. Gulliver sfama 430 famiglie ed è un riferimento per 650 nuclei che non devono preoccuparsi di comprare vestiti. Un riferimento dentro e fuori Pesaro, un’associazione fatta di 250 persone, 50 collaboratori e 300 tirocini attivati all’anno.

“Sono una persona normale con le rate da pagare! Per cambiare il mondo non ci sono super poteri. Solo l’impegno di chi ricerca un senso!”

Lui è Andrea Boccanera, un uomo che fa differenza

Ti è piaciuta questa storia? Puoi continuare a leggere la Rubrica con la storia di Maria Teresa.


Privacy Preference Center