EZEN: L’OASI DELLE DIVERSITA’

Christian descrive Ezen così: “Un giardino, dove i bambini danno da mangiare ai pesci, che danno da mangiare alle piante”. Un circolo generativo che sembra il racconto di una favola. In realtà è un ecosistema di cura reciproca che genera un luogo straordinario.
"Ezen" è una parola di fantasia, nata dall’unione di Eden e Zen. Una crasi che riunisce spiritualità occidentale e orientale. E infatti Ezen è un giardino in cui è stato ricreato un equilibrio uomo-flora-fauna di memoria ancestrale. Chi vi entra trova uno stato di riconnessione alla natura che dona pace e rilassamento, come indica la filosofia Zen. Un nome che dichiara una missione fondamentale: l’inclusione, perché “è unendo le differenze che si ottengono i risultati più belli”.
La cooperativa sociale agricola Ezen

Ezen è una cooperativa sociale agricola di Lecce, ideata da Christian ed Erika, una coppia che ha scelto di lasciare il lavoro e unire le proprie passioni, i pesci e la natura, per creare un giardino botanico speciale.
A muovere questo desiderio è stata una bambina, Matilda. La sua nascita e la scoperta della sua disabilità ha ispirato i genitori a chiedersi quale fosse il loro posto nel mondo, quale insegnamento portasse in dono quella creatura. E nell’accoglienza delle differenze hanno trovato il paradigma su cui costruire il loro futuro. Hanno così creato un luogo in cui la natura, nella sua diversità, potesse esprimersi in un ciclo di creazione e rigenerazione, permettendo alle persone, con tutte le loro differenze, di venire accolte.
Un luogo, racconta Erika, dove “si produce buon cibo per il corpo, attraverso i frutti e gli ortaggi coltivati, e nutrimento per la mente, con la bellezza della natura e attraverso la possibilità di praticare meditazione e altre arti”.

L’agricoltura in acquaponica
Il giardino si regge su un sistema di agricoltura in acquaponica. Un ambiente in cui piante e animali crescono in simbiosi, in un circolo perfetto, biologico ed ecologico. “È una tecnica antichissima di agricoltura, incontrata da Marco Polo in Cina e Cristoforo Colombo nelle civiltà precolombiane” racconta Christian “Si consuma il 90% di acqua in meno rispetto ai sistemi tradizionali di agricoltura e si ottiene arricchendo l’acqua con le proprietà e l’ammoniaca creata dai pesci che alleviamo. Il passaggio dei nutrimenti avviene attraverso un complesso sistema di filtri biologici e meccanici e consente alla pianta di crescere e fruttificare”.
Le altre attività della cooperativa Ezen
Oltre alla produzione agricola e all’allevamento di carpe Koi, Ezen offre visite e laboratori didattici per ragazzi con o senza disabilità, nella convinzione che non esiste un parametro di normalità tramite il quale valutare le persone, ma semplicemente diverse abilità che caratterizzano ciascuno di noi. “Gli spazi consentono anche ai ragazzi disabili di cimentarsi nella semina, nella preparazione delle piante, in lavori manuali che li riconnettono, attraverso il contatto con la terra, alla natura di cui facciamo parte” spiega Erika.

Nell’area sono presenti anche due chalet, dove le famiglie con ragazzi disabili possono soggiornare e dove in futuro verranno sperimentati percorsi di co-housing.
La frutta e gli ortaggi vengono al momento venduti nei canali del chilometro zero oppure trasformati in marmellate e composte. In futuro verrà potenziata l’attività di trasformazione e verranno create linee di prodotto particolari, come le tisane ispirate dall’antica conoscenza druidica della corrispondenza tra alcune piante e i segni zodiacali.
Ezen: un’armonia ecologica da esportare
Il desiderio di accogliere le differenze e riunirle in armonia è la missione di questo progetto, espressa anche da logo di Ezen. Due carpe koi, una bianca e una nera, intrecciate come lo ying e lo yang dell’antica filosofia cinese.
Il luogo creato da Christian e Erika è una risposta concreta alle sfide di sostenibilità ecologica che il futuro ci pone. Un modello di agricoltura che potrebbe essere esportato in quelle zone del mondo in cui scarseggiano le risorse idriche. Un’idea di riconnessione uomo-natura, che tutela e valorizza la biodiversità naturale e le differenze delle persone.
Erika e Christian, Matilda ed Enea sono una famiglia nelle cui vene scorre la clorofilla e che, accogliendo la diversità, ha creato un’oasi d’amore.
Vuoi conoscere altre realtà sociali che abbiamo incontrato in questi anni? Parti da qui.
“Prendi la tua vita e fanne un capolavoro”, il Terzo Settore e la sua protezione
Il nono episodio del podcast “Intraprendenti” parla della scelta di prendere la vita e farne un capolavoro e spiega l’importanza di una copertura assicurativa specifica per il Terzo settore
Ci sono delle frasi che ti accompagnano per una vita intera e sembrano parlare proprio a te: “Prendi la tua vita e fanne un capolavoro” è stato il motto di Claudio e l’ispirazione di una scelta di vita.
Dai sogni di una carriera tradizionale alla decisione di impiegare la propria vita nell’aiutare gli altri, un cambio di rotta che non prevedeva auto fiammanti per il futuro e neppure uffici da mega capo galattico, ma disegni incerti di bambini riconoscenti, sorrisi faticosamente ritrovati e abbracci inaspettati.
Claudio lavora per Una casa anche per te, una comunità di accoglienza nella provincia di Pavia che si occupa di giovani madri e minori che provengono da famiglie difficili o percorsi di immigrazione. L’associazione fornisce alloggi, accompagnamento educativo, ma anche possibili inserimenti lavorativi dopo la maggiore età attraverso la cooperativa agricola Madre Terra; recupera beni confiscati alle mafie e ne fa luoghi di rinascita per vite difficili che trovano una strada per il futuro.
Un ragazzo tra i ragazzi, Claudio, che ha trovato nei volti di questi coetanei, cui la vita ha dato qualche peso in più, la motivazione per affrontare la fatica quotidiana di organizzare tempi e bisogni di una nuova grande famiglia. E il motto resta sempre lo stesso, “Prendi la tua vita e fanne un capolavoro”, ma declinato al plurale, per far sì che siano le vite degli altri a diventare capolavori.
L’importanza di una polizza “su misura”
Per prendersi cura davvero delle persone è necessario valutare correttamente anche i possibili rischi che tutti i soggetti coinvolti possono correre e attivarsi per proteggerli. Serve dunque grande professionalità, esperienza e conoscenza di un settore che presenta specifiche particolarità: Paolo Pesce, liquidatore esperto di Cattolica Assicurazioni gruppo Generali, ci racconta nel podcast quanto sia fondamentale una corretta formazione per chi si occupa di Terzo Settore in ambito assicurativo. È importante conoscere le norme legislative, saper consultare i registri, distinguere le varie forme associative e le loro peculiarità, per offrire un servizio finalizzato non solo alla copertura di un rischio ma alla prevenzione da esso.
Un liquidatore interviene quando purtroppo il sinistro si è verificato, ma ha un ruolo chiave, proprio per la sua esperienza, nel comprendere quali interventi potrebbero prevenire o per lo meno mitigare il rischio occorso. Proprio grazie alla conoscenza acquisita, Cattolica sta ad esempio proponendo alle numerose realtà che organizzano grest estivi e che ricercano una copertura assicurativa, uno specifico percorso di formazione sulla sicurezza, perché prevenire è meglio che liquidare! 😊
E se la scelta di Claudio ti incuriosisce, leggi la sua storia!

