Benvenuti al ristorante La Bella Sfilza

Benvenuti al ristorante sociale La Bella Sfilza!

La Bella Sfilza è un ristorante sociale che include giovani con disabilità per creare opportunità di crescita e di inclusione attraverso il lavoro!

Quando entri a La Bella Sfilza percepisci un’aria diversa. Un’aria che sa di persone!

C’è Alice che accoglie tutti con un abbraccio e un sorriso caloroso. Marcello che cucina con impegno e adora far saltare la pasta in padella. C’è Sara che impiatta alla perfezione e cucina un salame al cioccolato buono come pochi altri. E Katia, che prepara una sbrisolona squisita da servire insieme al caffè preparato rigorosamente da Gabriele.

La Bella Sfilza è un ristorante, sì. Ma non è un ristorante come tanti.

La storia

La Bella Sfilza nasce nella mente di un gruppo di genitori qualche anno fa. Si forma casualmente quando, in attesa di rivedere i figli con disabilità al termine delle prove della Banda Rulli Frulli, iniziano a confrontarsi sulle difficoltà che vivono: esclusione, preoccupazione, domande su un futuro incerto.

I ragazzi stanno crescendo e una volta finita la scuola le occasioni di coinvolgimento sociale si riducono notevolmente. “Alcune dinamiche le percepisci solo quando le vivi. Tra genitori ci è sembrato chiaro che se volevamo delle opportunità per i nostri figli dovevamo costruircele – racconta Cristiano Govoni, tra i fondatori – perché non puoi affidare il domani di questi ragazzi a chi non percepisce il loro potenziale”.

La cooperativa sociale

La cooperativa prende forma a febbraio 2022 grazie all’intuizione di Paolo Pozzetti “facciamo un ristorante!”. Si trova a Concordia, in provincia di Modena, in una cascina ristrutturata che ospita 36 coperti e dispone di un terreno per avviare attività agricola e realizzare la propria filiera produttiva. “Siamo partiti insieme a Dario, chef e formatore dei ragazzi e ad Anna che cura la gestione della sala” racconta Cristiano. Un progetto che educa, forma ed apre le porte al pubblico ad aprile 2022 offrendo un servizio di ristorazione, bar e consegna di pasti a domicilio a pranzo e a cena.

I protagonisti

“All’interno della cooperativa lavorano 8 persone, di cui 6 assunte a tempo indeterminato perché crediamo nel lavoro vero e nell’assunzione di responsabilità”. Sono ventenni, per lo più con disabilità, desiderosi di mettersi in gioco e di imparare un mestiere. Ragazzi che nel corso di un anno hanno intrapreso una strada professionale. “Il lavoro ha creato cambiamenti fantastici. I ragazzi sono autonomi, competenti e soddisfatti. Sono stati capaci di sviluppare la sintonia che non è mai un fatto scontato!” testimonia Cristiano.

La cooperativa sta sviluppando collaborazioni con le reti scolastiche territoriali e con i servizi sociali per favorire l’inclusione di nuovi ragazzi che possano vivere esperienze professionalizzanti abbattendo i limiti della diversità.

Gli sviluppi futuri

La Bella Sfilza è nata da un sogno: creare un luogo inclusivo che permetta di esprimere le capacità dei giovani. “La malattia che ha portato via Paolo, ideatore e presidente, non ha spento il nostro intento iniziale. Vogliamo andare avanti per creare più opportunità” ammette Cristiano. Per questo la cooperativa è in cammino e desidera sviluppare un’oasi di ristoro a Concordia. E così punta alla creazione di un laboratorio agricolo di coltivazione e produzione di ortaggi bio da gustare nel ristorante o da acquistare a km0. Ma anche alla creazione di eventi tematici e culturali che apriranno le porte ad altre persone e genereranno nuove occasioni di lavoro!


“Eppertè” quel sapore autentico di cose buone

“Eppertè” quel sapore autentico di cose buone

Mare, ristorante e gusto. A Chioggia ha aperto Eppertè un locale che porta la tradizione veneta a tavola insieme alle prelibatezze mediterranee. Un luogo dove si entra come clienti e si esce da amici, perché sviluppare inclusione lavorativa significa gustare insieme la bellezza della vita

Basta guardarlo per capire che Eppertè non è il classico ristorante di pesce che si può trovare a Chioggia. Una volta entrati se ne comprende la ragione. “Abbiamo dato vita ad un locale piccolo ma accogliente e curato fin nei dettagli. Una trattoria che produce piatti ricercati proprio per te!” racconta Luigi Liseno. Ma non sono solo i gusti e i profumi e colpire l’attenzione. Eppertè è un ristorante fatto di nomi personali, prima ancora che di ruoli… 

Il ristorante Eppertè

Il locale nasce dopo anni di impegno della cooperativa sociale Impronta alla sagra del pesce. Un’esperienza intensa di lavoro ma anche di relazione. “Anno dopo anno la qualità del nostro servizio è migliorata, ci chiedevano se era il nostro lavoro, se avevamo un ristorante ma noi rispondevamo sempre di no. Fino a quando non si è presentata un’opportunità” ricorda Luigi.

Un’occasione da prendere o lasciare e la cooperativa sociale Impronta, impegnata a creare percorsi di sviluppo per giovani disabili, non ha avuto dubbi: prendere!

E così da gennaio 2022 il locale ha aperto le porte al pubblico. Ci sono Stefano, Andrea, Giacomo e Alessandra, Ambra, Luca, Nicola, Francesco e Isabelle, Francesco, Barbara, Selli, Alice, simone e Maila tutti impegnati in attività differenti. C’è chi ha fatto formazione di cucina con uno chef per preparare i piatti. Chi è diventato esperto di gestione della sala. E chi pensa a mantenere bello, pulito e accogliente il locale. “Crediamo molto nell’accoglienza, quando entri nessuno ti dirà Buongiorno ma Benvenuto” perché Epperte non cerca clienti ma persone con cui condividere la bontà della vita. Per questo presta attenzione a ricercare materie prime di qualità che vengono impastate, cucinate, cotte e servite con professionalità. Qui i profumi della tradizione veneta incontrano gli aromi mediterranei. Pesce e verdure a chilometro zero si sposano con i prodotti caseari lucani perché “abbiamo voluto puntare alla qualità e alla ricerca di materie prime realizzate da cooperative che lavorano per il bene delle persone e della terra”.

11 persone danno vita ad un ristorante e da esso traggono vita per esprimere le proprie potenzialità

Il Gruppo Opera Baldo

Eppertè è l’ultima iniziativa sviluppata all’interno di Opera Baldo, un’associazione caritatevole con più di 80 volontari, nata per rispondere ai molteplici bisogni espressi dal territorio. Una realtà che si è strutturata negli anni in risposta agli incontri perché le domande lasciate senza risposta non sono mai piaciute ad Opera Baldo che per ciascuna ha deciso di trovare soluzioni personalizzate. Si sono così nel tempo strutturati e poi evoluti servizi di aiuto pomeridiano, di assistenza scolastica, supporto alla genitorialità, promozione sportiva e culturale. Ma anche manutenzione, pulizia e ricezione turistica.

“Quando incontri le persone e ascolti i loro bisogni viene automatico dire No, noi questo non lo facciamo. Ma quel bisogno resta lì, espresso, in cerca di te. E’ stato grazie alla mamma di Maria Silvia se abbiamo iniziato ad occuparci di disabilità. Di Giacomo se abbiamo avviato l’esperienza gestione bar. Noi non ci occupavamo di disabilità ma l’abbiamo abbracciata e con la cooperativa sociale Impronta sono nati percorsi educativi all’autonomia ed esperienze professionali”.

Caratteristiche della cooperativa sociale L'Impronta

Attraverso il ristorante, la cooperativa ha scelto di permettere ai ragazzi di sperimentare l’autonomia lavorativa che produce stima e dignità e permette di comprendere il proprio valore. “Un circuito virtuoso che provoca gioia. Perché non c’è sensazione più gratificante di vedere che ciò che prepari, cucini, servi è apprezzato”. Tutto ciò è stato reso possibile per la capacità di stare insieme ai giovani con disabilità. “Li respiriamo, conosciamo e ci muoviamo con loro. Insieme sappiamo cosa possono dare e cosa possiamo costruire. Per questo quando i genitori si preoccupano per il tema del dopo di noi rispondiamo:  E di cosa vi preoccupate? I vostri figli stanno con noi”.

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MagazziniOz

MagazziniOz, il luogo che allontana il pregiudizio e avvicina le persone.

Ristorante, bar, emporio. I MagazziniOz sono una realtà nata nel cuore di Torino sette anni fa, per formare e favorire l’integrazione di persone con disabilità e svantaggio sociale. Bellezza, cura e qualità nutrono i sensi e promuovono una cultura rinnovata, quella che dimostra come si può fare bene impresa, facendo bene alle persone.

La storia di MagazziniOz

La storia di MagazziniOz nasce dall’esperienza maturata all’interno di CasaOz, una Onlus nata oltre 15 anni fa, per accompagnare le famiglie che incontravano la malattia di un figlio. L’associazione è divenuta un punto di riferimento per vivere e svolgere quelle azioni quotidiane che la malattia spesso interrompe: mangiare, studiare, giocare. Ma cosa accade quando dall’infanzia i bambini si avvicinano alla maggiore età? “L’idea di ricercare un lavoro diventa un problema per la persona con disabilità e per tutta la sua famiglia” racconta Luca Marin presidente della cooperativa Magazzini. “Con questo progetto volevamo dimostrare che si può avere un’anima sociale forte facendo impresa. Non abbiamo mai pensato a MagazziniOz come ad un parcheggio, ma come un luogo in cui esistere, metterci del proprio, fare squadra. Un posto che crea identità”. E così è stato.

Gli elementi distintivi di MagazziniOz

Dal 2014 ad oggi, i MagazziniOz si trasformano senza mai perdere di vista il proprio obiettivo: fare integrazione perseguendo l’eccellenza. “Abbiamo dovuto lottare contro il pregiudizio di chi crede solo nella bontà dell’ideale. Noi volevamo essere scelti per ciò che si vive e respira all’interno di Magazzini”. Comprare un oggetto, prenotare una cena, riservare lo spazio per un evento è una decisione che il cliente effettua per la qualità del servizio proposto. Per questo MagazziniOz promuove la bellezza che coccola; la qualità che si prende cura dei dettagli e la solidità economica senza la quale di tutto il progetto rimarrebbero solo belle parole.

I protagonisti di MagazziniOz

Sono 20 le persone che lavorano all’interno di MagazziniOz di cui il 35% con riconosciuto svantaggio sociale. “All’intero del vasto mondo della disabilità, abbiamo iniziato a lavorare con coloro che hanno una disabilità invalidante ma non così grave da impedir di lavorare. Invalidità mentale o fisica. Ma lavoriamo anche con i migranti, abbiamo stretto una collaborazione con UNHCR e da poco anche con donne vittime di violenza” racconta Luca. Il tirocinio permette alle persone di riconoscere attitudini e propensioni. I Magazzini sono diventati un punto formativo che abilita conoscenze e competenze, aiutando i ragazzi a comprendere quale strada professionale è più adatta a loro. Lavorare, sentirsi parte di un luogo e sapere che in esso si è utili, consente alle persone di uscire dalle zone d’ombra e di emanciparsi. “C’è gratitudine per il lavoro. Chi è entrato a vivere qui un’esperienza professionale lo ha fatto svolgendo al meglio il proprio compito, senza secondi fini, senza farsi influenzare da elementi esterni e dando priorità al proprio impegno. Da imprenditore, in questi anni mi sono accorto che su queste persone ci puoi contare” ammette Luca che prima di diventare presidente aveva un’impresa propria.

Il servizio offerto

MagazziniOz opera attraverso due anime: una commerciale e l’altra sociale. Il ristorante, la caffetteria e l’emporio che vende prodotti di alta qualità sia in store che online, permettono di creare un dialogo con la cittadinanza. Grazie all’esperienza maturata, nel 2021 MagazziniOz ha scelto di dedicarsi anche alla formazione per le aziende perché la disabilità fa paura fino a quando non la si conosce. Così MagazziniOz è divenuta un’impresa di transizione, luogo di crescita e formazione sia per giovani e adulti che si affacciano al mondo del lavoro che per le aziende. Un luogo che abilita competenze lavorative da un lato e dall’altro consente alle organizzazioni di scoprire il valore della differenza…

Per cambiare la cultura ci vuole tempo. Ma quando si fa impresa bene prendendosi cura delle persone i risultati incoraggiano a proseguire.

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