Bando Intraprendere nel sociale

Intraprendere nel sociale, il bando che rende le persone protagoniste dello sviluppo

Fondazione Cattolica è alla ricerca di idee progettuali che rispondano in modo efficace, sostenibile ed innovativo ai bisogni crescenti dei territori. Per questo ha ideato il Bando Intraprendere nel Sociale

Con il bando Intraprendere nel sociale Fondazione Cattolica intende sostenere Associazioni ed Enti privati senza finalità di lucro, che promuovono lo sviluppo di una società a misura d’uomo, della sua dignità e vocazione.

Il bando vuole affiancare coloro che si attivano per rispondere in modo nuovo, efficace e sostenibile, ai bisogni riguardanti:

  • Nuove povertà
  • Disabilità
  • Famiglie
  • Anziani
  • Giovani

Solo le proposte avviate in Italia e capaci di autosostenersi terminato il periodo di accompagnamento, saranno prese in considerazione da Fondazione Cattolica.

Attraverso il bando Intraprendere nel sociale, Fondazione Cattolica desidera contribuire allo sviluppo di un welfare generativo capace di creare valore sociale e crescita, coinvolgendo persone e mercato.

I parametri di valutazione dell’idea riguardano:

  • L’impatto sulla comunità (numero delle persone inserite, dei volontari coinvolti, dei beneficiari…)
  • Gli elementi innovativi con cui si affronta il bisogno sociale
  • Massimizzazione dell’efficacia rispetto al costo
  • Tempo necessario al raggiungimento della piena auto sostenibilità economica.

Il contributo massimo stanziato dal Bando Intraprendere nel sociale per ogni progetto è di 10.000 euro e non potrà superare il 50% dei costi complessivi. Maggiori informazioni sono disponibili all’interno del bando

Per presentare la propria idea è necessario prenotare un colloquio telefonico chiamando il numero 045 8083211 oppure scrivendo una mail a fondazione.cattolica@cattolicaassicurazioni.it

Puoi scoprire le proposte progettuali accompagnate negli anni sfogliano i nostri Bilanci


emergenza educativa

Emergenza educativa, come rispondere

Il Covid-19 ha alimentato il bisogno di cura di molte fasce della popolazione, tra cui adolescenti e bambini. Secondo una ricerca pubblicata sul Journal of the American Academy of Child & Adolescent Psychiatry le difficoltà vissute in famiglia hanno aumentato la richiesta di supporto professionale. Psicologi e psicoterapeuti testimoniano che queste evidenze manifestano situazioni di sofferenza pregressa che si è consolidata nel tempo.

Come rispondere all'emergenza educativa? Ne abbiamo parlato insieme a Paolo Stefano e Daniela Galletta, rispettivamente Presidente e Coordinatrice di Associazione Prospettiva Famiglia. L’associazione veronese si occupa di promuovere iniziative ed interventi formativo-culturali, a sostegno della famiglia e delle figure educanti nella società odierna. Collabora con la Rete “Scuola e Territorio: Educare Insieme” di cui fanno parte 55 istituti e annualmente incontra oltre 11 mila persone.

L'emergenza educativa di cosa si tratta

È un tema che prende forma nelle radici famigliari, specie all’interno di quei nuclei in cui i genitori faticano ad essere esempi validi per i loro figli. A volte troppo amici a volte troppo focalizzati sui propri bisogni piuttosto che su quelli dei figli. In contesti in cui vi è difficoltà a trasferire quei pilastri che strutturano l’identità di un bambino e lo aiutano a diventare un cittadino, i ragazzi appaiono smarriti. Laddove mancano questi riferimenti, adolescenti e giovani cercano in altri soggetti valori, ideali e messaggi di cui necessitano.

L’occhio attento di un educatore riesce a scorgere i disagi dei ragazzi che possono essere mostrati in modo più visibile ma che spesso sono celati in solitudine, mancanza di contatto con i propri coetanei e difficoltà relazionale a vantaggio della tecnologia. Sono diversi gli indizi che sottolineano questa situazione: comportamenti aggressivi, ansia, depressione, ritiro dall’ambiente sociale, alimentazione sconnessa o rifugi nel deep web... Sono solo alcune delle conseguenze più delicate che i ragazzi stanno affrontando e che vengono inserite all’interno delle ricerche psicologiche che parlano di come rispondere all'emergenza educativa.

I bisogni delle giovani generazioni

Il magistrato Rosario Livatino disse Quando moriremo nessuno ci chiederà quanto siamo stati credenti ma quanto siamo stati credibili! I ragazzi non sono alla ricerca di eroi ma di persone coerenti con quello che dicono e fanno. I giovani osservano e ascoltano. Per questo è fondamentale imparare a prestare loro attenzione, stabilire un rapporto empatico che permetta di individuare i loro bisogni. Serve indicare loro il preciso punto di partenza di una strada che si proietta verso desideri e aspettative che poi appartengono ai singoli ragazzi. Favorire il confronto consente di essere parte della crescita dei giovanissimi, di guidarli e di lasciare che gli insegnamenti fungano da stella polare. Per questo ogni educatore deve accettare di imparare continuamente e deve essere il primo a porsi in discussione per trovare le strategie migliori che, come una chiave, aprono la porta alla relazione.

Gli attori nella crescita educativa

Crescere è un processo ed è fondamentale creare alleanze educative per favorire lo sviluppo dei ragazzi. Per rispondere all'emergenza educativa i genitori sono fondamentali ma non sono gli unici attori: adulti, docenti, allenatori, parroci, istituzioni e anche i personaggi pubblici devono essere un riferimento per lo sviluppo dei cittadini di domani. Lo psicoterapeuta Alberto Pellai invita a riflettere perché siamo di fronte ad una chiamata: diventare comunità educante che si educa ed educa i ragazzi a diventare cittadini attivi e consapevoli. Da dove partire? Non esiste una regola univoca e sarebbe ingannevole pensare che vi siano princìpi fondamentali unici per tutte le figure educanti. Eppure Papa Francesco, nella sua Enciclica Laudato Sii, propone di partire dal rispetto dell’altro e delle regole, dalla responsabilità, dalla condivisione, dall’onestà, dalla tolleranza, dall’attenzione verso chi è in difficoltà e verso l’ambiente per creare un nuovo modello che aiuti anche a sviluppare il futuro.

Il Covid e le sue conseguenze

Il Covid-19 è una sfida perché ciò che si credeva scontato abbiamo scoperto che non lo è. Da un punto di vista culturale e umanitario ha creato un forte limite. Per le figure educanti è però anche un’occasione: ogni ragazzo, ogni persona, custodisce delle risorse dentro di sé. È necessario aiutare i giovani a scoprirle per indirizzare il loro percorso futuro.

Ti interessa scoprire meglio le attività di Associazione Prospettiva Famiglia? Guarda il loro articolo sulla cittadinanza attiva!


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