Ecco le idee degli studenti veronesi per il territorio
3 settimane, 60 ore formative, 17 professionisti incontrati. "Sperimentare per crescere" è il programma di PCTO (percorsi per le competenze trasversali e l'orientamento) che ha permesso a 14 ragazzi provenienti da 7 diverse scuole superiori di Verona di sviluppare la competenza imprenditoriale.

Analisi, progettazione, teambuilding e teamworking, leadership, comunicazione assertiva sono solo alcune delle competenze che i ragazzi hanno implementato durante la formazione laboratoriale pensata per aiutare i partecipanti a ideare progettualità volte a migliorare la condizione giovanile veronese.
Durante il percorso i ragazzi hanno visitato 4 imprese sociali veronesi (Cooperativa Sociale Pantarei, Fucina Culturale Machiavelli, D-Hub, Acli Verona) per comprendere quali figure professionali operano nelle organizzazioni e come si gestisce un'organizzazione a vocazione sociale.
Insieme al team di Fondazione Cattolica e a professionisti esperti nel settore di riferimento, i ragazzi si sono addentrati nell'analisi di mercato, nella relazione con gli stakeholder, nella definizione dei canali di comunicazione e strategie di marketing, nella gestione dei flussi economici, nell'attività giuridica e nella modalità di raccolta fondi.
Ma quali progetti sono nati dall'incontro di studenti sconosciuti, uniti dalla missione di rendere i giovani protagonisti? Ecco le idee degli studenti veronesi per il territorio!

A.W.I.P - i ragazzi per i ragazzi
Un'associazione di promozione sociale nata per aiutare i ragazzi in situazione di vulnerabilità sociale, difficoltà economica o psicologica a ricredere nella vita. Attraverso questo progetto Anna, Wissal, Imane, Pietro si propongo di realizzare una casa accogliente e inclusiva per i ragazzi vittime di bullismo, per coloro che hanno subito la separazione genitoriale, per quelli che si sentono impotenti rispetto alla condizione economica familiare di partenza. Awip apre le porte di un nido sicuro, una casa aperta contro l'emarginazione. All'interno di Awip i partecipanti possono trovare attività ricreative a prezzi accessibili come: aiuto scolastico, ascolto attivo, corsi di musica, book club letterario, spazio gaming e tornei sportivi. Tutti i servizi sono promossi da giovani volontari. Ma non solo. I ragazzi troveranno anche uno spazio ristoro e la possibilità di consulenza psicologica grazie alla collaborazione con gli istituti alberghieri che potranno indirizzare le esperienze di tirocinio dei propri studenti e dell'Università di Psicologia.

Polmone Verde - trasforma i rifiuti, coltiva il futuro!
Un'associazione che mira a trasformare i gli spazi verdi abbandonati e in stato di degrado in centri di agricoltura urbana sostenibile attraverso il compostaggio di rifiuti organici. Polmone Verde nasce da un'idea di Annabel,

Alessandro, Karim e Giulia, che desiderano abbattere la devianza e il degrado attraverso attività seminative che portano a un miglioramento comunitario grazie alla riduzione della malavita, alla riqualificazione urbana, al miglioramento dell'impatto ambientale. Un progetto rivolto ai giovani della città che include volontari provenienti dal tessuto cittadino e ragazzi inviati dal tribunale all'interno di u
n percorso formativo in cui coltivatori senior tramandano il proprio sapere alle giovani generazioni. Polmone Verde è un progetto comunitario che funziona grazie al coinvolgimento dei cittadini che possono portare il materiale organico prodotto nelle loro case all'interno delle compostiere di Polmone Verde accedendo così a tessere sconto per l'acquisto di ortaggi freschi e biologici nati dalla coltivazione delle aree riqualificate. Insieme al territorio e con progetti di sensibilizzazione attiva nelle scuole, Polmone Verde punta a coltivare il futuro, un semino alla volta!
Alziamoci Insieme - i veri limiti sono mentali, non fisici!

Un’associazione di promozione sociale ideata da Simona, Silvia, Maddalena, Alessio, Giacomo e Riccardo con un sogno in comune: rendere lo sport libero ed inclusivo per tutti. Attraverso questo progetto i ragazzi vogliono raggiungere due destinatari: i 3500 giovani veronesi che hanno una disabilità fisica e il 17% dei coetanei che non praticano sport. Con "Alziamoci insieme" lo sport diventa motore di crescita del potenziale personale, fattore di relazione e di nuove amicizie, un impegno che migliora la gestione del tempo e allontana i giovani da cattive abitudini. La forza del progetto sono proprio i giovani volontari che scelgono di promuovere l'autonomia, la fiducia in se stessi e il valore della relazione diventano allenatori di squadre di pallavolo e di calcio per bambini e ragazzi con disabilità. Alziamoci insieme è una chiamata a non
lasciarsi abbattere ma ad agire in squadra per trovare nuove opportunità di sano divertimento.
Vuoi saperne di più sul programma PCTO? Leggi il programma!
Le reti territoriali che generano welfare comunitario
Lidia lascia la Sicilia per seguire il marito a Roma. La città è meravigliosa e piena di opportunità, ma Lidia cerca qualcosa che le ricordi il calore di casa.
Apre la porta di un circolo ACLI e le tornano in mente quei pomeriggi a giocare a tombola con il fratello Angelo, quell’aria fatta di progetti, relazioni e comunità. E proprio da lì parte il suo impegno nel sociale.
Sposa lo spirito delle Acli e lavora per creare reti, con ruoli sempre più impegnativi. Ispirata dalle parole di Papa Francesco, impara ad indossare un nuovo paio di occhiali invisibili per guardare oltre, sviluppa forme di welfare comunitario per contrastare la povertà.
Lidia diventa Presidente delle Acli di Roma, un arcipelago di 320 strutture che ogni anno accoglie oltre 120 mila persone, molte in condizioni di estrema fragilità. “Credo in chi prova ad essere straordinario nell’ordinario. Quando si ascoltano i silenzi e si vede anche chi sta nell’ombra, quando l’energia diventa conforto e il tempo aiuto concreto, allora riconosco l’essenza del donarsi”.
Le ACLI - Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani
Le Acli sono un’associazione di promozione sociale e dunque attive nel “promuovere” l’uscita delle persone da uno stato di vulnerabilità, non attraverso l’assistenzialismo ma in modo proattivo. “Come diceva Confucio” ricorda Lidia “se dai il pesce a una persona mangia un giorno, se gli dai una canna da pesca mangia tutta la vita. E noi cerchiamo di dare canne da pesca per quanto possibile”.
Sono state fondate 80 anni fa, nel periodo post-bellico e hanno avuto un ruolo fondamentale nella ricostruzione e nella nascita della Repubblica. Si reggono su tre pilastri storici, il lavoro, il chiesa, la democrazia e un quarto, indicato dieci anni fa da Papa Francesco, che è l’attenzione ai poveri.
Sono una struttura molto articolata: ci sono circoli, nuclei, strutture di base che raccolgono i bisogni del territorio, servizi come il patronato, i Caf e associazioni che si occupano di particolari soggetti o tematiche sociali. Ciò che caratterizza tutte queste declinazioni è “la capacità di tenere insieme pensiero e opere, in un circolo virtuoso, perché dal pensiero scaturiscono le opere e dalle opere poi si elaborano pensieri”.
Essere Presidente-ssa
Lidia nel suo percorso ha assunto ruoli di grande responsabilità, dalle deleghe a Governance, Famiglia, Progettazione sociale, 5xmille, al Premio Amico della Famiglia istituito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, alla Commissione per le Parità e Pari opportunità nel lavoro del Ministero del Lavoro. Fino a diventare Presidente delle Acli di Roma. Nel tempo ha compreso che la cosa più importante quando si assume un ruolo di guida non è essere maestri, ma “testimoni credibili”.
Essere donne in un ruolo apicale rende le cose ancora più complesse. Tetti di cristallo, pari opportunità, divari salariali, possono essere superati solo attraverso un’alleanza con gli uomini. Un modus che ricalca i tratti distintivi dell’operare delle Acli:
- Collaborazione
- Prossimità
- Partecipazione
Per essere una buona guida, ci vuole passione, determinazione, capacità di visione, ma a volte irrompe l’imprevedibile. “A volte c’è quel qualcosa che non sai da dove arriva” racconta Lidia “che ti consente di raggiungere mete nemmeno sognate”. La Provvidenza. Bisogna saper guardare lontano, con generosità, nella “consapevolezza che ciò che stai seminando non sarai tu a raccoglierlo, ma qualcun altro dopo di te”.
I cambiamenti in atto nel Terzo Settore
Italo Sandrini, Assessore al Terzo Settore del Comune di Verona, sottolinea come il mondo di chi opera nel sociale stia inevitabilmente cambiando. Nuove sacche di povertà in aumento, dai bambini e ai nuovi poveri generati dalla pandemia. Una politica spesso impegnata più nell’organizzare summit e convegni che nel “mettere in campo politiche concrete”. Il volontariato che scarseggia di capitale umano a causa del mancato ricambio generazionale e del pensionamento in età sempre più avanzata. In tale contesto Sandrini esorta a un impegno concreto e personale, in forza di un rinnovato senso di comunità e coesione sociale. Immagina che il futuro del Terzo Settore sia soprattutto nella forma dell’impresa sociale e nell’istituzione di forme di coordinamento che favoriscano reti di collaborazione tra organizzazioni sociali.
Vi ricorda nulla questo pensiero? Contagiamoci! Scopri di più sulla rete informale degli enti di Fondazione Cattolica in questo articolo. E se vuoi proseguire con la lettura dei podcast, ti consigliamo di partire da qui.
EZEN: L’OASI DELLE DIVERSITA’

Christian descrive Ezen così: “Un giardino, dove i bambini danno da mangiare ai pesci, che danno da mangiare alle piante”. Un circolo generativo che sembra il racconto di una favola. In realtà è un ecosistema di cura reciproca che genera un luogo straordinario.
"Ezen" è una parola di fantasia, nata dall’unione di Eden e Zen. Una crasi che riunisce spiritualità occidentale e orientale. E infatti Ezen è un giardino in cui è stato ricreato un equilibrio uomo-flora-fauna di memoria ancestrale. Chi vi entra trova uno stato di riconnessione alla natura che dona pace e rilassamento, come indica la filosofia Zen. Un nome che dichiara una missione fondamentale: l’inclusione, perché “è unendo le differenze che si ottengono i risultati più belli”.
La cooperativa sociale agricola Ezen

Ezen è una cooperativa sociale agricola di Lecce, ideata da Christian ed Erika, una coppia che ha scelto di lasciare il lavoro e unire le proprie passioni, i pesci e la natura, per creare un giardino botanico speciale.
A muovere questo desiderio è stata una bambina, Matilda. La sua nascita e la scoperta della sua disabilità ha ispirato i genitori a chiedersi quale fosse il loro posto nel mondo, quale insegnamento portasse in dono quella creatura. E nell’accoglienza delle differenze hanno trovato il paradigma su cui costruire il loro futuro. Hanno così creato un luogo in cui la natura, nella sua diversità, potesse esprimersi in un ciclo di creazione e rigenerazione, permettendo alle persone, con tutte le loro differenze, di venire accolte.
Un luogo, racconta Erika, dove “si produce buon cibo per il corpo, attraverso i frutti e gli ortaggi coltivati, e nutrimento per la mente, con la bellezza della natura e attraverso la possibilità di praticare meditazione e altre arti”.

L’agricoltura in acquaponica
Il giardino si regge su un sistema di agricoltura in acquaponica. Un ambiente in cui piante e animali crescono in simbiosi, in un circolo perfetto, biologico ed ecologico. “È una tecnica antichissima di agricoltura, incontrata da Marco Polo in Cina e Cristoforo Colombo nelle civiltà precolombiane” racconta Christian “Si consuma il 90% di acqua in meno rispetto ai sistemi tradizionali di agricoltura e si ottiene arricchendo l’acqua con le proprietà e l’ammoniaca creata dai pesci che alleviamo. Il passaggio dei nutrimenti avviene attraverso un complesso sistema di filtri biologici e meccanici e consente alla pianta di crescere e fruttificare”.
Le altre attività della cooperativa Ezen
Oltre alla produzione agricola e all’allevamento di carpe Koi, Ezen offre visite e laboratori didattici per ragazzi con o senza disabilità, nella convinzione che non esiste un parametro di normalità tramite il quale valutare le persone, ma semplicemente diverse abilità che caratterizzano ciascuno di noi. “Gli spazi consentono anche ai ragazzi disabili di cimentarsi nella semina, nella preparazione delle piante, in lavori manuali che li riconnettono, attraverso il contatto con la terra, alla natura di cui facciamo parte” spiega Erika.

Nell’area sono presenti anche due chalet, dove le famiglie con ragazzi disabili possono soggiornare e dove in futuro verranno sperimentati percorsi di co-housing.
La frutta e gli ortaggi vengono al momento venduti nei canali del chilometro zero oppure trasformati in marmellate e composte. In futuro verrà potenziata l’attività di trasformazione e verranno create linee di prodotto particolari, come le tisane ispirate dall’antica conoscenza druidica della corrispondenza tra alcune piante e i segni zodiacali.
Ezen: un’armonia ecologica da esportare
Il desiderio di accogliere le differenze e riunirle in armonia è la missione di questo progetto, espressa anche da logo di Ezen. Due carpe koi, una bianca e una nera, intrecciate come lo ying e lo yang dell’antica filosofia cinese.
Il luogo creato da Christian e Erika è una risposta concreta alle sfide di sostenibilità ecologica che il futuro ci pone. Un modello di agricoltura che potrebbe essere esportato in quelle zone del mondo in cui scarseggiano le risorse idriche. Un’idea di riconnessione uomo-natura, che tutela e valorizza la biodiversità naturale e le differenze delle persone.
Erika e Christian, Matilda ed Enea sono una famiglia nelle cui vene scorre la clorofilla e che, accogliendo la diversità, ha creato un’oasi d’amore.
Vuoi conoscere altre realtà sociali che abbiamo incontrato in questi anni? Parti da qui.
Partecipa al primo contest video per raccontare i Grest
“Insieme per crescere!” è espressione del valore educativo e relazionale dell’esperienza GREST. Settimane a contatto che mettono al centro la bellezza della relazione ricca di cooperazione, formazione, divertimento, gioco, inclusione, servizio…e molto altro ancora.
“Insieme per crescere!” è il primo contest video ideato da Fondazione Cattolica per raccontare i valori che aiutano le giovani generazioni a crescere in comunità accoglienti.
Un’occasione unica per diventare protagonisti di un racconto che focalizza l’attenzione su un’esperienza che mette al centro la relazione come motore di crescita!
Come funziona il contest
- Possono partecipare al contest solo le Parrocchie e i Circoli Noi aderenti al Bando Grest 2024
- Ogni parrocchia e/o circolo può inviare un solo video
- Tutti i video ricevuti verranno valutati da una commissione interna
- I 10 video maggiormente rispondenti ai criteri valutativi saranno pubblicati sui canali social della Fondazione e…
- Dal 1° agosto i video saranno online e sostenibili dalla community digitale
- I video più sostenuti permetteranno all’ente di appartenenza di vincere una somma economica!
Come partecipare a "Insieme per crescere"
Partecipare al contest è semplice! Leggi e attieniti al regolamento. Fai firmare il modulo di autodichiarazione, le liberatorie maggiorenni e minorenni con i documenti di privacy. Invia tutto il materiale (video, liberatorie e privacy) entro il 15 luglio alle ore 12.00
Per maggiori informazioni chiama la Fondazione allo 045 8083211
Come vivono i giovani in Italia?
Il rapporto Italia Generativa 2023, sviluppato dal Centre for the Anthropology of Religion and Generative Studies dell’Università Cattolica, mette a fuoco le fragilità diffuse che sperimentano i giovani sul territorio nazionale ed europeo. Emerge da un lato una profonda connessione tra conoscenze, accesso al mondo del lavoro, indipendenza economica, autonomia abitativa, adultità e costruzione di futuro e dall’altro un profondo ritardo italiano nell’attuare politiche strategiche di equilibrio generazionale. Leggendo questi dati viene da chiedersi: cosa sentono i giovani d’oggi? Abbiamo rivolto questa domanda a Don Alberto Ravagnani.
La ricerca Italia Generativa 2023
Il rapporto Italia Generativa confronta la situazione italiana con le azioni europee su 5 aree tematiche:
- L’educazione e la formazione
- L’ingresso nel mondo del lavoro
- L’accesso all’autonomia abitativa
- Il benessere
- La fiducia e la partecipazione
Cosa emerge dalla ricerca? L’Italia si presenta in ritardo nel favorire la crescita delle nuove generazioni. Il nostro è un Paese che ha accumulato alcuni fardelli ereditari: quello finanziario, con un debito pubblico che oggi si attesta intorno al 140% del PIL; quello educativo-formativo, con livelli di scolarità tra i più bassi d’Europa; quello ambientale, che si traduce nel diffuso dissesto idro-geologico che infragilisce il territorio italiano, oltre che nella presenza della zona più inquinata d’Europa (la Pianura Padana); infine, quello demografico, con un tasso di fecondità ai minimi storici e l’inizio di un processo di spopolamento. La somma di questi elementi determina l’incremento del divario generazionale dove i giovani si trovano in situazione di svantaggio.
La sintesi dei dati emergenti
Per cambiare è necessario fare i conti con alcuni dati che dimostrano le fragilità portanti del nostro Paese:
- Una formazione migliorabile. Il 9% degli studenti lascia la scuola prima di conseguire un titolo di istruzione secondario e sono poco meno del 30% i giovani che conseguono un titolo di laurea registrando una diretta connessione a posizioni lavorative meno qualificanti.
- L’accesso a posizioni lavorative gratificanti. Il lavoro rimane ancora un passaggio critico definito anche dalla distanza delle competenze richieste dalle imprese e da quelle offerte dai ragazzi.
- Transizione abitativa. I progetti di autonomia sono oggi messi in discussione dall’aumento dei costi degli alloggi e delle utenze che ancora una volta acuisce il divario generazionale e le possibilità di realizzazione personale.
- Centratura dell’alleanza intergenerazionale nel dialogo politico per portare equilibrio all’interno di scelte che non possono essere rimandate.
L'intervista sulla realtà

Don Alberto, tu che con i ragazzi vivi, progetti e cammini in un percorso di crescita, di cosa senti che hanno bisogno?
Di una visione di uomo vera e completa. Spesso dimentichiamo che oltre alle cose quantificabili esistono desideri e domande profonde nei ragazzi, una ricerca identitaria che va oltre la produttività e la ricerca di un posto di lavoro. Dimentichiamo sempre lo Spirito. I ragazzi di oggi ci dimostrano che la felicità per loro non è il Lavoro. Oggi le persone hanno tutto ma sono profondamente tristi perché abbiamo sbilanciato in modo folle la nostra attenzione solo sull’individuo dimenticandoci l’esistenza della dimensione spirituale dell’uomo e questo ci ha portati a ricercare la felicità da soli, in processi individuali e non comunitari. Non possiamo pensare di costruire il futuro con una visione parziale dell’esistenza.
Alle categorie che sono prese in considerazione dalle analisi, cosa aggiungeresti?
Lo spirito. Il termine spiritualità indica il legame con l’origine e questo porta a dare significato alle cose. Insieme ai ragazzi sperimento che quando si mette ordine nella dimensione umana e spirituale, La Persona, cioè l’entità che si definisce in relazione con gli altri e non solo con il sé, va’ a sostituire l’individuo. Attraverso l’incontro possiamo scegliere come orientarci al Bene anche nelle scelte future perché insieme si costruiscono visioni.
Cosa desiderano i ragazzi che incontri?
I ragazzi che abitano qui con me vivono da fratelli e sorelle in un principio di verità: se Dio è Padre allora noi siamo fratelli. In loro vedo la voglia di fiorire al meglio: sono generosi, si sanno stimare, sono contagiosi, sanno risolvere i conflitti, si sentono amati, sentono di appartenere. I ragazzi cercano relazioni vere e autentiche perché sono attratti dalla bellezza che si sprigiona. Questa è la carta vincente da giocare. Creare una comunità in cui le istituzioni non deleghino ad altri il compito educativo della crescita bensì si assumano la responsabilità di dare!
Conclusioni
generazioni senior, i giovani rischiano di restare sempre più al palo, imprigionati nella rete di un benessere ricevuto e non conquistato, che qualche volta disinnesca il desiderio e più spesso li relega ai margini dell’economia e della società. Uscire però dalla sensazione di essere prigionieri di una “gabbia (semi) dorata” è possibile. Alcuni ragazzi, come quelli accompagnati da Don Alberto nell’associazione LabOratorium, esercitano una forza motivazionale generata da processi di rete. E per tutti gli altri? Ti invitiamo a leggere alcuni degli stimoli fiscali, politici, giuridici, sociologici che suggerisce la conclusione del Rapporto Italia Generativa per migliorare la qualità di vita futura del nostro Paese




