Il volontariato e i sorrisi che curano l’anima
È possibile dare un senso al dolore? Claudio non lo sa, ma con il tempo scopre che le sue ferite possono asciugare le lacrime altrui con un sorriso. E così il dolore si trasforma e diventa speranza.
Insieme ad altre famiglie, che come lui hanno vissuto la perdita un figlio per malattia, decide di dar vita all’Associazione Progetto Sorriso. L’obiettivo è aiutare a rendere efficienti i reparti pediatrici veronesi di Borgo Roma e Borgo Trento e le cure efficaci. Per farlo bisogna tornare in un luogo pieno di ricordi difficili da affrontare. Gli ospedali. Ma lì ci sono i bambini, le loro famiglie, il loro dolore. E Claudio sa che serve gioia per nutrire la speranza.
E così, oltre ad attrezzature mediche, giocattoli per bambini, materiali per i reparti pediatrici… tra le corsie si muove una squadra di volontari con il naso rosso e la bocca che ride. Sono i clown dottori. La comicoterapia diviene il mezzo per entrare in contatto con il dolore facendo spuntare un sorriso. Aiutare la guarigione nutrendo la fantasia di quei pazienti. Che prima di essere malati sono innanzitutto bambini.
L’associazione di volontariato Progetto Sorriso
Progetto Sorriso è un’organizzazione di volontariato nata nel 1996 su iniziativa di un gruppo di genitori che hanno vissuto l’esperienza di un figlio affetto da grave malattia. Nel nome è già inscritto il suo obiettivo: ridare il sorriso ai bambini affetti da patologie gravi e alle loro famiglie.
“La prima cosa è stata rendere più agevole l’assistenza delle mamme durante le giornate di ricovero - racconta Claudio Scarmagnani, presidente dell’Associazione - poi ci siamo occupati di ciò che ruota attorno alla degenza: giocattoli, comfort, attrezzature mediche, anche aiuti economici”. Interventi che hanno migliorato la qualità di vita dei bambini e delle loro famiglie. Ma le persone quando soffrono hanno bisogno di avere accanto altre persone. Di non sentirsi sole. Così è iniziato il percorso di comicoterapia, che alleggerisce lo spirito e combatte la solitudine.
I volontari vengono formati ad entrare in contatto con situazioni molto delicate, a comprendere l’emotività dei bambini e delle loro famiglie, ma anche a proteggere il loro equilibrio emotivo. Partecipano professionisti e persone comuni, spinte da ragioni di fede, dalla voglia di fare qualcosa di bello per gli altri ma soprattutto per migliorare loro stessi e mettere a disposizione questo arricchimento.
Il volontariato in Italia
Marco Lucchini, Segretario Generale della Fondazione Banco Alimentare ONLUS, spiega che il volontariato in Italia è storicamente solido e sviluppato, ma solo da poco tempo ha imparato a rappresentarsi con dei numeri.
Gli ultimi dati Istat disponibili, aggiornati al 31.12.2024, rilevano nelle istituzioni non profit la presenza di:
- 4.616.915 volontari totali
- Maggioranza maschile (2.690.756 maschi, 1.926.159 femmine)
- Prevalenza in nord Italia (2.602.010 al Nord, 1.078.707 al Centro, 631.553 al Sud e 304.646 nelle Isole)
I censimenti permettono inoltre di distinguere tra un volontariato formale e quello informale. Il primo individua l’appartenenza a un’organizzazione, cui si sceglie di dedicare il proprio tempo e solitamente coinvolge le persone più mature (65-74 anni). La categoria informale invece è tipica dei giovani.
Mentre il volontariato formale coinvolge soprattutto uomini, in realtà sono le donne che dedicano più tempo al volontariato ma in una dimensione informale, che va dall’aiuto alla propria comunità, a parenti, amici, parrocchie, senza che ci sia un legame stabilito con un’istituzione specifica.
Il volontariato registra una maggiore presenza in Nord Italia rispetto al Sud, anche perché il volontariato viene solitamente praticato da persone che hanno uno status economico solido, più comune nel settentrione. Di contro le imprese sociali si stanno sviluppando soprattutto al Sud, perché considerate anche una possibile fonte di reddito.
Il Covid poi, spiega Lucchini, ha determinato un profondo cambiamento dal punto di vista geografico: prima il volontariato era molto legato al territorio di residenza e lì vi si svolgeva, anche appartenendo a organizzazioni che operano a livello nazionale o internazionale. Con la pandemia invece si è concretizzata la possibilità del volontariato digitale.
Il volontariato in Europa
Paese che vai volontariato che trovi. La storia di ogni singolo Paese si riflette sulla nascita e le caratteristiche del volontariato praticato in quella nazione. Nei Paesi dell’Est ad esempio, che vengono da storie di dittatura, difficilmente si riesce a offrire gratuitamente la propria disponibilità e le organizzazioni fanno affidamento su dipendenti più che volontari. In Germania invece pubblico e privato hanno finanziato il mondo ecclesiastico perché si facesse carico dell’aspetto sociale.
Un dato interessante è l’apertura delle nuove generazioni al volontariato internazionale. Un’opportunità resa possibile anche dalla migliore conoscenza dei giovani d’oggi delle lingue straniere.
Opportunità e criticità del volontariato
L’informalità potrebbe essere considerata una criticità, perché potrebbe ridurre la capacità di incidere sulla realtà. Ma allo stesso tempo può diventare opportunità se questa è la forma in cui le persone di oggi riescono a impegnarsi.
Il Bene accade. Anche fuori dalle organizzazioni. “Il volontariato è un’espressione della persona” come dice Lucchini e pertanto si declina in varie forme, anche fuori dalle strutture convenzionali. Esistono molti gesti di cura, privati, non registrati nei dati delle tabelle, che però hanno un impatto sociale altissimo.
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Iscrizioni aperte per il contributo Bando Grest 2023
Fondazione Cattolica propone il Bando GREST 2023 rivolto alle Parrocchie e ai circoli Noi della Diocesi e/o della Provincia di Verona che intendono realizzare questa esperienza estiva dall’alto valore educativo per bambini e ragazzi.
Vacanze, giochi e divertimento. Tempo d’estate e di proposte educative rivolte alle famiglie. Fondazione Cattolica investe nella formazione dei ragazzi e nel ruolo valoriale dei GREST. Con la loro funzione sociale, ludica e comunitaria i GREST rappresentano un luogo di condivisione, collaborazione ed inclusione che associa alla dimensione educativa quella spirituale.
Il Bando GREST 2023
Fondazione Cattolica stanzia 100.000€ per il Bando GREST 2023 a cui possono partecipare tutte le Parrocchie e i circoli NOI della Diocesi e/o della Provincia di Verona.Il contributo assegnato sarà compreso tra i 500 e i 2.000 euro per ciascuna Parrocchia che risulterà assegnataria del bando, in base al punteggio attribuito in seguito all’analisi degli elementi quantitativi e qualitativi riscontrati.
Come fare richiesta per il contributo al Bando GREST
Per aderire al bando è indispensabile chiamare il numero 338/9335687 per ricevere i codici identificativi con i quali compilare la modulistica sul portale online. È possibile chiamare nelle fasce orarie tra ore le 10-12 e le 14-16 dal lunedì al giovedì e il venerdì dalle 10 alle12. Saranno prese in considerazione le richieste che saranno inserite a portale entro le ore 12.00 del 09 Giugno 2023.
Erogazioni e termini del Bando GREST
Le Parrocchie assegnatarie saranno informate entro il 31 luglio 2023. Il contributo della Fondazione verrà erogato a conclusione del Grest.
Informazioni aggiuntive sull'iscrizione al Bando Grest 2023
Invitiamo a leggere il regolamento. Per maggiori informazioni è possibile scrivere a simone.pizzighella@cattolicaassicurazioni.it
Il potere educativo della lettura per aiutare i bambini a diventare adulti consapevoli
Una piccola associazione di Grottammare ha deciso di intervenire per fronteggiare il virus dell’analfabetismo funzionale che, secondo i dati delle ricerche Ocse-Piaac, colpisce il 70% della popolazione italiana di cui il 24% compreso tra i 16 e i 34 anni.
È iniziato tutto durante il doposcuola che l’associazione City Jump gestisce dal 2014. È Domenico Piergallini, presidente della realtà, ad accorgersi che il metodo scolastico della lettura ad alta voce aiuta i bambini ad apprendere la lingua ma non sempre permette loro di avere consapevolezza.
Succede con un bambino, due bambini, tre bambini…la lettura è perfetta ma il suono è vuoto e alla domanda Cosa hai capito di quello che hai letto? il silenzio diventa la risposta.
Già nel 1986 l’Unesco poneva attenzione alle conseguenze di una società che perde la capacità di comprensione e valutazione delle informazioni. Un po’ come perdere la bussola che orienta nella vita e che aumenta la vulnerabilità sociale. Di fronte ad una realtà sempre più complessa, sono in costante aumento le persone che risultano avere fragili strumenti di interazione utili a decifrare con consapevolezza il contesto. Una forma sottile di barriera all’inclusione, che mette ai margini gli adulti incapaci di entrare in relazione con un mondo che esclude chi non ha gli strumenti alfabetici adatti.
“Nel 2017 abbiamo condotto una ricerca con i bambini del doposcuola. È emerso che per quasi la totalità di loro la lettura è noiosa e pesante” afferma Domenico. “Un dato che preoccupa se consideriamo che oggi la tecnologia e il digitale consentono di fruire in modo giocoso ma passivo delle informazioni” continua Giuditta Soave pedagogista impegnata nel progetto. “Per questo ci siamo chiesti: come è possibile aiutare i bambini a leggere affinchè la lettura diventi uno strumento educativo di crescita?”. Se è vero che l’uomo non è nato per leggere, è vero però che l’uomo è nato per comunicare. “Dal racconto, dalla relazione, dallo stare con l’altro abbiamo deciso di avviare un nuovo processo metodologico di lettura” afferma Domenico.

“Abbiamo scelto di entrare nel mondo quotidiano dei bambini che è fatto di libri scolastici, di problemi, diari scritti, verifiche, aspettative dei genitori e degli insegnanti che creano in loro piccoli e grandi ansie. All’interno di questa foresta abbiamo messo in atto un processo educativo fatto di attenzione, accoglienza, condivisione attraverso la lettura che parte dalle loro cose: dal leggere i compiti per il giorno dopo al problema di matematica” racconta Giuditta.
Un metodo in fase di sperimentazione che l’associazione sta provando con i 20 bambini che ogni anno si iscrivono al doposcuola e che hanno iniziato ad avviare prima del Covid-19 anche con alcune scuole primarie della zona. “Lavorare all’alba dell’alfabetizzazione permette ai bambini di fare esperienza di suoni, colori, immagini che evocano le parole” dichiara Domenico. Le neuroscienze hanno riconosciuto il potere della lettura: leggere attiva e nutre il sistema sottocorticale e attiva le cellule grid che aiutano l’uomo a modificare comportamenti e a capire quale posto occupa nell’ambiente. Si … Ma quale lettura?

“Lasciare in mano ad un bambino questo dono aspettandosi che da solo impari a riconoscere il potere della lettura è impensabile soprattutto quando, per i bambini, leggere diventa un compito privo di piacere” ammette Domenico, per questo l’associazione ha ideato la figura dell’ Educatore alla Lettura ed ha organizzato un primo corso formativo per 5 persone volto a fornire competenze utili affinchè gli adulti riescano a far esperienza dell’ascolto aiutando i bambini ad ascoltarsi nella lettura per stare così sul senso di ciò che stanno leggendo.
“In questi anni abbiamo registrato cambiamenti incredibili grazie al nostro metodo "Leggere5vava" racconta Giuditta. I primi dati raccolti dalle ricerche condotte dimostrano che i principali cambiamenti avvenuti nei bambini sono:
- migliore consapevolezza di sè
- maggiore responsabilità
- aumento dell'autostima e delle autonomie.
I genitori, anche quelli inizialmente meno fiduciosi, hanno riscontrato cambiamenti non solo nella lettura stessa, bensì nei comportamenti e nelle relazioni con i figli”. La Mission di CityJump è: recuperare il potere educante della lettura, riposizionandola al centro del processo educativo, e non solo didattico.
City Jump sta promuovendo un cambiamento culturale che coinvolge bambini, genitori, sistema scolastico e società e che necessita di un periodo di ricerca adeguato per verificare l’efficacia e la migliorabilità del processo. Nemmeno le chiusure della pandemia, con le fatiche ed i rallentamenti ad esse connesse, hanno frenato l’animo innovativo dei 6 collaboratori e delle 6 figure impegnate nell’attività didattica e di progetto perchè “Quando i ragazzi ci dicono adesso che so leggere so che ce la posso fare abbiamo la certezza che stiamo seminando, con una vision, in cui tutti partecipiamo attivamente al progresso di una società equa e democratica” conclude Domenico.
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La storia di Claudio Scarmagnani, l'uomo che nutre la speranza dei bambini malati
La storia di Claudio presidente dell'associazione Progetto Sorriso di Nogara
Il telefono squilla. Ci sono email in attesa di risposta, schede da esaminare e file excel da compilare. L’orologio ticchetta sui minuti ma Claudio non ci fa caso, fino a quando una voce famigliare lo richiama alla realtà. “Puoi finire anche domani” si sente dire. Allora spegne il pc e lascia che i bei ricordi lo guidino nella vita.
Claudio con la sua valigia sempre pronta e il porto sicuro in cui ritornare. Una casa in cui tutto è cambiato e dove tutto prende forma in cucina, tra amici, quando scopre che il dolore della propria ferita può asciugare le lacrime altrui con un sorriso.
“Se non lo facciamo noi chi lo può fare?” gli chiedono. L’idea è bella ma come può affrontare la perdita di un figlio tornando nei reparti dell’ospedale? “Se non lo facciamo noi che sappiamo cosa affronta un bambino e cosa vivono i genitori, chi lo può fare?” si domanda.
Uno scambio di sguardi, l’intesa di un amore pronto a prendersi cura di altri bambini, di altri genitori e l’idea prende forma. Fragilità e forza, solidarietà e partecipazione si intrecciano nelle storie dei 12 fondatori e dei 40 volontari che fondano l’Associazione Progetto Sorriso per aiutare a rendere efficienti i reparti pediatrici di Borgo Roma prima, di Borgo Trento poi, e le cure efficaci.
Attrezzature mediche, giocattoli per bambini, materiali per i reparti pediatrici…tutto è utile ma non basta. In una corsia di oncoematologia pediatrica si respira il dolore e la sofferenza. Manca un cielo azzurro in cui genitori e bambini possono riflettere le loro emozioni. Serve gioia per nutrire la speranza.
E Claudio lo sa. L’Associazione ha preso la sua timidezza e l’ha impacchettata. Ci sono obiettivi da raggiungere e Claudio non ha più paura. È determinato e caparbio, cerca soluzioni, progetta, insieme al direttivo pensa a proposte che riempiano di vita anche le corsie d’ospedale.
Un naso rosso, tanto colore, la freschezza di volontari preparati ad entrare in mondi privati rinchiusi dentro stanze sterili. È La comicoterapia. Claudio si impegna. Serve trovare la giusta chiave della serratura per far entrare i volontari in relazione con il bambino, con l’adolescente, con la famiglia, per portare un po’ di primavera nel loro ciclo di cura. Serve sfruttare la parte rimasta sana del bambino, la fantasia, per trainare quella che deve ancora guarire.
Pensa alla preparazione tecnica ma soprattutto a quella psicologica dei clown-dottori. Crea i rapporti con l’azienda ospedaliera e coordina l’attività. L’Associazione cresce e arriva a 280 volontari. Ma tutta questa bellezza bisogna difenderla. C’è chi la vuole strumentalizzare e chi dietro a faldoni burocratici rallenta tutto. Ma Claudio crede nel Bene e non demorde. Come lui tutti i volontari. In attesa oggi di ripartire dopo un anno di lontananza.
“A distanza di 25 anni, posso dire che è stata la scelta giusta. Unire le persone, vederle fare qualcosa per gli altri e vederne il risultato negli occhi di un bambino e della sua mamma è la più grande soddisfazione”.
Claudio è un uomo che fa la differenza.
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Bando GREST Verona 2021
Per l’estate 2021 Fondazione Cattolica attiva il Bando GREST. Il bando rivolto alle Parrocchie della Diocesi e/o della Provincia di Verona interessate a realizzare un’esperienza estiva ad alto impatto educativo per bambini e ragazzi.
Estate: tempo di vacanze, di giochi, di divertimento e… di GREST. Per molte famiglie le attività proposte dagli oratori e dalle parrocchie rappresentano un luogo sicuro in cui lasciare i propri figli durante il periodo estivo. Bambini e animatori crescono insieme in un clima valoriale caratterizzato da condivisione, collaborazione ed inclusione. Il GREST ha una funzione sociale, ludica e comunitaria. Alla dimensione educativa, realizzata tramite progetti formativi specifici, definiti per età del ragazzo, si associa una dimensione spirituale che orienta e dà senso al tutto.
Fondazione Cattolica, crede nella formazione dei ragazzi e ritiene il GREST uno strumento insostituibile di crescita educativa. Per questo ha stanziato un Bando dal valore complessivo di 100mila euro. Il contributo assegnato sarà compreso tra i 500 e i 2.000 euro per ciascuna Parrocchia che risulterà assegnataria del bando. La valutazione assegnata è a insindacabile giudizio della Fondazione.
Come partecipare? Possono partecipare le Parrocchie della Diocesi o della provincia veronese previa lettura del regolamento , della compilazione e dell'invio del modulo allegato. I documenti devono essere inviati a: fondazione.cattolica@cattolicaassicurazioni.it. Solo le richieste inviate entro le ore 12 del 15 giugno, complete, firmate dal Parroco o dal legale rappresentate, saranno prese in considerazione.




