“Dopo di noi” dubbi e domande trovano risposte in un percorso dedicato
Acli Verona propone un nuovo percorso dedicato al “Dopo di noi” per offrire uno spazio di confronto e scambio tra famiglie e operatori della fragilità ed esperti sulla tematica.
Cosa farà quando non ci saremo più? Chi si prenderà cura di lui? Quale futuro lo attende? Sono tante le domande che interrogano genitori, coniugi, tutori e accompagnatori di persone con disabilità. Per aiutarle a trovare uno spazio di confronto ricco di spiegazioni e condivisioni, Acli Verona ha attivato un percorso telematico di 6 incontri in cui esperti del settore offrono una panoramica e forniscono risposte concrete per permettere alle famiglie di affrontare con più serenità il futuro delle persone amate. Claudio Bolcato, presidente di Acli Verona, ha risposto ad alcune domande.
Claudio, può aiutarci a conoscere meglio Acli Verona. Chi siete e di cosa vi occupate?
Le Acli sono un’associazione di promozione sociale che, attraverso un sistema diffuso ed organizzato sul territorio, promuove il lavoro ed i lavoratori, educa ed incoraggia alla cittadinanza attiva, difende, aiuta e sostiene i cittadini, in particolare quanti si trovano in stato di bisogno, a rischio di emarginazione o esclusione sociale.
Le Acli sono attive sui territori con circoli, servizi, progetti ed associazioni specifiche. A Verona siamo presenti dal 1986 con 23 circoli, 19 uffici zonali, 4 associazioni. Le Acli sono una realtà che si occupa di molteplici situazioni. Dal patronato alla povertà, dai problemi previdenziali alla dichiarazione dei redditi. Inoltre la dimensione associativa ci consente di promuovere percorsi di cittadinanza per la creazione di comunità come Rebus un progetto nato per gestire le eccedenze alimentari o Nessuno escluso per prevenire la dispersione scolastica.
Come mai avete scelto di dedicare un percorso formativo al “Dopo di noi”?
L’esigenza ci è stata chiara durante gli ascolti delle persone che incontriamo. Molteplici famiglie attualmente impegnate con un caso di fragilità domiciliare ci hanno espresso la necessità di orientarsi in un mondo fatto di leggi e norme da seguire. Si tratta di famiglie in cui i genitori sono prossimi alla pensione o in età avanzata. Loro, in modo particolare, ci chiedono “Cosa faremo con i nostri figli?”. Abbiamo voluto creare un contenitore che ancora non c’era. Così abbiamo deciso di unire alcune competenze creando un palinsesto formativo e divulgativo che consenta di fronteggiare il futuro. Sono nati dei webinar online il cui scopo è dare risposte alle famiglie. Ogni appuntamento è pratico e lascia spazio al dialogo.
Come si sviluppa il percorso e di cosa si occupa?
Si sviluppa in 6 webinar della durata di un’ora ciascuno per sei mercoledì consecutivi iniziati il 9 marzo e che si concluderanno il 13 aprile. Sono state coinvolte persone con competenze specifiche dal Direttore del nostro patronato a Responsabili servizi Ulss 9. Ma anche avvocati, notai, medici esperti impegnati sull’invalidità e le malattie civili. Ogni incontro ha un tema. Siamo partiti dal progetto di vita affinchè si inizi a pensarci prima che diventi un problema o per lo meno prima che diventi un’emergenza. Per poi arrivare a parlare di:
- pensione e indennità
- strumenti giuridici a supporto
- riconoscimento invalidità civile
- applicazioni norme
- reti presenti sul territorio
Tutti i partecipanti possono inviare alla mail della segreteria ulteriori domande per permetterci poi di rispondere alle questioni rimaste in sospese.

A chi si rivolge il percorso e come ci si iscrive?
Possono partecipare famiglie ma anche operatori del settore che vogliono approfondire alcune tematiche, aggiornarsi e mettersi in rete. Gli interventi sono di alto livello con professionisti preparati. Il numero è limitato a 30 utenze collegate contemporaneamente.
Per partecipare è necessario inviare una mail alla segreteria segreteria@acliverona.it delle Acli, si indica a quale seminario si intende partecipare (è possibile partecipare a tutto il percorso o solo ad alcuni appuntamenti) e successivamente viene inviato un link per il collegamento. Ci auguriamo che questo percorso sia il primo passo. Vorremmo lavorare in rete per replicare l’iniziativa con nuove esperienze anche grazie alla collaborazione di realtà che stanno già operando oggi in questo settore
Bando GREST Verona 2021
Per l’estate 2021 Fondazione Cattolica attiva il Bando GREST. Il bando rivolto alle Parrocchie della Diocesi e/o della Provincia di Verona interessate a realizzare un’esperienza estiva ad alto impatto educativo per bambini e ragazzi.
Estate: tempo di vacanze, di giochi, di divertimento e… di GREST. Per molte famiglie le attività proposte dagli oratori e dalle parrocchie rappresentano un luogo sicuro in cui lasciare i propri figli durante il periodo estivo. Bambini e animatori crescono insieme in un clima valoriale caratterizzato da condivisione, collaborazione ed inclusione. Il GREST ha una funzione sociale, ludica e comunitaria. Alla dimensione educativa, realizzata tramite progetti formativi specifici, definiti per età del ragazzo, si associa una dimensione spirituale che orienta e dà senso al tutto.
Fondazione Cattolica, crede nella formazione dei ragazzi e ritiene il GREST uno strumento insostituibile di crescita educativa. Per questo ha stanziato un Bando dal valore complessivo di 100mila euro. Il contributo assegnato sarà compreso tra i 500 e i 2.000 euro per ciascuna Parrocchia che risulterà assegnataria del bando. La valutazione assegnata è a insindacabile giudizio della Fondazione.
Come partecipare? Possono partecipare le Parrocchie della Diocesi o della provincia veronese previa lettura del regolamento , della compilazione e dell'invio del modulo allegato. I documenti devono essere inviati a: fondazione.cattolica@cattolicaassicurazioni.it. Solo le richieste inviate entro le ore 12 del 15 giugno, complete, firmate dal Parroco o dal legale rappresentate, saranno prese in considerazione.
Emergenza educativa, come rispondere
Il Covid-19 ha alimentato il bisogno di cura di molte fasce della popolazione, tra cui adolescenti e bambini. Secondo una ricerca pubblicata sul Journal of the American Academy of Child & Adolescent Psychiatry le difficoltà vissute in famiglia hanno aumentato la richiesta di supporto professionale. Psicologi e psicoterapeuti testimoniano che queste evidenze manifestano situazioni di sofferenza pregressa che si è consolidata nel tempo.
Come rispondere all'emergenza educativa? Ne abbiamo parlato insieme a Paolo Stefano e Daniela Galletta, rispettivamente Presidente e Coordinatrice di Associazione Prospettiva Famiglia. L’associazione veronese si occupa di promuovere iniziative ed interventi formativo-culturali, a sostegno della famiglia e delle figure educanti nella società odierna. Collabora con la Rete “Scuola e Territorio: Educare Insieme” di cui fanno parte 55 istituti e annualmente incontra oltre 11 mila persone.
L'emergenza educativa di cosa si tratta
È un tema che prende forma nelle radici famigliari, specie all’interno di quei nuclei in cui i genitori faticano ad essere esempi validi per i loro figli. A volte troppo amici a volte troppo focalizzati sui propri bisogni piuttosto che su quelli dei figli. In contesti in cui vi è difficoltà a trasferire quei pilastri che strutturano l’identità di un bambino e lo aiutano a diventare un cittadino, i ragazzi appaiono smarriti. Laddove mancano questi riferimenti, adolescenti e giovani cercano in altri soggetti valori, ideali e messaggi di cui necessitano.
L’occhio attento di un educatore riesce a scorgere i disagi dei ragazzi che possono essere mostrati in modo più visibile ma che spesso sono celati in solitudine, mancanza di contatto con i propri coetanei e difficoltà relazionale a vantaggio della tecnologia. Sono diversi gli indizi che sottolineano questa situazione: comportamenti aggressivi, ansia, depressione, ritiro dall’ambiente sociale, alimentazione sconnessa o rifugi nel deep web... Sono solo alcune delle conseguenze più delicate che i ragazzi stanno affrontando e che vengono inserite all’interno delle ricerche psicologiche che parlano di come rispondere all'emergenza educativa.
I bisogni delle giovani generazioni
Il magistrato Rosario Livatino disse Quando moriremo nessuno ci chiederà quanto siamo stati credenti ma quanto siamo stati credibili! I ragazzi non sono alla ricerca di eroi ma di persone coerenti con quello che dicono e fanno. I giovani osservano e ascoltano. Per questo è fondamentale imparare a prestare loro attenzione, stabilire un rapporto empatico che permetta di individuare i loro bisogni. Serve indicare loro il preciso punto di partenza di una strada che si proietta verso desideri e aspettative che poi appartengono ai singoli ragazzi. Favorire il confronto consente di essere parte della crescita dei giovanissimi, di guidarli e di lasciare che gli insegnamenti fungano da stella polare. Per questo ogni educatore deve accettare di imparare continuamente e deve essere il primo a porsi in discussione per trovare le strategie migliori che, come una chiave, aprono la porta alla relazione.
Gli attori nella crescita educativa
Crescere è un processo ed è fondamentale creare alleanze educative per favorire lo sviluppo dei ragazzi. Per rispondere all'emergenza educativa i genitori sono fondamentali ma non sono gli unici attori: adulti, docenti, allenatori, parroci, istituzioni e anche i personaggi pubblici devono essere un riferimento per lo sviluppo dei cittadini di domani. Lo psicoterapeuta Alberto Pellai invita a riflettere perché siamo di fronte ad una chiamata: diventare comunità educante che si educa ed educa i ragazzi a diventare cittadini attivi e consapevoli. Da dove partire? Non esiste una regola univoca e sarebbe ingannevole pensare che vi siano princìpi fondamentali unici per tutte le figure educanti. Eppure Papa Francesco, nella sua Enciclica Laudato Sii, propone di partire dal rispetto dell’altro e delle regole, dalla responsabilità, dalla condivisione, dall’onestà, dalla tolleranza, dall’attenzione verso chi è in difficoltà e verso l’ambiente per creare un nuovo modello che aiuti anche a sviluppare il futuro.
Il Covid e le sue conseguenze
Il Covid-19 è una sfida perché ciò che si credeva scontato abbiamo scoperto che non lo è. Da un punto di vista culturale e umanitario ha creato un forte limite. Per le figure educanti è però anche un’occasione: ogni ragazzo, ogni persona, custodisce delle risorse dentro di sé. È necessario aiutare i giovani a scoprirle per indirizzare il loro percorso futuro.
Ti interessa scoprire meglio le attività di Associazione Prospettiva Famiglia? Guarda il loro articolo sulla cittadinanza attiva!


