Al via il PCTO per sviluppare progettualità ad alto impatto territoriale

Al via il PCTO che rende gli studenti protagonisti

Nell’estate 2023 Fondazione Cattolica ha accolto i primi studenti per l’esperienza PCTO (percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento ex Alternanza Scuola-Lavoro). Un’esperienza positiva che aveva permesso agli studenti di sviluppare una ricerca qualitativa dal titolo “Chi sono i giovani d’oggi?”. Tra i bisogni riscontrati negli oltre 600 ragazzi intervistati è emersa la voglia di cambiare il mondo per renderlo un luogo accogliente. Per farlo gli adolescenti si auguravano di trovare alleanze generazionali, guide che sappiano identificare il loro valore per accompagnarne la crescita.

 

ll PCTO per sviluppare progettualità ad alto impatto territoriale

Per questo la Fondazione ha ideato il progetto di PCTO “Sperimentare per crescere”. Un’esperienza immersiva di 60 ore che renderà gli studenti protagonisti dello sviluppo delle loro competenze imprenditoriali attraverso l’accompagnamento alla formulazione di progetti volti a migliorare la condizione giovanile in città.

 

“Sperimentare per crescere”

Il programma si sviluppa su 3 settimane. Durante la prima i partecipanti avranno l’opportunità di conoscere organizzazioni del Terzo Settore capaci di fare impresa valorizzando le persone e i territori. Dal 10 al 13 giugno, gli studenti andranno a conoscere:

 

    • Panterei, una cooperativa sociale che affianca le persone con disagio mentale all’interno di percorsi professionali riabilitativi. In questa creativa impresa sociale, il lavoro diventa strumento di riqualificazione dell’essere umano. Gli studenti sperimenteranno sul campo che lo scarto alimentare, come le persone lasciate ai margini, possono avere una seconda vita.
    • Fucina Culturale Machiavelli, un’impresa sociale-culturale nata per offrire alla città veronese un’esperienza artistica, teatrale, musicale vicina ai giovani. Gli studenti si cimenteranno nella costruzione di un Festival artistico e comprenderanno le sfide che comporta la gestione di una rassegna estiva.
    • D-Hub, un’associazione di promozione sociale creata per contrastare l’emarginazione sociale, sviluppare comunità e favorire l’inserimento socio-occupazionale di donne in condizione di vulnerabilità. In questa realtà, gli studenti si cimenteranno in lavori artigianali e scopriranno il valore dell’attivazione comunitaria
    • Acli Verona, un’organizzazione multifunzionale nella quale concentreremo l’attenzione sul programma Rebus, un progetto locale di recupero di beni invenduti e inutilizzati. In questa realtà gli studenti analizzeranno l’impatto dell’eccedenza, scopriranno comportamenti etici e proporranno metodi efficaci di sensibilizzazione.

 

La visita diretta nelle organizzazioni non profit aiuterà gli studenti a maturare nuove consapevolezze, comprendere il territorio e la sua complessità, intuire i diversi ambiti professionali e le figure operanti nell’impresa sociale.

 

Sviluppare competenze imprenditoriali

I ragazzi lavoreranno sullo sviluppo delle competenze imprenditoriali: l’intraprendenza, l’assunzione di rischio, la motivazione, la disciplina, l’organizzazione mentre saranno formuleranno idee volte a migliorare la condizione giovanile in città. Gli studenti, suddivisi in team, lavoreranno sul business model canvas e struttureranno progetti portatori di valore per gli stakeholder. I team incontreranno 10 professionisti che li aiuteranno a focalizzare: la scelta dell’idea, i destinatari di riferimento, il modello di business, la strategia di comunicazione, le modalità di relazione e di raccolta fondi.

Al termine dell’esperienza gli studenti presenteranno le idee nate dal loro lavoro a una commissione che valuterà la fattibilità e l’impatto dei progetti sviluppati.

Sei interessato a sapere di più di questa esperienza? Vorresti partecipare? Fai parte di una scuola del territorio veronese e vorresti creare un progetto insieme a noi? Scrivici!

 


Giovani e Terzo Settore: cosa hanno scoperto gli studenti UNIVR

Giovani e Terzo Settore: cosa hanno scoperto gli studenti UNIVR

Valore della diversità e dell’inclusione, ambienti di lavoro stimolanti e creativi, opportunità di crescita e sviluppo di idee. Sono queste le ambizioni che hanno i giovani per il mondo del lavoro e, inaspettatamente, per molti di loro il Terzo Settore diventa un ambito a cui prestare attenzione.

“Un mio grande sogno è quello di aprire un luogo di cultura dove unire le mie passioni: il mondo del sociale, la musica, l'arte e la natura” racconta Diana studentessa magistrale in Editoria e Giornalismo che insieme ad altri 19 studenti dell’Università degli Studi di Verona ha partecipato ad Out of the Standard la sfida lanciata da Fondazione Cattolica in collaborazione con C-Lab Verona per innovare il settore non-profit.

Cambiare opinione

Il desiderio di Diana si sposa con la voglia di mettersi in gioco che il 100% degli studenti ha manifestato in questi mesi di lavoro. Conoscere il mondo non profit è stato per tutti una scoperta nonostante la maggior parte dei giovani avessero maturato esperienze di volontariato.  “Ho sempre pensato che fare impresa e fare non-profit fossero due binari paralleli che non si incontrano mai. Mentre ho compreso che forse, l’unico vero modo per fare davvero bene impresa è coniugare i due aspetti” ammette Naomi, studentessa di Lingue e culture per il commercio internazionale. Gli incontri con gli imprenditori sociali hanno aperto un mondo pressoché sconosciuto. “Il non-profit credevo fosse un settore di nicchia, senza possibilità di crescita. Invece durante la sfida ho potuto vedere realtà molto ben strutturate e organizzate che operano anche a livello internazionale e ho capito che un mercato sociale in espansione è possibile ed auspicabile” racconta Mariavittoria, iscritta a Lingue per la Comunicazione turistica commerciale.

Trovare valori veri

Auspicabile perché “ciò che si vive in un’impresa sociale conferma quanto sia geniale e potente una realtà che non esclude nessuno a prescindere da dove viene, chi è e cosa sa fare” testimonia Martina, studentessa di Lingue per il commercio internazionale perché “ognuno di noi può dare il proprio contributo, piccolo o grande che sia e quando lo si somma al valore degli altri porta ad ottimi risultati” commenta Cecilia, iscritta a Marketing e Comunicazione.

Un valore imprescindibile che pone attenzione a chi è più fragile e vulnerabile e che non resta indifferente ai giovani d’oggi. “Abbiamo bisogno di costruire un domani fatto di inclusione, uguaglianza ed etica. Di rispetto per le persone, per l’ambiente e per se stessi continuando a favorire la crescita personale” afferma Ilaria, laureata in Lingue per le relazioni internazionali.

Riconoscere prodotti etici

Un domani che le 12 imprese sociali incontrate dagli studenti durante la sfida “Come creare un mercato inclusivo per i prodotti sociali” stanno già realizzando insieme a giovani con disabilità, immigrati, detenuti, ex detenuti, donne vittime di violenza, NEET e nuovi poveri. Un lavoro che si traduce la speranza in concretezza che prende forma in prodotti confezionati, artigianali ed esperienziali a cui gli studenti si sono sentiti vicini. “Dietro ogni prodotto c’è una storia reale, vera” pensa Mariavittoria, per questo “desidero veicolare una consapevolezza culturale nei consumatori che si approcciano al mercato nella sua interezza” ammette Diana.

Libertà, creatività, sviluppo delle potenzialità delle persone e spirito d’iniziativa pronto a migliorare i servizi, sono alcuni degli aspetti dell’impresa sociale che maggiormente hanno colpito gli studenti prossimi ormai al mondo del lavoro. Loro che di domande sul futuro se ne pongono tante, di una cosa sono certi: il tempo conta. Così Ilaria conclude “Il lavoro? So solo che voglio concludere la giornata orgogliosa di aver contribuito a fare e a lasciare qualcosa di buono per gli altri e per l'ambiente”.       

Vuoi saperne di più su questa sfida? Leggi il primo articolo dedicato agli studenti        


giovani, terzo settore e futuro

Giovani, Terzo Settore e futuro: una sfida per trasformare beni in stato di abbandono in beni per la comunità

Fondazione Cattolica entra nelle aule universitarie con “Out of the standard”, la sfida rivolta ai giovani studenti dell’Università scaligera per trovare risposte capaci di innovare il mondo non profit.

In collaborazione con il C-lab e l’Università degli Studi di Verona, Fondazione Cattolica ha promosso un percorso sfidante e stimolante capace di fare luce sulle evoluzioni che attendono il Terzo Settore. Le due sfide proposte, una sulla creazione di un mercato inclusivo per i prodotti non-profit e l’altra sulla trasformazione di beni in disuso in beni di comunità, sono state accolte da 20 studenti. Ma chi sono i ragazzi che hanno scelto di impegnare il loro tempo nella ricerca di risposte innovative per recuperare immobili abbandonati? Cosa pensano del mondo non-profit e come il loro impegno guarda al futuro?

I giovani studenti della sfida

Sono ragazzi e ragazze iscritti ad indirizzi di laurea triennale e magistrale, con esperienze di volontariato maturate in settori diversificati e con una spiccata propensione all’internazionalità.

“Ho deciso di iscrivermi a questa sfida per dimostrare che l’apertura mentale di noi umanisti può dare tanto anche al mondo dell’impresa” racconta Martina, laureata in Lettere Moderne. Un mondo che per i ragazzi sta giungendo verso il capolinea e che chiama ad un approccio diverso e alla ricerca di nuove vie d’azione. “Credo sia arrivato il momento di guardare al mondo nel suo insieme, superando il mero benessere personale e privato. Per troppo tempo l’uomo ha pensato egoisticamente solo a se stesso senza dare importanza alla comunità. È giunta l’ora di cambiare mentalità…” riflette Stefano, studente in Marketing e Comunicazione di Impresa.

La sfida proposta

La sfida “Dai beni privati ai beni comuni” si propone di trovare soluzioni capaci di attivare le comunità per recuperare immobili in stato di abbandono trasformandoli in luoghi in grado di creare valore culturale ed economico per l’intera collettività.

Gli studenti sono stati chiamati a sviluppare idee che aiutino la cooperativa sociale Work & Services di Comacchio a recuperare e dare nuova vita ad alcuni comparti dell’ex Azienda Valli Comunali sotto il profilo sociale, produttivo, culturale e strutturale. “Ho pensato che questa era l’occasione giusta per mettere in pratica gli anni di studio” riporta Federica, studentessa di Lingue per la Comunicazione Turistica e Commerciale perché, continua Alessia studentessa di Management e Strategia di Impresa, “l'innovazione sociale può essere la chiave per favorire uno sviluppo sostenibile e co-partecipato, rispondendo ai bisogni delle comunità locali”.

Le idee per il futuro

Durante questi mesi di lavoro i team Paladini del No Profit e Raggio Verde, così hanno scelto di chiamarsi i 10 ragazzi operanti sulla sfida, hanno avuto l’opportunità di conoscere le imprese sociali e il loro modo di operare acquisendo nozioni tecniche, giuridiche e pratiche grazie all’incontro con professionisti ed imprenditori sociali. “Questo percorso ha cambiato la mia idea nei confronti del non-profit. Pensavo fossero imprese di serie b…” racconta Martina. “Ho capito l'importanza di affiancare a ideali e buoni propositi anche una sostenibilità economica” continua Alessia, perché in questo modo “le organizzazioni non-profit diventano importanti per le comunità e per le persone, vere realtà imprenditoriali che combinando l’economia all’impegno sociale generano valore a beneficio dell’intera collettività” conclude Stefano.

Persone, inclusione, dignità e pari opportunità per tutti, insieme alla co-progettazione, sono i valori che gli studenti hanno riconosciuto agli enti del Terzo Settore. “La passione che trasmettono gli imprenditori sociali spinge ad impegnarsi ogni giorno di più – racconta Alessia, studentessa di Marketing e Comunicazione d’Impresa – immergermi in questo mondo mi ha entusiasmata, tanto da voler far parte in futuro di una realtà come quelle incontrate”. Perché il futuro per gli studenti è fatto di inclusione e valorizzazione dei talenti e della capacità altrui; di riduzione degli sprechi, di attenzione alla formazione civile dell’uomo. Un mondo senza pregiudizi, dove la fiducia consenta di lavorare con persone diverse per scopi comuni. Un futuro fatto di solidarietà ed inclusione che può svilupparsi grazie anche all’intervento dei giovani. 


Privacy Preference Center