Intraprendenti: il podcast per diventare imprenditori sociali
Come si diventa un imprenditore sociale? Lo scopriamo insieme nel primo episodio di "Intraprendenti. Storie di chi, nel Terzo Settore, genera futuro".
Quali sono gli ingredienti necessari per diventare un imprenditore sociale?
Il primo episodio del Podcast “INTRAPRENDENTI. Storie di chi, nel Terzo Settore, genera futuro” è dedicato allo sviluppo di questo tema.
Ne sono protagonisti Mauro Fanchini, direttore della Cooperativa Sociale Il Ponte di Invorio e l’avvocato Felice Scalvini, membro del Comitato Scientifico dedicato al Terzo Settore di Cattolica Assicurazioni (Gruppo Generali).
Mauro Franchini racconta la propria esperienza e indica gli elementi fondamentali per sviluppare un’impresa sociale:
- curiosità,
- ascolto,
- visione che si ottiene attraverso particolari strumenti di lavoro, quali l’intelligenza, la libertà, la responsabilità e la speranza.
Felice Scalvini ci aiuta a fotografare la realtà delle imprese sociali in Italia, che ad oggi conta circa 23.000 realtà che impegnano 850.000 lavoratori. C’è un aspetto che merita approfondimento: la creazione di una solida base patrimoniale. Come la si ottiene? Scalvini propone l’apporto dei soci, forme di credito agevolato o la filantropia, che può tradursi in contributi a fondo perduto e nella sottoscrizione, anche temporanea, del capitale sociale delle imprese.
Spunti di riflessioni, tra realtà e normativa, esperienza quotidiana e prospettiva economica, che ci aiutano a meglio comprendere come l’impresa sociale può creare opportunità di inclusione e garantire la propria sostenibilità a lungo termine.
Vuoi saperne di più di questo Podcast? Te lo raccontiamo meglio!
Il futuro? Per il 71% dei giovani è promettente
Si può davvero parlare di futuro oggi? E di quale futuro? Fondazione Cattolica ha realizzato Escogito l'iniziativa ideata per aiutare i giovani e inviduare nuovi modelli d'azione con cui costruire il futuro professionale
L’OCSE registra il più alto tasso di appiattamento emotivo dei giovani nei confronti della vita. Eppure nonostante la pandemia, la guerra, il tasso di disoccupazione e di disuguaglianza nel Paese i giovani veronesi hanno fiducia nel futuro. Lo ha dichiarato il 71% dei 700 studenti partecipanti a Escogito, l’iniziata ideata da Fondazione Cattolica Verona per immaginare nuovi modelli d’azione con cui affrontare il futuro. All'interno dell'evento, 5 giovani hanno ricevuto il "Premio Giovani di Valore" ideato per testimoniare le scelte di giovani che in Italia hanno dato vita a imprese ad impatto economico sociale.
Un trend che viene confermato dai numeri nazionali. Nonostante L’Oxfam segnali la presenza di giovani Neet al 23,4%, il tasso di abbandono scolastico al 12,7% e il tasso di disoccupazione giovanile al 21,9%, il 70% dei giovani italiani, etichettati come “choosy”, ha invece voglia di cambiare le cose a partire dalla scuola, dalla politica e dell’ambiente.
Un futuro complesso e sfidante, eppure il 43% di loro è consapevole che per cambiare le cose bisogna mettersi in gioco in prima persona anche perché il 78% sogna un futuro soddisfacente in linea con i propri interessi, con le passioni e all’insegna dell’avvio di attività imprenditoriali.
Il Premio Giovani di Valore
Un futuro che prende forma dal desiderio più che dalle aspettative sociali. Dalla voglia di creare ambienti lavorativi stimolati per sé e per la comunità. Lo testimoniano anche i 5 giovani premiati insieme a Jacopo Buffolo, Assessore alle Politiche Giovanili e all'Innovazione del Comune di Verona, alla prima edizione “Premio Giovani di Valore”, il premio ideato da Fondazione Cattolica per riconoscere l’impegno di giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni che, attraverso le loro scelte, hanno:
- Generato benessere in persone, comunità, ambiente
- Innovato sistemi
- Avviato attività imprenditoriali ad alto impatto sociale
- Creato forti comunità territoriali.
Ma chi sono stati i premiati di questa prima edizione?
Giandonato Salvia - fondatore Progetto Tucum
Ci sono due modi per guardare il povero: starne alla larga o prendersene cura. Giandonato sente che la dignità della Persona è qualcosa che va oltre la sua situazione economica. Questo Premio riconosce l’intraprendenza di un giovane che ha scelto di rispondere all’ingiustizia sociale con un uso sapiente di competenze e innovazione. Tucùm è un’invenzione tecnologica che dialoga con le comunità per generare una società più solidale attraverso il modello dell’Economia Sospesa. Giandonato viene premiato perché ha saputo trasformare il suo desiderio di un mondo più equo in realtà.
Teresa Scorza - fondatrice ZeroPerCento
Il lavoro lo si può vivere da dipendenti o da intraprendenti. A Teresa, però, non basta lavorare per lavorare perché sente che ci sono Persone a cui manca l’opportunità di esprimere le proprie capacità. Questo Premio riconosce il coraggio di una giovane che di fronte alle impellenti necessità sociali ha scelto di mettersi in gioco per creare un luogo di formazione, lavoro, comunità. ZeroPerCento è una bottega di quartiere che mette al centro la persona e la sostenibilità attraverso il lavoro di chi è più fragile. Teresa viene premiata perché ha saputo trasformare il suo desiderio di un mondo pieno d’opportunità in un modello d’impresa inclusivo!
Samuele Casartelli e Filippo De Rosa - Casa Legàmi
C’è chi vive una vita intera alla ricerca di sé e chi non ci prova mai. A Samuele e Filippo non bastano le parole, cercano i fatti perché è quando la vita ti fa incontrare l’Altro che riconosci il tuo valore. Questo Premio riconosce lo spirito fraterno con cui un gruppo di giovani ha scelto di fondare una casa per imparare a stare in relazione con tutti e, così facendo, conoscere sé stessi. Casa Legàmi è un luogo vivo che offre amicizia, tempo, sostegno permettendo alle persone di diventare adulti consapevoli e sereni. Samuele e Filippo vengono premiati perché hanno saputo trasformare il desiderio di fraternità in una casa generativa.
Stefano Soardo - fondatore Fucina Machiavelli
Quando dicono che la tua più grande passione non ti permetterà di mantenerti, puoi fare due cose: chiudere i sogni in un cassetto o correre il rischio di provarci. A Stefano però non basta inseguire il suo sogno perché crede che tutti possano vivere facendo ciò che amano di più. Questo Premio riconosce l’intraprendenza di un giovane che ha scelto di scardinare i luoghi comuni e di rendere la cultura un motore aggregativo di crescita per la città. Fucina Machiavelli è un Teatro giovane che attraverso musica e spettacoli fa innamorare dell’arte e di arte fa vivere. Stefano viene premiato perché ha saputo trasformare il suo desiderio di un mondo ricco di cultura in un’impresa coinvolgente.
Vuoi saperne di più dell'evento? Guarda qui!
Costruire la fiducia. La passione dell’incontro
Fondazione Cattolica partecipa al Festival della Dottrina Sociale, il Festival giunto alla dodicesima edizione, che riunisce persone ispirate dalla gratuità, dalla sussidiarietà e solidarietà per riflettere, confrontarsi e fare rete sui territori per generare creare bene comune.
“Costruire la fiducia. La passione dell’incontro” è questo il titolo del Festival della Dottrina Sociale 2022 che si terrà al PalaExpo Veronafiere dal 24 al 26 novembre. Un tema che affronta la realtà contrapposta e duale, che toglie spazio al confronto e che predilige forme di adesione o contrarietà. In questo tempo in cui il dialogo sembra un’utopia, il Festival vuole porre l’attenzione sul valore della fiducia che invita a mettersi in ascolto e in relazione con l’altro per promuovere un cambiamento. Certo non è facile uscire dal circuito viziato in cui viviamo ma non è forse indispensabile condividere per crescere?
“Per non essere schiacciati o sconfortati dalla realtà presente, con tutti i suoi limiti e le contraddizioni, ma poterla attraversare generando nuova vita e nuove possibilità è necessario guardare oltre noi stessi, è indispensabile tornare ad avere una prospettiva che ci supera, perché la statura di una persona la si misura da ciò che essa attende e dunque dobbiamo ritornare a fondare il nostro agire su un elemento che è costitutivo dell’uomo: la speranza. Una speranza come ciò che ci spinge ad agire per cambiare le cose, perché ci porta a credere al bene comune, nel quale è garantito il bene di ciascuno, a sostenere la vita sempre e comunque, a credere nell’uomo e alle sue grandi potenzialità di bene: a costruire la fiducia”.
Il programma seguito dalla Fondazione al Festival
Il ricco programma del Festival è articolato in incontri, tavole rotonde, convegni che portano politici, imprenditori, rappresentanti di associazioni a dialogare sulla realtà e sul futuro.
Quest’anno Fondazione Cattolica invita gli enti del Terzo Settore e la cittadinanza a partecipare ai 6 tavoli di lavoro dedicati al non profit. Parleremo di Terzo Settore, Co-progettazione, Impresa Sociale, Emarginazione sociale, Comunicazione, Disabilità, concentremo l'attenzione su 2 workshop tematici dedicati al turismo di senso e alla sartoria e agli 8 laboratori esperienziali creati insieme ai membri della rete #GenerAttivi. Vuoi saperne di più? Scoprili qui. Per partecipare ai tavoli di lavoro basta segnare la propria presenza...ti interessa saperne di più? Chiedici?
Tra gli appuntamenti da segnare in agenda:
Giovedì 24 novembre – ore 21 apertura del Festival
Videomessaggio di Papa Francesco a cui seguono gli interventi di Marco Tarquinio, Direttore di “Avvenire” con S.E. Mons. Giuseppe Andrea Salvatore Baturi, Segretario Generale della CEI Conferenza Episcopale Italiana
Venerdì 25 novembre – ore 11 Dal welfare state al welfare generativo: dinamiche di legami sociali
Incontro divulgativo e formativo insieme a Adriano Tomba, Segretario Generale Fondazione Cattolica Verona con l’intervento di Paolo Pezzana, Centro ARC Università Cattolica di Milano
Venerdì 25 novembre – ore 21 Premio Imprenditore per il Bene Comune
Serata di premiazione condotta dalla giornalista Giulia Gazzaniga volta a riconoscere l’impegno di sei imprenditori italiani, che in ambito profit e non profit si sono distinti per azioni innovative volte al benessere delle persone e allo sviluppo dei territori.
Sabato 26 novembre – ore 16.30 Creare valore condiviso: linee per l’economia del futuro
Tavola rotonda in cui intervengono: Mauro Magatti, Professore ordinario Università Cattolica del Sacro Cuore, Massimo Recalcati, Psicoanalista.
Il programma del Festival è disponibile online, visita il sito e scarica il programma!
INTAPRENDENTI. Storie di chi, nel Terzo Settore, genera futuro
INTRAPRENDENTI è un podcast che contiene due anime: la prima emotiva e coinvolgente, la seconda divulgativa e pratica. Gli episodi nascono per dimostrare che è possibile creare un nuovo modello sociale ed economico in cui vivere. Grazie alla testimonianza reale di persone che oggi fanno la differenza e di giovani di valore, la Fondazione racconta storie di chi non si è accontentato ma ha voluto mettersi in gioco per generare futuro.
Gli episodi di INTRAPRENDENTI
Le puntate di INTRAPRENDENTI partono tutti dal racconto di storie. Sono esperienze reali di persone che Fondazione Cattolica ha incontrato in questi anni di attività. Storie che invitano a non fermarsi al bisogno bensì ad attivarsi per formulare nuove risposte. Persone comuni eppure straordinarie per la loro capacità di trasformare idee in progettualità capaci di generare il futuro. Ogni racconto permette a ciascun episodio di focalizzarsi su un tema e di sviluppare alcune domande che consentono di familiarizzare con l’argomento trattato e scoprire quali strumenti adottare per migliorare il modello socio-economico in cui viviamo.
Impresa sociale, sostenibilità, competenze professionalizzanti, sistemi di reperimento fondi, forme giuridiche del Terzo Settore, rischio d’impresa, volontariato e il suo impatto… sono solo alcuni dei 24 argomenti trattati all’interno dei 24 episodi. Insieme agli esperti coinvolti nell’osservatorio Enti Religiosi e Terzo Settore della Business Unit di Cattolica Assicurazioni, si concretizzano risposte che fotografano la realtà e aiutano a capire come rendere possibili nuove azioni! Attraverso l’ascolto degli episodi si potrà scoprire un modo nuovo di vivere la quotidianità, di affrontare le sfide, di creare imprese ad impatto sociale ed economico.
Lo trovi online!
Sono disponibili i primi episodi che testimoniano un Terzo Settore in movimento presente dal Nord al Sud Italia. Un vero patrimonio di condivisione, partecipazione e impegno. Puoi ascoltarli su Spotify, Amazon Music, Apple podcast, Google podcast…
E ora tocca a te! Ascolta le puntate, lasciaci un commento e condividi insieme a noi il Bene e il Buono che c’è!
Escogito: si può davvero parlare di futuro?
Si può davvero parlare di futuro ai giovani oggi? I dati statistici registrano un appiattamento emotivo dei giovani nei confronti della vita. Eppure Fondazione Cattolica incontra persone e realtà non profit che dimostrano come è possibile escogitare nuovi modelli di azione. Per questo nasce “Escogito”!
Escogito è un’iniziativa ideata da Fondazione Cattolica per invitare i giovani di Verona e Provincia a ripensare il futuro. Siamo ormai consapevoli che di fronte a pandemia, guerre, disuguaglianze e disoccupazione la speranza in un avvenire migliore sembra un’utopia. Nonostante ciò ogni giorno Fondazione Cattolica incontra persone che riescono a scardinare questi modelli mettendosi in gioco per costruire con il proprio pensiero ed operato un futuro che riguarda tutti.
Ci vuole tempo per generare cambiamenti. Ma ci vuole un attimo per evidenziare un nuovo modo di guardare il mondo! Partendo da questo principio Fondazione Cattolica ha ideato Escogito un evento rivolto alle scuole superiori di Verona che mette al centro i giovani e il futuro.
Escogito: i contenuti
Cosa si può fare quando gli schemi con cui sono cresciute intere generazioni non rispondono più ai bisogni attuali? Come si può creare lavoro, sviluppare opportunità, crescere e diventare uomini e donne realizzati?
Escogito mette al centro il pensiero dell’uomo vero autore di un vivere armonico.
La mattinata prevede la rappresentazione teatrale di Il sogno di un Uomo ridicolo messo in atto da Andrea Castelletti di Modus Teatro Empiria. Al termine dello spettacolo segue il Premio “Giovani di Valore” indetto per il primo anno da Fondazione Cattolica. Si tratta di un riconoscimento rivolto ai giovani che hanno un’età compresa tra i 18 e i 35 anni che con le loro azioni hanno permesso di:
- Generare benessere in persone, comunità, ambiente
- Innovare sistemi
- Avviare attività imprenditoriali ad alto impatto sociale
- Creare forti comunità territoriali.


Luogo e orari dell'evento
Escogito si tiene alla Gran Guardia di Verona il 21 novembre dalle 8.45 alle 12.30
L’evento è patrocinato dal Comune di Verona, accompagnato dal Festival della DSC e vede partecipare 680 studenti provenienti da: Istituto Seghetti, Scuole Alle Stimate, Istituto Salesiani San Zeno, Lavinia Mondin.
Agenda 2030? Di cosa parliamo quando diciamo "Sviluppo sostenibile"?
The Good Business Academy al Festival dello sviluppo sostenibile 2022 con un webinar dedicato all’Agenda 2030
Mercoledì 19 ottobre
dalle ore 15.30 alle 17.00
Il CUEIM, assieme a InVento lab e Nativa partner della The Good Business Academy, parteciperanno al Festival dello Sviluppo Sostenibile 2022 di Asvis, con un webinar organizzato nell’ambito del ricco calendario di appuntamenti incentrati sui temi dell’Agenda 2030.
L' incontro del 19 ottobre sarà dedicato all’analisi dell’attuale contesto economico, sociale ed ambientale e all’impatto sull’evoluzione dei modelli d’impresa. Inoltre verrà introdotto anche il programma dell’academy rivolto ai manager e agli imprenditori che intendono intraprendere un percorso di evoluzione personale e aziendale per generare valore economico, sociale ed ambientale e massimizzare l’impatto positivo dell’impresa sulle persone e sul pianeta.
Al webinar interverranno
@Gaetano Zarlenga (CUEIM), Saluti istituzionali
@Paolo Braguzzi (B Lab Europe), L’evoluzione del contesto economico, sociale ed ambientale nei sistemi ad economia di mercato
@Federico Brunetti (Università di Verona), Il divenire dei modelli d’impresa e l’orientamento agli SDG’s
@Claudio Baccarani (Università di Verona), Il Manifesto dell’impresa for Good
@Claudio Avella (InVento Lab), Il programma della The Good Business Academy
Per partecipare
Accedere al seguente link
Per saperne di più di The Good Business Academy leggi l'articolo!
Filippo e l’impresa dal cuore dolce che nutre potenzialità
La rubrica Giovani Speranze si arricchisce con la storia di Filippo Mazzocchi, presidente di Sociok, una Srl a vocazione sociale sviluppata dall’esperienza della Cooperativa sociale 180 impegnata nella produzione di cioccolato e nell’inclusione lavorativa di giovani con disabilità.
La pralina al caramello. Tra tutti i cioccolatini, il gusto della pralina al caramello mi conquista. Sai perché? Per il contrasto. Quel mix di dolce e salato che la rende perfetta. Lo stesso mix forte e avvolgente che ho trovato anche nella mia vita…
Arrivo da una famiglia proprietaria di un’azienda agricola. Sono cresciuto innamorandomi della campagna. Per questo per me è stato facile scegliere cosa studiare: Scienze tecnologie agrarie. Ma la verità è che non sempre quel che ami corrisponde a quel che studi, solo che non puoi prevederlo, lo scopri. E io quando l’ho capito sono scappato!
Dentro all’università non usciva la mia creatività. Mi sentivo chiuso all’interno di un percorso già definito, senza alcuna possibilità di spaziare. Faticavo a rimanere concentrato sui libri e mi saliva l’ansia. Un po’ frustrante se l’obiettivo è portare a casa esami, no? Il fatto è che a me non importava collezionare punteggi. Io volevo vivere esperienze!
Sai perché la gente fatica a mollare? Per paura! Del futuro, del fallimento, dell’idea degli altri. Io ho scelto di non spaventarmi, mi sono radicato al mio presente per continuare. Avevo la mia famiglia e i ragazzi che allenavo a pallone. Chi l’avrebbe detto che proprio a bordo di un campo da calcio sarebbe nata la mia occasione!
Pensare che io di cioccolato non ne sapevo nulla, non ne ero ghiotto e non mi ero mai interrogato sulle possibilità di lavoro per chi “diverso”. Ma quando Paolo mi ha parlato di una cooperativa di produzione artigianale di cioccolato con ragazzi autistici, qualcosa in me ha iniziato a scalpitare. C’era tutto da fare… e tutto da imparare!
La verità è che all’inizio l’inserimento lavorativo mi sembrava una difficoltà. Arrivo da un mondo che mastica un linguaggio fatto di limiti e vantaggi. Ma forse il vero limite è non riuscire a guardare con occhi diversi, quello sguardo che invece ci ha salvati. Perché cosa fai quando a Codogno, un mese esatto dopo l’apertura del primo negozio, con affitti e stipendi da pagare, scoppia la pandemia e si chiudono tutte le attività commerciali?
Ti inventi qualcosa con fantasia, creatività e confronto. Il cioccolato è un mondo romantico ma nel mercato non è una novità. Cosa fai per esserci? Come il capitano di una squadra ho iniziato a correre: la palla tra i piedi e un goal da segnare. Perché in quella vittoria per me c’era tutto. Un’impresa dal cuore dolce che nutre le potenzialità.
Ci vuole coraggio, fiducia, determinazione. Non ho mai pensato di vendere cioccolato ma di creare relazioni. Perché il cioccolato è un’esperienza di gusto e di vita. E così da un laboratorio che produceva una barretta siamo diventati Sociok, una Srl a vocazione sociale con 2 negozi, una produzione continuativa, 8 dipendenti e una rete distributiva allargata che insieme a noi trasmette felicità.
L’ho capito a distanza di anni perché l’Università mi stava stretta. Avevo bisogno di reinventarmi ogni giorno, di tessere relazioni, di sognare idee da convertire in progetti insieme a un team. Volevo svegliarmi senza limiti o barriere ed oggi, oggi che faccio l’imprenditore non per portarmi a casa 10mila euro al mese ma per creare valore, sono felice. Sono realizzato!
Ti è piaciuta questa storia? Puoi leggerne altre della rubrica Giovani Speranze a partire da Chiara!
Sogni grandi, cambiamenti importanti. La storia di Andrea
La rubrica Persone che fanno la differenza, si arricchisce con la storia di Andrea Boccanera fondatore e presidente di Onlus Gulliver, un’organizzazione non profit operante a Pesaro per creare una comunità dove è bello vivere!
Tu sei matto!
Andrea se lo sente ripetere da quando è ragazzo. Eppure oggi a lui non pesa. Ha compreso che per la gente sei “diverso” quando sei un sognatore testardo. Loro hanno paura di rischiare. Lui invece crede. Crede nella possibilità di fare e di riuscire!
Andrea è un bambino e cresce tra sport e amicizie. Vive in una famiglia semplice che dà valore alla cura per gli altri e lo educa alla responsabilità. Andrea guarda tutto, ascolta anche di più. E sente che la vita vale più di un cartellino timbrato.
Percepisce la fatica e l’ansia di sua madre a cui la fabbrica toglie anche il diritto di andare al bagno. C’è fretta di produrre-avere-accumulare e la macchina non si può fermare. Ha solo 14 anni e della vita non capisce niente. O forse ha già capito tutto: in un sistema che punta tutto al “produci e consuma” lui non ci sta.
Vuole cambiare il mondo. Come ancora non sa. Si avvicina alla politica, fa amicizia con un senatore, diventa segretario della sezione di un partito. Andrea pensa di avere trovato la sua via ma è un’illusione. Lui balbetta e per questo mestiere è un limite. Quando gli dicono “non provarci più” sta male. Poi però capisce.
Non è il personalismo a dare forza all’azione ma l’idea a cui tendi. Allora non ha importanza stare al microfono, in prima fila o portare la borsa: quando abbracci un pensiero lo porti avanti. Perché fare dona più ricchezza delle cose!
Andrea si immerge nel volontariato. I suoi amici non lo capiscono “passi tutto il tempo là” gli dicono. Certo, perché in quel “là” Andrea si sente vivo. Ha 20 anni e l’incoscienza di chi crede che con la buona volontà tutto migliora…come in Jugoslavia dove c’è la guerra e quei campi profughi che lo aspettano.
Ci sono donne e bambini. Gli uomini li hanno già uccisi. Andrea vede l’assurdità di soldati che ricevono benedizioni ma poi sparano a morte lasciando il silenzio della sofferenza dietro di loro. Non c’è Dio. Non c’è umanità. Andrea pensa a casa, ai suoi amici intenti a parlare di calcio e belle ragazze. Gli ribolle un fastidio dentro che esplode in una domanda: dov’è la vita vera? Dove è la vita che vede spendersi dai volontari in quel luogo di dolore?
Diventa operatore tecnico del 118. Un adulto con dei figli che vuole far crescere nella bellezza. Ma bellezza è un parole per edifici decadenti e il cemento che li circonda. Allora parla con altri genitori, attiva raccolte fondi e si crea un gruppo di persone intente a pitturare pareti, coltivare piante, rendere la scuola e l’ambiente circostante un luogo accogliente.
L’associazione Gulliver nasce da un bisogno di pochi e diventa presto la risposta per molti: corsi nelle scuole, inclusione migranti, recupero vecchi oggetti, lavoro per chi in difficoltà e mantenimento aree giochi. Andrea gioca tutto sè stesso per la comunità e la gratuità. Supera la diffidenza dalla gente eppure sente che ancora manca qualcosa.
E lo capisce solo quando incontra due uomini che portano lo stesso nome e che spostano l’attenzione della ragione al sentimento. Il mondo che vuole non è più un sogno piccolo. Può diventare un sogno grande per fare bene a qualcun altro! Andrea non si sente più solo.
Oggi quando gli danno del “matto” Andrea sorride. Ha imparato a credere ai sogni e a costruire senza paura. Gulliver sfama 430 famiglie ed è un riferimento per 650 nuclei che non devono preoccuparsi di comprare vestiti. Un riferimento dentro e fuori Pesaro, un’associazione fatta di 250 persone, 50 collaboratori e 300 tirocini attivati all’anno.
“Sono una persona normale con le rate da pagare! Per cambiare il mondo non ci sono super poteri. Solo l’impegno di chi ricerca un senso!”
Lui è Andrea Boccanera, un uomo che fa differenza
Ti è piaciuta questa storia? Puoi continuare a leggere la Rubrica con la storia di Maria Teresa.
“Una mano a chi sostiene” attivo il nuovo Bando da 500.000€
Una mano a chi sostiene è il nuovo bando sostenuto da Fondazione Cattolica per favorire lo sviluppo di progetti ad alto impatto sociale realizzati da enti non profit sul territorio italiano
Da sempre attenta ad accompagnare progetti che rispondono in modo nuovo, efficace e sostenibile ai bisogni sociali del nostro tempo, Fondazione Cattolica promuove “Una mano a chi sostiene” il nuovo bando ideato per favorire lo sviluppo delle comunità, incoraggiare l’inclusione e la coesione sociale. Le risorse stanziate ammontano a 500.000 euro. Il contributo massimo per progetto sarà di 20.000 euro e non potrà superare l’80% dei costi complessivi.
I destinatari di "Una mano a chi sostiene"
Una mano a chi sostiene è l’iniziativa di solidarietà online dedicata agli enti non profit. Il Bando si rivolge a:
- Enti di Terzo Settore
- Enti privati senza scopo di Lucro
- Enti ecclesiastici civilmente riconosciuti
Ciascun ente partecipante può partecipare al bando presentando un solo progetto.
Gli obiettivi del Bando
Le attività progettuali presentate devono essere realizzate direttamente dall’ente partecipante e riguardare le seguenti aree tematiche:
- Assistenza e solidarietà sociale
- Educazione, Istruzione e Formazione
- Cultura
Possono partecipare progetti che pongono al centro la persona, contribuiscono allo sviluppo della comunità, promuovono inclusione e coesione sociale ed avere un positivo e misurabile impatto sociale sul territorio di riferimento.
Le tempistiche di "Una mano a chi sostiene"
Fase 1: iscrizione dei progetti
Fino al 31 dicembre 2022 gli enti non profit possono candidare il proprio progetto sul sito cattolica.unamanoachisostiene
Fase 2: selezione dei progetti
Da gennaio a marzo 2023 una commissione interna selezionerà le migliori 100 idee progettuali che passeranno alla fase successiva del bando
Fase 3: selezione pubblica
I 100 progetti selezionati parteciperanno ad una votazione pubblica. Sulla piattaforma 1clickdonation ogni persona fisica e/o giuridica potrà votare un solo progetto
Fase 4: assegnazione fondi
Ai progetti più votati verrà assegnato il contributo.
Maggiori informazioni sono reperibili nel regolamento!
Il nuovo bando "Una mano che sostiene" sostenuto da Fondazione Cattolica aspetta i vostri progetti!
Una casa che va Oltre l’indifferenza
Villa Alba e Casa Aurora non sono case qualsiasi ma opportunità per giovani con disabilità di vivere in autonomia. Nate grazie alla pluriennale esperienza dell’associazione Oltre l’indifferenza, le due strutture vogliono essere un luogo di crescita per persone con fragilità evidenti.
L’associazione viene fondata a Fontanelle di Treviso da un gruppo di familiari che sentiva la necessità di offrire opportunità educative e ricreative ai figli con gravi disabilità fisiche e intellettive. “All’inizio non c’era una sede. Ci si trovava la domenica, si organizzavano le uscite, i laboratori teatrali per i ragazzi con maggiori capacità funzionali e le vacanze estive…” racconta Mauro Vettorello presidente dell’associazione. Ma essere genitore di un ragazzino disabile cambia le prospettive. “Avevo capito che mio figlio voleva vivere da solo. Voleva staccarsi dalla famiglia, un po’ come accade a tutti i giovani che prima o dopo prendono il volo. Ma cosa significa per un giovane con disabilità uscire di casa da solo?”. A questa domanda l’associazione pensò di trovare risposta!

Villa Alba, una casa che va oltre l'indifferenza
L’associazione decide di investire sull’autonomia dei ragazzi. Inizia così a cercare un luogo adatto per far sperimentare a giovani con disabilità alcune opportunità di autonomia.
“Abbiamo preso in affitto una casa colonica. L’abbiamo restaurata e abbiamo avviato laboratori e iniziative che si prolungano dal giovedì alla domenica” testimonia Mauro. Villa Alba è una casa privata immersa nel verde. Priva di barriere architettoniche, la casa è stata studiata per ospitare al massimo sei ospiti per notte anche se, dal giovedì alla domenica, accoglie i beneficiari dell’associazione all’interno di percorso educativi volti alla promozione delle competenze personali.


“Si respira aria di famiglia e serenità. Il lavoro svolto dal 2016 ad oggi a Villa Alba ha fatto parlare di questa realtà e oggi ci troviamo a gestire richieste provenienti da Padova e Vicenza, a testimonianza del bisogno a cui stiamo rispondendo” racconta Mauro.
I servizi di Oltre l'indifferenza
Per i 40 ragazzi seguiti dall’associazione sono stati creati dei progetti personalizzati con l’obiettivo di valorizzare le potenzialità, consolidare capacità e promuovere le autonomie. “Villa Alba è una palestra per sperimentarsi. Abbiamo un orto a misura di carrozzina, laboratori di cucina, pasticceria, attività artistiche, di movimento e di cura di sé. Sono laboratori esperienziali che consentono anche a chi ha delle difficoltà più rilevanti di mettersi in gioco e scoprire le proprie abilità” ammette Mauro.
I primi anni di attività della Villa hanno consentito a 5 ragazzi di maturare una consapevolezza maggiore di sé e dei propri bisogni. Per loro è appena stata inaugurata Casa Aurora, uno spazio abitativo in cui vivere in autonomia, con il supporto di operatori qualificati e altri ospiti in co-housing.
Gli obiettivi dell'associazione
Fin dal principio l’associazione ha scelto di superare gli ostacoli. Oltre l’indifferenza connota il desiderio di garantire opportunità anche a chi per motivi di salute è impossibilitato a trovare realizzazione professionale ma è, e rimane prima di tutto, una Persona. Ha scelto quindi di inserirsi in Reti di associazioni e cooperative che condividono la stessa missione: creare opportunità.
“Siamo 59 soci e oggi lavorano con noi 5 dipendenti. La lista di famiglie che ci contattano per chiederci supporto aumenta di mese in mese e questo ci fa percepire l’urgenza e il bisogno di creare servizi autentici, capaci di dare serenità ai beneficiari e alle loro famiglie” racconta Mauro.

Per questo, dopo aver avviato l’attività abitativa, Mauro punta ad aprire una Fondazione che dia sostanza ai prossimi progetti attraverso servizi pensati dalla fascia adolescenziale. “C’è una frase che mi piace molto. Dice il futuro dipende da ciò che fai nel presente, se lo facciamo oggi, il futuro dei nostri figli sarà più roseo domani!”
Ti è piaciuta questa storia? Puoi leggere l'esperienza di altri enti non profit sostenuti dalla Fondazione partendo da: L'impronta









