Insieme per crescere sviluppare comunità

Insieme per crescere, sviluppare comunità

Il video contest "Insieme per Crescere" è nato dalla volontà di esprimere il valore educativo e relazionale dell'esperienza Grest. Oltre 25 Parrocchie e Circoli Noi hanno partecipato alla prima edizione del contest, inviando video artigianali che mettevano al centro la bellezza della relazione ricca di cooperazione, formazione, divertimento, gioco, inclusione, servizio…e molto altro ancora.

Impegno, cura e responsabilità sono gli elementi caratterizzanti i 10 video finalisti pubblicati sui canali social di Fondazione Cattolica. Ancora una volta Parrocchie e Circoli Noi si sono dimostrati veri alleati delle famiglie nella crescita educativa e spirituale delle nuove generazioni. A dimostrarlo è l’attivazione comunitaria e le oltre 9 mila interazioni digitali che hanno decretato i 3 video vincitori del contest.

I vincitori del contest Insieme per Crescere

Con 1.416 voti registrati, la Parrocchia di Sommacampagna - Custoza si aggiudica il primo posto.

Seguita dal Circolo Noi Il Sentiero con 1.319 voti

Terza classificata è la Parrocchia di Vigasio con 1.030 voti

Insieme per crescere, sviluppare comunità

Desiderio di Fondazione Cattolica è continuare un cammino condiviso di crescita. Per questo la Fondazione proclamerà i vincitori durante l'evento “Insieme per crescere, generare comunità”, un’occasione per riflettere insieme sull’oggi e sul domani, identificare buone prassi e modelli che attivino e vitalizzino le realtà comunitarie.

Parteciperanno all'evento come relatori:

don Matteo Malosto Direttore Centro pastorale adolescenti e giovani

    • don Paolo Zuccari, Presidente NOI Aps Verona

L’iniziativa si terrà nella sede di Fondazione Cattolica in via Adua , martedì 10 settembre dalle 11.00 alle 12.00 con momento conviviale finale. E' richiesta comunicazione dei partecipanti.

Per saperne di più sul contest in oggetto è possibile prendere nota del regolamento!


Costruire un futuro di felicità, l’impegno di AGESCI

Costruire un futuro di felicità, l’impegno di AGESCI

Era l’inizio del 1900 quando Lord Baden-Powell osservando i ragazzini di Londra constatò l’urgenza di adottare un approccio pedagogico innovativo per crescere uomini e cittadini liberi, capaci cioè di creare una società migliore di quella che avevano ereditato. Il metodo Scout nasce nel 1907 e pone le radici in quattro elementi educativi portanti e ancora attuali: la formazione del carattere, lo sviluppo delle abilità manuale, la salute e la forza fisica e il servizio verso il prossimo perché negli Scout ogni persona possa scoprire chi è e portare la sua unicità nel mondo.

Lo sviluppo dell'AGESCI in Italia

Fantasia, gioco, avventura, vita all’aria aperta, scoperta di sé e dell’altro, esperienza di comunità…lo scautismo è un movimento che si diffonde velocemente in tutto il mondo. In Italia il movimento viene abbracciato dall’ASCI (Associazione Scout Cattolici Italiani) e dell’AGI (Associazione Guide Italiane) rispettivamente di composizione maschile e femminile. Le due realtà percorrono un cammino parallelo “fino a quando nel 1974 le due associazioni scelgono di diventare un’unica entità valorizzando le qualità dell’una e dell’altra esperienza” racconta Roberta Vincini, Presidente del Comitato nazionale AGESCI. “La forma della coeducazione, perché si può crescere solo insieme, e della diarchia, cioè della compresenza uomo-donna, ha evidenziato fin dal principio il tratto innovativo di AGESCI orientato ad accendere la ricerca al senso della vita”.

Un cammino, quello dell’AGESCI, umano, sociale e spirituale essendo associazione laicale di tipo B riconosciuta dalla CEI.

Il percorso Scout

“L’esperienza Scout risponde alle tante domande dei giovani sulla vita attraverso una dimensione ludica, sociale e spirituale. Scoprire i fondamenti per vivere una vita autentica adulta è un obiettivo prefisso dallo scautismo che inizia da bambini e dura per sempre!” racconta Francesco Scoppola, Presidente del Comitato nazionale AGESCI. Dagli 8 anni i bambini entrano nel mondo delle Coccinelle o dei Lupetti per scoprire attraverso il gioco la bellezza dell’infanzia e delle loro qualità. Dai 12 anni gli adolescenti accedono alla branca Esploratori e Guide dove riconoscono la propria identità e la relazione con la comunità circostante. Successivamente i ragazzi sono portati a vedere nell’autodeterminazione del servizio una missione personale. “A 21 anni un ragazzo può scegliere se diventare Capo, e quindi aderire ad un patto associativo per accompagnare la crescita delle nuove generazioni secondo i valori del metodo, oppure se dedicare il proprio servizio in altre forme alla comunità”.

Gli Scout una realtà in crescita

AGESCI registra 183 mila iscritti. Di questi 150 mila sono bambini e ragazzi e 33 mila sono capi che hanno scelto di assumersi la responsabilità della crescita educativa dei ragazzi.

“Le famiglie riconoscono l’autenticità della proposta educativa. Bambini e ragazzi sono accompagnati in un percorso esplorativo di conoscenza di sé, delle proprie abilità, dei propri talenti che possono essere messi a disposizione della comunità. Vivere lo scautismo significa mettersi in relazione con gli altri e con la natura, vivere in un contesto positivo non prestazionale né competitivo, sviluppare passioni e costruire ciò che serve. Tutto ciò ha un valore incredibile se pensiamo che oggi tutto è già preconfezionato ed è difficile per i ragazzi sperimentare chi si è” testimoniano i presidenti. Una scelta qualitativamente significativa tanto da avvicinare al mondo Scout sia bambini che adulti. “Il movimento cresce grazie ai capi. Più della metà sono giovani under 30 ma ci sono anche tanti genitori che si avvicinano tramite i loro figli: vedono il significato del percorso e scelgono di affiancare con le loro qualità!”.

AGESCI 50 anni di impegno sociale

Per ricordare i 50 anni di impegno sociale, civile e spirituale AGESCI ha intrapreso un cammino che mette a fuoco il rinnovato bisogno di fare educazione oggi affinchè i bambini e i ragazzi affidati allo scautismo possano crescere nei valori della cittadinanza attiva e responsabile.

Dal 22 al 25 agosto la città di Verona ospita la Route nazionale delle Comunità capi, un evento partecipato da 18.000 capi provenienti da tutta Italia, riunitisi a Villa Buri nel tema: Generazioni di felicità. Una grande avventura vissuta in sinergia con il territorio e l’accompagnamento del mondo ecclesiastico per contribuire a innescare processi di cambiamento positivi e contagiosi.

“Siamo qui per essere felici! E vogliamo testimoniare, e continuare a farlo, la bontà della vita attraverso il servizio e l’educazione delle nuove generazioni.”


FONDAZIONE CATTOLICA DUE NUOVI BANDI PER SOSTENERE IL TERZO SETTORE

Fondazione Cattolica, due nuovi bandi per sostenere il Terzo Settore

La nuova versione del bando “Una mano a chi sostiene” e le linee di indirizzo del nuovo bando “People raising 2024” sono state approvate lo scorso 29 luglio dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione Cattolica, nella riunione presieduta da Paolo Bedoni. Entrambi i bandi, per ciascuno dei quali sono stati stanziati 500 mila euro, verranno ufficialmente presentati durante la “Rassegna dei poeti sociali” che si aprirà il prossimo 19 ottobre a Verona.

La programmazione del triennio

“Con il varo da parte del Consiglio d’amministrazione delle linee guida dell’operatività della Fondazione per il triennio 2024-2026, approvate lo scorso giugno dal CdA”, ha dichiarato nella sua introduzione Paolo Bedoni, “si è aperta una fase profondamente innovativa della vita e del programma della Fondazione nell’ambito di Generali. Si sono create, per volontà della compagnia del Leone, le condizioni per avviare, già in questo triennio, progettualità nuove destinate ad ampliare gli orizzonti strategici e le potenzialità della Fondazione. Per questo occorre proiettarla nel cuore delle problematiche che riguardano il Terzo Settore sia a livello nazionale sia a livello delle comunità locali. Come sappiamo, questo settore è una grande risorsa per la società italiana, ma di fronte alla complessità e alla velocità delle trasformazioni sociali in atto, si pone per esso l’esigenza di individuare innovativi programmi di “people raising” per supportare i processi di reperimento e di ingaggio di qualificate risorse umane. Questo è un punto di importanza cruciale”.

È sulla base di queste considerazioni che si sviluppa la programmazione delle attività della Fondazione, strutturate in quattro filoni: solidarietà ed imprenditoria sociale, formazione, partenariati strategici e progettualità in ambito religioso. Ai due bandi, specifici ma complementari, delineati dal Consiglio nella riunione del 29 luglio, è affidata una funzione guida.

Composizione del nuovo CDA di Fondazione Cattolica

Del Consiglio di Amministrazione di Fondazione Cattolica, presieduto da Paolo Bedoni, fanno parte Piero Fusco, vicepresidente, Cristina Rustignoli, Gelsomina Maisto, don Davide Vicentini, Alessandro Lai, Samuele Marconcini, Giuseppe Alessio, Atanasio Pantarrotas e Riccardo Acquaviva.

L’organo di Controllo è composto da Alessandro Gambi, Presidente, Maria Rubinelli e Carlo Alberto Murari.


Al via la seconda fase del videocontest Grest

Al via la seconda fase del videocontest Grest "Insieme per crescere"

Dopo la votazione della commissione interna dal 1' agosto il pubblico digitale può sostenere i video in gara al contest "Insieme per crescere" per decretare i vincitori del premio di 3.000€.

“Insieme per crescere” è il primo contest video indetto da Fondazione Cattolica per raccontare la bellezza e i valori custoditi nell’esperienza Grest. 25 Parrocchie e Circoli Noi della Diocesi di Verona hanno partecipato al contest candidando un video sull'esperienza comunitaria estiva. Cosa è emerso? La passione, la cura e l'attenzione che caratterizzano i legami e contraddistinguono i Grest diocesani. La Fondazione vuole sostenere con questo premio la continuazione di attività educative rivolte alle giovani generazioni.

La prima fase del contest

Dopo aver ricevuto tutti i materiali ai fini della partecipazione, la commissione interna ha stilato una valutazione dei video più meritevoli in base a una griglia valutativa comprendente:

  • Coerenza al tema oggetto del contest
  • Originalità narrativa: costruzione di una sceneggiatura creativa ed efficace
  • Espressività dei valori intrinseci al GREST
  • Pertinenza ai dettagli operativi indicati nel regolamento (tra cui liberatorie, privacy e autodichiarazioni).

I 10 finalisti

Giungono alla seconda fase del contest "Insieme per crescere" e saranno quindi pubblicati i loro video l'1 agosto:

  • Circolo Noi Tomba Extra Aps
  • Parrocchia San Giovanni Battista (Bonavigo)
  • Circolo Noi L'amicizia Aps (Ronco all'Adige)
  • Parrocchia di Mozzecane
  • Circolo Noi Il sentiero (San Vito)
  • Parrocchia di Sommacampagna e Custoza
  • Parrocchia di Vigasio
  • Circolo Noi Locara (San Bonifacio)
  • Parrocchia di Pescantina
  • Circolo Noi Andrea Milani Aps (Colognola ai Colli)

La seconda fase del contest

Il sostegno per decretare i vincitori del contest passa adesso alla community digitale! Da giovedì 1 agosto fino al 29 agosto i video possono essere sostenuti attraverso like sui canali social di Fondazione Cattolica.

I 3 video che registreranno più reazioni saranno ritenuti vincitori del contest.

Come sostenere i video finalisti

  1. Accedi alla pagina Facebook FondazioneCattolicaVerona e al canale Instagram FondazioneCattolica
  2. Guarda i video pubblicati, lascia un like e un commento al tuo preferito (o tuoi preferiti) .
  3. Condividi il video sui tuoi social (compreso whatsapp) e invita la tua rete ad accedere alle pagine social di Fondazione Cattolica per sostenere il video della tua realtà. Ricorda: valgono i voti espressi sulle pagine social di Fondazione Cattolica.

Il 30 agosto Fondazione Cattolica pubblicherà la graduatoria dei vincitori. Tutti i partecipanti al Bando Grest saranno invitati ad un evento esclusivo a settembre!

Non resta che…votare!

Per maggiori info consulta il regolamento!


Sperimentare per crescere: ecco i progetti per la città

Ecco le idee degli studenti veronesi per il territorio

3 settimane, 60 ore formative, 17 professionisti incontrati. "Sperimentare per crescere" è il programma di PCTO (percorsi per le competenze trasversali e l'orientamento) che ha permesso a 14 ragazzi provenienti da 7 diverse scuole superiori di Verona di sviluppare la competenza imprenditoriale.

 

Analisi, progettazione, teambuilding e teamworking, leadership, comunicazione assertiva sono solo alcune delle competenze che i ragazzi hanno implementato durante la formazione laboratoriale pensata per aiutare i partecipanti a ideare progettualità volte a migliorare la condizione giovanile veronese.

Durante il percorso i ragazzi hanno visitato 4 imprese sociali veronesi (Cooperativa Sociale Pantarei, Fucina Culturale Machiavelli, D-Hub, Acli Verona) per comprendere quali figure professionali operano nelle organizzazioni e come si gestisce un'organizzazione a vocazione sociale.

Insieme al team di Fondazione Cattolica e a professionisti esperti nel settore di riferimento, i ragazzi si sono addentrati nell'analisi di mercato, nella relazione con gli stakeholder, nella definizione dei canali di comunicazione e strategie di marketing, nella gestione dei flussi economici, nell'attività giuridica e nella modalità di raccolta fondi.

Ma quali progetti sono nati dall'incontro di studenti sconosciuti, uniti dalla missione di rendere i giovani protagonisti? Ecco le idee degli studenti veronesi per il territorio!

 

A.W.I.P - i ragazzi per i ragazzi

Un'associazione di promozione sociale nata per aiutare i ragazzi in situazione di vulnerabilità sociale, difficoltà economica o psicologica a ricredere nella vita. Attraverso questo progetto Anna, Wissal, Imane, Pietro si propongo di realizzare una casa accogliente e inclusiva per i ragazzi vittime di bullismo, per coloro che hanno subito la separazione genitoriale, per quelli che si sentono impotenti rispetto alla condizione economica familiare di partenza. Awip apre le porte di un nido sicuro, una casa aperta contro l'emarginazione. All'interno di Awip i partecipanti possono trovare attività ricreative a prezzi accessibili come: aiuto scolastico, ascolto attivo, corsi di musica, book club letterario, spazio gaming e tornei sportivi. Tutti i servizi sono promossi da giovani volontari. Ma non solo. I ragazzi troveranno anche uno spazio ristoro e la possibilità di consulenza psicologica grazie alla collaborazione con gli istituti alberghieri che potranno indirizzare le esperienze di tirocinio dei propri studenti e dell'Università di Psicologia.

 

 

Polmone Verde - trasforma i rifiuti, coltiva il futuro!

Un'associazione che mira a trasformare i gli spazi verdi abbandonati e in stato di degrado in centri di agricoltura urbana sostenibile attraverso il compostaggio di rifiuti organici. Polmone Verde nasce da un'idea di Annabel, 

Alessandro, Karim e Giulia, che desiderano abbattere la devianza e il degrado attraverso attività seminative che portano a un miglioramento comunitario grazie alla riduzione della malavita, alla riqualificazione urbana, al miglioramento dell'impatto ambientale. Un progetto rivolto ai giovani della città che include volontari provenienti dal tessuto cittadino e ragazzi inviati dal tribunale all'interno di u

n percorso formativo in cui coltivatori senior tramandano il proprio sapere alle giovani generazioni. Polmone Verde è un progetto comunitario che funziona grazie al coinvolgimento dei cittadini che possono portare il materiale organico prodotto nelle loro case all'interno delle compostiere di Polmone Verde accedendo così a tessere sconto per l'acquisto di ortaggi freschi e biologici nati dalla coltivazione delle aree riqualificate. Insieme al territorio e con progetti di sensibilizzazione attiva nelle scuole, Polmone Verde punta a coltivare il futuro, un semino alla volta!

Alziamoci Insieme - i veri limiti sono mentali, non fisici!

Un’associazione di promozione sociale ideata da Simona, Silvia, Maddalena, Alessio, Giacomo e Riccardo con un sogno in comune: rendere lo sport libero ed inclusivo per tutti. Attraverso questo progetto i ragazzi vogliono raggiungere due destinatari: i 3500 giovani veronesi che hanno una disabilità fisica e il 17% dei coetanei che non praticano sport. Con "Alziamoci insieme" lo sport diventa motore di crescita del potenziale personale, fattore di relazione e di nuove amicizie, un impegno che migliora la gestione del tempo e allontana i giovani da cattive abitudini. La forza del progetto sono proprio i giovani volontari che scelgono di promuovere l'autonomia, la fiducia in se stessi e il valore della relazione diventano allenatori di squadre di pallavolo e di calcio per bambini e ragazzi con disabilità. Alziamoci insieme è una chiamata a non

 lasciarsi abbattere ma ad agire in squadra per trovare nuove opportunità di sano divertimento.

Vuoi saperne di più sul programma PCTO? Leggi il programma!


Contest Insieme per Crescere Grest

Partecipa al primo contest video per raccontare i Grest

“Insieme per crescere!” è espressione del valore educativo e relazionale dell’esperienza GREST. Settimane a contatto che mettono al centro la bellezza della relazione ricca di cooperazione, formazione, divertimento, gioco, inclusione, servizio…e molto altro ancora.

“Insieme per crescere!” è il primo contest video ideato da Fondazione Cattolica per raccontare i valori che aiutano le giovani generazioni a crescere in comunità accoglienti.

Un’occasione unica per diventare protagonisti di un racconto che focalizza l’attenzione su un’esperienza che mette al centro la relazione come motore di crescita!

Come funziona il contest

  1. Possono partecipare al contest solo le Parrocchie e i Circoli Noi aderenti al Bando Grest 2024
  2. Ogni parrocchia e/o circolo può inviare un solo video
  3. Tutti i video ricevuti verranno valutati da una commissione interna
  4. I 10 video maggiormente rispondenti ai criteri valutativi saranno pubblicati sui canali social della Fondazione e…
  5. Dal 1° agosto i video saranno online e sostenibili dalla community digitale
  6. I video più sostenuti permetteranno all’ente di appartenenza di vincere una somma economica!

Come partecipare a "Insieme per crescere"

Partecipare al contest è semplice! Leggi e attieniti al regolamento. Fai firmare il modulo di autodichiarazione, le liberatorie maggiorenni e minorenni con i documenti di privacy. Invia tutto il materiale (video, liberatorie e privacy) entro il 15 luglio alle ore 12.00

Per maggiori informazioni chiama la Fondazione allo 045 8083211


Come vivono i giovani in Italia?

Come vivono i giovani in Italia?

Il rapporto Italia Generativa 2023, sviluppato dal Centre for the Anthropology of Religion and Generative Studies dell’Università Cattolica, mette a fuoco le fragilità diffuse che sperimentano i giovani sul territorio nazionale ed europeo. Emerge da un lato una profonda connessione tra conoscenze, accesso al mondo del lavoro, indipendenza economica, autonomia abitativa, adultità e costruzione di futuro e dall’altro un profondo ritardo italiano nell’attuare politiche strategiche di equilibrio generazionale. Leggendo questi dati viene da chiedersi: cosa sentono i giovani d’oggi?  Abbiamo rivolto questa domanda a Don Alberto Ravagnani.

La ricerca Italia Generativa 2023

Il rapporto Italia Generativa confronta la situazione italiana con le azioni europee su 5 aree tematiche:

  • L’educazione e la formazione
  • L’ingresso nel mondo del lavoro
  • L’accesso all’autonomia abitativa
  • Il benessere
  • La fiducia e la partecipazione

Cosa emerge dalla ricerca? L’Italia si presenta in ritardo nel favorire la crescita delle nuove generazioni.  Il nostro è un Paese che ha accumulato alcuni fardelli ereditari: quello finanziario, con un debito pubblico che oggi si attesta intorno al 140% del PIL; quello educativo-formativo, con livelli di scolarità tra i più bassi d’Europa; quello ambientale, che si traduce nel diffuso dissesto idro-geologico che infragilisce il territorio italiano, oltre che nella presenza della zona più inquinata d’Europa (la Pianura Padana); infine, quello demografico, con un tasso di fecondità ai minimi storici e l’inizio di un processo di spopolamento. La somma di questi elementi determina l’incremento del divario generazionale dove i giovani si trovano in situazione di svantaggio.

La sintesi dei dati emergenti

Per cambiare è necessario fare i conti con alcuni dati che dimostrano le fragilità portanti del nostro Paese:

  • Una formazione migliorabile. Il 9% degli studenti lascia la scuola prima di conseguire un titolo di istruzione secondario e sono poco meno del 30% i giovani che conseguono un titolo di laurea registrando una diretta connessione a posizioni lavorative meno qualificanti.
  • L’accesso a posizioni lavorative gratificanti. Il lavoro rimane ancora un passaggio critico definito anche dalla distanza delle competenze richieste dalle imprese e da quelle offerte dai ragazzi.
  • Transizione abitativa. I progetti di autonomia sono oggi messi in discussione dall’aumento dei costi degli alloggi e delle utenze che ancora una volta acuisce il divario generazionale e le possibilità di realizzazione personale.
  • Centratura dell’alleanza intergenerazionale nel dialogo politico per portare equilibrio all’interno di scelte che non possono essere rimandate.

L'intervista sulla realtà

Don Alberto, tu che con i ragazzi vivi, progetti e cammini in un percorso di crescita, di cosa senti che hanno bisogno?

Di una visione di uomo vera e completa. Spesso dimentichiamo che oltre alle cose quantificabili esistono desideri e domande profonde nei ragazzi, una ricerca identitaria che va oltre la produttività e la ricerca di un posto di lavoro. Dimentichiamo sempre lo Spirito. I ragazzi di oggi ci dimostrano che la felicità per loro non è il Lavoro. Oggi le persone hanno tutto ma sono profondamente tristi perché abbiamo sbilanciato in modo folle la nostra attenzione solo sull’individuo dimenticandoci l’esistenza della dimensione spirituale dell’uomo e questo ci ha portati a ricercare la felicità da soli, in processi individuali e non comunitari. Non possiamo pensare di costruire il futuro con una visione parziale dell’esistenza.

Alle categorie che sono prese in considerazione dalle analisi, cosa aggiungeresti?

Lo spirito. Il termine spiritualità indica il legame con l’origine e questo porta a dare significato alle cose. Insieme ai ragazzi sperimento che quando si mette ordine nella dimensione umana e spirituale, La Persona, cioè l’entità che si definisce in relazione con gli altri e non solo con il sé, va’ a sostituire l’individuo. Attraverso l’incontro possiamo scegliere come orientarci al Bene anche nelle scelte future perché insieme si costruiscono visioni.

Cosa desiderano i ragazzi che incontri?

I ragazzi che abitano qui con me vivono da fratelli e sorelle in un principio di verità: se Dio è Padre allora noi siamo fratelli. In loro vedo la voglia di fiorire al meglio: sono generosi, si sanno stimare, sono contagiosi, sanno risolvere i conflitti, si sentono amati, sentono di appartenere. I ragazzi cercano relazioni vere e autentiche perché sono attratti dalla bellezza che si sprigiona. Questa è la carta vincente da giocare. Creare una comunità in cui le istituzioni non deleghino ad altri il compito educativo della crescita bensì si assumano la responsabilità di dare!

Conclusioni

generazioni senior, i giovani rischiano di restare sempre più al palo, imprigionati nella rete di un benessere ricevuto e non conquistato, che qualche volta disinnesca il desiderio e più spesso li relega ai margini dell’economia e della società. Uscire però dalla sensazione di essere prigionieri di una “gabbia (semi) dorata” è possibile. Alcuni ragazzi, come quelli accompagnati da Don Alberto nell’associazione LabOratorium, esercitano una forza motivazionale generata da processi di rete. E per tutti gli altri? Ti invitiamo a leggere alcuni degli stimoli fiscali, politici, giuridici, sociologici che suggerisce la conclusione del Rapporto Italia Generativa per migliorare la qualità di vita futura del nostro Paese


Torna il Bando GREST

Torna il Bando GREST

Tempo d’estate e di proposte educative rivolte alle famiglie! Anche quest’anno Fondazione Cattolica ha scelto di investire nella formazione dei ragazzi e nel ruolo valoriale dei GREST perchè attraverso la loro funzione sociale, ludica e comunitaria i GREST rappresentano un luogo di condivisione, collaborazione ed inclusione che associa alla dimensione educativa quella spirituale. Un’esperienza che la Fondazione ha scelto di raccontare anche attraverso un nuovo percorso…rimani connesso per sapere di cosa si tratta. News a breve!

 

Il Bando GREST 2024

Fondazione Cattolica stanzia 100.000€  per il Bando GREST 2024 a cui possono partecipare tutte le Parrocchie e i circoli NOI della Diocesi e/o della Provincia di Verona. Il contributo assegnato sarà compreso tra i 500 e i 2.000 euro per ciascuna Parrocchia che risulterà assegnataria del bando, in base al punteggio attribuito in seguito all’analisi degli elementi quantitativi e qualitativi riscontrati.

 

Modalità di partecipazione

Per partecipare basta seguire le istruzioni dichiarate all’interno del regolamento. Saranno prese in considerazione le richieste che saranno inserite a portale entro le ore 12.00 del 15 Giugno 2024. Per maggiori informazioni è possibile contattare la segreteria della Fondazione.

 

Modalità di erogazione

Le Parrocchie assegnatarie saranno informate entro il 31 luglio 2024. Il contributo della Fondazione verrà erogato a conclusione del Grest.

 


Al via il PCTO per sviluppare progettualità ad alto impatto territoriale

Al via il PCTO che rende gli studenti protagonisti

Nell’estate 2023 Fondazione Cattolica ha accolto i primi studenti per l’esperienza PCTO (percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento ex Alternanza Scuola-Lavoro). Un’esperienza positiva che aveva permesso agli studenti di sviluppare una ricerca qualitativa dal titolo “Chi sono i giovani d’oggi?”. Tra i bisogni riscontrati negli oltre 600 ragazzi intervistati è emersa la voglia di cambiare il mondo per renderlo un luogo accogliente. Per farlo gli adolescenti si auguravano di trovare alleanze generazionali, guide che sappiano identificare il loro valore per accompagnarne la crescita.

 

ll PCTO per sviluppare progettualità ad alto impatto territoriale

Per questo la Fondazione ha ideato il progetto di PCTO “Sperimentare per crescere”. Un’esperienza immersiva di 60 ore che renderà gli studenti protagonisti dello sviluppo delle loro competenze imprenditoriali attraverso l’accompagnamento alla formulazione di progetti volti a migliorare la condizione giovanile in città.

 

“Sperimentare per crescere”

Il programma si sviluppa su 3 settimane. Durante la prima i partecipanti avranno l’opportunità di conoscere organizzazioni del Terzo Settore capaci di fare impresa valorizzando le persone e i territori. Dal 10 al 13 giugno, gli studenti andranno a conoscere:

 

    • Panterei, una cooperativa sociale che affianca le persone con disagio mentale all’interno di percorsi professionali riabilitativi. In questa creativa impresa sociale, il lavoro diventa strumento di riqualificazione dell’essere umano. Gli studenti sperimenteranno sul campo che lo scarto alimentare, come le persone lasciate ai margini, possono avere una seconda vita.
    • Fucina Culturale Machiavelli, un’impresa sociale-culturale nata per offrire alla città veronese un’esperienza artistica, teatrale, musicale vicina ai giovani. Gli studenti si cimenteranno nella costruzione di un Festival artistico e comprenderanno le sfide che comporta la gestione di una rassegna estiva.
    • D-Hub, un’associazione di promozione sociale creata per contrastare l’emarginazione sociale, sviluppare comunità e favorire l’inserimento socio-occupazionale di donne in condizione di vulnerabilità. In questa realtà, gli studenti si cimenteranno in lavori artigianali e scopriranno il valore dell’attivazione comunitaria
    • Acli Verona, un’organizzazione multifunzionale nella quale concentreremo l’attenzione sul programma Rebus, un progetto locale di recupero di beni invenduti e inutilizzati. In questa realtà gli studenti analizzeranno l’impatto dell’eccedenza, scopriranno comportamenti etici e proporranno metodi efficaci di sensibilizzazione.

 

La visita diretta nelle organizzazioni non profit aiuterà gli studenti a maturare nuove consapevolezze, comprendere il territorio e la sua complessità, intuire i diversi ambiti professionali e le figure operanti nell’impresa sociale.

 

Sviluppare competenze imprenditoriali

I ragazzi lavoreranno sullo sviluppo delle competenze imprenditoriali: l’intraprendenza, l’assunzione di rischio, la motivazione, la disciplina, l’organizzazione mentre saranno formuleranno idee volte a migliorare la condizione giovanile in città. Gli studenti, suddivisi in team, lavoreranno sul business model canvas e struttureranno progetti portatori di valore per gli stakeholder. I team incontreranno 10 professionisti che li aiuteranno a focalizzare: la scelta dell’idea, i destinatari di riferimento, il modello di business, la strategia di comunicazione, le modalità di relazione e di raccolta fondi.

Al termine dell’esperienza gli studenti presenteranno le idee nate dal loro lavoro a una commissione che valuterà la fattibilità e l’impatto dei progetti sviluppati.

Sei interessato a sapere di più di questa esperienza? Vorresti partecipare? Fai parte di una scuola del territorio veronese e vorresti creare un progetto insieme a noi? Scrivici!

 


puzzle

WE ARE PUZZLE: scopri le life skills per comporre il tuo futuro

Il 25 e 26 maggio, a Bologna, nel Complesso di Santa Cristina del Dipartimento delle Arti dell’Alma Mater, Fondazione In Oratione Instantes propone due giorni di bootcamp alla scoperta delle life skills. Un viaggio formativo ed esperienziale guidato da un team di esperti e rivolto ai ragazzi delle superiori e delle università.

Fondazione In Oratione Instantes

We are puzzle è un’iniziativa di Fondazione In Oratione Instantes, una realtà giovane che ha per obiettivo i giovani. “Noi amiamo lavorare sulle fragilità e sui talenti” racconta Paola Carotenuto, presidente della Fondazione “Non lavoriamo in sede. Andiamo dove i ragazzi sono. Nelle scuole, nei centri aggregativi, negli oratori. E lì incontriamo questi poveri invisibili, come li chiamo io. Ragazzi che manifestano una povertà di senso inascoltata e bisognosa di risposte da parte del mondo degli adulti”.

Per dare ai ragazzi strumenti di consapevolezza e di orientamento nella vita, la Fondazione ha messo in campo varie progettualità, l’ultima delle quali in ordine di tempo è” We Are Puzzle”.

We Are Puzzle

 

We Are Puzzle nasce dall’evidenza delle difficoltà relazionali dei giovani di oggi e dalla volontà di lavorare con loro sulle competenze trasversali, le cosiddette life skills.

Un’iniziativa che, già nel titolo, “vuole spostare il focus dall’io al noi” spiega Paola, “e proporre un cambio culturale. La nostra è una società che esclude e si concentra soltanto sull’io. Ma le meraviglie avvengono quando c’è un noi. Siamo tutti diversi, ma tutti preziosi e questo vale anche per la disabilità”.

“La metafora del puzzle” aggiunge Mattia, coordinatore dei progetti della Fondazione “spiega che siamo tutti parte di un disegno più grande. Ma anche che dentro di noi ci sono tanti tasselli che ci compongono. Il talento, punti di forza e punti di debolezza. Dobbiamo imparare ad ascoltarci, per riconoscerli e valorizzarli”.

Oltre a giovani e alle famiglie, l’iniziativa si rivolge anche ai docenti. Insegnanti che hanno un ruolo educativo e formativo fondamentale e talvolta faticano ad entrare in contatto con i loro ragazzi.

Sulla base delle esperienze maturate dalla prof.ssa Giusy Toto dell’Università di Foggia e insieme alla prof.ssa Elisa Farinacci ricercatrice del Dipartimento delle Arti dell'Università di Bologna, componenti del Comitato Scientifico e Organizzativo del progetto , We Are Puzzle è stato ideato come un bootcamp. Un addestramento delle capacità cognitive, sociali ed emotive che servono per trovare il proprio posto nel mondo e affrontare la complessità della vita.

Il format prevede nella prima giornata tre sessioni parallele di 3 laboratori dinamici, 2 per gli studenti e 1 dedicato ai docenti. Ogni gruppo sarà composto da 15-20 ragazzi, per favorire un’esperienza più coinvolgente possibile.

I laboratori saranno incentrati ciascuno su una delle 3 life skills chiave dell’iniziativa:

 

 

    • Empatia
    • Autocoscienza
    • Gestione delle emozioni

La proposta comprenderà anche sezioni in plenaria, aperte anche alla cittadinanza, gestite dai relatori sul tema delle relazioni. E tavoli di lavoro e discussione per coloro che non avranno potuto partecipare ai laboratori.

Il secondo giorno proseguiranno le proposte formative e ci sarà la possibilità di partecipare ad una challenge. I ragazzi dovranno realizzare un piccolo trailer video con l’obiettivo di raccontare l’importanza delle life skills ai giovani. I vincitori potranno registrare un vero e proprio cortometraggio che, sulla scorta del progetto Giovani Ciak di Fondazione In Oratione Instantes, parteciperà a vari Festival di corti cinematografici.

“Per offrire contenuti di alto livello, abbiamo invitato relatori da ogni parte d’Italia” prosegue Mattia. “Ciascuno rappresenta un’eccellenza nel proprio campo”. Tra questi anche il Segretario di Fondazione Cattolica e, per la plenaria conclusiva, il Cardinale Matteo Maria Zuppi, Presidente CEI e arcivescovo di Bologna, che condividerà il suo pensiero sull’importanza delle relazioni nella vita quotidiana.

 

 

Giovani di oggi: il pezzetto mancante

Fondazione In Oratione Instantes, attraverso le proprie attività entra ogni giorno in contatto con i giovani e ha la possibilità di guardare da vicino questa nuova generazione, ricca di potenzialità ma anche di fragilità.

“Quello che vediamo spesso nei nostri laboratori è la rincorsa alla performance. Perché la nostra non è la società del merito e non c’è ascolto” spiega Mattia.

 

La Presidente evidenzia inoltre la difficoltà, acuita dalle restrizioni della pandemia, di socializzare, di relazionarsi nella realtà e non attraverso il digitale. La paura di uscire da una zona di comfort per sfidare i propri i limiti e correre anche il rischio della sconfitta. “La responsabilità di queste fragilità”, racconta Paola “è degli adulti, spesso eterni adolescenti, che mancano di autorevolezza e soprattutto non sanno essere d’esempio per i propri figli. I ragazzi camminano in un deserto senza strade, non trovano i binari entro cui impostare il loro cammino e in un mondo in cui tutto è possibile, paradossalmente è più difficile scoprire chi sei. Un disagio che tanti giovani manifestano anche con disturbi del comportamento, talvolta molto gravi”.

“La Fondazione” prosegue Paola” è nata perché sentiva la sofferenza dei giovani. Tutti corrono sulle criticità, ma io sentivo nel cuore i giovani normali, perché oggi le grandi cose si fanno nella normalità”. “Quello che cerchiamo di trasmettere” prosegue Mattia “é imparare ad essere e non a fare.  Siamo in una società che vuole che facciamo tutto e lo facciamo benissimo. Ma è importante l’ascolto di sé. Non è ascoltando ciò che dice la massa o che richiede la società che si può trovare a felicità. Si può essere felici se si ha la capacità di ascoltare il proprio talento e capire qual è il nostro pezzetto nel mondo”.

Per saperne di più visita la pagina del sito dedicata all'iniziativa!

Anche Fondazione Cattolica ha ideato un evento rivolto ai giovani delle scuole secondarie, per fornire strumenti di orientamento alla vita e aiutare i ragazzi a scoprire il loro posto nel mondo: Escogito! Leggi l'articolo che parla dell'ultima edizione di questa iniziativa.


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