“Intraprendere nel sociale” al Festival Generativo
Idee, strumenti e modelli per sviluppare l’impresa sociale che promuove opportunità per persone, territori ed economia. Il 27 maggio a Finale Emilia il Festival Generativo ospita una tavola rotonda per condividere buone pratiche ed ispirare nuove azioni.
Un lavoro di restaurazione lungo un anno, un desiderio coltivato da molto di più! L’ex auto-stazione degli autobus di Finale Emilia, dal 2021 diventata La Stazione Rulli Frulli, inaugura il 21 maggio il Polo Multifunzionale per l’inclusione lavorativa di persone con disabilità e per l’aggregazione giovanile di qualità. Un luogo pensato per accogliere ed armonizzare la diversità, privo di barriere fisiche, relazionali e culturali. Un’impresa sociale in grado di radicarsi sul territorio a beneficio di tutta la comunità, catalizzando attenzione, entusiasmo, risorse, energie. Un punto da cui partire per costruire una rete sociale allargata, che coinvolga tutta la comunità nel supportare le persone con disabilità e le loro famiglie. Uno spazio in perenne divenire, pronto ad accogliere nuove spinte creative ed impulsi generativi.
Il Festival Generativo
La Stazione Rulli Frulli è uno spazio che vive in assenza di confini o aggettivi possessivi, uno spazio per tutti e di tutti. Per questo l’inaugurazione della Stazione non poteva durare un solo giorno ma ben una settimana intera. Ospite anticipato alla data di apertura è Sergio Mattarella. Il presidente della Repubblica farà visita alla Stazione Rulli Frulli il 20 maggio. Dal 21 al 28 le porte della Stazione aprono ufficialmente per ospitare eventi, incontri, laboratori, concerti e rappresentazioni.
Adulti e bambini possono prendere parte a tutti gli appuntamenti presenti in programma
Intraprendere nel sociale
Venerdì 27 maggio alle ore 10.00 La Stazione Rulli Frulli ospita un incontro per parlare di imprenditoria sociale: idee, strumenti e modelli per la rinascita di territori e di persone. L'evento è promosso insieme a Fondazione CattolicaVerona. Parteciperanno imprenditori sociali facenti parte della rete informale #Contagiamoci, la rete curata da Fondazione Cattolica che riunisce persone motivate a creare opportunità di benessere e sviluppo per rispondere ai bisogni sociali del nostro tempo.
Dalla Sardegna al Piemonte, dal Veneto all’Emilia Romagna. Daranno testimonianza di buone pratiche:
- Alessandra Tore, Direttore Eco Istituto Mediterraneo e Muma Hostel (CA) realtà impegnata nella promozione di un turismo sostenibile e della tutela ambientale
- Mauro Fanchini, Direttore Cooperativa Sociale Il Ponte (NO) realtà impegnata nell’inserimento lavorativo di persone con disabilità e giovani fragili
- Alessandro Menegatti, Presidente Work & Services (FE) realtà impegnata nell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate e nella valorizzazione territoriale
- Marco Ottocento, Presidente Cooperativa Sociale Vale un Sogno (VR) realtà impegnata nello sviluppo di progetti di vita per giovani con disabilità intellettiva
- Valerio Tomaselli, Presidente Cooperativa Amici di Gigi e Direttore Commerciale Belforte (FC) realtà impegnata nell’accompagnamento di minori in difficoltà e nell’inserimento lavorativo di giovani con disabilità
La partecipazione è libera e gratuita.
Vuoi saperne di più su La Stazione Rulli Frulli? Puoi partire leggendo la loro storia!
La storia di Federico Alberghini direttore della Banda Rulli Frulli
Questa è la storia di Federico, il batterista che ha trasformato la musica in uno strumento di integrazione
Federico è solo un bambino quando viene conquistato dall’uomo che segnerà la sua vita per sempre. La bacchetta volteggia leggera nell’aria e suona un doom doom doom sicuro quando Luciano Bosi la rimbalza sulle pagine gialle. Il cuore di Federico batte più forte. I muscoli vibrano al ritmo della musica e la fantasia vola. Ha otto anni e già vede il suo destino: da grande suonerà e costruirà i suoi strumenti da materiale di recupero. Eppure ancora non immagina quale armonia creerà la sua musica.
Federico studia, ascolta, costruisce e suona. Cresce, fonda un gruppo e parte. Italia, Giappone, Cina, Germania la sua passione rimbomba tra un palco e l’altro e mentre viaggia si lascia contaminare dalle culture, da nuovi stili di vita, da quelle visioni così diverse fino a quando non bastano le casse dei concerti a fermare la voce che gli chiede E’ questo il mondo che vuoi? Il mondo che sogna Federico è fatto di musica e di persone felici. Di opportunità e di legami che migliorano la vita. Ma come può renderlo possibile?
Il tempo scorre veloce tra una lezione di musica e l’altra fino al 2010 quando lascia che la sua idea prenda il largo. Insieme a Sara, Marco e Federico fonda una piccola marching band composta da ragazzi con diverse età ed abilità e strumenti creati con materiali di riciclo. È tutto così bello fino a quando non crolla la realtà.
A Finale Emilia la scossa di terremoto distrugge case, strutture e sale prove. C’è paura. La gente viene portata nelle tendopoli, lo sconforto si propaga in toni gravi trasportati dall’aria. Ma Federico crede nel potere della musica e non si arrende. Avanti e indietro dalle tendopoli, non guarda l’orologio, non sente fatica perché i ragazzi non sono soli finchè c’è la musica. Il loro entusiasmo è contagioso. L’equipaggio della Banda Rulli Frulli cresce: da 7 elementi a 50 e poi 70.
Costruiscono strumenti, scenografie, incidono dischi, viaggiano con pullman carichi di 150 persone in Italia e all’estero portando sul palco un’aria nuova. Federico lavora senza sosta e quando le preoccupazioni gli offuscano la visione pensa ai suoi bambini perché sa che la Banda può rendere migliori le persone. Lo fa per loro, per i ragazzi e per le loro famiglie. Per chi si è sempre sentito dire “che problema hai?” o “non può farlo, non ne è capace”, per chi ha pianto a guardare porte chiudersi e per chi quelle porte le vuole aprire.
Il concerto del Primo Maggio, poi Mika… ed anche il Papa li vuole al suo fianco. Il progetto è umile ma è potente l’energia che la Banda sprigiona. Tanto che quando squilla il telefono Federico non ci crede: il Festival di Sanremo li vuole. Loro con il loro modo diverso di fare musica, di essere, di stare insieme. Loro in mondovisione! L’occasione per dare una svolta alla loro vita. Però il palco è piccolo e non possono starci tutti. Devono fare una scelta…
E a farla sono proprio i ragazzi: la Rulli Frulli è una famiglia e una famiglia non si divide. Punto. Un momento sacro che segna l’evolversi della Banda per riportare Federico alle origini: il loro futuro è dove la musica diventa strumento di integrazione e crescita per vivere in armonia. Dal cesto di una lavatrice a 2.800 musicisti in tutta Italia, 198 concerti, 6 dischi e una cooperativa che recupera legno dal mare e, nelle mani di ragazzi disabili, lo rinnova in oggetti di design.
A 40 anni Federico sa che da soli non si fa nulla e insieme si può tutto. “Sono una persona normale con un lavoro speciale perché nulla è più gratificante di rendere felici le persone”.
Federico è un uomo che fa la differenza.
Ti è piaciuta questa storia? La Rubrica “Uomini che fanno la differenza” racconta l’esperienza di chi crea valore nel settore sociale. Puoi leggere anche la storia di Valerio.
Banda Rulli Frulli: la musica strumento di integrazione
A Finale Emilia la Banda Rulli Frulli esplora una musica nuova, fatta di inclusione e sostenibilità ambientale. Quando suona l’orchestra il mondo musicale, e non solo, resta incantato perché la Banda è composta da oltre 70 strumenti creati con materiali di riciclo da ragazzi con diverse abilità
Il sogno che Federico Alberghini ha conservato per oltre 20 anni è diventato realtà nel 2010, quando insieme ad alcuni allievi della Fondazione Scuola di Musica Carlo & Guglielmo Andreoli recupera 5 secchi da una discarica. Fu il percussionista Luciano Bosi ad ispirarlo. Una sua rullata cambiò il mondo di Federico che a nemmeno 10 anni decise il suo futuro: “Capii che nella vita avrei suonato ma non suonato e basta! Volevo farlo con strumenti fatti da me, fatti da materiali di recupero” racconta il Direttore della Banda.
La storia della Banda
Il cestello di una lavatrice, un tubo, un coperchio, una pentola… quanti suoni esistono all’interno di ogni elemento? Quante melodie possono nascere dalle persone indipendentemente dalle loro capacità? La Banda Rulli Frulli nasce per creare un luogo in cui le diversità diventano fonte di crescita comune. Ragazzi di diverse età e con diverse abilità sono i protagonisti di una famiglia in cui la musica diventa lo strumento per stare insieme, creare e abbattere le barriere della differenza.
Insieme a Federico anche Marco Golinelli, Sara Setti e Federico Bocchi partono per l’avventura: creano una marching band composta da 7 elementi, suonano in piccoli concerti di strada, stupiscono con i loro secchi legati alla cinta e l’agilità delle bacchette. La Banda prende forma e in due anni i ragazzi iscritti raddoppiano. Ma poi succede che la vita cambia. Almeno a Finale Emilia.


La scossa di terremoto di magnitudo 5.5 colpisce la cittadina e rade al suolo case, strutture, sale prove. Lo sconforto si impadronisce degli abitanti, le persone vengono riunite in tendopoli in attesa di tempi migliori. Ma Federico con la sua ciurma non demorde “Insieme ad un’altra insegnante abbiamo iniziato la spola alle tendopoli per continuare a fare musica insieme ai ragazzi in uno spazio che ManiTese ci aveva offerto. Facevamo prove tutti i giorni, non dimenticavamo nessuno”. L’impegno della Banda Rulli Frulli scalda gli animi e in pochi anni il numero degli iscritti e di collaboratori si moltiplica arrivando nel 2016 ad avere 50 musicisti in tour in Italia e all’estero con dischi registrati, scenografie per ogni spettacolo e un’indistinguibile divisa marinaresca perché “la nostra Band è come una barca che salpa e viaggia nei mari” ammette Federico.
Una Banda unica e innovativa
C’è qualcosa di unico nel loro modo di fare che piace e coinvolge. Vengono invitati a suonare all’Expo, al Concerto del Primo Maggio a Roma, al programma televisivo Stasera Casa Mika del cantante. Il loro è un modello innovativo perché il gruppo valorizza tutte le abilità in una rete sociale di accettazione e rispetto reciproco. Per questo l’Archivio Italiano della Generatività ha riconosciuto il valore della Banda Rulli Frulli e ne ha studiato per tre anni il metodo.
Un metodo esportato in 5 città italiane che coinvolge 2800 persone e che appena possibile volerà a New York. “Nella Banda Rulli Frulli si cresce. C’è la preparazione, la trasferta, il concerto. Sai quali autonomie ha permesso di sviluppare ai ragazzi disabili? Loro che creano lo strumento, montano e smontano il palco, imparano ad organizzarsi il viaggio”. Un passo importante anche per i ragazzi senza disabilità “Non diciamo mai la disabilità altrui. Nei laboratori nasce la vera integrazione: vivi, comprendi, stai accanto all’altro. Sei valorizzato per quello che riesci a fare e questo costruisce un intento comune”. Pionieri di un modello unico, esibiti in 198 concerti a cui nemmeno il Papa ha saputo resistere chiamandoli a suonare vicino a sé davanti a 90mila persone. “Ci siamo allenati, abbiamo preparato i ragazzi a gestire le emozioni, ci siamo inventati un modo di vivere”.
Dalla musica nasce lavoro


Con la Banda Rulli Frulli cambia l’approccio alla diversità. Si è creata una comunità con le famiglie che ci seguono, tanto che di fronte al problema occupazionale dei giovani disabili hanno deciso di aprire “Astronave_lab” un laboratorio professionale che offre lavoro ai ragazzi diversamente abili altrimenti disoccupati. I materiali di recupero trovano nuova vita grazie a creatività, tecnica e artigianato che rende inclusivo il lavoro e bello l’oggetto finito. “Siamo partiti realizzando oggetti di design con legno recuperato dal mare. Oggi abbiamo 12 ragazzi, una ditta del territorio che contribuisce e una marea di volontari che sostengono l’iniziativa”.
Il futuro? È tutto da costruire. “Abbiamo scoperto che l’ex stazione delle corriere sarà in nostra gestione per 25 anni. Potremmo ingrandirci: sale prove, web radio, laboratori artigianali, studio di registrazione, laboratori per gli strumenti, ristorante e bar gestiti in collaborazione con le scuole locali…la mia era una passione ed è diventata fonte di inclusione. Questo spazio diventerà un’opportunità per i giovani” promette Federico.
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