Le reti territoriali che generano welfare comunitario
Lidia lascia la Sicilia per seguire il marito a Roma. La città è meravigliosa e piena di opportunità, ma Lidia cerca qualcosa che le ricordi il calore di casa.
Apre la porta di un circolo ACLI e le tornano in mente quei pomeriggi a giocare a tombola con il fratello Angelo, quell’aria fatta di progetti, relazioni e comunità. E proprio da lì parte il suo impegno nel sociale.
Sposa lo spirito delle Acli e lavora per creare reti, con ruoli sempre più impegnativi. Ispirata dalle parole di Papa Francesco, impara ad indossare un nuovo paio di occhiali invisibili per guardare oltre, sviluppa forme di welfare comunitario per contrastare la povertà.
Lidia diventa Presidente delle Acli di Roma, un arcipelago di 320 strutture che ogni anno accoglie oltre 120 mila persone, molte in condizioni di estrema fragilità. “Credo in chi prova ad essere straordinario nell’ordinario. Quando si ascoltano i silenzi e si vede anche chi sta nell’ombra, quando l’energia diventa conforto e il tempo aiuto concreto, allora riconosco l’essenza del donarsi”.
Le ACLI - Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani
Le Acli sono un’associazione di promozione sociale e dunque attive nel “promuovere” l’uscita delle persone da uno stato di vulnerabilità, non attraverso l’assistenzialismo ma in modo proattivo. “Come diceva Confucio” ricorda Lidia “se dai il pesce a una persona mangia un giorno, se gli dai una canna da pesca mangia tutta la vita. E noi cerchiamo di dare canne da pesca per quanto possibile”.
Sono state fondate 80 anni fa, nel periodo post-bellico e hanno avuto un ruolo fondamentale nella ricostruzione e nella nascita della Repubblica. Si reggono su tre pilastri storici, il lavoro, il chiesa, la democrazia e un quarto, indicato dieci anni fa da Papa Francesco, che è l’attenzione ai poveri.
Sono una struttura molto articolata: ci sono circoli, nuclei, strutture di base che raccolgono i bisogni del territorio, servizi come il patronato, i Caf e associazioni che si occupano di particolari soggetti o tematiche sociali. Ciò che caratterizza tutte queste declinazioni è “la capacità di tenere insieme pensiero e opere, in un circolo virtuoso, perché dal pensiero scaturiscono le opere e dalle opere poi si elaborano pensieri”.
Essere Presidente-ssa
Lidia nel suo percorso ha assunto ruoli di grande responsabilità, dalle deleghe a Governance, Famiglia, Progettazione sociale, 5xmille, al Premio Amico della Famiglia istituito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, alla Commissione per le Parità e Pari opportunità nel lavoro del Ministero del Lavoro. Fino a diventare Presidente delle Acli di Roma. Nel tempo ha compreso che la cosa più importante quando si assume un ruolo di guida non è essere maestri, ma “testimoni credibili”.
Essere donne in un ruolo apicale rende le cose ancora più complesse. Tetti di cristallo, pari opportunità, divari salariali, possono essere superati solo attraverso un’alleanza con gli uomini. Un modus che ricalca i tratti distintivi dell’operare delle Acli:
- Collaborazione
- Prossimità
- Partecipazione
Per essere una buona guida, ci vuole passione, determinazione, capacità di visione, ma a volte irrompe l’imprevedibile. “A volte c’è quel qualcosa che non sai da dove arriva” racconta Lidia “che ti consente di raggiungere mete nemmeno sognate”. La Provvidenza. Bisogna saper guardare lontano, con generosità, nella “consapevolezza che ciò che stai seminando non sarai tu a raccoglierlo, ma qualcun altro dopo di te”.
I cambiamenti in atto nel Terzo Settore
Italo Sandrini, Assessore al Terzo Settore del Comune di Verona, sottolinea come il mondo di chi opera nel sociale stia inevitabilmente cambiando. Nuove sacche di povertà in aumento, dai bambini e ai nuovi poveri generati dalla pandemia. Una politica spesso impegnata più nell’organizzare summit e convegni che nel “mettere in campo politiche concrete”. Il volontariato che scarseggia di capitale umano a causa del mancato ricambio generazionale e del pensionamento in età sempre più avanzata. In tale contesto Sandrini esorta a un impegno concreto e personale, in forza di un rinnovato senso di comunità e coesione sociale. Immagina che il futuro del Terzo Settore sia soprattutto nella forma dell’impresa sociale e nell’istituzione di forme di coordinamento che favoriscano reti di collaborazione tra organizzazioni sociali.
Vi ricorda nulla questo pensiero? Contagiamoci! Scopri di più sulla rete informale degli enti di Fondazione Cattolica in questo articolo. E se vuoi proseguire con la lettura dei podcast, ti consigliamo di partire da qui.
“Dopo di noi” dubbi e domande trovano risposte in un percorso dedicato
Acli Verona propone un nuovo percorso dedicato al “Dopo di noi” per offrire uno spazio di confronto e scambio tra famiglie e operatori della fragilità ed esperti sulla tematica.
Cosa farà quando non ci saremo più? Chi si prenderà cura di lui? Quale futuro lo attende? Sono tante le domande che interrogano genitori, coniugi, tutori e accompagnatori di persone con disabilità. Per aiutarle a trovare uno spazio di confronto ricco di spiegazioni e condivisioni, Acli Verona ha attivato un percorso telematico di 6 incontri in cui esperti del settore offrono una panoramica e forniscono risposte concrete per permettere alle famiglie di affrontare con più serenità il futuro delle persone amate. Claudio Bolcato, presidente di Acli Verona, ha risposto ad alcune domande.
Claudio, può aiutarci a conoscere meglio Acli Verona. Chi siete e di cosa vi occupate?
Le Acli sono un’associazione di promozione sociale che, attraverso un sistema diffuso ed organizzato sul territorio, promuove il lavoro ed i lavoratori, educa ed incoraggia alla cittadinanza attiva, difende, aiuta e sostiene i cittadini, in particolare quanti si trovano in stato di bisogno, a rischio di emarginazione o esclusione sociale.
Le Acli sono attive sui territori con circoli, servizi, progetti ed associazioni specifiche. A Verona siamo presenti dal 1986 con 23 circoli, 19 uffici zonali, 4 associazioni. Le Acli sono una realtà che si occupa di molteplici situazioni. Dal patronato alla povertà, dai problemi previdenziali alla dichiarazione dei redditi. Inoltre la dimensione associativa ci consente di promuovere percorsi di cittadinanza per la creazione di comunità come Rebus un progetto nato per gestire le eccedenze alimentari o Nessuno escluso per prevenire la dispersione scolastica.
Come mai avete scelto di dedicare un percorso formativo al “Dopo di noi”?
L’esigenza ci è stata chiara durante gli ascolti delle persone che incontriamo. Molteplici famiglie attualmente impegnate con un caso di fragilità domiciliare ci hanno espresso la necessità di orientarsi in un mondo fatto di leggi e norme da seguire. Si tratta di famiglie in cui i genitori sono prossimi alla pensione o in età avanzata. Loro, in modo particolare, ci chiedono “Cosa faremo con i nostri figli?”. Abbiamo voluto creare un contenitore che ancora non c’era. Così abbiamo deciso di unire alcune competenze creando un palinsesto formativo e divulgativo che consenta di fronteggiare il futuro. Sono nati dei webinar online il cui scopo è dare risposte alle famiglie. Ogni appuntamento è pratico e lascia spazio al dialogo.
Come si sviluppa il percorso e di cosa si occupa?
Si sviluppa in 6 webinar della durata di un’ora ciascuno per sei mercoledì consecutivi iniziati il 9 marzo e che si concluderanno il 13 aprile. Sono state coinvolte persone con competenze specifiche dal Direttore del nostro patronato a Responsabili servizi Ulss 9. Ma anche avvocati, notai, medici esperti impegnati sull’invalidità e le malattie civili. Ogni incontro ha un tema. Siamo partiti dal progetto di vita affinchè si inizi a pensarci prima che diventi un problema o per lo meno prima che diventi un’emergenza. Per poi arrivare a parlare di:
- pensione e indennità
- strumenti giuridici a supporto
- riconoscimento invalidità civile
- applicazioni norme
- reti presenti sul territorio
Tutti i partecipanti possono inviare alla mail della segreteria ulteriori domande per permetterci poi di rispondere alle questioni rimaste in sospese.

A chi si rivolge il percorso e come ci si iscrive?
Possono partecipare famiglie ma anche operatori del settore che vogliono approfondire alcune tematiche, aggiornarsi e mettersi in rete. Gli interventi sono di alto livello con professionisti preparati. Il numero è limitato a 30 utenze collegate contemporaneamente.
Per partecipare è necessario inviare una mail alla segreteria segreteria@acliverona.it delle Acli, si indica a quale seminario si intende partecipare (è possibile partecipare a tutto il percorso o solo ad alcuni appuntamenti) e successivamente viene inviato un link per il collegamento. Ci auguriamo che questo percorso sia il primo passo. Vorremmo lavorare in rete per replicare l’iniziativa con nuove esperienze anche grazie alla collaborazione di realtà che stanno già operando oggi in questo settore
Donne che fanno la differenza: Lidia
Quando Lidia lascia la Sicilia porta in valigia due cose: l’effervescenza vulcanica ereditata dalla sua terra e la voglia di generare storie nuove. È giovane e innamorata, segue il marito a Roma e vi scopre una città viva, piena di risorse e di opportunità. I giorni passano, Lidia capisce che la sua famiglia non si può allargare e si mette in cerca di un calore che le ricorda casa.
La prima volta l’aveva accompagnata suo fratello Angelo. Il circolo le era piaciuto così c’era tornata. Aveva iniziato ad occuparsi della tombola e quando stava in quella stanza le sembrava di respirare un’aria diversa, fatta di progetti, relazioni e comunità. Per questo apre la porta di un circolo ACLI anche a Roma e senza saperlo inizia la sua avventura.
L’impegno sociale diventa la sua vita e si intreccia sempre più con il suo lavoro come direttrice di un centro di formazione, come progettista e consulente sociale. A Lidia piace lo spirito di squadra che vive in ACLI. Si sente a casa. Ascolta, si confronta, impara. Sposa lo spirito delle ACLI e lavora per creare rete. Ha capacità e le sue doti vengono premiate con ruoli sempre più impegnativi (dalle deleghe a Governance, Famiglia, Progettazione sociale, 5xmille; al Premio Amico della Famiglia istituito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri; alla Commissione per le Parità e Pari opportunità nel lavoro del Ministero del Lavoro). Eppure non è tutto oro quello che luccica…
Lidia è una donna. Deve guadagnarsi la credibilità. Deve faticare per far comprendere il valore delle sue scelte anche se queste generano impatti positivi. Però non si arrende. Crede nel servizio e nella possibilità di creare un welfare comunitario che contrasti le povertà del mondo d’oggi. Segue il consiglio del Papa: impara ad indossare un nuovo paio di occhiali invisibili che le fanno guardare oltre.
Mette a fuoco le periferie geografiche ed esistenziali della città. Vede la dimensione della gravità: disuguaglianze, solitudine, povertà educative. Vive tra la gente perché è lì che comprende. I bisogni aumentano, cosa possiamo fare? continua a chiedersi mentre perde il sonno e pensa a nuove soluzioni. Lidia cerca e coinvolge. È appassionata, determinata e concreta per questo le persone la seguono.
Così diventa Presidente delle ACLI di Roma, un arcipelago di 320 strutture che ogni anno accoglie oltre 120 mila persone, molte in condizioni di estrema fragilità. Serve visione e lungimiranza per costruire nuovi orizzonti. Come un’allenatrice motiva e spinge la sua squadra, fatta da centinaia di operatori e volontari, ad avere nuovi sguardi. Si sviluppano diversi servizi per i bisogni primari, per tutelare i diritti mancati, per promuovere il lavoro dignitoso, il contrasto alle povertà educative, l’attivazione della persona. Per non lasciare nessuno da solo.
Famiglie, indigenti, immigrati, minori e giovani sperduti... il cuore di Lidia non conosce confini. Solo durante il Lockdown le ACLI di Roma hanno assistito 900 minori, offerto più di 800 ore di consulenza, percorso 20 mila km per consegnare più di 3 mila pacchi recuperati da oltre 1 tonnellata di eccedenze alimentari a 8 mila persone.
L’impegno di Lidia è diventato la sua missione di vita. “Credo in chi prova ad essere straordinario nell’ordinario. Quando si ascoltano i silenzi e si vede anche chi sta nell’ombra, quando l’energia diventa conforto e il tempo aiuto concreto, allora riconosco l’essenza del donarsi”.
Lei è Lidia, una donna che fa la differenza.


