Rubrica Sguardi Inclusivi: il quarto libro che ti consigliamo è..
“Alle bambine ribelli di tutto il mondo: sognate più in grande, puntate più in alto, lottate con più energia. E, nel dubbio, ricordate: avete ragione voi”.
“Storie della buonanotte per bambine ribelli” è un libro scritto nel 2016 da Elena Favilli, autrice e giornalista e Francesca Cavallo, scrittrice e regista teatrale.
È giunto alla sesta ristampa, ha venduto oltre 6 milioni di copie nel mondo ed è stato tradotto in quasi 50 lingue. È il progetto letterario inedito che ha raccolto più fondi nella storia del crowdfunding, coinvolgendo oltre 20.000 sostenitori e raccogliendo più di un milione di dollari.
Un verso successo editoriale che promuove l’inclusività femminile e il girl power!
La trama del libro consigliato nella rubrica Sguardi Inclusivi

Questo non è un libro di favole, ogni storia inizia con “C’era una volta..” ma la storia c’è stata davvero.
Niente principesse che attendono bellocci sul cavallo bianco. Qui si parla di donne padrone del loro destino e che hanno sognato in grande. Sportive, matematiche, pittrici, attiviste… donne ritratte da 60 illustratrici provenienti da tutto il mondo. Cento racconti di vita di persone straordinarie, spesso dimenticate dalla storia, che in contesti non sempre favorevoli hanno realizzato il loro potenziale e contribuito allo sviluppo dell’umanità.
Una galleria di esistenze coraggiose che possono ispirare le bambine delle nuove generazioni a realizzare i loro progetti di vita e ad abbattere gli stereotipi di genere.
Perché vi consigliamo di leggere questo libro?
Il genere delle biografie è un format antico e che ha sempre riscosso molto successo, da Plutarco al Vasari. Fare di una vita un esempio cui tendere funziona. Ma esistono versioni al femminile? Boccaccio nel ‘300 aveva scritto il De mulieribus claris, per offrire esempi di virtù da seguire e di ragazzacce, a suo dire, da non imitare.
A distanza di quasi 700 anni il focus non è più sulla moralità di queste donne, ma sulla loro determinazione, il loro sentirsi parte di una comunità e il voler contribuire al progresso di questa, sulla possibilità di esprimersi e rispondere alla propria vocazione.
C’era bisogno di un libro così? Si!
Si tratta di fornire alle bambine di oggi modelli alternativi con cui identificarsi, per nutrire il loro immaginario con figure più complesse e sfaccettate. Per sostituire la sfilata di principesse con donne che hanno, con difficoltà, cambiato il mondo e rivendicato la propria libertà. Un tassello per costruire una nuova sensibilità e immaginare un mondo diverso in cui il genere non determini la grandezza dei propri sogni.
Accogliamo questa ondata di nuove ingegnere meccaniche, astrofisiche, informatiche, donne coraggiose, e ribelli, che potranno non sentirsi più mosche bianche!
E poi sai cosa ci è piaciuto tanto di questo libro? Quelle due pagine bianche alla fine, dove ogni bambina può raccontare la propria storia, il suo “C’era una volta..” e accanto disegnare il proprio ritratto. Inserirsi così in questa hall of fame di donne speciali. E immaginare che il proprio contributo possa un giorno essere di ispirazione e di sprone per le bambine che verranno.
Le “Donne che fanno la differenza” amiche di Fondazione Cattolica
Anche in Fondazione Cattolica abbiamo la nostra galleria di super eroine: esempi di audacia, determinazione e generosità che con passione hanno realizzato i loro sogni per il Bene comune.
Una di loro è Teresa Scorza, che ha lasciato un lavoro in azienda per seguire un desiderio profondo: dare un’opportunità a chi solitamente viene rifiutato. È nata così Zeropercento, una bottega di vicinato di Milano, che offre formazione e lavoro a persone con disabilità intellettiva.
Sei curioso di conoscere le storie di altre donne speciali? Gli abbiamo dedicato una rubrica, “Donne che fanno la differenza”. Puoi partire da Mara e l’associazione Fattibillimo.
P.s.: ti è piaciuto questo libro? A firma di Elena Favilli sono usciti anche “Storie della buonanotte per bambine ribelli. 100 donne migranti che hanno cambiato il mondo”, “Guida per bambine ribelli. Alla scoperta del corpo che cambia” e “Storie della buonanotte per bambine ribelli. 100 donne italiane straordinarie”.
Il potere educativo della lettura per aiutare i bambini a diventare adulti consapevoli
Una piccola associazione di Grottammare ha deciso di intervenire per fronteggiare il virus dell’analfabetismo funzionale che, secondo i dati delle ricerche Ocse-Piaac, colpisce il 70% della popolazione italiana di cui il 24% compreso tra i 16 e i 34 anni.
È iniziato tutto durante il doposcuola che l’associazione City Jump gestisce dal 2014. È Domenico Piergallini, presidente della realtà, ad accorgersi che il metodo scolastico della lettura ad alta voce aiuta i bambini ad apprendere la lingua ma non sempre permette loro di avere consapevolezza.
Succede con un bambino, due bambini, tre bambini…la lettura è perfetta ma il suono è vuoto e alla domanda Cosa hai capito di quello che hai letto? il silenzio diventa la risposta.
Già nel 1986 l’Unesco poneva attenzione alle conseguenze di una società che perde la capacità di comprensione e valutazione delle informazioni. Un po’ come perdere la bussola che orienta nella vita e che aumenta la vulnerabilità sociale. Di fronte ad una realtà sempre più complessa, sono in costante aumento le persone che risultano avere fragili strumenti di interazione utili a decifrare con consapevolezza il contesto. Una forma sottile di barriera all’inclusione, che mette ai margini gli adulti incapaci di entrare in relazione con un mondo che esclude chi non ha gli strumenti alfabetici adatti.
“Nel 2017 abbiamo condotto una ricerca con i bambini del doposcuola. È emerso che per quasi la totalità di loro la lettura è noiosa e pesante” afferma Domenico. “Un dato che preoccupa se consideriamo che oggi la tecnologia e il digitale consentono di fruire in modo giocoso ma passivo delle informazioni” continua Giuditta Soave pedagogista impegnata nel progetto. “Per questo ci siamo chiesti: come è possibile aiutare i bambini a leggere affinchè la lettura diventi uno strumento educativo di crescita?”. Se è vero che l’uomo non è nato per leggere, è vero però che l’uomo è nato per comunicare. “Dal racconto, dalla relazione, dallo stare con l’altro abbiamo deciso di avviare un nuovo processo metodologico di lettura” afferma Domenico.

“Abbiamo scelto di entrare nel mondo quotidiano dei bambini che è fatto di libri scolastici, di problemi, diari scritti, verifiche, aspettative dei genitori e degli insegnanti che creano in loro piccoli e grandi ansie. All’interno di questa foresta abbiamo messo in atto un processo educativo fatto di attenzione, accoglienza, condivisione attraverso la lettura che parte dalle loro cose: dal leggere i compiti per il giorno dopo al problema di matematica” racconta Giuditta.
Un metodo in fase di sperimentazione che l’associazione sta provando con i 20 bambini che ogni anno si iscrivono al doposcuola e che hanno iniziato ad avviare prima del Covid-19 anche con alcune scuole primarie della zona. “Lavorare all’alba dell’alfabetizzazione permette ai bambini di fare esperienza di suoni, colori, immagini che evocano le parole” dichiara Domenico. Le neuroscienze hanno riconosciuto il potere della lettura: leggere attiva e nutre il sistema sottocorticale e attiva le cellule grid che aiutano l’uomo a modificare comportamenti e a capire quale posto occupa nell’ambiente. Si … Ma quale lettura?

“Lasciare in mano ad un bambino questo dono aspettandosi che da solo impari a riconoscere il potere della lettura è impensabile soprattutto quando, per i bambini, leggere diventa un compito privo di piacere” ammette Domenico, per questo l’associazione ha ideato la figura dell’ Educatore alla Lettura ed ha organizzato un primo corso formativo per 5 persone volto a fornire competenze utili affinchè gli adulti riescano a far esperienza dell’ascolto aiutando i bambini ad ascoltarsi nella lettura per stare così sul senso di ciò che stanno leggendo.
“In questi anni abbiamo registrato cambiamenti incredibili grazie al nostro metodo "Leggere5vava" racconta Giuditta. I primi dati raccolti dalle ricerche condotte dimostrano che i principali cambiamenti avvenuti nei bambini sono:
- migliore consapevolezza di sè
- maggiore responsabilità
- aumento dell'autostima e delle autonomie.
I genitori, anche quelli inizialmente meno fiduciosi, hanno riscontrato cambiamenti non solo nella lettura stessa, bensì nei comportamenti e nelle relazioni con i figli”. La Mission di CityJump è: recuperare il potere educante della lettura, riposizionandola al centro del processo educativo, e non solo didattico.
City Jump sta promuovendo un cambiamento culturale che coinvolge bambini, genitori, sistema scolastico e società e che necessita di un periodo di ricerca adeguato per verificare l’efficacia e la migliorabilità del processo. Nemmeno le chiusure della pandemia, con le fatiche ed i rallentamenti ad esse connesse, hanno frenato l’animo innovativo dei 6 collaboratori e delle 6 figure impegnate nell’attività didattica e di progetto perchè “Quando i ragazzi ci dicono adesso che so leggere so che ce la posso fare abbiamo la certezza che stiamo seminando, con una vision, in cui tutti partecipiamo attivamente al progresso di una società equa e democratica” conclude Domenico.
Vuoi saperne di più di apprendimento scolastico? Anche la cooperativa Tice ha un metodo innovativo!

