La ricerca di senso come motore dell’impegno per il bene comune

Federico ha solo otto anni quando scopre cosa vorrà fare da grande: vuole diventare un batterista e costruire i suoi strumenti musicali con materiali di recupero. Ma con il tempo quel sogno diventerà molto più grande.

Cresce, viaggia, suona e inizia ad immaginare un mondo fatto di musica e di persone felici. Di opportunità e di legami che migliorano la vita e promuovono il bene comune.

Nel 2010, insieme a Sara, Marco e Federico, fonda una piccola marching band composta da ragazzi con diverse età ed abilità e strumenti creati con materiali di riciclo. Ma poi la terra trema. A Finale Emilia la scossa di terremoto distrugge case, strutture e sale prove. Federico però non molla, nella tendopoli continua a suonare e l’equipaggio della Banda Rulli Frulli cresce.

Costruiscono strumenti, incidono dischi, realizzano concerti, anche su palchi molto prestigiosi ed esportano il loro modello in giro per l’Italia, facendo della musica uno strumento di integrazione per vivere in armonia.

Federico ha realizzato il suo sogno e fa un lavoro speciale: rende felici le persone.

 

Rulli Frulli: la musica come strumento di integrazione e di promozione del bene comune

Banda Rulli Frulli nasce nel 2009 dall’idea del suo direttore, Federico Alberghini, di costruire strumenti musicali da oggetti di recupero e di realizzare una banda musicale inclusiva, per tutte le età e tutte le abilità.

All’inizio erano poco più di una quindicina di ragazzi, ma nel 2012 è accaduto qualcosa di inaspettato. La terra ha tremato a Finale Emilia, la gente ha perso case e lavoro, ma sotto i tendoni in cui hanno trovato riparo, il senso di comunità si è fatto più forte. I legami tra le persone si sono fatti più forti. E la banda di Federico ha suonato forte, più del terremoto. In poche settimane sono arrivati a 40 elementi.

Da quel momento hanno iniziato a portare il loro spettacolo in giro per il Paese, anche su palchi molto prestigiosi, come quello del Primo Maggio o accanto a Papa Francesco. Hanno esportato il loro modello, in quartieri difficili, nelle carceri, attivando 11 bande in giro per l’Italia e coinvolgendo oltre 2400 ragazzi.

La loro sede oggi si trova a Finale Emilia e oltre a Rulli Frulli comprende un bar ristorante gestito da ragazzi con disabilità, una sala polivalente, l laboratorio lavorativo per ragazzi con disabilità AstronaveLab, Rulli Frullini la banda dei più piccoli, una radio e un laboratorio di costruzione.

Banda Rulli Frulli è un progetto che Federico ha perseguito con grande tenacia ed è dimostrazione di come la ricerca di senso e la volontà di trovare soluzioni innovative per generare bene comune possa davvero costruire comunità inclusive e felici.

Il Terzo Settore in Italia

Chiara Tommasini, Presidente CSV Net, fornisce una panoramica del Terzo Settore in Italia, le cui organizzazioni possono così suddividersi:

  • 85% sono associazioni, di volontariato (odv) o di promozione sociale (aps)
  • 4,3% Cooperative e imprese sociali (in cui lavora il 40% degli occupati del settore)
  • Enti filantropici
  • Fondazioni
  • Società di mutuo soccorso
  • Centri per i servizi del volontariato (erogano servizi di supporto per promuovere e rafforzare la presenza e il ruolo dei volontari. In Italia sono 49, riuniti in un’associazione nazionale, il CSV Net e operano grazie al sostegno delle fondazioni di origine bancaria)
  • Altre organizzazioni

Il Terzo Settore è impegnato in molteplici ambiti, riconducibili alla definizione di “attività di interesse generale”. “Il suo valore” spiega la Presidente Tommasini “non risiede unicamente nella capacità di risposta che è in grado di dare ai bisogni della società, ma anche nella cultura del dono e nella solidarietà che riesce a costruire, anche nelle nuove generazioni”. Il Terzo Settore ha dunque un forte impatto culturale e di rigenerazione sociale.

Il volontariato e la ricerca di senso come motore dell’impegno per il bene comune

Attivare le persone e coinvolgerle nel tempo in attività di volontariato non è semplice. Le problematiche che più spesso riscontrano le organizzazioni e i cittadini che si avvicinano a questo mondo sono:

  • poca partecipazione delle nuove generazioni
  • volontari più anziani che non lasciano spazio
  • attività troppo impegnative e non a portata di chi ha poco tempo

Ma per Chiara Tommasini bisogna guardare oltre. La società contemporanea non favorisce l’inclusione dei giovani, ma esistono molte realtà che possono essere “attrattive per i nuovi volontari in particolare per i più giovani che, oggi come ieri, sono alla ricerca di un senso per arricchire il loro percorso di vita e il volontariato è pieno di senso”.

È necessario però che il mondo del volontariato, anche con il supporto dei Centri di Servizio, migliori la capacità di comunicare con i giovani sia in grado di “costruire con questi una relazione positiva, basata su un’esperienza bella e stimolante. Bisogna creare un clima interno positivo, di fiducia, costruire una buona organizzazione che abbia chiara la propria vision e che persegua la propria mission in modo efficace. Sentirsi parte di una comunità, credere nel suo miglioramento, donarsi ma anche ricevere e arricchirsi di belle relazioni è la chiave per coinvolgere sempre più persone in una bella esperienza di vita che si chiama volontariato”.

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Aloud: quando la musica dà senso alla vita

Aloud: quando la musica dà senso alla vita

Una scuola, 400 corsisti l’anno, circa 30 insegnanti e un animo innovativo che ricerca nelle note musicali i cambiamenti sociali. Aloud è il college che offre una formazione musicale completa per gli amanti della musica e per chi vuole fare della musica la sua professione.

La musica è la chiave di un processo avviato decenni fa. Aloud nasce infatti da una scelta coraggiosa: racchiudere due importanti e storiche realtà nel mondo musicale veronese (CSM College e CIM) in un'unica entità per creare un polo culturale che condivide vocazioni, saperi e competenze al fine di sviluppare percorsi formativi di qualità.

Lo sviluppo di Aloud

Le persone che animano Aloud sono orientate dalla ricerca costante per innovare la didattica e colmare un vuoto formativo che esiste da sempre nell’ambito musicale italiano. “Si trovano i corsi amatoriali oppure i conservatori – racconta Pepe Gasparini, presidente della realtà – Io stesso negli anni ’90 ho sentito una mancanza: sono andato a studiare all’estero perché cercavo qualcosa di più”. E nel Regno Unito Pepe comprende che esiste una formazione musicale completa che prepara a diventare ottimi strumentisti ma anche professionisti del settore. Musica, funzionamento del mercato, organizzazione del lavoro… “Quando sono tornato in Italia avevo voglia di condividere questo modello. Ho trovato professionisti che, come me, volevano dare vita a qualcosa di nuovo e innovativo e ci siamo subito impegnati per realizzare quell’obiettivo” racconta Pepe.

Ingresso della sede di Aloud

Sala registrazioni Aloud

Il college Aloud

Aloud diventa un luogo di incontro in cui lo studio e la conoscenza si abbinano alla musica, alla tecnologia e alla recitazione per permettere ai giovani di appassionarsi, diffondere l’arte e abbracciare nuove professioni. “La centralità non è affidata alla musica, ma alla società. In Aloud la musica è un elemento essenziale perché dà senso alla vita, aggrega, riflette le comunità e parla alle persone” afferma Pepe.

I percorsi musicali proposti da Aloud

La proposta formativa amatoriale o professionalizzante si rivolge a bambini dai 4 anni fino agli over 70: corsi di musica contemporanea, produzione musicale, dizione e recitazione sono adatti a tutte le età e per diversi livelli. I diplomi, invece, sono frequentati prevalentemente da giovani tra i 17 e i 25 anni e sono certificati e riconosciuti in Europa e nel mondo, “perché è nel mondo che si generano opportunità. Sviluppiamo diplomi accademici e universitari, creiamo rete con professionisti del settore, promuoviamo eventi e iniziative in cui i ragazzi possono sperimentare, fare la loro gavetta, far conoscere il loro valore”, racconta Pepe. Perché alla fine l’anima di Aloud è fatta di ragazzi con grandi sogni, ma anche tante paure.

Lezione nel college

Concerto degli studenti

I protagonisti di Aloud

“Quando faccio le audizioni chiedo sempre: qual è il tuo sogno? Ci siamo accorti che i ragazzi soffrono sempre più di ansia e insicurezza. È come se la lente fosse posta al loro interno, i cantanti non chiedono più mondo cosa vuoi me? e riflettono tutta una generazione che si sta chiedendo cosa voglio da me? La scuola permette di uscire e creare un collegamento con l’esterno”, testimonia Pepe.

Guardare all’esterno significa innovare sempre i percorsi formativi, studiare il mercato, accompagnare singolarmente gli studenti, offrire loro reali opportunità in cui cimentarsi. C’è chi esce e fa il musicista, chi insegna, chi si specializza nell’ambito tecnologico e chi si cimenta con le nuove frontiere offerte dalla realtà virtuale e dai videogame. “Nel DNA di Aloud c’è l’innovazione creativa. Noi non ci fermiamo, perché ai giovani vogliamo offrire le migliori opportunità di crescita” conclude Pepe.

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federico alberghini

La storia di Federico Alberghini direttore della Banda Rulli Frulli

Questa è la storia di Federico, il batterista che ha trasformato la musica in uno strumento di integrazione

Federico è solo un bambino quando viene conquistato dall’uomo che segnerà la sua vita per sempre. La bacchetta volteggia leggera nell’aria e suona un doom doom doom sicuro quando Luciano Bosi la rimbalza sulle pagine gialle. Il cuore di Federico batte più forte. I muscoli vibrano al ritmo della musica e la fantasia vola. Ha otto anni e già vede il suo destino: da grande suonerà e costruirà i suoi strumenti da materiale di recupero. Eppure ancora non immagina quale armonia creerà la sua musica.

Federico studia, ascolta, costruisce e suona. Cresce, fonda un gruppo e parte. Italia, Giappone, Cina, Germania la sua passione rimbomba tra un palco e l’altro e mentre viaggia si lascia contaminare dalle culture, da nuovi stili di vita, da quelle visioni così diverse fino a quando non bastano le casse dei concerti a fermare la voce che gli chiede E’ questo il mondo che vuoi? Il mondo che sogna Federico è fatto di musica e di persone felici. Di opportunità e di legami che migliorano la vita. Ma come può renderlo possibile?

Il tempo scorre veloce tra una lezione di musica e l’altra fino al 2010 quando lascia che la sua idea prenda il largo. Insieme a Sara, Marco e Federico fonda una piccola marching band composta da ragazzi con diverse età ed abilità e strumenti creati con materiali di riciclo. È tutto così bello fino a quando non crolla la realtà.

A Finale Emilia la scossa di terremoto distrugge case, strutture e sale prove. C’è paura. La gente viene portata nelle tendopoli, lo sconforto si propaga in toni gravi trasportati dall’aria. Ma Federico crede nel potere della musica e non si arrende. Avanti e indietro dalle tendopoli, non guarda l’orologio, non sente fatica perché i ragazzi non sono soli finchè c’è la musica. Il loro entusiasmo è contagioso. L’equipaggio della Banda Rulli Frulli cresce: da 7 elementi a 50 e poi 70.

Costruiscono strumenti, scenografie, incidono dischi, viaggiano con pullman carichi di 150 persone in Italia e all’estero portando sul palco un’aria nuova. Federico lavora senza sosta e quando le preoccupazioni gli offuscano la visione pensa ai suoi bambini perché sa che la Banda può rendere migliori le persone. Lo fa per loro, per i ragazzi e per le loro famiglie. Per chi si è sempre sentito dire “che problema hai?” o “non può farlo, non ne è capace”, per chi ha pianto a guardare porte chiudersi e per chi quelle porte le vuole aprire.

Il concerto del Primo Maggio, poi Mika… ed anche il Papa li vuole al suo fianco. Il progetto è umile ma è potente l’energia che la Banda sprigiona. Tanto che quando squilla il telefono Federico non ci crede: il Festival di Sanremo li vuole. Loro con il loro modo diverso di fare musica, di essere, di stare insieme. Loro in mondovisione! L’occasione per dare una svolta alla loro vita. Però il palco è piccolo e non possono starci tutti. Devono fare una scelta…

E a farla sono proprio i ragazzi: la Rulli Frulli è una famiglia e una famiglia non si divide. Punto. Un momento sacro che segna l’evolversi della Banda per riportare Federico alle origini: il loro futuro è dove la musica diventa strumento di integrazione e crescita per vivere in armonia. Dal cesto di una lavatrice a 2.800 musicisti in tutta Italia, 198 concerti, 6 dischi e una cooperativa che recupera legno dal mare e, nelle mani di ragazzi disabili, lo rinnova in oggetti di design.

A 40 anni Federico sa che da soli non si fa nulla e insieme si può tutto. “Sono una persona normale con un lavoro speciale perché nulla è più gratificante di rendere felici le persone”.

Federico è un uomo che fa la differenza.

Ti è piaciuta questa storia? La Rubrica “Uomini che fanno la differenza” racconta l’esperienza di chi crea valore nel settore sociale. Puoi leggere anche la storia di Valerio.


BANDA RULLI FRULLI: la musica strumento di integrazione

Banda Rulli Frulli: la musica strumento di integrazione

A Finale Emilia la Banda Rulli Frulli esplora una musica nuova, fatta di inclusione e sostenibilità ambientale. Quando suona l’orchestra il mondo musicale, e non solo, resta incantato perché la Banda è composta da oltre 70 strumenti creati con materiali di riciclo da ragazzi con diverse abilità

Il sogno che Federico Alberghini ha conservato per oltre 20 anni è diventato realtà nel 2010, quando insieme ad alcuni allievi della Fondazione Scuola di Musica Carlo & Guglielmo Andreoli recupera 5 secchi da una discarica. Fu il percussionista Luciano Bosi ad ispirarlo. Una sua rullata cambiò il mondo di Federico che a nemmeno 10 anni decise il suo futuro: “Capii che nella vita avrei suonato ma non suonato e basta! Volevo farlo con strumenti fatti da me, fatti da materiali di recupero” racconta il Direttore della Banda.

La storia della Banda

Il cestello di una lavatrice, un tubo, un coperchio, una pentola… quanti suoni esistono all’interno di ogni elemento? Quante melodie possono nascere dalle persone indipendentemente dalle loro capacità? La Banda Rulli Frulli nasce per creare un luogo in cui le diversità diventano fonte di crescita comune. Ragazzi di diverse età e con diverse abilità sono i protagonisti di una famiglia in cui la musica diventa lo strumento per stare insieme, creare e abbattere le barriere della differenza.

Insieme a Federico anche Marco Golinelli, Sara Setti e Federico Bocchi partono per l’avventura: creano una marching band composta da 7 elementi, suonano in piccoli concerti di strada, stupiscono con i loro secchi legati alla cinta e l’agilità delle bacchette. La Banda prende forma e in due anni i ragazzi iscritti raddoppiano. Ma poi succede che la vita cambia. Almeno a Finale Emilia.

La Banda durante un concerto
La Banda durante un concerto

Sala prove della banda

La scossa di terremoto di magnitudo 5.5 colpisce la cittadina e rade al suolo case, strutture, sale prove. Lo sconforto si impadronisce degli abitanti, le persone vengono riunite in tendopoli in attesa di tempi migliori. Ma Federico con la sua ciurma non demorde “Insieme ad un’altra insegnante abbiamo iniziato la spola alle tendopoli per continuare a fare musica insieme ai ragazzi in uno spazio che ManiTese ci aveva offerto. Facevamo prove tutti i giorni, non dimenticavamo nessuno”. L’impegno della Banda Rulli Frulli scalda gli animi e in pochi anni il numero degli iscritti e di collaboratori si moltiplica arrivando nel 2016 ad avere 50 musicisti in tour in Italia e all’estero con dischi registrati, scenografie per ogni spettacolo e un’indistinguibile divisa marinaresca perché “la nostra Band è come una barca che salpa e viaggia nei mari” ammette Federico.

Una Banda unica e innovativa

C’è qualcosa di unico nel loro modo di fare che piace e coinvolge. Vengono invitati a suonare all’Expo, al Concerto del Primo Maggio a Roma, al programma televisivo Stasera Casa Mika del cantante. Il loro è un modello innovativo perché il gruppo valorizza tutte le abilità in una rete sociale di accettazione e rispetto reciproco. Per questo l’Archivio Italiano della Generatività ha riconosciuto il valore della Banda Rulli Frulli e ne ha studiato per tre anni il metodo.

Un metodo esportato in 5 città italiane che coinvolge 2800 persone e che appena possibile volerà a New York. “Nella Banda Rulli Frulli si cresce. C’è la preparazione, la trasferta, il concerto. Sai quali autonomie ha permesso di sviluppare ai ragazzi disabili? Loro che creano lo strumento, montano e smontano il palco, imparano ad organizzarsi il viaggio”. Un passo importante anche per i ragazzi senza disabilità “Non diciamo mai la disabilità altrui. Nei laboratori nasce la vera integrazione: vivi, comprendi, stai accanto all’altro. Sei valorizzato per quello che riesci a fare e questo costruisce un intento comune”. Pionieri di un modello unico, esibiti in 198 concerti a cui nemmeno il Papa ha saputo resistere chiamandoli a suonare vicino a sé davanti a 90mila persone. “Ci siamo allenati, abbiamo preparato i ragazzi a gestire le emozioni, ci siamo inventati un modo di vivere”.

Dalla musica nasce lavoro

Laboratorio Astronave_Lab
Laboratorio Astronave_lab

Oggettistica di design del laboratorio
Oggettistica di design del laboratorio

Con la Banda Rulli Frulli cambia l’approccio alla diversità. Si è creata una comunità con le famiglie che ci seguono, tanto che di fronte al problema occupazionale dei giovani disabili hanno deciso di aprire “Astronave_lab” un laboratorio professionale che offre lavoro ai ragazzi diversamente abili altrimenti disoccupati. I materiali di recupero trovano nuova vita grazie a creatività, tecnica e artigianato che rende inclusivo il lavoro e bello l’oggetto finito. “Siamo partiti realizzando oggetti di design con legno recuperato dal mare. Oggi abbiamo 12 ragazzi, una ditta del territorio che contribuisce e una marea di volontari che sostengono l’iniziativa”.

Il futuro? È tutto da costruire. “Abbiamo scoperto che l’ex stazione delle corriere sarà in nostra gestione per 25 anni. Potremmo ingrandirci: sale prove, web radio, laboratori artigianali, studio di registrazione, laboratori per gli strumenti, ristorante e bar gestiti in collaborazione con le scuole locali…la mia era una passione ed è diventata fonte di inclusione. Questo spazio diventerà un’opportunità per i giovani” promette Federico.

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