Al via la seconda fase del videocontest Grest "Insieme per crescere"
Dopo la votazione della commissione interna dal 1' agosto il pubblico digitale può sostenere i video in gara al contest "Insieme per crescere" per decretare i vincitori del premio di 3.000€.
“Insieme per crescere” è il primo contest video indetto da Fondazione Cattolica per raccontare la bellezza e i valori custoditi nell’esperienza Grest. 25 Parrocchie e Circoli Noi della Diocesi di Verona hanno partecipato al contest candidando un video sull'esperienza comunitaria estiva. Cosa è emerso? La passione, la cura e l'attenzione che caratterizzano i legami e contraddistinguono i Grest diocesani. La Fondazione vuole sostenere con questo premio la continuazione di attività educative rivolte alle giovani generazioni.
La prima fase del contest
Dopo aver ricevuto tutti i materiali ai fini della partecipazione, la commissione interna ha stilato una valutazione dei video più meritevoli in base a una griglia valutativa comprendente:
- Coerenza al tema oggetto del contest
- Originalità narrativa: costruzione di una sceneggiatura creativa ed efficace
- Espressività dei valori intrinseci al GREST
- Pertinenza ai dettagli operativi indicati nel regolamento (tra cui liberatorie, privacy e autodichiarazioni).
I 10 finalisti
Giungono alla seconda fase del contest "Insieme per crescere" e saranno quindi pubblicati i loro video l'1 agosto:
- Circolo Noi Tomba Extra Aps
- Parrocchia San Giovanni Battista (Bonavigo)
- Circolo Noi L'amicizia Aps (Ronco all'Adige)
- Parrocchia di Mozzecane
- Circolo Noi Il sentiero (San Vito)
- Parrocchia di Sommacampagna e Custoza
- Parrocchia di Vigasio
- Circolo Noi Locara (San Bonifacio)
- Parrocchia di Pescantina
- Circolo Noi Andrea Milani Aps (Colognola ai Colli)
La seconda fase del contest
Il sostegno per decretare i vincitori del contest passa adesso alla community digitale! Da giovedì 1 agosto fino al 29 agosto i video possono essere sostenuti attraverso like sui canali social di Fondazione Cattolica.
I 3 video che registreranno più reazioni saranno ritenuti vincitori del contest.
Come sostenere i video finalisti
- Accedi alla pagina Facebook FondazioneCattolicaVerona e al canale Instagram FondazioneCattolica
- Guarda i video pubblicati, lascia un like e un commento al tuo preferito (o tuoi preferiti) .
- Condividi il video sui tuoi social (compreso whatsapp) e invita la tua rete ad accedere alle pagine social di Fondazione Cattolica per sostenere il video della tua realtà. Ricorda: valgono i voti espressi sulle pagine social di Fondazione Cattolica.
Il 30 agosto Fondazione Cattolica pubblicherà la graduatoria dei vincitori. Tutti i partecipanti al Bando Grest saranno invitati ad un evento esclusivo a settembre!
Non resta che…votare!
Per maggiori info consulta il regolamento!
Ecco le idee degli studenti veronesi per il territorio
3 settimane, 60 ore formative, 17 professionisti incontrati. "Sperimentare per crescere" è il programma di PCTO (percorsi per le competenze trasversali e l'orientamento) che ha permesso a 14 ragazzi provenienti da 7 diverse scuole superiori di Verona di sviluppare la competenza imprenditoriale.

Analisi, progettazione, teambuilding e teamworking, leadership, comunicazione assertiva sono solo alcune delle competenze che i ragazzi hanno implementato durante la formazione laboratoriale pensata per aiutare i partecipanti a ideare progettualità volte a migliorare la condizione giovanile veronese.
Durante il percorso i ragazzi hanno visitato 4 imprese sociali veronesi (Cooperativa Sociale Pantarei, Fucina Culturale Machiavelli, D-Hub, Acli Verona) per comprendere quali figure professionali operano nelle organizzazioni e come si gestisce un'organizzazione a vocazione sociale.
Insieme al team di Fondazione Cattolica e a professionisti esperti nel settore di riferimento, i ragazzi si sono addentrati nell'analisi di mercato, nella relazione con gli stakeholder, nella definizione dei canali di comunicazione e strategie di marketing, nella gestione dei flussi economici, nell'attività giuridica e nella modalità di raccolta fondi.
Ma quali progetti sono nati dall'incontro di studenti sconosciuti, uniti dalla missione di rendere i giovani protagonisti? Ecco le idee degli studenti veronesi per il territorio!

A.W.I.P - i ragazzi per i ragazzi
Un'associazione di promozione sociale nata per aiutare i ragazzi in situazione di vulnerabilità sociale, difficoltà economica o psicologica a ricredere nella vita. Attraverso questo progetto Anna, Wissal, Imane, Pietro si propongo di realizzare una casa accogliente e inclusiva per i ragazzi vittime di bullismo, per coloro che hanno subito la separazione genitoriale, per quelli che si sentono impotenti rispetto alla condizione economica familiare di partenza. Awip apre le porte di un nido sicuro, una casa aperta contro l'emarginazione. All'interno di Awip i partecipanti possono trovare attività ricreative a prezzi accessibili come: aiuto scolastico, ascolto attivo, corsi di musica, book club letterario, spazio gaming e tornei sportivi. Tutti i servizi sono promossi da giovani volontari. Ma non solo. I ragazzi troveranno anche uno spazio ristoro e la possibilità di consulenza psicologica grazie alla collaborazione con gli istituti alberghieri che potranno indirizzare le esperienze di tirocinio dei propri studenti e dell'Università di Psicologia.

Polmone Verde - trasforma i rifiuti, coltiva il futuro!
Un'associazione che mira a trasformare i gli spazi verdi abbandonati e in stato di degrado in centri di agricoltura urbana sostenibile attraverso il compostaggio di rifiuti organici. Polmone Verde nasce da un'idea di Annabel,

Alessandro, Karim e Giulia, che desiderano abbattere la devianza e il degrado attraverso attività seminative che portano a un miglioramento comunitario grazie alla riduzione della malavita, alla riqualificazione urbana, al miglioramento dell'impatto ambientale. Un progetto rivolto ai giovani della città che include volontari provenienti dal tessuto cittadino e ragazzi inviati dal tribunale all'interno di u
n percorso formativo in cui coltivatori senior tramandano il proprio sapere alle giovani generazioni. Polmone Verde è un progetto comunitario che funziona grazie al coinvolgimento dei cittadini che possono portare il materiale organico prodotto nelle loro case all'interno delle compostiere di Polmone Verde accedendo così a tessere sconto per l'acquisto di ortaggi freschi e biologici nati dalla coltivazione delle aree riqualificate. Insieme al territorio e con progetti di sensibilizzazione attiva nelle scuole, Polmone Verde punta a coltivare il futuro, un semino alla volta!
Alziamoci Insieme - i veri limiti sono mentali, non fisici!

Un’associazione di promozione sociale ideata da Simona, Silvia, Maddalena, Alessio, Giacomo e Riccardo con un sogno in comune: rendere lo sport libero ed inclusivo per tutti. Attraverso questo progetto i ragazzi vogliono raggiungere due destinatari: i 3500 giovani veronesi che hanno una disabilità fisica e il 17% dei coetanei che non praticano sport. Con "Alziamoci insieme" lo sport diventa motore di crescita del potenziale personale, fattore di relazione e di nuove amicizie, un impegno che migliora la gestione del tempo e allontana i giovani da cattive abitudini. La forza del progetto sono proprio i giovani volontari che scelgono di promuovere l'autonomia, la fiducia in se stessi e il valore della relazione diventano allenatori di squadre di pallavolo e di calcio per bambini e ragazzi con disabilità. Alziamoci insieme è una chiamata a non
lasciarsi abbattere ma ad agire in squadra per trovare nuove opportunità di sano divertimento.
Vuoi saperne di più sul programma PCTO? Leggi il programma!
Partecipa al primo contest video per raccontare i Grest
“Insieme per crescere!” è espressione del valore educativo e relazionale dell’esperienza GREST. Settimane a contatto che mettono al centro la bellezza della relazione ricca di cooperazione, formazione, divertimento, gioco, inclusione, servizio…e molto altro ancora.
“Insieme per crescere!” è il primo contest video ideato da Fondazione Cattolica per raccontare i valori che aiutano le giovani generazioni a crescere in comunità accoglienti.
Un’occasione unica per diventare protagonisti di un racconto che focalizza l’attenzione su un’esperienza che mette al centro la relazione come motore di crescita!
Come funziona il contest
- Possono partecipare al contest solo le Parrocchie e i Circoli Noi aderenti al Bando Grest 2024
- Ogni parrocchia e/o circolo può inviare un solo video
- Tutti i video ricevuti verranno valutati da una commissione interna
- I 10 video maggiormente rispondenti ai criteri valutativi saranno pubblicati sui canali social della Fondazione e…
- Dal 1° agosto i video saranno online e sostenibili dalla community digitale
- I video più sostenuti permetteranno all’ente di appartenenza di vincere una somma economica!
Come partecipare a "Insieme per crescere"
Partecipare al contest è semplice! Leggi e attieniti al regolamento. Fai firmare il modulo di autodichiarazione, le liberatorie maggiorenni e minorenni con i documenti di privacy. Invia tutto il materiale (video, liberatorie e privacy) entro il 15 luglio alle ore 12.00
Per maggiori informazioni chiama la Fondazione allo 045 8083211
Come vivono i giovani in Italia?
Il rapporto Italia Generativa 2023, sviluppato dal Centre for the Anthropology of Religion and Generative Studies dell’Università Cattolica, mette a fuoco le fragilità diffuse che sperimentano i giovani sul territorio nazionale ed europeo. Emerge da un lato una profonda connessione tra conoscenze, accesso al mondo del lavoro, indipendenza economica, autonomia abitativa, adultità e costruzione di futuro e dall’altro un profondo ritardo italiano nell’attuare politiche strategiche di equilibrio generazionale. Leggendo questi dati viene da chiedersi: cosa sentono i giovani d’oggi? Abbiamo rivolto questa domanda a Don Alberto Ravagnani.
La ricerca Italia Generativa 2023
Il rapporto Italia Generativa confronta la situazione italiana con le azioni europee su 5 aree tematiche:
- L’educazione e la formazione
- L’ingresso nel mondo del lavoro
- L’accesso all’autonomia abitativa
- Il benessere
- La fiducia e la partecipazione
Cosa emerge dalla ricerca? L’Italia si presenta in ritardo nel favorire la crescita delle nuove generazioni. Il nostro è un Paese che ha accumulato alcuni fardelli ereditari: quello finanziario, con un debito pubblico che oggi si attesta intorno al 140% del PIL; quello educativo-formativo, con livelli di scolarità tra i più bassi d’Europa; quello ambientale, che si traduce nel diffuso dissesto idro-geologico che infragilisce il territorio italiano, oltre che nella presenza della zona più inquinata d’Europa (la Pianura Padana); infine, quello demografico, con un tasso di fecondità ai minimi storici e l’inizio di un processo di spopolamento. La somma di questi elementi determina l’incremento del divario generazionale dove i giovani si trovano in situazione di svantaggio.
La sintesi dei dati emergenti
Per cambiare è necessario fare i conti con alcuni dati che dimostrano le fragilità portanti del nostro Paese:
- Una formazione migliorabile. Il 9% degli studenti lascia la scuola prima di conseguire un titolo di istruzione secondario e sono poco meno del 30% i giovani che conseguono un titolo di laurea registrando una diretta connessione a posizioni lavorative meno qualificanti.
- L’accesso a posizioni lavorative gratificanti. Il lavoro rimane ancora un passaggio critico definito anche dalla distanza delle competenze richieste dalle imprese e da quelle offerte dai ragazzi.
- Transizione abitativa. I progetti di autonomia sono oggi messi in discussione dall’aumento dei costi degli alloggi e delle utenze che ancora una volta acuisce il divario generazionale e le possibilità di realizzazione personale.
- Centratura dell’alleanza intergenerazionale nel dialogo politico per portare equilibrio all’interno di scelte che non possono essere rimandate.
L'intervista sulla realtà

Don Alberto, tu che con i ragazzi vivi, progetti e cammini in un percorso di crescita, di cosa senti che hanno bisogno?
Di una visione di uomo vera e completa. Spesso dimentichiamo che oltre alle cose quantificabili esistono desideri e domande profonde nei ragazzi, una ricerca identitaria che va oltre la produttività e la ricerca di un posto di lavoro. Dimentichiamo sempre lo Spirito. I ragazzi di oggi ci dimostrano che la felicità per loro non è il Lavoro. Oggi le persone hanno tutto ma sono profondamente tristi perché abbiamo sbilanciato in modo folle la nostra attenzione solo sull’individuo dimenticandoci l’esistenza della dimensione spirituale dell’uomo e questo ci ha portati a ricercare la felicità da soli, in processi individuali e non comunitari. Non possiamo pensare di costruire il futuro con una visione parziale dell’esistenza.
Alle categorie che sono prese in considerazione dalle analisi, cosa aggiungeresti?
Lo spirito. Il termine spiritualità indica il legame con l’origine e questo porta a dare significato alle cose. Insieme ai ragazzi sperimento che quando si mette ordine nella dimensione umana e spirituale, La Persona, cioè l’entità che si definisce in relazione con gli altri e non solo con il sé, va’ a sostituire l’individuo. Attraverso l’incontro possiamo scegliere come orientarci al Bene anche nelle scelte future perché insieme si costruiscono visioni.
Cosa desiderano i ragazzi che incontri?
I ragazzi che abitano qui con me vivono da fratelli e sorelle in un principio di verità: se Dio è Padre allora noi siamo fratelli. In loro vedo la voglia di fiorire al meglio: sono generosi, si sanno stimare, sono contagiosi, sanno risolvere i conflitti, si sentono amati, sentono di appartenere. I ragazzi cercano relazioni vere e autentiche perché sono attratti dalla bellezza che si sprigiona. Questa è la carta vincente da giocare. Creare una comunità in cui le istituzioni non deleghino ad altri il compito educativo della crescita bensì si assumano la responsabilità di dare!
Conclusioni
generazioni senior, i giovani rischiano di restare sempre più al palo, imprigionati nella rete di un benessere ricevuto e non conquistato, che qualche volta disinnesca il desiderio e più spesso li relega ai margini dell’economia e della società. Uscire però dalla sensazione di essere prigionieri di una “gabbia (semi) dorata” è possibile. Alcuni ragazzi, come quelli accompagnati da Don Alberto nell’associazione LabOratorium, esercitano una forza motivazionale generata da processi di rete. E per tutti gli altri? Ti invitiamo a leggere alcuni degli stimoli fiscali, politici, giuridici, sociologici che suggerisce la conclusione del Rapporto Italia Generativa per migliorare la qualità di vita futura del nostro Paese
Torna il Bando GREST
Tempo d’estate e di proposte educative rivolte alle famiglie! Anche quest’anno Fondazione Cattolica ha scelto di investire nella formazione dei ragazzi e nel ruolo valoriale dei GREST perchè attraverso la loro funzione sociale, ludica e comunitaria i GREST rappresentano un luogo di condivisione, collaborazione ed inclusione che associa alla dimensione educativa quella spirituale. Un’esperienza che la Fondazione ha scelto di raccontare anche attraverso un nuovo percorso…rimani connesso per sapere di cosa si tratta. News a breve!
Il Bando GREST 2024
Fondazione Cattolica stanzia 100.000€ per il Bando GREST 2024 a cui possono partecipare tutte le Parrocchie e i circoli NOI della Diocesi e/o della Provincia di Verona. Il contributo assegnato sarà compreso tra i 500 e i 2.000 euro per ciascuna Parrocchia che risulterà assegnataria del bando, in base al punteggio attribuito in seguito all’analisi degli elementi quantitativi e qualitativi riscontrati.
Modalità di partecipazione
Per partecipare basta seguire le istruzioni dichiarate all’interno del regolamento. Saranno prese in considerazione le richieste che saranno inserite a portale entro le ore 12.00 del 15 Giugno 2024. Per maggiori informazioni è possibile contattare la segreteria della Fondazione.
Modalità di erogazione
Le Parrocchie assegnatarie saranno informate entro il 31 luglio 2024. Il contributo della Fondazione verrà erogato a conclusione del Grest.
Al via il PCTO che rende gli studenti protagonisti
Nell’estate 2023 Fondazione Cattolica ha accolto i primi studenti per l’esperienza PCTO (percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento ex Alternanza Scuola-Lavoro). Un’esperienza positiva che aveva permesso agli studenti di sviluppare una ricerca qualitativa dal titolo “Chi sono i giovani d’oggi?”. Tra i bisogni riscontrati negli oltre 600 ragazzi intervistati è emersa la voglia di cambiare il mondo per renderlo un luogo accogliente. Per farlo gli adolescenti si auguravano di trovare alleanze generazionali, guide che sappiano identificare il loro valore per accompagnarne la crescita.
ll PCTO per sviluppare progettualità ad alto impatto territoriale
Per questo la Fondazione ha ideato il progetto di PCTO “Sperimentare per crescere”. Un’esperienza immersiva di 60 ore che renderà gli studenti protagonisti dello sviluppo delle loro competenze imprenditoriali attraverso l’accompagnamento alla formulazione di progetti volti a migliorare la condizione giovanile in città.
“Sperimentare per crescere”
Il programma si sviluppa su 3 settimane. Durante la prima i partecipanti avranno l’opportunità di conoscere organizzazioni del Terzo Settore capaci di fare impresa valorizzando le persone e i territori. Dal 10 al 13 giugno, gli studenti andranno a conoscere:
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- Panterei, una cooperativa sociale che affianca le persone con disagio mentale all’interno di percorsi professionali riabilitativi. In questa creativa impresa sociale, il lavoro diventa strumento di riqualificazione dell’essere umano. Gli studenti sperimenteranno sul campo che lo scarto alimentare, come le persone lasciate ai margini, possono avere una seconda vita.
- Fucina Culturale Machiavelli, un’impresa sociale-culturale nata per offrire alla città veronese un’esperienza artistica, teatrale, musicale vicina ai giovani. Gli studenti si cimenteranno nella costruzione di un Festival artistico e comprenderanno le sfide che comporta la gestione di una rassegna estiva.
- D-Hub, un’associazione di promozione sociale creata per contrastare l’emarginazione sociale, sviluppare comunità e favorire l’inserimento socio-occupazionale di donne in condizione di vulnerabilità. In questa realtà, gli studenti si cimenteranno in lavori artigianali e scopriranno il valore dell’attivazione comunitaria
- Acli Verona, un’organizzazione multifunzionale nella quale concentreremo l’attenzione sul programma Rebus, un progetto locale di recupero di beni invenduti e inutilizzati. In questa realtà gli studenti analizzeranno l’impatto dell’eccedenza, scopriranno comportamenti etici e proporranno metodi efficaci di sensibilizzazione.
La visita diretta nelle organizzazioni non profit aiuterà gli studenti a maturare nuove consapevolezze, comprendere il territorio e la sua complessità, intuire i diversi ambiti professionali e le figure operanti nell’impresa sociale.
Sviluppare competenze imprenditoriali
I ragazzi lavoreranno sullo sviluppo delle competenze imprenditoriali: l’intraprendenza, l’assunzione di rischio, la motivazione, la disciplina, l’organizzazione mentre saranno formuleranno idee volte a migliorare la condizione giovanile in città. Gli studenti, suddivisi in team, lavoreranno sul business model canvas e struttureranno progetti portatori di valore per gli stakeholder. I team incontreranno 10 professionisti che li aiuteranno a focalizzare: la scelta dell’idea, i destinatari di riferimento, il modello di business, la strategia di comunicazione, le modalità di relazione e di raccolta fondi.
Al termine dell’esperienza gli studenti presenteranno le idee nate dal loro lavoro a una commissione che valuterà la fattibilità e l’impatto dei progetti sviluppati.
Sei interessato a sapere di più di questa esperienza? Vorresti partecipare? Fai parte di una scuola del territorio veronese e vorresti creare un progetto insieme a noi? Scrivici!
WE ARE PUZZLE: scopri le life skills per comporre il tuo futuro
Il 25 e 26 maggio, a Bologna, nel Complesso di Santa Cristina del Dipartimento delle Arti dell’Alma Mater, Fondazione In Oratione Instantes propone due giorni di bootcamp alla scoperta delle life skills. Un viaggio formativo ed esperienziale guidato da un team di esperti e rivolto ai ragazzi delle superiori e delle università.
Fondazione In Oratione Instantes
We are puzzle è un’iniziativa di Fondazione In Oratione Instantes, una realtà giovane che ha per obiettivo i giovani. “Noi amiamo lavorare sulle fragilità e sui talenti” racconta Paola Carotenuto, presidente della Fondazione “Non lavoriamo in sede. Andiamo dove i ragazzi sono. Nelle scuole, nei centri aggregativi, negli oratori. E lì incontriamo questi poveri invisibili, come li chiamo io. Ragazzi che manifestano una povertà di senso inascoltata e bisognosa di risposte da parte del mondo degli adulti”.
Per dare ai ragazzi strumenti di consapevolezza e di orientamento nella vita, la Fondazione ha messo in campo varie progettualità, l’ultima delle quali in ordine di tempo è” We Are Puzzle”.
We Are Puzzle

We Are Puzzle nasce dall’evidenza delle difficoltà relazionali dei giovani di oggi e dalla volontà di lavorare con loro sulle competenze trasversali, le cosiddette life skills.
Un’iniziativa che, già nel titolo, “vuole spostare il focus dall’io al noi” spiega Paola, “e proporre un cambio culturale. La nostra è una società che esclude e si concentra soltanto sull’io. Ma le meraviglie avvengono quando c’è un noi. Siamo tutti diversi, ma tutti preziosi e questo vale anche per la disabilità”.
“La metafora del puzzle” aggiunge Mattia, coordinatore dei progetti della Fondazione “spiega che siamo tutti parte di un disegno più grande. Ma anche che dentro di noi ci sono tanti tasselli che ci compongono. Il talento, punti di forza e punti di debolezza. Dobbiamo imparare ad ascoltarci, per riconoscerli e valorizzarli”.
Oltre a giovani e alle famiglie, l’iniziativa si rivolge anche ai docenti. Insegnanti che hanno un ruolo educativo e formativo fondamentale e talvolta faticano ad entrare in contatto con i loro ragazzi.
Sulla base delle esperienze maturate dalla prof.ssa Giusy Toto dell’Università di Foggia e insieme alla prof.ssa Elisa Farinacci ricercatrice del Dipartimento delle Arti dell'Università di Bologna, componenti del Comitato Scientifico e Organizzativo del progetto , We Are Puzzle è stato ideato come un bootcamp. Un addestramento delle capacità cognitive, sociali ed emotive che servono per trovare il proprio posto nel mondo e affrontare la complessità della vita.
Il format prevede nella prima giornata tre sessioni parallele di 3 laboratori dinamici, 2 per gli studenti e 1 dedicato ai docenti. Ogni gruppo sarà composto da 15-20 ragazzi, per favorire un’esperienza più coinvolgente possibile.
I laboratori saranno incentrati ciascuno su una delle 3 life skills chiave dell’iniziativa:

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- Empatia
- Autocoscienza
- Gestione delle emozioni
La proposta comprenderà anche sezioni in plenaria, aperte anche alla cittadinanza, gestite dai relatori sul tema delle relazioni. E tavoli di lavoro e discussione per coloro che non avranno potuto partecipare ai laboratori.
Il secondo giorno proseguiranno le proposte formative e ci sarà la possibilità di partecipare ad una challenge. I ragazzi dovranno realizzare un piccolo trailer video con l’obiettivo di raccontare l’importanza delle life skills ai giovani. I vincitori potranno registrare un vero e proprio cortometraggio che, sulla scorta del progetto Giovani Ciak di Fondazione In Oratione Instantes, parteciperà a vari Festival di corti cinematografici.
“Per offrire contenuti di alto livello, abbiamo invitato relatori da ogni parte d’Italia” prosegue Mattia. “Ciascuno rappresenta un’eccellenza nel proprio campo”. Tra questi anche il Segretario di Fondazione Cattolica e, per la plenaria conclusiva, il Cardinale Matteo Maria Zuppi, Presidente CEI e arcivescovo di Bologna, che condividerà il suo pensiero sull’importanza delle relazioni nella vita quotidiana.

Giovani di oggi: il pezzetto mancante
Fondazione In Oratione Instantes, attraverso le proprie attività entra ogni giorno in contatto con i giovani e ha la possibilità di guardare da vicino questa nuova generazione, ricca di potenzialità ma anche di fragilità.
“Quello che vediamo spesso nei nostri laboratori è la rincorsa alla performance. Perché la nostra non è la società del merito e non c’è ascolto” spiega Mattia.

La Presidente evidenzia inoltre la difficoltà, acuita dalle restrizioni della pandemia, di socializzare, di relazionarsi nella realtà e non attraverso il digitale. La paura di uscire da una zona di comfort per sfidare i propri i limiti e correre anche il rischio della sconfitta. “La responsabilità di queste fragilità”, racconta Paola “è degli adulti, spesso eterni adolescenti, che mancano di autorevolezza e soprattutto non sanno essere d’esempio per i propri figli. I ragazzi camminano in un deserto senza strade, non trovano i binari entro cui impostare il loro cammino e in un mondo in cui tutto è possibile, paradossalmente è più difficile scoprire chi sei. Un disagio che tanti giovani manifestano anche con disturbi del comportamento, talvolta molto gravi”.
“La Fondazione” prosegue Paola” è nata perché sentiva la sofferenza dei giovani. Tutti corrono sulle criticità, ma io sentivo nel cuore i giovani normali, perché oggi le grandi cose si fanno nella normalità”. “Quello che cerchiamo di trasmettere” prosegue Mattia “é imparare ad essere e non a fare. Siamo in una società che vuole che facciamo tutto e lo facciamo benissimo. Ma è importante l’ascolto di sé. Non è ascoltando ciò che dice la massa o che richiede la società che si può trovare a felicità. Si può essere felici se si ha la capacità di ascoltare il proprio talento e capire qual è il nostro pezzetto nel mondo”.
Per saperne di più visita la pagina del sito dedicata all'iniziativa!
Anche Fondazione Cattolica ha ideato un evento rivolto ai giovani delle scuole secondarie, per fornire strumenti di orientamento alla vita e aiutare i ragazzi a scoprire il loro posto nel mondo: Escogito! Leggi l'articolo che parla dell'ultima edizione di questa iniziativa.
Cosa racconta il Bilancio 2023 di Fondazione Cattolica
Il bilancio di missione di Fondazione Cattolica mette in evidenza l’intensità dell’anno trascorso, ricco di rapporti con il mondo del Terzo Settore, le istituzioni pubbliche e private, il mondo profit, sviluppati per potenziare il welfare comunitario fatto di prossimità, cura e presenza. Il bilancio evidenzia il patrimonio esperienziale e reputazionale costruito in diciotto anni di sostegno e accompagnamento agli enti non profit su tutto il territorio italiano.
L’approvazione del bilancio porta a compimento l’intervento triennale del Consiglio d’Amministrazione. All’interno del Gruppo Generali, la Fondazione proseguirà la propria missione sotto la guida di Paolo Bedoni, confermato alla presidenza, e al nuovo Consiglio d’Amministrazione che si insedierà il 16 aprile 2024.
L'impegno di Fondazione Cattolica
“Il patrimonio esperienziale della Fondazione è stato costruito attraverso un ampliamento coerente e progressivo della rete delle relazioni a livello nazionale – commenta il Presidente Paolo Bedoni – Il bilancio delle attività svolte nel 2023 è espressione di un programma triennale che, pur se inizialmente condizionato dagli interventi straordinari per la crisi pandemica, va letto come propedeutico alla nuova fase che si apre con l’ingresso nel Gruppo Generali”.
I dati del bilancio testimoniano l’impegno della Fondazione. Nel 2023 sono stati sostenuti i 275 progetti realizzati negli ambiti della solidarietà, della formazione, della cultura, della ricerca volti a favorire il Bene Comune. Sono stati erogati 1.761.492€ a favore di iniziative nell’ambito della solidarietà, dell’educazione, della ricerca e della cultura. Grazie alle attività sostenute 294 persone hanno trovato occupazione, si è attivata una rete di 14.260 volontari per favorire il benessere della comunità dedicando più di 220 mila ore che hanno permesso ad oltre 1 milione di persone di goderne i benefici.
“Accompagnando chi ha il coraggio di intraprendere nuove progettualità per rispondere a nuovi ed antichi bisogni sociali, Fondazione Cattolica ha continuato a creare legami e sinergie per dare radici ed ali ai desideri del “prendersi cura” – racconta il Segretario Generale Adriano Tomba - Ed è questa, in fondo, la modalità con cui Fondazione contribuisce allo sviluppo di persone, comunità e territori”.
Novità interventi 2023
Il 2023 è stato un anno di apertura alla condivisione. Il bando “Una Mano a Chi Sostiene”, realizzato con la Business Unit Enti Religiosi e Terzo Settore della divisione Cattolica di Generali Italia, ha consentito di raccogliere 537 proposte da tutta l’Italia e coinvolto 152.000 cittadini nella selezione dei 26 migliori progetti finanziati. All’attività erogativa si sono affiancate nuove attività e proposte che traggono origine dal percorso della Fondazione: il podcast “Intraprendenti. Storie di chi nel Terzo settore genera futuro”, l’attività formativa rivolta agli enti del terzo settore, l’accompagnamento alle loro campagne di raccolta fondi, la creazione di un catalogo dedicato al Turismo controcorrente, le iniziative rivolte ai giovani, in particolare “Escogito” ed il premio giovani di valore.
Puoi scoprire tutte le attività e i progetti accompagnati nell'anno all'interno del Bilancio digitale!
Rubrica Sguardi Inclusivi: il quinto film che ti consigliamo è...
È il più grande colui la cui grandezza trascina il maggior numero di cuori grazie all’attrazione del proprio.
Wonder è un film di Stephen Chbosky del 2017, con Julia Roberts e Owen Wilson, tratto dal romanzo omonimo scritto da R. J. Palacio nel 2012.
Un film che parla di gentilezza, di empatia e di condivisione. Un racconto di formazione che insegna ad accettare le imperfezioni, a imparare dai propri errori e a non avere paura della diversità.
Il contenuto del film consigliato dalla rubrica Sguardi Inclusivi

August, detto Augie, è un ragazzino di dieci anni che sta per iniziare la scuola media. In una scuola vera non c’è mai stato. Studiava a casa con sua madre, perché affetto da una malformazione craniofacciale.
Augie ama la scienza, lo spazio e Star Wars. Adora Halloween, perché tutti sono mascherati e così per un giorno anche lui può camminare a testa alta senza doversi nascondere. Porta sempre un casco da astronauta per celare il suo volto, ma sogna una vita normale e magari degli amici.
La sua famiglia è solida e affettuosa e lo aiuta ad affrontare con coraggio ed ironia gli ostacoli del vivere quotidiano.
Nel corso del film August uscirà dalla solitudine per frequentare la scuola e così “lanciarsi nello spazio”, luogo dove paura e meraviglia si incontrano. Vivrà la difficoltà di farsi accettare, la gioia di scoprire dei veri amici e di veder riconosciuti i propri talenti. Emblematica è la scena in cui Augie e il suo amico Jack presentano il loro progetto per la gara di scienze: una camera oscura. Una scatola di cartone in cui chi vi entra vede il mondo al contrario. Una metafora di come la realtà abbia diverse sfaccettature, dipende solo dal nostro sguardo scegliere come guardarla.
Perché vi consigliamo questo film?
Vi consigliamo questo film perché parla di inclusività e indica la via per praticarla: empatia, gentilezza e condivisione. Una narrazione polifonica che considera tutti gli attori in gioco. Mostra il punto di vista di chi è considerato “diverso”, la difficoltà di integrarsi e la gioia di essere accettati per quello che si è. Le speranze dei genitori che sanno infondere coraggio e dare strumenti per superare la discriminazione. Il senso di responsabilità dei fratelli di chi ha una disabilità, i siblings, e il desiderio di essere visti dai propri genitori. E poi il film mostra il punto di vista di chi entra in contatto con la diversità, come un qualunque compagno di scuola: la diversità può spaventare, ma è solo condividendo, facendo esperienze insieme che passa la paura e si scopre l’occasione di incontrare l’Altro. E ciò che è straordinario è che anche il singolo gesto di ognuno di noi può essere rivoluzionario.
A questo proposito nel film viene citata una frase di Henry Ward Beecher. “Un’opera di bene può arrivare in forme diverse. La grandezza non risiede nell’essere forti ma nel giusto uso della forza. È il più grande colui la cui grandezza trascina il maggior numero di cuori grazie all’attrazione del proprio”. Si parla dunque di generatività del Bene.
È un film che tratta anche il tema del bullismo. E c’è una frase nel film molto significativa, pronunciata dal preside della scuola. “Augie non può cambiare il proprio aspetto. Ma forse noi possiamo cambiare il nostro sguardo”. Questo invito non è un’utopia, è un’opportunità, per tutti.
L’inclusione scolastica in Italia
L’inclusione scolastica è sancita dalla Costituzione italiana (art. 38.) Il percorso sotto il profilo normativo e pedagogico è stato segnato nel tempo da alcune tappe fondamentali. In primis il superamento delle scuole speciali e delle classi differenziali (L. 181/71 e L.517/77). Poi la famosa legge 104 del 1992 che prevede l’obbligo da parte dello Stato di rimuovere qualsiasi tipo di impedimento che possa limitare il potenziale di sviluppo delle persone con disabilità. Infine, nel 2009 la pubblicazione da parte del Miur delle Linee Guida per l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità.
Gli ultimi dati Istat, riferiti all’anno scolastico 2022/2023, rilevano un aumento dei ragazzi con disabilità che frequentano la scuola:
- 338 mila studenti
- 4,1% del totale
- + 7% rispetto al precedente anno scolastico
Ma persistono criticità che possono compromettere un’efficace inclusione: accessibilità degli spazi, adeguata formazione degli insegnanti di sostegno, continuità della didattica e difficoltà di partecipare alle gite extrascolastiche.
Il ruolo del Terzo Settore: gli amici di Fondazione Cattolica
Questo film insegna che la differenza non va negata, ma abbracciata con gentilezza. Di questa forza dirompente e rivoluzionaria, vero strumento per accogliere l’Altro, parla Beatrice Balsamo, Presidente di Apun, nel suo libro “La saggezza gentile”, di cui abbiamo scritto in questo articolo.
La gentilezza promuove uno stare al mondo più inclusivo. E dunque più bello.
Sono molte le realtà incontrate in questi anni da Fondazione Cattolica che hanno saputo aprire il loro sguardo e promuovere l’inclusione della diversità. Come la cooperativa Panta Rei, che ha sviluppato progetti di inclusione lavorativa che danno dignità e indipendenza a persone con problemi di salute mentale. Oppure Eppertè, il ristorante di Chioggia di Opera Baldo, dove tra prelibati piatti di pesce preparati e serviti da ragazzi con disabilità, si entra da clienti e si esce da amici.
Tutti possiamo essere costruttori di inclusione e gentilezza, verso noi stessi, verso gli altri e il mondo che ci circonda. “Se vuoi davvero vedere come sono le persone” dice Augie nel film “non devi fare altro che guardare!”.
E allora non temere, alza il volto e apri il tuo sguardo!
San Giuseppe: patrono dei papà e dei lavoratori
Il 19 marzo è il giorno dedicato a San Giuseppe, sposo di Maria e padre di Gesù. Dal culto di questo santo nasce la Festa del Papà, che ancora oggi celebriamo.
Ma San Giuseppe è anche patrono dei lavoratori e per questo festeggiato il 1° maggio.
In questo articolo scopriamo come si è diffusa la venerazione e rappresentazione di questo santo, che ancora oggi ispira opere di Bene.
Il culto di San Giuseppe
La venerazione di San Giuseppe è molto antica ed ha probabilmente origine in Oriente nell’Alto Medio Evo. Nel Trecento si è diffusa anche in Occidente, grazie all’opera degli ordini mendicanti, in particolare dei francescani e in seguito, nel Cinquecento, dei Gesuiti.
La festività di san Giuseppe fu inserita nel calendario romano già nel 1479 da papa Sisto IV. Nel 1871 poi la Chiesa cattolica proclamò San Giuseppe “protettore dei padri di famiglia e patrono della Chiesa Universale”. Con l’inizio del XIX secolo, l’usanza di celebrare la Festa del Papà cominciò a diffondersi in tutto il mondo, anche fuori dai paesi cattolici, ma in date differenti.
Iconografia e iconologia
Le rappresentazioni di San Giuseppe sono spesso legate a temi del racconto biblico. Viene ritratto in episodi dell’Infanzia di Gesù (Fuga in Egitto, Natività, Presentazione di Gesù al Tempo) e della vita della Vergine (Sposalizio della Vergine, Visitazione), quale componente della Sacra Famiglia.

Viene raffigurato come un uomo anziano, per sottolineare la sua estraneità al concepimento di Cristo, opera dello Spirito Santo. I suoi attributi più tipici sono il giglio, che rappresenta la castità, gli attrezzi da falegname, in riferimento alla sua occupazione e la verga fiorita, che richiama l’episodio dello sposalizio della Vergine narrato anche nella Leggenda Aurea[1].

Una delle rare rappresentazioni autonome del Santo è il sogno di Giuseppe, che si riferisce a due distinti episodi. Uno è narrato nel Libro apocrifo di Giacomo e racconta che l’arcangelo Gabriele in sogno gli spiegò la situazione in merito la concezione di Maria. In un’altra apparizione, descritta nel Vangelo di Matteo (2,13), l’angelo gli ordina di fuggire in Egitto, perché Erode vuole uccidere Gesù.
Dal Rinascimento in poi San Giuseppe viene rappresentato anche nell’atteggiamento del filosofo, con un libro in mano, in quanto uomo giusto che attinge la sua saggezza dalla volontà di Dio, espressa nelle Sacre Scritture.
L’iconografia del Santo subisce alcune importanti trasformazioni nel Cinquecento, all’epoca della Controriforma. A quel tempo il ruolo del padre fu profondamente rivalutato. San Giuseppe acquistò molto popolarità, incarnando gli ideali e il ruolo del padre cristiano: umile, giusto e lavoratore. Divenne centrale il tema famigliare. Le Sacre Famiglie del tempo liberarono la scena dai personaggi secondari per concentrarsi unicamente sugli attori principali, Maria, Giuseppe e il Bambino. A quest’epoca inoltre risalgono le prime rappresentazioni di San Giuseppe, con una fisionomia più giovanile, ritratto in scene di vita familiare non strettamente legate al racconto biblico.
Rare sono le raffigurazioni della morte di Giuseppe, che secondo una biografica apocrifa morì all’età di 111 anni, o la sua incoronazione, soggetto diffusosi nella seconda metà del XVI secolo nelle chiese dei gesuiti.
San Giuseppe patrono dei lavoratori
Meno conosciuto è il ruolo di San Giuseppe come patrono di falegnami, ebanisti, carpentieri, senzatetto e persino dei Monti di Pietà. Nel 1955 Pio XII volle ricordarlo come patrono di artigiani e operai e festeggiarlo nel giorno del 1° maggio, Festa dei Lavoratori.
Ricordare San Giuseppe in questa occasione significò per la Chiesa riconoscere “la dignità del lavoro umano come dovere dell’uomo e prolungamento dell’opera del Creatore”[2].
Terzo Settore: l'associazione San Giuseppe Imprenditore
Proprio al San Giuseppe patrono dei lavoratori si richiama l’associazione “San Giuseppe Imprenditore”.
Ad Asti un gruppo di ex imprenditori e professionisti ha dato vita ad un’associazione che aiuta industriali, artigiani, commercianti e lavoratori autonomi in grave difficoltà. Nel proprio nome richiama San Giuseppe, come modello virtuoso di riferimento. Il falegname che nel suo piccolo fu imprenditore e coinvolse anche il figlio nella sua attività. Una figura che diede dignità al lavoro, che ne richiama il valore cristiano di servizio alla comunità e contributo al Bene comune.
L’Associazione fornisce supporto tecnico-legale e consigli a persone che stanno attraversando una situazione di crisi economica e aziendale. Aiuta a trovare soluzioni e opportunità di ripresa. Sostiene buone pratiche nel lavoro, guidate dall’insegnamento evangelico, che promuovano un’economia sostenibile e a misura d’uomo.
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[1] Si narra infatti che il sommo sacerdote del tempio di Gerusalemme, ispirato da Dio, disse ai pretendenti di portare un ramo secco e deporlo sull’altare. Lo sposo prescelto sarebbe stato quello la cui verga fosse fiorita. Il miracolo avvenne e indicò in Giuseppe il promesso sposo della Vergine. La verga fiorita del Santo è in alcuni dipinti sormontata da una colomba, secondo quanto narrato nel Libro di Giacomo, uno scritto apocrifo. Così, ad esempio, nella cappella degli Scrovegni a Padova, affrescata da Giotto. Qui Giuseppe, come da tradizione del Medioevo, sta per ricevere un colpo sulla schiena dal padrino della sposa, per saggiare la sua virilità (Chiara Frugoni, La voce delle Immagini, Einaudi, 2010, p. 132).
[2]https://www.famigliacristiana.it/articolo/san-giuseppe-il-falegname-simbolo-della-dignita-del-lavoro.aspx#:~:text=01%2F05%2F2023%20%C3%88%20il,giorno%20della%20festa%20dei%20lavoratori









