Ecologia e sostenibilità: l’impatto dell'imprenditore responsabile

Ecologia e sostenibilità: l’impatto dell'imprenditore responsabile

Sostenibilità e trasformazione sociale. Nel podcast di Fondazione Cattolica ti raccontiamo la storia di una donna che ha trasformato il turismo in un’esperienza educativa sostenibile e di come superare le difficoltà per diventare degli imprenditori sociali

In questo episodio di “Intraprendenti Storie di chi, nel Terzo Settore, genera futuro” ti raccontiamo la storia di Alessandra è una donna forte e tenace come il mare che tanto ama e come la sua terra, la Sardegna.

L'esperienza di Alessandra come imprenditrice sociale

Una donna che ha compreso quanto condividere un obiettivo possa essere la chiave per raggiungerlo.

Insieme ad un gruppo di professionisti Alessandra ha sviluppato il Med-  Ecoistituto Mediterraneo un progetto innovativo di sensibilizzazione e valorizzazione del territorio che offre percorsi di educazione ambientale, attività didattiche e formative per le scuole, esperienze di turismo sostenibile tramite il Muma Hostel per restituire alla collettività il patrimonio culturale della comunità.

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Un’impresa sociale nata dall’incontro di due realtà che stavano elaborando progetti simili e hanno deciso di unire le proprie forze, perché fare rete è funzionale a raggiungere gli obiettivi ed estremamente efficace. I primi ostacoli sono stati come sempre la credibilità, il reperimento del capitale finanziario, la remunerazione dei partecipanti: Alessandra e il suo team hanno risposto a queste difficoltà con impegno, resilienza, serietà, investendo risorse economiche personali e mettendo a frutto i propri talenti.

Il risultato è un progetto diffuso, che coniuga sostenibilità, turismo, ambiente e cultura, nel pieno rispetto di un territorio e di chi desidera conoscerlo.

Le difficoltà per un imprenditore sociale

Ma quali sono le difficoltà che si incontrano nell’avvio di un’impresa sociale? L’Avvocato Felice Scalvini del Comitato Scientifico Terzo Settore di Cattolica Assicurazioni individua 3 aspetti:

  • trasformare progetti personali in collettivi
  • diffondere i modelli innovativi senza ricercarne nuovi
  • sostenere attraverso la filantropie esperienze positiv

L'avvocato evidenzia come nel panorama attuale “le iniziative hanno carattere soprattutto personale, la sfida è diffondere le esperienze generando collettività".

L’obiettivo principale “non dovrebbe essere inseguire a tutti i costi l’innovazione in sé, ma fare in modo che l’innovazione raggiunta diventi sistemica, trasformando un ambiente più ampio di quello di partenza” riporta Scalvini. Per questo chi sostiene tali processi, sia pubblico che privato, dovrebbe superare il limite culturale e anziché ricercare “nuova innovazione” preoccuparsi di consolidare e diffondere l’esistente.

Un imprenditore sociale è un visionario. Sa vedere qualcosa che altri non vedono, riconosce il percorso e i fattori necessari per ottenere il risultato immaginato. Fattori che deve pazientemente e abilmente connettere e organizzare per realizzare il disegno imprenditoriale.

Questo approccio, se riconosciuto e individuato con chiarezza, può essere riprodotto e adattato ad altri contesti. Ma per esportare dei modelli efficaci sarebbe necessaria anche una reportistica precisa e continuativa, che ad oggi è legata solamente all’iniziativa di singoli centri studi.

Cosa serve a chi si approccia a questo modo di fare mercato? La necessità di essere sostenuto! Un ruolo decisivo potrebbe essere svolto dai soggetti della filantropia istituzionale e dalle fondazioni, che, abbandonando la categoria del bando, potrebbero valorizzare una selezione di esperienze determinando così una “potente trasformazione sociale generalizzata”.

Puoi continuare a seguire gli episodi. Parti da Valerio e dai rischi legati all'impresa sociale!


Alessandra e il turismo che custodisce l’anima della Sardegna

Alessandra e il turismo che custodisce l’anima della Sardegna

La rubrica “Persone che fanno la differenza” si arricchisce con la storia di Alessandra Tore, vicepresidente della cooperativa sociale Ecoistuto Med, una realtà cagliaritana che ha cuore l’ambiente, il territorio e il turismo responsabile. L'Ecoistituto insieme al Muma Hostel (realtà ricettiva costituita da ostello ma anche museo) l'ente pone attenzione all'educazione ambientale.

Alessandra non è una bambina convenzionale tutta fiocchi e nastrini. Ama l’avventura e il mare.

Per questo il nonno la porta con sé lungo il porto di Cagliari. Alessandra respira forte come per far entrare il mare dentro di lei. Poi vede l’Amerigo Vespucci. Il veliero è immenso, lei è piccola ma ha le idee chiare: da grande sarà un capitano.

La legge italiana però parla chiaro: questo non è un lavoro da donne. Eppure il sogno della bambina non vacilla, cresce con lei, fino a quando il postino consegna alla famiglia Tore una lettera. In casa non capiscono. Arriva dalla Marina Nautica di Livorno ma il messaggio è indirizzato ad Alessandr”o”.  

“Figlia mia, quali prospettive hai?” le chiede suo padre. Alessandra è costretta ad aprire gli occhi davanti alla realtà. Ama il mare è vero, ma ama anche la sua terra, le sue persone, le sue tradizioni. Così vira il timone e prende una nuova rotta. Direzione centro Italia. Obiettivo laurea in Economia a Turismo.

Alessandra torna con una valigia ricca di competenze e determinazione. Arriva a dirigere un albergo e poi un’agenzia viaggi. Matura esperienza nell’accoglienza, nella vendita e tutto va a gonfie vele. Poi però il suo ventre si espande. Se posso generare una nuova vita, quante altre cose posso realizzare?

La maternità spinge Alessandra  a studiare l’orizzonte, tracciare una nuova rotta e a lanciarsi in un’impresa. Vuole creare un turismo rispettoso per la sua terra. Così dà vita ad una sua società e per la prima volta inizia a gestire una rete di B&B familiarizzando con privati, amministrazioni e GAL. Alessandra si occupa di questa marea per diversi anni, fino a quando una nuova corrente le solletica i piedi. E trasforma la sua storia, nella storia di tanti.

Insieme a Giovanna e Carlo i sogni si amplificano. C’è l’amore per l’ambiente, la propensione a prendersene cura e il desiderio di trasmettere il valore di un territorio che non è di nessuno nonostante sia di tutti. Perché la Sardegna è casa. È identità. Patrimonio. È la semplicità dei luoghi e dei suoi abitanti.

L’Ecoistituto Med nasce per educare alla sostenibilità attraverso percorsi didattici. Ma non è facile creare anche il turismo. Bisogna investire, convincere banche e finanziatori che può nascere un turismo fatto di valori, persone, storia e territorio. Le porte in faccia fanno male un po’ come i sogni irrisolti. Ma questa volta Alessandra è adulta, lavora in squadra e crede nella forza del turismo territoriale.

Quando arriva chi riconosce nel Muma Hostel una vacanza che diventa esperienza, la cooperativa salpa. 8 soci e 10 dipendenti gestiscono 4 CEAS (Centri di Educazione Ambientale e alla Sostenibilità) immergendo i visitatori nella bellezza di terre inesplorate, strutture ricettive certificate Ecolabel, 2 musei che favoriscono la conoscenza della flora, della fauna locale, dei mestieri tradizionali che raccontano l’anima dell’isola.

A 56 anni Alessandra non guida una nave ma un’impresa sociale. E forse è meglio così!

“Vent’anni fa non pensavo che sarai arrivata fino qui. Invece la mia è diventata una storia collettiva perché le cose funzionano quando si connettono le persone”

Una donna che fa la differenza.

Ti è piaciuta la storia raccontata in questa rubrica? Puoi continuare a leggere le altre a partire da Silvio


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