In partenza PCTO

"Tu vali!", il PCTO 2025 di Fondazione Cattolica

Ecco il programma PCTO rivolto agli studenti delle scuole veronesi per ampliare le proprie competenze e sviluppare progetti d'impresa sociale efficaci per il territorio

Dopo l'esperienza positiva sviluppata nell'estate 2024, Fondazione Cattolica ha potenziato la progettualità PCTO con l'obiettivo di aprire le porte a un numero maggiore di studenti, distribuire il carico di attività durante i mesi e aumentare l'impatto delle idee progettate dai partecipanti.

"Tu vali!" non il classico PCTO

“Tu vali” è il Percorso per le Competenze Trasversali e l’Orientamento ideato da Fondazione Cattolica con il supporto di LABoratorio 5.0 (Società Benefit dedicata alla diffusione della cultura dell’intraprendere tra i giovani e al supporto alle idee e progetti d’impresa) con il fine di rendere gli studenti protagonisti della loro crescita attraverso lo sviluppo di progettualità volte a migliorare la vita della città.

Il PCTO è un’opportunità per:

  • scoprire sé e i propri talenti;
  • conoscere il territorio e le imprese locali;
  • sviluppare competenze trasversali e attitudini abilitanti l’imprenditività;
  • ideare soluzioni innovative ai bisogni locali;
  • creare networking e incontrare professionisti multidisciplinari.

Attraverso la partecipazione gli studenti partecipanti potranno aderire a una competition di idee che prevederà la vittoria di un team e la possibilità di far sviluppare tutti i progetti ideati a enti non profit della rete di Fondazione Cattolica.

Destinatari di "Tu Vali!"

I partecipanti del PCTO sono gli studenti del triennio provenienti da qualsiasi indirizzo scolastico. La partecipazione è consigliata a coloro che scelgono di mettersi in gioco per sperimentarsi e dare forma all'innovazione!

Il programma "Tu Vali!"

Da gennaio 2025 fino a giugno 2025 gli studenti potranno partecipare ad un programma ricco di: formazione, sviluppo e ispirazione. Il PCTO prevede la visione di video pillole formative dedicate al tema dello sviluppo di impresa. La Fondazione, insieme a LABoratorio 5.0 accompagnerà i ragazzi in visite didattiche all'interno di quattro imprese sul territorio. Gli studenti parteciperanno ad incontri ispirazionali nei quali si formeranno i team di progetto e si matureranno le idee sulle quali lavorare in estate. Al termine della scuola, infatti, i ragazzi saranno coinvolti a tempo pieno in due settimane di progettazione per ideare la migliore proposta che risponda ai bisogni della città. Il progetto più meritevole riceverà un riconoscimento da parte della giuria!

Monte ore "Tu Vali!"

Il progetto prevede una presenza minima di 60 ore ed una massima di 75. L'impegno mensile richiesto agli studenti durante i mesi scolastici è di cinque ore pomeridiane calendarizzate per tempo e condivise con i partecipanti.


Giovani protagonisti del cambiamento

"Giovani protagonisti del cambiamento" a Escogito

Un evento orientativo con e per i giovani. All'iniziativa Escogito Fondazione Cattolica ha portato sul palco storie reali di giovani che stanno cambiando in meglio il mondo!

L'85% dei ragazzi partecipanti ad Escogito si è dimostrato entusiasta della giornata trascorsa presso l'Auditorium della Gran Guardia. Una mattinata stimolante a cui il 78% degli studenti vorrebbe dare seguito con percorsi ideati all'interno delle scuole. La terza edizione di Escogito, l'evento orientativo e formativo ideato da Fondazione Cattolica, tenutosi quest'anno all'interno del Festival "Poeti Sociali - itinerari di pace" ha centrato l'obiettivo: testimoniare il potenziale e la felicità dei giovani.

Orientamento e musica

Escogito non è stato solo orientamento ma anche musica. L'evento è stato aperto da Alex Fusaro, docente, compositore e founder di Generation Lab che insieme a due studentesse ha portato sul palco "Vola alto, tu vali" una canzone ricca di speranza e motivazione che spinge a guardarsi dentro per dare forma al proprio futuro.

Anche Andrea Occhipinti, in arte Occhi, ha incantato il pubblico con "Nulla (non c'ho capito" una canzone che aiuta a riflettere sulla complessità dell'odierno e sul falso bisogno di ricercare scorciatoie per arrivare prima ai propri obiettivi.

Orientamento e ispirazione

Come si diventa protagonisti della propria vita? Quanto costa e cosa richiede avere il coraggio di scoprire il proprio talento, metterlo in atto, vederlo sviluppare e crescere con l'impatto che genera? E cosa accade quando il talento non basta a superare i limiti e le sfide della vita? Perchè alla fine come si diventa adulti felici? Ne hanno parlato a cuore aperto gli speaker motivazionali Anna Polinari, atleta olimpica; Alessandro Bordini, life coach e Don Alberto Ravagnani, prete e influencer.

Orientamento e il Premio "Giovani di Valore"

Il “Premio Giovani di Valore” testimonia il coraggio di 5 giovani che a discapito dei pronostici hanno avviato imprese per costruire un futuro più inclusivo, equo, sostenibile. Attraverso la loro conoscenza i partecipanti hanno compreso che per trovare un posto nel mondo è necessario: appassionarsi, formarsi costantemente, creare relazioni sempre nuove e cimentarsi senza temere di sbagliare! A premiare questi giovani sono stati gli studenti che hanno svolto il PCTO in Fondazione Cattolica nell'anno 2024.

Alessandro Marconcini e Marco Pettenon (founders Dreamers)

https://youtu.be/7wnNbdNqB6g?si=u9nddqdmkNPLSyni

Il premio è stato conferito perchè: Di fronte ad un vuoto restano sempre due possibilità: arrendersi alla lamentala oppure lanciarsi per costruire ciò che manca. Alessandro Marconcini e Marco Pettenon hanno scelto di dare forma ad un progetto capace di rispondere al bisogno di connettere persone accomunate da un unico grande denominatore: fare la differenza. “Dreamers” è diventata la community di riferimento per coloro che ambiscono a vivere in modo pieno, entusiasmante e motivante la propria esistenza rendendo così la città un polo attrattivo e stimolante. Con questo Premio, Fondazione Cattolica riconosce ad Alessandro e Marco la capacità di aver generato un progetto in grado di abilitare le persone attraverso la realizzazione di quanti più sogni personali possibili.

Sofia Gentile (founder Coro Noi Posso)

https://www.youtube.com/watch?v=K_it8VIsXrY&t=1s

Il Premio è stato riconosciuto a Sofia perchè: diventare protagonisti del presente assumendosi la responsabilità delle proprie azioni per generare una comunità accogliente. Con questo principio Sofia Gentile ha dato vita ad un coro capace di superare i confini dettati dalla povertà culturale ed economica. Il Coro “Noi posso” è manifestazione di quanto siano indispensabili progetti di prossimità per superare le invisibili barriere che impediscono alla società di essere comunità.Con questo Premio, Fondazione Cattolica riconosce il valore di Sofia che ha saputo trasformare un talento in un dono per la crescita del suo territorio.

Rebecca Rocco

https://youtu.be/4lLoTqmn49M?si=LJjbyGKniCEWiU0n

Il Premio consegnato a Rebecca cita: a volte serve più coraggio per restare che per andare. Rebecca Rocco, con la sua scelta, dimostra che per cambiare il mondo bisogna saper abitare anche la scomodità, armarsi di dedizione, amore, cura e mettere a frutto il proprio talento per trasformare un Rione da cronaca nera in un luogo chiamato “casa”.La cooperativa sociale “La Sorte” è una realtà giovane di giovani, una luce di vita che promuove la bellezza, il lavoro e l’accoglienza attraverso lo sviluppo turistico del proprio territorio.Con questo premio, Fondazione Cattolica plaude al coraggio di Rebecca, e dei soci fondatori, di attivare processi partecipati dal basso che rendono i giovani protagonisti del miglioramento di vita collettivo.

Don Alberto Ravagnani (founder LabOratorium)

https://youtu.be/vOWe1CGJBxc?si=8T5dqwYaPAReJ381

Il Premio riconosciuto a Don Alberto Ravagnani è per: Usare la propria popolarità per aiutare i giovani a vivere da Dio!Un progetto ambizioso che Don Alberto Ravagnani ha scelto di intraprendere per permettere ai ragazzi di scoprire il senso profondo della propria esistenza. Attraverso l’associazione LabOratorium e la Fraternità, don Alberto ha permesso ai giovani di percorrere un cammino di crescita personale, relazionale e professionale aiutandoli a trovare la propria felicità e acquisire nuove competenze spendibili sul mercato del lavoro. Fondazione Cattolica premia don Alberto per aver scelto di percorrere strade inedite con le quali rendere i giovani abili a vivere una vita ricca di significato.

Vuoi saperne di più sui progetti che Fondazione Cattolica rivolge ai giovani? Guarda l'esperienze di PCTO!


“Tu vali!”, il PCTO 2025 di Fondazione Cattolica

giovani

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Dopo l’esperienza positiva sviluppata nell’estate 2024, Fondazione Cattolica ha potenziato la progettualità PCTO con l’obiettivo di aprire le porte a un numero maggiore di studenti, distribuire il carico di attività durante i mesi e aumentare l’impatto delle idee progettate dai partecipanti.

“Tu vali!” non il classico PCTO

“Tu vali” è il Percorso per le Competenze Trasversali e l’Orientamento ideato da Fondazione Cattolica con il supporto di LABoratorio 5.0 (Società Benefit dedicata alla diffusione della cultura dell’intraprendere tra i giovani e al supporto alle idee e progetti d’impresa) con il fine di rendere gli studenti protagonisti della loro crescita attraverso lo sviluppo di progettualità volte a migliorare la vita della città.

Il PCTO è un’opportunità per:

  • scoprire sé e i propri talenti;
  • conoscere il territorio e le imprese locali;
  • sviluppare competenze trasversali e attitudini abilitanti l’imprenditività;
  • ideare soluzioni innovative ai bisogni locali;
  • creare networking e incontrare professionisti multidisciplinari.

Attraverso la partecipazione gli studenti partecipanti potranno aderire a una competition di idee che prevederà la vittoria di un team e la possibilità di far sviluppare tutti i progetti ideati a enti non profit della rete di Fondazione Cattolica.

Destinatari di “Tu Vali!”

I partecipanti del PCTO sono gli studenti del triennio provenienti da qualsiasi indirizzo scolastico. La partecipazione è consigliata a coloro che scelgono di mettersi in gioco per sperimentarsi e dare forma all’innovazione!

Il programma “Tu Vali!”

Da gennaio 2025 fino a giugno 2025 gli studenti potranno partecipare ad un programma ricco di: formazione, sviluppo e ispirazione. Il PCTO prevede la visione di video pillole formative dedicate al tema dello sviluppo di impresa. La Fondazione, insieme a LABoratorio 5.0 accompagnerà i ragazzi in visite didattiche all’interno di quattro imprese sul territorio. Gli studenti parteciperanno ad incontri ispirazionali nei quali si formeranno i team di progetto e si matureranno le idee sulle quali lavorare in estate. Al termine della scuola, infatti, i ragazzi saranno coinvolti a tempo pieno in due settimane di progettazione per ideare la migliore proposta che risponda ai bisogni della città. Il progetto più meritevole riceverà un riconoscimento da parte della giuria!

Monte ore “Tu Vali!”

Il progetto prevede una presenza minima di 60 ore ed una massima di 75. L’impegno mensile richiesto agli studenti durante i mesi scolastici è di cinque ore pomeridiane calendarizzate per tempo e condivise con i partecipanti.


Riccardo e l'invenzione che mancava

Riccardo e l’invenzione che mancava

I miei genitori? Li ho fatti impazzire, ne sono sicuro. Eppure, quando adesso mi guardano li vedo che sono fieri di me. Perché ad essere sincero anche io lo sono di me stesso.

Sognavo di diventare inventore. Le cose conosciute mi annoiavano, io volevo dare forma a quello che ancora non c’era. Immagina cosa abbia significato andare a scuola per me…una tragedia!

Ho cambiato quattro scuole superiori e cinque classi. Ho avuto più di centodieci compagni perché per me andare a scuola semplicemente non aveva senso. Non mi interessava, non mi piaceva, non trovavo il perché…fino a quando ho partecipato ad un open day di Psicologia e lì si è aperto il mio mondo.

Quella era la mia via! Ho iniziato a studiare con un obiettivo e l’ho raggiunto. Mi sono trasferito a Padova, sono arrivato all’ultimo esame, ero prossimo al coronamento del mio sogno; eppure, non mi sembrava abbastanza. Ero alla ricerca…di cosa? Forse della felicità. Allora per la laurea mi sono regalato un volo di sola andata.

Destinazione Sidney. Sarei dovuto stare sei mesi invece ho passato un anno e mezzo a scoprirmi, sperimentarmi, maturare nuove consapevolezze su di me. Ho lavorato come giardiniere, cameriere e anche come comparsa in tv. Avevo amici e una nuova vita. Insomma, andava tutto per il meglio fino a che…

mi sono guardato allo specchio con sincerità. Ancora mi mancava qualcosa. Devo investire su di me mi sono detto. Allora ho fatto la valigia, l’Australia mi aveva dato tanto, ma non poteva darmi di più. E sono tornato a casa.

Mi sono rimesso sui libri e sono diventato uno psicologo clinico. Quando mi hanno proposto di seguire un ragazzo autistico mi sono buttato e lui mi ha travolto! Mi ha spinto a guardare oltre l’apparenza e a chiedermi: quanti ragazzi restano isolati dalla società?

Il pensiero non mi mollava e mi ha mosso alla ricerca di risposte. Sai cosa ho scoperto? Che la diversità è ancora una finestra dietro la quale troppi ragazzi si soffermano a guardare il mondo al posto di viverlo. Allora non ho resistito e mi sono inventato qualcosa!

Il progetto FruttiNuovi, all’interno dell’associazione Daya, nasce nel terreno bellissimo e incolto di mia zia che voleva usarlo per farci qualcosa di buono. E buono lo è diventato davvero perché oggi, dopo pochi anni, cura, nutre e porta frutto…

Arare, piantare, potare, raccogliere, trasformare e cucinare. L’agricoltura e la cucina sono gli strumenti che utilizziamo per abilitare i ragazzi alla vita, coinvolgendoli nei processi, nelle relazioni, nelle responsabilità. Lavoriamo con i ragazzi e le famiglie, lavoriamo con il e per il territorio perché la natura mi ha insegnato che tutto matura a ritmo della propria stagione…tutto matura se viene amato!

Così oggi sono qui, insieme a 30 ragazzi, 30 famiglie e 4 collaboratori tutti impegnati a rendere l’inclusione una reale opportunità, dove le persone insieme rinascono e fioriscono.

Vuoi che ti dica un segreto? Credo di aver superato il mio desiderio di bambino perché quando apro la porta di Daya penso che questa bellezza senza me, la zia e quanti ci hanno creduto, non esisteva. È tutto nuovo. Allora è proprio vero: sono diventato un inventore ma un inventore sociale!

Ti è piaciuta questa storia? Puoi leggere le altre della rubrica Giovani Speranze a partire da Elisabetta


Giovani protagonisti del cambiamento

Escogito: giovani protagonisti del cambiamento

Aiutare i giovani a identificare nuovi modelli con cui costruire il futuro. Con questo obiettivo Fondazione Cattolica incontra ogni anno gli studenti del triennio delle scuole superiori di Verona all'interno dell'evento Escogito. Una giornata all'insegna dell'ispirazione, dell'orientamento e della motivazione che abilita i ragazzi a guardare al domani a partire da sè! Quest'anno Escogito si tiene all'interno del Festival dei Poeti Sociali, una proposta culturale aperta e plurale che offre occasioni di confronto per condurre alla pace.

Escogito: che cos'è?

Un evento dal carattere orientativo, pedagogico e motivazionale. Escogito è un'iniziativa ideata da Fondazione Cattolica per permettere ai ragazzi di guardare il futuro attraverso lo sguardo della speranza. Una mattinata dedicata agli studenti per aiutarli ad agire scelte consapevoli e felici che permettano di dare forma ad un futuro all'altezza dei loro sogni.

Escogito è un luogo per:

  • ispirare, attraverso storie di Giovani che stanno lasciando il segno
  • orientare, attraverso la testimonianza di chi nella vita ha intrapreso strade formative e/o professionali portando frutto nella vita comunitaria
  • motivare, attraverso la consapevolezza che la felicità non è una meta esterna ma un processo interiore che porta a creare un mondo più equo per tutti

Giovani protagonisti del cambiamento: la terza edizione

Nelle precedenti edizioni Escogito ha permesso ai giovani di fare chiarezza rispetto alla propria identità e agli strumenti indispensabili per trovare il proprio posto nel mondo come la passione, la formazione, le relazioni e l'azione. Quest'anno Escogito porta sul palco scenico della Gran Guardia di Verona il protagonismo giovanile con la musica di Alex Fusaro e di Occhi ma anche con la vita che diventa opera! L'evento infatti sarà sede del "Premio Giovani di Valore" premio ideato per valorizzare l'impegno dei giovani che attraverso scelte coraggiose riescono a:

  • Creare forti comunità territoriali
  • Generare benessere in persone, comunità, territori
  • Avviare attività imprenditoriali ad alto impatto sociale

Ma come si diventa protagonisti del cambiamento? Entreremo nel vivo del tema e troveremo elementi di crescita insieme agli speaker motivazionali che accompagneranno gli studenti a lavorare dentro se stessi prima di agire nel mondo: Anna Polinari, Alessandro Bordini e don Alberto Ravagnani.

Informazioni utili

L'evento è gratuito. Si tiene il 18 ottobre dalle 9 alle 12.30 presso l'Auditorium della Gran Guardia, in Piazza Bra, Verona. Sei interessato a partecipare? Scrivici per verificare la disponibilità!


Insieme per crescere sviluppare comunità

Insieme per crescere, sviluppare comunità

Il video contest "Insieme per Crescere" è nato dalla volontà di esprimere il valore educativo e relazionale dell'esperienza Grest. Oltre 25 Parrocchie e Circoli Noi hanno partecipato alla prima edizione del contest, inviando video artigianali che mettevano al centro la bellezza della relazione ricca di cooperazione, formazione, divertimento, gioco, inclusione, servizio…e molto altro ancora.

Impegno, cura e responsabilità sono gli elementi caratterizzanti i 10 video finalisti pubblicati sui canali social di Fondazione Cattolica. Ancora una volta Parrocchie e Circoli Noi si sono dimostrati veri alleati delle famiglie nella crescita educativa e spirituale delle nuove generazioni. A dimostrarlo è l’attivazione comunitaria e le oltre 9 mila interazioni digitali che hanno decretato i 3 video vincitori del contest.

I vincitori del contest Insieme per Crescere

Con 1.416 voti registrati, la Parrocchia di Sommacampagna - Custoza si aggiudica il primo posto.

Seguita dal Circolo Noi Il Sentiero con 1.319 voti

Terza classificata è la Parrocchia di Vigasio con 1.030 voti

Insieme per crescere, sviluppare comunità

Desiderio di Fondazione Cattolica è continuare un cammino condiviso di crescita. Per questo la Fondazione proclamerà i vincitori durante l'evento “Insieme per crescere, generare comunità”, un’occasione per riflettere insieme sull’oggi e sul domani, identificare buone prassi e modelli che attivino e vitalizzino le realtà comunitarie.

Parteciperanno all'evento come relatori:

don Matteo Malosto Direttore Centro pastorale adolescenti e giovani

    • don Paolo Zuccari, Presidente NOI Aps Verona

L’iniziativa si terrà nella sede di Fondazione Cattolica in via Adua , martedì 10 settembre dalle 11.00 alle 12.00 con momento conviviale finale. E' richiesta comunicazione dei partecipanti.

Per saperne di più sul contest in oggetto è possibile prendere nota del regolamento!


Costruire un futuro di felicità, l’impegno di AGESCI

Costruire un futuro di felicità, l’impegno di AGESCI

Era l’inizio del 1900 quando Lord Baden-Powell osservando i ragazzini di Londra constatò l’urgenza di adottare un approccio pedagogico innovativo per crescere uomini e cittadini liberi, capaci cioè di creare una società migliore di quella che avevano ereditato. Il metodo Scout nasce nel 1907 e pone le radici in quattro elementi educativi portanti e ancora attuali: la formazione del carattere, lo sviluppo delle abilità manuale, la salute e la forza fisica e il servizio verso il prossimo perché negli Scout ogni persona possa scoprire chi è e portare la sua unicità nel mondo.

Lo sviluppo dell'AGESCI in Italia

Fantasia, gioco, avventura, vita all’aria aperta, scoperta di sé e dell’altro, esperienza di comunità…lo scautismo è un movimento che si diffonde velocemente in tutto il mondo. In Italia il movimento viene abbracciato dall’ASCI (Associazione Scout Cattolici Italiani) e dell’AGI (Associazione Guide Italiane) rispettivamente di composizione maschile e femminile. Le due realtà percorrono un cammino parallelo “fino a quando nel 1974 le due associazioni scelgono di diventare un’unica entità valorizzando le qualità dell’una e dell’altra esperienza” racconta Roberta Vincini, Presidente del Comitato nazionale AGESCI. “La forma della coeducazione, perché si può crescere solo insieme, e della diarchia, cioè della compresenza uomo-donna, ha evidenziato fin dal principio il tratto innovativo di AGESCI orientato ad accendere la ricerca al senso della vita”.

Un cammino, quello dell’AGESCI, umano, sociale e spirituale essendo associazione laicale di tipo B riconosciuta dalla CEI.

Il percorso Scout

“L’esperienza Scout risponde alle tante domande dei giovani sulla vita attraverso una dimensione ludica, sociale e spirituale. Scoprire i fondamenti per vivere una vita autentica adulta è un obiettivo prefisso dallo scautismo che inizia da bambini e dura per sempre!” racconta Francesco Scoppola, Presidente del Comitato nazionale AGESCI. Dagli 8 anni i bambini entrano nel mondo delle Coccinelle o dei Lupetti per scoprire attraverso il gioco la bellezza dell’infanzia e delle loro qualità. Dai 12 anni gli adolescenti accedono alla branca Esploratori e Guide dove riconoscono la propria identità e la relazione con la comunità circostante. Successivamente i ragazzi sono portati a vedere nell’autodeterminazione del servizio una missione personale. “A 21 anni un ragazzo può scegliere se diventare Capo, e quindi aderire ad un patto associativo per accompagnare la crescita delle nuove generazioni secondo i valori del metodo, oppure se dedicare il proprio servizio in altre forme alla comunità”.

Gli Scout una realtà in crescita

AGESCI registra 183 mila iscritti. Di questi 150 mila sono bambini e ragazzi e 33 mila sono capi che hanno scelto di assumersi la responsabilità della crescita educativa dei ragazzi.

“Le famiglie riconoscono l’autenticità della proposta educativa. Bambini e ragazzi sono accompagnati in un percorso esplorativo di conoscenza di sé, delle proprie abilità, dei propri talenti che possono essere messi a disposizione della comunità. Vivere lo scautismo significa mettersi in relazione con gli altri e con la natura, vivere in un contesto positivo non prestazionale né competitivo, sviluppare passioni e costruire ciò che serve. Tutto ciò ha un valore incredibile se pensiamo che oggi tutto è già preconfezionato ed è difficile per i ragazzi sperimentare chi si è” testimoniano i presidenti. Una scelta qualitativamente significativa tanto da avvicinare al mondo Scout sia bambini che adulti. “Il movimento cresce grazie ai capi. Più della metà sono giovani under 30 ma ci sono anche tanti genitori che si avvicinano tramite i loro figli: vedono il significato del percorso e scelgono di affiancare con le loro qualità!”.

AGESCI 50 anni di impegno sociale

Per ricordare i 50 anni di impegno sociale, civile e spirituale AGESCI ha intrapreso un cammino che mette a fuoco il rinnovato bisogno di fare educazione oggi affinchè i bambini e i ragazzi affidati allo scautismo possano crescere nei valori della cittadinanza attiva e responsabile.

Dal 22 al 25 agosto la città di Verona ospita la Route nazionale delle Comunità capi, un evento partecipato da 18.000 capi provenienti da tutta Italia, riunitisi a Villa Buri nel tema: Generazioni di felicità. Una grande avventura vissuta in sinergia con il territorio e l’accompagnamento del mondo ecclesiastico per contribuire a innescare processi di cambiamento positivi e contagiosi.

“Siamo qui per essere felici! E vogliamo testimoniare, e continuare a farlo, la bontà della vita attraverso il servizio e l’educazione delle nuove generazioni.”


Elisabetta Altomare

Da Google alla scuola: la bussola ritrovata di Elisabetta

Una parola nuova…ecco di cosa avevo bisogno da ragazzina.

Invece ci sono voluti anni, un lungo soggiorno all’estero, la nascita dei miei bambini per capire che quella parola era da sempre dentro di me. Solo che non riuscivo ad ascoltarla…

Forse ero distratta dall’idea di dover scegliere. Di trovare un lavoro. Di non deludere. Tra i miei amici c’erano quelli appassionati a una disciplina, quelli talentuosi in uno sport e mi sembrava che per loro il futuro fosse una scelta semplice: inseguire la loro qualità. Mentre io?

A me piaceva far star bene gli altri. Ma che lavoro è? Mi dicevo…Già che lavoro è?

Sono arrivata all’università con tante domande e una sola certezza: sapevo ciò che non volevo. Fare il medico, come era tradizione in famiglia. Così ho scelto Economia, la facoltà che lascia le porte aperte.

Le porte e anche gli orizzonti. Perché alla fine del mio percorso dopo aver scoperto che non mi piaceva la consulenza e nemmeno il lavoro universitario, mi hanno chiamata per lavorare a Dublino. Il lavoro in sé non era chiaro ma sarei stata all’estero, che avventura! E soprattutto avrei lavorato in…

Google. Sì, hai letto bene. Ero nel quartier generale europeo! Wow!

All’inizio era tutto così esotico e sorprendente. C’erano giovani da tutta Europa, benefit incredibili, un contesto stimolante che mi pompava di adrenalina e di autostima perché quando lavori in Google la gente ti guarda con la bocca aperta…come fossi su un piedistallo.

Ma la vuoi sapere una cosa? Con gli anni, quando l’effetto wow è diventato il sorriso di mio figlio e le bellezze che scoprivo in relazioni autentiche, mi sono chiesta: a cosa stai dedicando le tue energie? Il mio, in verità, era un lavoro normalissimo: facevo l’account manager, gestivo un portafoglio clienti e sì lo facevo in Google. Però non ero realizzata. Non ero felice.

Per questo, dopo qualche anno, siamo tornati in Italia.

Pensavo che la vicinanza geografica lenisse i miei pensieri. Ma non c’è approdo per chi non vuole collegarsi al proprio cuore. Perché resti se non ti piace quello che fai? mi chiedeva un amico, di quelli che non hanno paura a farti stare “scomoda”, se ti vedono infelice. Che domanda! Ero appesa a tante scuse, stretta in un bozzolo di incertezze, bloccata in un percorso professionale non mio.

Sono passati giorni. Vabbè, mesi! Ma la relazione con la cooperativa Sophia e con altri amici che erano riusciti a fare una scelta davvero libera mi ha fatto capire che è possibile vivere la propria pienezza. Così mi sono messa a scavare, scavare a fondo per comprendere che nella sicurezza economica si nascondeva la mia grande paura: essere libera di fare quello che mi piaceva.

E io, semplicemente non lo stavo facendo! Vieni nelle scuole con noi! mi hanno chiesto i ragazzi di Sophia.

E l’ho fatto. Ho scelto di far stare bene gli altri!

Oggi porto ai ragazzi quella parola che avrei voluto ricevere tanti anni fa: àmati! Ma non gliela dico. Lascio che ognuno trovi la propria all’interno di un programma di orientamento basato sull’ascolto attivo, la consapevolezza di sé, l’essere presenti a sé stessi. Curo le relazioni con i docenti per aiutare i ragazzi a trovare gli strumenti che li aiutino a sapere chi sono, perché alla fine solo loro sono la bussola per il loro futuro.

Ti è piaciuta questa storia? Puoi leggere altre esperienze della rubrica Giovani Speranze come la storia di Alberto!


Sperimentare per crescere: ecco i progetti per la città

Ecco le idee degli studenti veronesi per il territorio

3 settimane, 60 ore formative, 17 professionisti incontrati. "Sperimentare per crescere" è il programma di PCTO (percorsi per le competenze trasversali e l'orientamento) che ha permesso a 14 ragazzi provenienti da 7 diverse scuole superiori di Verona di sviluppare la competenza imprenditoriale.

 

Analisi, progettazione, teambuilding e teamworking, leadership, comunicazione assertiva sono solo alcune delle competenze che i ragazzi hanno implementato durante la formazione laboratoriale pensata per aiutare i partecipanti a ideare progettualità volte a migliorare la condizione giovanile veronese.

Durante il percorso i ragazzi hanno visitato 4 imprese sociali veronesi (Cooperativa Sociale Pantarei, Fucina Culturale Machiavelli, D-Hub, Acli Verona) per comprendere quali figure professionali operano nelle organizzazioni e come si gestisce un'organizzazione a vocazione sociale.

Insieme al team di Fondazione Cattolica e a professionisti esperti nel settore di riferimento, i ragazzi si sono addentrati nell'analisi di mercato, nella relazione con gli stakeholder, nella definizione dei canali di comunicazione e strategie di marketing, nella gestione dei flussi economici, nell'attività giuridica e nella modalità di raccolta fondi.

Ma quali progetti sono nati dall'incontro di studenti sconosciuti, uniti dalla missione di rendere i giovani protagonisti? Ecco le idee degli studenti veronesi per il territorio!

 

A.W.I.P - i ragazzi per i ragazzi

Un'associazione di promozione sociale nata per aiutare i ragazzi in situazione di vulnerabilità sociale, difficoltà economica o psicologica a ricredere nella vita. Attraverso questo progetto Anna, Wissal, Imane, Pietro si propongo di realizzare una casa accogliente e inclusiva per i ragazzi vittime di bullismo, per coloro che hanno subito la separazione genitoriale, per quelli che si sentono impotenti rispetto alla condizione economica familiare di partenza. Awip apre le porte di un nido sicuro, una casa aperta contro l'emarginazione. All'interno di Awip i partecipanti possono trovare attività ricreative a prezzi accessibili come: aiuto scolastico, ascolto attivo, corsi di musica, book club letterario, spazio gaming e tornei sportivi. Tutti i servizi sono promossi da giovani volontari. Ma non solo. I ragazzi troveranno anche uno spazio ristoro e la possibilità di consulenza psicologica grazie alla collaborazione con gli istituti alberghieri che potranno indirizzare le esperienze di tirocinio dei propri studenti e dell'Università di Psicologia.

 

 

Polmone Verde - trasforma i rifiuti, coltiva il futuro!

Un'associazione che mira a trasformare i gli spazi verdi abbandonati e in stato di degrado in centri di agricoltura urbana sostenibile attraverso il compostaggio di rifiuti organici. Polmone Verde nasce da un'idea di Annabel, 

Alessandro, Karim e Giulia, che desiderano abbattere la devianza e il degrado attraverso attività seminative che portano a un miglioramento comunitario grazie alla riduzione della malavita, alla riqualificazione urbana, al miglioramento dell'impatto ambientale. Un progetto rivolto ai giovani della città che include volontari provenienti dal tessuto cittadino e ragazzi inviati dal tribunale all'interno di u

n percorso formativo in cui coltivatori senior tramandano il proprio sapere alle giovani generazioni. Polmone Verde è un progetto comunitario che funziona grazie al coinvolgimento dei cittadini che possono portare il materiale organico prodotto nelle loro case all'interno delle compostiere di Polmone Verde accedendo così a tessere sconto per l'acquisto di ortaggi freschi e biologici nati dalla coltivazione delle aree riqualificate. Insieme al territorio e con progetti di sensibilizzazione attiva nelle scuole, Polmone Verde punta a coltivare il futuro, un semino alla volta!

Alziamoci Insieme - i veri limiti sono mentali, non fisici!

Un’associazione di promozione sociale ideata da Simona, Silvia, Maddalena, Alessio, Giacomo e Riccardo con un sogno in comune: rendere lo sport libero ed inclusivo per tutti. Attraverso questo progetto i ragazzi vogliono raggiungere due destinatari: i 3500 giovani veronesi che hanno una disabilità fisica e il 17% dei coetanei che non praticano sport. Con "Alziamoci insieme" lo sport diventa motore di crescita del potenziale personale, fattore di relazione e di nuove amicizie, un impegno che migliora la gestione del tempo e allontana i giovani da cattive abitudini. La forza del progetto sono proprio i giovani volontari che scelgono di promuovere l'autonomia, la fiducia in se stessi e il valore della relazione diventano allenatori di squadre di pallavolo e di calcio per bambini e ragazzi con disabilità. Alziamoci insieme è una chiamata a non

 lasciarsi abbattere ma ad agire in squadra per trovare nuove opportunità di sano divertimento.

Vuoi saperne di più sul programma PCTO? Leggi il programma!


Come vivono i giovani in Italia?

Come vivono i giovani in Italia?

Il rapporto Italia Generativa 2023, sviluppato dal Centre for the Anthropology of Religion and Generative Studies dell’Università Cattolica, mette a fuoco le fragilità diffuse che sperimentano i giovani sul territorio nazionale ed europeo. Emerge da un lato una profonda connessione tra conoscenze, accesso al mondo del lavoro, indipendenza economica, autonomia abitativa, adultità e costruzione di futuro e dall’altro un profondo ritardo italiano nell’attuare politiche strategiche di equilibrio generazionale. Leggendo questi dati viene da chiedersi: cosa sentono i giovani d’oggi?  Abbiamo rivolto questa domanda a Don Alberto Ravagnani.

La ricerca Italia Generativa 2023

Il rapporto Italia Generativa confronta la situazione italiana con le azioni europee su 5 aree tematiche:

  • L’educazione e la formazione
  • L’ingresso nel mondo del lavoro
  • L’accesso all’autonomia abitativa
  • Il benessere
  • La fiducia e la partecipazione

Cosa emerge dalla ricerca? L’Italia si presenta in ritardo nel favorire la crescita delle nuove generazioni.  Il nostro è un Paese che ha accumulato alcuni fardelli ereditari: quello finanziario, con un debito pubblico che oggi si attesta intorno al 140% del PIL; quello educativo-formativo, con livelli di scolarità tra i più bassi d’Europa; quello ambientale, che si traduce nel diffuso dissesto idro-geologico che infragilisce il territorio italiano, oltre che nella presenza della zona più inquinata d’Europa (la Pianura Padana); infine, quello demografico, con un tasso di fecondità ai minimi storici e l’inizio di un processo di spopolamento. La somma di questi elementi determina l’incremento del divario generazionale dove i giovani si trovano in situazione di svantaggio.

La sintesi dei dati emergenti

Per cambiare è necessario fare i conti con alcuni dati che dimostrano le fragilità portanti del nostro Paese:

  • Una formazione migliorabile. Il 9% degli studenti lascia la scuola prima di conseguire un titolo di istruzione secondario e sono poco meno del 30% i giovani che conseguono un titolo di laurea registrando una diretta connessione a posizioni lavorative meno qualificanti.
  • L’accesso a posizioni lavorative gratificanti. Il lavoro rimane ancora un passaggio critico definito anche dalla distanza delle competenze richieste dalle imprese e da quelle offerte dai ragazzi.
  • Transizione abitativa. I progetti di autonomia sono oggi messi in discussione dall’aumento dei costi degli alloggi e delle utenze che ancora una volta acuisce il divario generazionale e le possibilità di realizzazione personale.
  • Centratura dell’alleanza intergenerazionale nel dialogo politico per portare equilibrio all’interno di scelte che non possono essere rimandate.

L'intervista sulla realtà

Don Alberto, tu che con i ragazzi vivi, progetti e cammini in un percorso di crescita, di cosa senti che hanno bisogno?

Di una visione di uomo vera e completa. Spesso dimentichiamo che oltre alle cose quantificabili esistono desideri e domande profonde nei ragazzi, una ricerca identitaria che va oltre la produttività e la ricerca di un posto di lavoro. Dimentichiamo sempre lo Spirito. I ragazzi di oggi ci dimostrano che la felicità per loro non è il Lavoro. Oggi le persone hanno tutto ma sono profondamente tristi perché abbiamo sbilanciato in modo folle la nostra attenzione solo sull’individuo dimenticandoci l’esistenza della dimensione spirituale dell’uomo e questo ci ha portati a ricercare la felicità da soli, in processi individuali e non comunitari. Non possiamo pensare di costruire il futuro con una visione parziale dell’esistenza.

Alle categorie che sono prese in considerazione dalle analisi, cosa aggiungeresti?

Lo spirito. Il termine spiritualità indica il legame con l’origine e questo porta a dare significato alle cose. Insieme ai ragazzi sperimento che quando si mette ordine nella dimensione umana e spirituale, La Persona, cioè l’entità che si definisce in relazione con gli altri e non solo con il sé, va’ a sostituire l’individuo. Attraverso l’incontro possiamo scegliere come orientarci al Bene anche nelle scelte future perché insieme si costruiscono visioni.

Cosa desiderano i ragazzi che incontri?

I ragazzi che abitano qui con me vivono da fratelli e sorelle in un principio di verità: se Dio è Padre allora noi siamo fratelli. In loro vedo la voglia di fiorire al meglio: sono generosi, si sanno stimare, sono contagiosi, sanno risolvere i conflitti, si sentono amati, sentono di appartenere. I ragazzi cercano relazioni vere e autentiche perché sono attratti dalla bellezza che si sprigiona. Questa è la carta vincente da giocare. Creare una comunità in cui le istituzioni non deleghino ad altri il compito educativo della crescita bensì si assumano la responsabilità di dare!

Conclusioni

generazioni senior, i giovani rischiano di restare sempre più al palo, imprigionati nella rete di un benessere ricevuto e non conquistato, che qualche volta disinnesca il desiderio e più spesso li relega ai margini dell’economia e della società. Uscire però dalla sensazione di essere prigionieri di una “gabbia (semi) dorata” è possibile. Alcuni ragazzi, come quelli accompagnati da Don Alberto nell’associazione LabOratorium, esercitano una forza motivazionale generata da processi di rete. E per tutti gli altri? Ti invitiamo a leggere alcuni degli stimoli fiscali, politici, giuridici, sociologici che suggerisce la conclusione del Rapporto Italia Generativa per migliorare la qualità di vita futura del nostro Paese


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