PARTECIPA AL VIDEO CONTEST “IL TALENTO DI STARE INSIEME” PER RACCONTARE L’ESPERIENZA DEL GREST
“Il talento di stare insieme” è un contest che permette di raccontare con un video “artigianale” il valore comunitario, educativo e relazionale dell’esperienza GREST, un’occasione in cui ogni partecipante può far fiorire le proprie potenzialità e scoprire il proprio talento, perché è nello stare insieme che possiamo generare futuro.
Il tema del contest, “Il talento di stare insieme”, mira ad esplorare il valore del Grest come esperienza di scoperta, di sé e degli altri, in un contesto comunitario.
Un’occasione unica per diventare protagonisti di un racconto che focalizza l’attenzione su un’esperienza che mette al centro la relazione come motore di crescita!
Come funziona il contest
- Possono partecipare al contest solo le Parrocchie e i Circoli Noi aderenti al Bando Grest 2026
- Ogni parrocchia e/o circolo può inviare un solo video
- Tutti i video ricevuti verranno valutati da una commissione di esperti
- I 10 video maggiormente rispondenti ai criteri valutativi saranno pubblicati sui canali social di Fondazione
- Dal 1° al 31 agosto i video saranno online e sostenibili dalla community digitale
- I video più sostenuti permetteranno all’ente di accedere all’assegnazione di 3 microerogazioni del valore di 1.500 euro ciascuna, a supporto di progettualità educative.
Come partecipare a “Il talento di stare insieme”
Partecipare al contest è semplice! Leggi e attieniti al regolamento. Fai firmare il modulo di autodichiarazione, le liberatorie maggiorenni e minorenni con i documenti di privacy. Invia tutto il materiale (video, liberatorie e privacy) entro il 20 luglio alle ore 12:00
Per maggiori informazioni chiama la Fondazione allo 045 8083211
Papa Leone XIV per il ventennale di Fondazione Cattolica

Il 13 marzo una delegazione di Fondazione Cattolica e di Generali Italia è stata ricevuta in udienza da Sua Santità Leone XIV nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico in occasione del ventennale della nascita della Fondazione.
Con il Presidente Paolo Bedoni e il Vicepresidente Piero Fusco, hanno partecipato alla delegazione i membri del Consiglio di amministrazione, dell’Organo di controllo e i dipendenti della Fondazione. Per Generali Italia, di cui Fondazione Cattolica fa parte, erano presenti il Presidente Antonio Cangeri e il General Manager Massimo Monacelli.
La partecipazione all’udienza ha rappresentato, per Fondazione Cattolica e per Generali, un momento di significativo valore simbolico e istituzionale. Nel corso dell’incontro il Santo Padre ha richiamato le radici religiose, sociali e culturali della Fondazione in coerenza con i principi della dottrina sociale della Chiesa e con riferimento all’enciclica Rerum Novarum di papa Leone XIII con l’invito ai cattolici “ad organizzarsi anche a livello economico per affrontare la questione sociale”.
“Vent’anni fa – ha aggiunto il Pontefice – in un contesto molto mutato ma a partire da quelle stesse radici, è nata la Fondazione Cattolica riconoscendo il ruolo fondamentale del Terzo Settore nel sostegno alle comunità, alle persone e alle famiglie che vivono condizioni di maggiore fragilità e di emarginazione sociale. In questo modo, favorendo le iniziative di tante associazioni e imprese sociali, fondazioni ed enti religiosi, Fondazione Cattolica ha dato un contributo importante alla coesione sociale e alla tutela delle persone più vulnerabili”.
Il Pontefice ha incoraggiato Fondazione Cattolica a proseguire nel suo impegno nella formazione dei giovani attraverso percorsi educativi, culturali e di partecipazione, richiamando in particolare l’importanza della nascita dell’Academy di Fondazione Cattolica per il Terzo Settore in collaborazione con l’università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, che verrà estesa quest’anno anche alla LUMSA di Roma.
Fondazione Cattolica all’udienza di Leone XIV per l’Arena di Pace
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Nell’esprimere il suo apprezzamento per quella grande iniziativa, Papa Leone XIV ha ricordato che in quell’occasione Papa Francesco ha ribadito che la costruzione della pace inizia con il porsi dalla parte delle vittime. Questa prospettiva, ha detto Papa Leone, “è essenziale per disarmare i cuori, gli sguardi, le menti e denunciare le ingiustizie di un sistema che uccide e si basa sulla cultura dello scarto”.
E’ stata una gioia immensa partecipare all’udienza”, ha dichiarato Paolo Bedoni . “E’ stato importante per Fondazione Cattolica essere accanto alla Diocesi di Verona nell’organizzazione di questa iniziativa dedicata alla Pace. Accogliendo le parole del Papa continueremo a dedicare particolare attenzione ai temi della dignità dell’uomo e della giustizia sociale per combattere le diseguaglianze, le povertà e le discriminazioni con iniziativeche possano durare nel tempo nel solco della Dottrina Sociale.
"Tu vali!", il PCTO 2025 di Fondazione Cattolica
Ecco il programma PCTO rivolto agli studenti delle scuole veronesi per ampliare le proprie competenze e sviluppare progetti d'impresa sociale efficaci per il territorio
Dopo l'esperienza positiva sviluppata nell'estate 2024, Fondazione Cattolica ha potenziato la progettualità PCTO con l'obiettivo di aprire le porte a un numero maggiore di studenti, distribuire il carico di attività durante i mesi e aumentare l'impatto delle idee progettate dai partecipanti.
"Tu vali!" non il classico PCTO
“Tu vali” è il Percorso per le Competenze Trasversali e l’Orientamento ideato da Fondazione Cattolica con il supporto di LABoratorio 5.0 (Società Benefit dedicata alla diffusione della cultura dell’intraprendere tra i giovani e al supporto alle idee e progetti d’impresa) con il fine di rendere gli studenti protagonisti della loro crescita attraverso lo sviluppo di progettualità volte a migliorare la vita della città.
Il PCTO è un’opportunità per:
- scoprire sé e i propri talenti;
- conoscere il territorio e le imprese locali;
- sviluppare competenze trasversali e attitudini abilitanti l’imprenditività;
- ideare soluzioni innovative ai bisogni locali;
- creare networking e incontrare professionisti multidisciplinari.
Attraverso la partecipazione gli studenti partecipanti potranno aderire a una competition di idee che prevederà la vittoria di un team e la possibilità di far sviluppare tutti i progetti ideati a enti non profit della rete di Fondazione Cattolica.
Destinatari di "Tu Vali!"
I partecipanti del PCTO sono gli studenti del triennio provenienti da qualsiasi indirizzo scolastico. La partecipazione è consigliata a coloro che scelgono di mettersi in gioco per sperimentarsi e dare forma all'innovazione!
Il programma "Tu Vali!"
Da gennaio 2025 fino a giugno 2025 gli studenti potranno partecipare ad un programma ricco di: formazione, sviluppo e ispirazione. Il PCTO prevede la visione di video pillole formative dedicate al tema dello sviluppo di impresa. La Fondazione, insieme a LABoratorio 5.0 accompagnerà i ragazzi in visite didattiche all'interno di quattro imprese sul territorio. Gli studenti parteciperanno ad incontri ispirazionali nei quali si formeranno i team di progetto e si matureranno le idee sulle quali lavorare in estate. Al termine della scuola, infatti, i ragazzi saranno coinvolti a tempo pieno in due settimane di progettazione per ideare la migliore proposta che risponda ai bisogni della città. Il progetto più meritevole riceverà un riconoscimento da parte della giuria!
Monte ore "Tu Vali!"
Il progetto prevede una presenza minima di 60 ore ed una massima di 75. L'impegno mensile richiesto agli studenti durante i mesi scolastici è di cinque ore pomeridiane calendarizzate per tempo e condivise con i partecipanti.
Mauro Magatti alla rete Contagiamoci: “Voi siete generatori di libertà!”
Il movimento sociale ed economico nato tra gli anni ’70 e ’80 che ha sviluppato prima il volontariato, poi le prime forme giuridiche organizzate non profit ed infine il Terzo Settore, è in piena trasformazione. Gli operatori del mondo cooperativistico sperimentano la necessità di esplorare sistemi inediti per comprendere come rivitalizzare un settore che si confronta con l’evoluzione del mercato dove le imprese nascono, vivono e muoiono. “L’animo sociale è stato istituzionalizzato e normalizzato tanto che negli anni è diventato Terzo Settore – riporta il sociologo – I processi di istituzionalizzazione nel lungo periodo tendono a ridurre il calore della vita. Lo vediamo nella dimensione politica come in quella religiosa come oggi anche nel Terzo Settore. Bisogna allora capire come si fa per far partire un nuovo ciclo? Perché la vita non è solo norme. La vita sociale è una sorgente e i poeti sociali, come li chiama Papa Francesco, riconoscono questa forza intrinseca della vita che continua a creare vita. Dobbiamo essere capaci di trovare una via innovativa piena di bellezza!”.
Precisa Mauro Magatti rivolgendosi alla platea di oltre 150 esponenti di Contagiamoci!, la rete informale curata da Fondazione Cattolica che unisce più di 350 persone operanti nel mondo non profit provenienti da tutta Italia. L’incontro, tenutosi all’interno del Palazzo della Gran Guardia il 19 ottobre durante il Festival dei Poeti Sociali, ha colto il bisogno di guardare la storia nella sua dimensione relazionale perché per cambiare rotta bisogna partire dalla cura, dalla formazione dei giovani e dei territori, dall’attivazione di nuove forme dell’abitare che, secondo il professore, attiveranno nuove forme di esistenza generative e inclusive.
Generatori di pensiero
“La crisi consiste nel fatto che il vecchio muore e il nuovo non può nascere. E in questo chiaroscuro nascono i mostri” diceva Antonio Gramsci, una frase che descrive in modo lucido il contesto di immobilismo in cui siamo immersi, dove tutto pare cristallizzato all’impossibilità di creare nuovo futuro. Una crisi, quella attuale, che non lascia fluire la vita e che si alimenta delle libertà individuali che l’uomo ha conquistato anno dopo anno.
“All’inizio del secolo scorso eravamo 1 miliardo. Ora siamo 8 miliardi di persone spinte dal desiderio perpetuo di avere più comfort, più sicurezza, più scelta che sono resi possibili non dalla politica ma dall’economia. La conseguenza dell’autodeterminazione e della mancanza di percezione dell’essere animali sociali ci ha spinti verso un sistema entropico ricco di disordine e disorganizzazione” racconta Magatti. Viviamo in un sistema che non è sostenibile ma come cambiare la rotta?
Nel libro Generare libertà. Accrescere la vita senza distruggere il mondo Mauro Magatti e Chiara Giaccardi propongono di partire dalla cura del pensiero con lo scopo di risvegliare il senso della libertà. “La relazione è con il tempo e il contesto, con il passato, con l’ambiente, con le persone, con la Vita. La relazione ci rende vivi e liberi, ci apre all’inaspettato, alla creatività, resuscita il pensiero sopito delle nostre esistenze. Ci fa riappropriare del principio generativo” caratteristiche che sembrano pennellate sugli operatori del mondo non profit che lavorano partendo dagli ultimi dando così la possibilità alla società di non diventare distruttiva ma generativa.
I 3 principi di libertà
C’è quindi un cambiamento culturale da abbracciare e portare avanti affinchè il consumo delle cose e del desiderio non finisca per rendere la libertà la morte stessa del sistema. L’unico modo di salvare la nostra libertà è impiegarla per metterla al lavoro contro l’effetto entropico dell’aumento delle possibilità individuali. La libertà assume allora dei connotati che Mauro Magatti spiega così:
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- La libertà e desiderio. Il desiderio è ciò che ci spinge verso l’altro. L’essere umano è desiderante ma il piacere non sta nel raggiungimento dell’oggetto quanto nella relazione che si attiva per arrivarvi. Certo non è facile porsi in questa dimensione ma così facendo la libertà diventa un atto di liberazione reciproca.
- Libertà e intelligenza. La relazione viene prima della vita. Ogni scienza ormai conferma che tutte le forme di vita sulla terra vivono in relazione l’una con l’altra, con ciò che c’era prima e su quello che sarà. La vita è quindi relazione e l’essere umano deve tornare ad usare l’intelligenza collettiva e della cura per ristabilire legami.
- Libertà e relazione. Libertà è responsabilità.
La libertà è una conquista di dignità ma necessariamente deve essere riflessa in modo egualitario e sulla libertà altrui. Diventare liberi significa allora superare il concetto “la mia libertà finisce dove inizia la tua” per favorire invece una forma liberante dalla vita condivisa.
Siamo pronti ad assumere questo compito?














