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Giovani, Terzo Settore e futuro: una sfida per trasformare beni in stato di abbandono in beni per la comunità

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Fondazione Cattolica entra nelle aule universitarie con “Out of the standard”, la sfida rivolta ai giovani studenti dell’Università scaligera per trovare risposte capaci di innovare il mondo non profit.

In collaborazione con il C-lab e l’Università degli Studi di Verona, Fondazione Cattolica ha promosso un percorso sfidante e stimolante capace di fare luce sulle evoluzioni che attendono il Terzo Settore. Le due sfide proposte, una sulla creazione di un mercato inclusivo per i prodotti non-profit e l’altra sulla trasformazione di beni in disuso in beni di comunità, sono state accolte da 20 studenti. Ma chi sono i ragazzi che hanno scelto di impegnare il loro tempo nella ricerca di risposte innovative per recuperare immobili abbandonati? Cosa pensano del mondo non-profit e come il loro impegno guarda al futuro?

I giovani studenti della sfida

Sono ragazzi e ragazze iscritti ad indirizzi di laurea triennale e magistrale, con esperienze di volontariato maturate in settori diversificati e con una spiccata propensione all’internazionalità.

“Ho deciso di iscrivermi a questa sfida per dimostrare che l’apertura mentale di noi umanisti può dare tanto anche al mondo dell’impresa” racconta Martina, laureata in Lettere Moderne. Un mondo che per i ragazzi sta giungendo verso il capolinea e che chiama ad un approccio diverso e alla ricerca di nuove vie d’azione. “Credo sia arrivato il momento di guardare al mondo nel suo insieme, superando il mero benessere personale e privato. Per troppo tempo l’uomo ha pensato egoisticamente solo a se stesso senza dare importanza alla comunità. È giunta l’ora di cambiare mentalità…” riflette Stefano, studente in Marketing e Comunicazione di Impresa.

La sfida proposta

La sfida “Dai beni privati ai beni comuni” si propone di trovare soluzioni capaci di attivare le comunità per recuperare immobili in stato di abbandono trasformandoli in luoghi in grado di creare valore culturale ed economico per l’intera collettività.

Gli studenti sono stati chiamati a sviluppare idee che aiutino la cooperativa sociale Work & Services di Comacchio a recuperare e dare nuova vita ad alcuni comparti dell’ex Azienda Valli Comunali sotto il profilo sociale, produttivo, culturale e strutturale. “Ho pensato che questa era l’occasione giusta per mettere in pratica gli anni di studio” riporta Federica, studentessa di Lingue per la Comunicazione Turistica e Commerciale perché, continua Alessia studentessa di Management e Strategia di Impresa, “l’innovazione sociale può essere la chiave per favorire uno sviluppo sostenibile e co-partecipato, rispondendo ai bisogni delle comunità locali”.

Le idee per il futuro

Durante questi mesi di lavoro i team Paladini del No Profit e Raggio Verde, così hanno scelto di chiamarsi i 10 ragazzi operanti sulla sfida, hanno avuto l’opportunità di conoscere le imprese sociali e il loro modo di operare acquisendo nozioni tecniche, giuridiche e pratiche grazie all’incontro con professionisti ed imprenditori sociali. “Questo percorso ha cambiato la mia idea nei confronti del non-profit. Pensavo fossero imprese di serie b…” racconta Martina. “Ho capito l’importanza di affiancare a ideali e buoni propositi anche una sostenibilità economica” continua Alessia, perché in questo modo “le organizzazioni non-profit diventano importanti per le comunità e per le persone, vere realtà imprenditoriali che combinando l’economia all’impegno sociale generano valore a beneficio dell’intera collettività” conclude Stefano.

Persone, inclusione, dignità e pari opportunità per tutti, insieme alla co-progettazione, sono i valori che gli studenti hanno riconosciuto agli enti del Terzo Settore. “La passione che trasmettono gli imprenditori sociali spinge ad impegnarsi ogni giorno di più – racconta Alessia, studentessa di Marketing e Comunicazione d’Impresa – immergermi in questo mondo mi ha entusiasmata, tanto da voler far parte in futuro di una realtà come quelle incontrate”. Perché il futuro per gli studenti è fatto di inclusione e valorizzazione dei talenti e della capacità altrui; di riduzione degli sprechi, di attenzione alla formazione civile dell’uomo. Un mondo senza pregiudizi, dove la fiducia consenta di lavorare con persone diverse per scopi comuni. Un futuro fatto di solidarietà ed inclusione che può svilupparsi grazie anche all’intervento dei giovani. 

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