Enea e quel rullo che dà vita

Enea e quel rullo di tamburo che dà la vita

Sai quando tutti ti chiedono: “Cosa farai da grande?” e i bambini se ne escono con mille idee diverse? Ecco io all’inizio non lo sapevo. Mi piacevano le cose che piacevano a tutti, mi sentivo uno tra i tanti, fino a quando non è arrivata la batteria.

Penserai questo qui deve essere un genio musicale! e invece no. La musica, come tutto per me, è nata da un amore lento. Avevo 11 anni quando ho scoperto che per me era speciale. Me ne sono accorto perché tra tutte le attività che facevo, la batteria era l’unica cosa che mi rimaneva dentro. E lì ho iniziato a sognare.

Sarei diventato un batterista della madonna. Uno di quelli che suonano nei concerti con strumenti bellissimi da migliaia di euro. Per questo quando ho messo piede in Banda ero scettico. Questi qui erano strani: gli strumenti li facevano pescando boiler delle caldaie, tubi, cestelli delle lavatrici. Boh! Ho pensato io.

Però lì, solo lì, c’era un’energia unica.

Eravamo in 12 e nessuno comandava. Lì giocavamo con regole diverse da quelle a cui mi ero abituato. Nessun fai così, fermo lì, aspetta che… Ascoltavamo e ci sentivamo. Ci sintonizzavamo sulle stesse frequenze e insieme creavamo musica. Ma anche bellezza. E comunità.

La Banda Rulli Frulli era il nostro branco. Il mio e il nostro posto. Non era solo la mia scuola di musica. Era il mio contatto con il mondo, la fonte della mia espressione e delle mie esperienze. Ci pensi che a 14 anni andavo in tour?

Sì, ho suonato anche io al Concerto del Primo Maggio, al Circo Massimo, da Mika… wow! Ma sai quando è che mi sono sentito un figo pazzesco? La prima volta che ci siamo esibiti a Mirandola in una sagra vicino casa. Da fuori ero inguardabile: un imbianchino con un bidone appeso addosso. Ma dentro scoppiavo di vita.

Sai che roba lavorare in Banda! mi dicevo. Guardavo Fede, Matteo, Marco, Sara e gli altri e li ammiravo. Hanno dato vita a un gruppo che guarda avanti, spinto a migliorare e a prendersi cura. Ma dopo il diploma dovevo avere un pezzo di carta in mano. Chi sei se non hai qualcosa che lo attesta per te? Allora mi sono iscritto al conservatorio, ho passato la selezione e per la prima volta ho capito cos’era davvero la Banda per me.

In Accademia si suona a spartito. Non sai neanche come è fatto il tuo vicino, i tuoi occhi sono sulle note scritte. Tutto è ristretto alla partitura. E mi mancava l’aria. Mi mancava la libertà generativa della Banda. Mi mancava vivere di ciò che la musica produce: amicizia e armonia. Ho chiuso la porta del conservatorio e mi sono sentito un fallito. Avevo deluso tutti: le nonne, i miei e pure io…

Quando l’ho detto a Fede, che per me non è il Direttore, è il timoniere della ciurma, lui ha capito subito. Io no, stavo imbambolato come un carciofo. Mi ha dato il la con i laboratori di costruzione degli strumenti e la manutenzione. Il resto è venuto da sè.

Adesso seguo anche i laboratori di musica e di teatro musicale nelle scuole. Lo faccio per spalancare gli occhi dei ragazzi e renderli parte della bellezza della vita. Non dico mai che il fine è l’integrazione perché quando i ragazzi fanno, l’integrazione viene da sé. Svaniscono le differenze e diventiamo tutti parte di un’umanità bellissima.

Oggi in banda siamo 70. I ragazzi hanno fame di cose autentiche. E sai a me cosa piace fare? Attendere. Aspetto il momento in cui anche a loro succede. Si impianta il seme che cambia lo sguardo, il modo di fare, di prendere la vita. E allora si accendono. Ecco quello per me è il top. Il segno che, sì un giorno ognuno farà un lavoro, ma prima della professione, noi possiamo essere Persone vere che vibrano e creano risonanze. Come la nostra musica.

Ti è piaciuta questa storia? Puoi leggere le altre esperienze dei ragazzi di Giovani Speranze a partire da Martina


Intraprendere nel sociale al Festival Generativo

“Intraprendere nel sociale” al Festival Generativo

Idee, strumenti e modelli per sviluppare l’impresa sociale che promuove opportunità per persone, territori ed economia. Il 27 maggio a Finale Emilia il Festival Generativo ospita una tavola rotonda per condividere buone pratiche ed ispirare nuove azioni.

Un lavoro di restaurazione lungo un anno, un desiderio coltivato da molto di più! L’ex auto-stazione degli autobus di Finale Emilia, dal 2021 diventata La Stazione Rulli Frulli, inaugura il 21 maggio il Polo Multifunzionale per l’inclusione lavorativa di persone con disabilità e per l’aggregazione giovanile di qualità. Un luogo pensato per accogliere ed armonizzare la diversità, privo di barriere fisiche, relazionali e culturali. Un’impresa sociale in grado di radicarsi sul territorio a beneficio di tutta la comunità, catalizzando attenzione, entusiasmo, risorse, energie. Un punto da cui partire per costruire una rete sociale allargata, che coinvolga tutta la comunità nel supportare le persone con disabilità e le loro famiglie. Uno spazio in perenne divenire, pronto ad accogliere nuove spinte creative ed impulsi generativi.

Il Festival Generativo

La Stazione Rulli Frulli è uno spazio che vive in assenza di confini o aggettivi possessivi, uno spazio per tutti e di tutti. Per questo l’inaugurazione della Stazione non poteva durare un solo giorno ma ben una settimana intera. Ospite anticipato alla data di apertura è Sergio Mattarella. Il presidente della Repubblica farà visita alla Stazione Rulli Frulli il 20 maggio. Dal 21 al 28 le porte della Stazione aprono ufficialmente per ospitare eventi, incontri, laboratori, concerti e rappresentazioni.

Adulti e bambini possono prendere parte a tutti gli appuntamenti presenti in programma

Intraprendere nel sociale

Venerdì 27 maggio alle ore 10.00 La Stazione Rulli Frulli ospita un incontro per parlare di imprenditoria sociale: idee, strumenti e modelli per la rinascita di territori e di persone. L'evento è promosso insieme a Fondazione CattolicaVerona. Parteciperanno imprenditori sociali facenti parte della rete informale #Contagiamoci, la rete curata da Fondazione Cattolica che riunisce persone motivate a creare opportunità di benessere e sviluppo per rispondere ai bisogni sociali del nostro tempo.

Dalla Sardegna al Piemonte, dal Veneto all’Emilia Romagna. Daranno testimonianza di buone pratiche:

  • Alessandra Tore, Direttore Eco Istituto Mediterraneo e Muma Hostel (CA) realtà impegnata nella promozione di un turismo sostenibile e della tutela ambientale
  • Mauro Fanchini, Direttore Cooperativa Sociale Il Ponte (NO) realtà impegnata nell’inserimento lavorativo di persone con disabilità e giovani fragili
  • Alessandro Menegatti, Presidente Work & Services (FE) realtà impegnata nell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate e nella valorizzazione territoriale
  • Marco Ottocento, Presidente Cooperativa Sociale Vale un Sogno (VR) realtà impegnata nello sviluppo di progetti di vita per giovani con disabilità intellettiva
  • Valerio Tomaselli, Presidente Cooperativa Amici di Gigi e Direttore Commerciale Belforte (FC) realtà impegnata nell’accompagnamento di minori in difficoltà e nell’inserimento lavorativo di giovani con disabilità

La partecipazione è libera e gratuita.

Vuoi saperne di più su La Stazione Rulli Frulli? Puoi partire leggendo la loro storia!


federico alberghini

La storia di Federico Alberghini direttore della Banda Rulli Frulli

Questa è la storia di Federico, il batterista che ha trasformato la musica in uno strumento di integrazione

Federico è solo un bambino quando viene conquistato dall’uomo che segnerà la sua vita per sempre. La bacchetta volteggia leggera nell’aria e suona un doom doom doom sicuro quando Luciano Bosi la rimbalza sulle pagine gialle. Il cuore di Federico batte più forte. I muscoli vibrano al ritmo della musica e la fantasia vola. Ha otto anni e già vede il suo destino: da grande suonerà e costruirà i suoi strumenti da materiale di recupero. Eppure ancora non immagina quale armonia creerà la sua musica.

Federico studia, ascolta, costruisce e suona. Cresce, fonda un gruppo e parte. Italia, Giappone, Cina, Germania la sua passione rimbomba tra un palco e l’altro e mentre viaggia si lascia contaminare dalle culture, da nuovi stili di vita, da quelle visioni così diverse fino a quando non bastano le casse dei concerti a fermare la voce che gli chiede E’ questo il mondo che vuoi? Il mondo che sogna Federico è fatto di musica e di persone felici. Di opportunità e di legami che migliorano la vita. Ma come può renderlo possibile?

Il tempo scorre veloce tra una lezione di musica e l’altra fino al 2010 quando lascia che la sua idea prenda il largo. Insieme a Sara, Marco e Federico fonda una piccola marching band composta da ragazzi con diverse età ed abilità e strumenti creati con materiali di riciclo. È tutto così bello fino a quando non crolla la realtà.

A Finale Emilia la scossa di terremoto distrugge case, strutture e sale prove. C’è paura. La gente viene portata nelle tendopoli, lo sconforto si propaga in toni gravi trasportati dall’aria. Ma Federico crede nel potere della musica e non si arrende. Avanti e indietro dalle tendopoli, non guarda l’orologio, non sente fatica perché i ragazzi non sono soli finchè c’è la musica. Il loro entusiasmo è contagioso. L’equipaggio della Banda Rulli Frulli cresce: da 7 elementi a 50 e poi 70.

Costruiscono strumenti, scenografie, incidono dischi, viaggiano con pullman carichi di 150 persone in Italia e all’estero portando sul palco un’aria nuova. Federico lavora senza sosta e quando le preoccupazioni gli offuscano la visione pensa ai suoi bambini perché sa che la Banda può rendere migliori le persone. Lo fa per loro, per i ragazzi e per le loro famiglie. Per chi si è sempre sentito dire “che problema hai?” o “non può farlo, non ne è capace”, per chi ha pianto a guardare porte chiudersi e per chi quelle porte le vuole aprire.

Il concerto del Primo Maggio, poi Mika… ed anche il Papa li vuole al suo fianco. Il progetto è umile ma è potente l’energia che la Banda sprigiona. Tanto che quando squilla il telefono Federico non ci crede: il Festival di Sanremo li vuole. Loro con il loro modo diverso di fare musica, di essere, di stare insieme. Loro in mondovisione! L’occasione per dare una svolta alla loro vita. Però il palco è piccolo e non possono starci tutti. Devono fare una scelta…

E a farla sono proprio i ragazzi: la Rulli Frulli è una famiglia e una famiglia non si divide. Punto. Un momento sacro che segna l’evolversi della Banda per riportare Federico alle origini: il loro futuro è dove la musica diventa strumento di integrazione e crescita per vivere in armonia. Dal cesto di una lavatrice a 2.800 musicisti in tutta Italia, 198 concerti, 6 dischi e una cooperativa che recupera legno dal mare e, nelle mani di ragazzi disabili, lo rinnova in oggetti di design.

A 40 anni Federico sa che da soli non si fa nulla e insieme si può tutto. “Sono una persona normale con un lavoro speciale perché nulla è più gratificante di rendere felici le persone”.

Federico è un uomo che fa la differenza.

Ti è piaciuta questa storia? La Rubrica “Uomini che fanno la differenza” racconta l’esperienza di chi crea valore nel settore sociale. Puoi leggere anche la storia di Valerio.


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